{"id":414118,"date":"2017-07-05T10:04:46","date_gmt":"2017-07-05T08:04:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=414118"},"modified":"2017-09-20T09:16:39","modified_gmt":"2017-09-20T07:16:39","slug":"festival-borgio-quelle-frittelle-nonna-teresa-tanto-piacevano-enrico-maria-salerno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/07\/festival-borgio-quelle-frittelle-nonna-teresa-tanto-piacevano-enrico-maria-salerno\/","title":{"rendered":"Festival di Borgio: quelle frittelle di nonna Teresa che tanto piacevano a Enrico Maria Salerno"},"content":{"rendered":"<p><em>Lo Zibaldone \u00e8 la rubrica di IVG su storie, racconti, aneddoti e scorci culturali della nostra provincia, curata da Sara Sacco.<br>\nStorie\u2026 storie\u2026 quante storie da raccontare: alcune si scoprono casualmente, altre affiorano prepotenti durante appassionanti ricerche, e poi aneddoti, ispirazioni, pensieri e parole\u2026<\/em><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_496\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_496\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_496').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_496\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><strong>Non tutti sanno che\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Oggi non parleremo della bellezza di monumenti artistici, n\u00e9 dell\u2019importanza di un particolare evento storico: pi\u00f9 semplicemente sbirceremo da dietro le quinte del tradizionale Festival teatrale di Borgio Verezzi per scoprire un\u2019atmosfera particolare, fatta di impressioni e aneddoti legati alla memoria personale del recente passato.<\/p>\n<p>L\u2019occasione mi \u00e8 data grazie ad una piacevole chiacchierata con Paolo Burnengo, ligure DOC in quanto nato a Borgio e cresciuto proprio in quella piazza che dal 1967 ospita l\u2019evento teatrale che ha reso famoso nel corso degli anni il piccolo borgo e che tutt\u2019ora ospita la kermesse che avr\u00e0 inizio nei prossimi giorni.<\/p>\n<p>La memoria degli aneddoti risale all\u2019inizio degli anni Ottanta, alle estati trascorse in compagnia di nonna Teresa, la cui casetta si affacciava, e si affaccia tutt\u2019ora, proprio in piazza Sant\u2019Agostino, dove ogni anno si mettono in scena rappresentazioni teatrali. Paolo ricorda come il silenzio assonnato delle calde giornate assolate veniva improvvisamente interrotto dall\u2019atteso arrivo del goliardico circo fatto di attori e attrici con famiglie al seguito, autori, registi, tecnici, scenografi, costumisti, truccatrici\u2026<\/p>\n<p>Nei primi anni i famosi foresti venivano accolti addirittura nelle case del paese e i camerini erano realizzati nelle aule della scuola elementare locale: era un\u2019occasione particolare per partecipare all\u2019evento, ovviamente gratuitamente, ospitando a volte parte del pubblico sui divanetti in vimini che per l\u2019occasione venivano trasferiti dal dehors al terrazzo del bar, quando venivano venduti troppi biglietti rispetto alla capacit\u00e0 della platea (si risolveva cos\u00ec il problema dell\u2019overbooking\u2026).<\/p>\n<p>I compaesani vivevano l\u2019estate come un \u201cprima\u201d ed un \u201cdopo\u201d l\u2019evento artistico: il ricordo va alla frenesia di chi montava il palco, di chi costruiva le scenografie; all\u2019emozione di assistere alle prove quotidiane e a qualche pretesa dispotica del regista di turno (come quella di provare solo alle 2 di notte quando la piazza era completamente deserta e silenziosa); alla ingombrante presenza del pubblico proprio davanti alla porta di casa; alle ordinanze che limitavano le normali libert\u00e0 degli abitanti\u2026 Il teatro a Borgio Verezzi non \u00e8 quello canonico, \u00e8 il teatro che si mescola alla vita quando la troupe stanca si riposa sorseggiando l\u2019aperitivo al bar della piazza o quando si gioca a nascondino con i figli degli attori mentre i genitori provano ore ed ore\u2026<\/p>\n<p>Il primo spettacolo, quello che apriva la stagione, spesso era anche una Prima nazionale e rimaneva in cartellone per una settimana continua di repliche: allora gli artisti si immergevano nella tranquillit\u00e0 del borgo per diventarne nuovi compaesani. Altri spettacoli invece si fermavano solo per una o due serate, allora le voci dei personaggi e i colori delle scenografie si alternavano in una veloce ordinata confusione.<\/p>\n<p>Con la stessa emozione di quando era ragazzo, Paolo ricorda ancora potente il carisma ammaliante di Giorgio Albertazzi nei panni di un principe greco, i personaggi di Renato del Carmine, la dizione di Gabriele Lavia e la faraonica aquila fatta di specchi che appariva illuminata nel suo spettacolo, e ancora Ottavia Piccolo, Valeria Moriconi, Nino Castelnuovo, Ernesto Calindri (allora famoso per la pubblicit\u00e0 del liquore \u201cCynar\u201d), Aldo Reggiani, Roberto Herlitzka che recita Re Lear, Giuseppe Pambieri con la moglie Lia Tanzi e la piccola Micol, Gianluca Guidi, Katia Ricciarelli che passeggia al mattino presto con il suo cagnolino e tanti altri nomi mai dimenticati.<\/p>\n<p>Sono tanti gli aneddoti divertenti\u2026 ma non tutti possono essere raccontati, ne scegliamo solo alcuni.<\/p>\n<p><strong>Non tutti sanno che\u2026 <\/strong>siamo alla fine degli anni Settanta, il parroco di allora, un certo Don Bruno, che in segno di muta protesta alla rigogliosa bellezza dell\u2019attrice Vicky Williams, che per copione doveva comparire in scena a seno nudo ne \u201cLa Venexiana\u201d, arbitrariamente decise che era meglio staccare la spina che portava la corrente elettrica dalla locale chiesa ai fari che illuminavano il palcoscenico, per un evidente insopportabile conflitto di interessi\u2026<\/p>\n<p><strong>Non tutti sanno che\u2026<\/strong> trent\u2019anni fa non esistevano i cellulari e, in caso di necessit\u00e0, si telefonava a gettoni dal bar e quando il bar era chiuso poteva succedere che un attore famoso bussasse alla porta (sempre aperta) chiedendo di poter telefonare dal telefono di casa. Paolo allora quattordicenne ricorda cos\u00ec Enrico Maria Salerno che, giunto a Borgio per recitare un personaggio dell\u2019Otello, chiede proprio a nonna Teresa quella gentilezza, ma \u00e8 l\u2019ora di pranzo e l\u2019inebriante profumo delle frittelle di patate preparate a mano convince l\u2019allora famoso attore ad autoinvitarsi a pranzo per trascorrere in allegria un momento conviviale ed assaggiare una prelibatezza locale. Permane nella memoria quella bella voce profonda, la testa rasata per esigenze di copione, le folte sopracciglia\u2026<\/p>\n<p>Passata l\u2019allegra baraonda tornava nell\u2019antico borgo ligure il silenzio assonato delle calde giornate assolate\u2026<\/p>\n<p>Ringrazio ancora Paolo per aver condiviso i suoi personali ricordi con tutti lettori di IVG.<\/p>\n<p><em>Lo Zibaldone \u00e8 la rubrica settimanale di IVG su storia e cultura savonese, in uscita ogni mercoled\u00ec: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/zibaldone\/\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo Zibaldone \u00e8 la rubrica di curiosit\u00e0 di IVG: ogni mercoled\u00ec storia, cultura, aneddoti, riflessioni e scoperte della nostra provincia<\/p>\n","protected":false},"author":18167,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[92032],"class_list":["post-414118","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-zibaldone","post_cat_citta-provincia"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/414118","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18167"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=414118"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/414118\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=414118"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=414118"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=414118"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}