{"id":411390,"date":"2017-05-31T16:58:48","date_gmt":"2017-05-31T14:58:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=411390"},"modified":"2017-05-31T17:12:16","modified_gmt":"2017-05-31T15:12:16","slug":"lezione-calcio-dallala-pierino-fanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/05\/lezione-calcio-dallala-pierino-fanna\/","title":{"rendered":"A lezione di calcio dall&#8217;ala Pierino Fanna"},"content":{"rendered":"<p>Nella bellissima cornice di Arco di Trento, nel corso del Torneo B. Viola, all\u2019interno dell\u2019iniziativa denominata dagli organizzatori \u201cCalcer\u00f2\u201d a cui hanno preso parte volti noti del panorama calcistico nazionale, ho avuto l\u2019occasione di conoscere meglio \u00a0Pierino Fanna,\u00a0<b>uno dei cinque calciatori italiani (insieme a Giovanni Ferrari, Sergio Gori, Aldo Serena e Attilio Lombardo) ad aver conquistato lo scudetto con tre societ\u00e0 differenti. <\/b>Cordiale e disponibile come nel suo carattere<b>,\u00a0<\/b>non ha voluto sottrarsi ad alcune domande rivoltegli dalla folta platea accorsa comprese le nostre.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_238\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_238\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Partiamo da qui. L\u2019<b>Atalanta<\/b> manco a dirlo \u00e8 in finale: cosa pu\u00f2 dirci del suo passato con la Dea?<\/p>\n<p>\u00abRicordo che sono arrivato a Bergamo da Grimacco (Udine) a soli 14 anni e che sono andato via a 19 anni, dopo tre stagioni di settore giovanile e due di prima squadra in Serie B. \u00c8 stata un\u2019esperienza importante ed ho grandissima riconoscenza per la societ\u00e0 che mi ha lanciato e mi ha costruito. Prima come uomo e poi come calciatore, la linea di allora come quella odierna \u00e8 sempre stata quella di <b>trasmettere valori importanti<\/b> e persone che mi hanno fatto crescere. In quell\u2019Atalanta c\u2019erano uomini come i Bortolotti, Brolis, Previtali e Morotti oltre ad allenatori come Magistrelli, Moro e Titta Rota. Veramente una palestra di vita\u00bb.<\/p>\n<p>Quali sono i ricordi particolari legati alle vicende di campo?<\/p>\n<p>\u00abNon ho fatto molti gol, lavoravo tanto sulla fascia. Il primo anno di serie B segnai una rete contro il Piacenza nell\u2019ultima gara del 1975\/1976, mentre nel settore giovanile con gli allievi arrivammo a giocarci per due volte il titolo italiano e, in particolare, quella finale persa contro la Juventus mi \u00e8 rimasta proprio sullo stomaco. Non c\u2019\u00e8 un momento o un ricordo specifico, sono stati 5 anni bellissimi perch\u00e9, grazie all\u2019Atalanta, sono diventato calciatore e ho fatto quello che sono riuscito a fare nel calcio in carriera\u00bb.<\/p>\n<p>Qualche aneddoto?<\/p>\n<p>\u201cEccola qui, la curiosit\u00e0: ho giocato con Antonio Percassi. Nel giorno dello spareggio di Genova contro il Cagliari, 82 bus di tifosi bergamaschi al seguito, fu proprio lui a mettere al centro il pallone per la prima rete di Rocca\u201d.<\/p>\n<p>Ma com\u2019era Percassi sul terreno di gioco?<\/p>\n<p>\u00abIl presidente Percassi in campo? Il classico stopper vecchio stile, badava molto al sodo e anche se qualche volta qualche finta non la capiva badava sempre al sodo ed era tremendamente efficace. Concentratissimo sull\u2019avversario, una persona splendida sotto l\u2019aspetto umano ed un compagno con cui ho condiviso belle emozioni: nello spareggio di Genova contro il Cagliari eravamo in campo assieme. Era il 29 giugno 1977, una grande vittoria firmata da Rocca e Scala nel giro di tre minuti\u00bb.<\/p>\n<p>Come \u00e8 proseguita poi la sua carriera?<\/p>\n<p>\u201cEro un\u2019ala funambolica in grado di giocare sia a destra che a sinistra (cos\u00ec mi avevano costruito proprio sui campi di Zingonia) e per questo passai alla Juventus nel 1978. In carriera ho in seguito vestito anche le maglie di Inter e Verona e, proprio con i giallobl\u00f9, ho scritto una delle pagine pi\u00f9 belle della storia dell\u2019Hellas contribuendo in modo determinante alla conquista dello scudetto del 1984\/1985( stagione dell\u2019esordio in Nazionale proprio a Verona, contro la Cecoslovaccia, il 7 aprile del 1984).\u00a0In totale, sono ben 5 i titoli italiani che conquistato: tre con la Juventus, uno con il Verona e uno con l\u2019Inter di Trapattoni\u201d.<\/p>\n<p>Come \u00e8 stato il suo ritiro dal calcio giocato?<\/p>\n<p>\u201cMi sono occupato del settore giovanile veronese per diversi anni, per assumere con l\u2019arrivo di Prandelli nell\u2019estate 1998, il ruolo di secondo allenatore. Prandelli dopo aver ottenuto una promozione e una tranquilla salvezza, regalando un calcio offensivo e assai piacevole, ha lasciato la panchina del Verona in aperta polemica nei confronti della presidenza e decisi (sbagliando) di seguirlo a Venezia. Il nostro rapporto si \u00e8 chiuso nel 2002 quando Cesare si \u00e8 trasferito al Parma. Poteva consolidarsi meglio, la nostra partnership professionale, ma non \u00e8 andata cos\u00ec. Diciamo che Verona ci ha unito e Venezia ci ha diviso. Come succede a tanti colleghi nel nostro ambiente\u2026 Oggi la mia attivit\u00e0\u00a0\u00e8 tranquilla e senza grosse pressioni. Mi prendo tutto il tempo che mi serve per godermi la vita e gestire le mie passioni. Ho fatto delle scelte e non sono pi\u00f9 dentro al mondo del calcio anche se continuo a seguire tutto molto da vicino. Da alcuni anni lavoro per la Radio Ufficiale dell\u2019Hellas Verona, commento le partite e seguo sempre le vicende dei giallobl\u00f9. Mi piace e mi diverto\u201d.<\/p>\n<p>Lo ha letto il bel libro di Furio Zara (<b>\u2018Ma \u00e8 successo davvero?<\/b>\u2018) dedicato a quell\u2019incredibile impresa dello scudetto veronese (Leicester docet)?<\/p>\n<p>\u00abSolo delle parti, ma devo dire che mi \u00e8 piaciuto tantissimo. Quando Zara parla di me e della mia infanzia in particolare, ha davvero centrato il punto e ancora mi chiedo come sia entrato in possesso di certe informazioni\u2026 Ha fatto un lavoro giornalistico ragguardevole\u201d.<\/p>\n<p>Un ritaglio della memoria ex novo risalente a quel magico 1985 ce l\u2019ha in testa?<\/p>\n<p>\u00abPi\u00f9 che un flash, un nome. Uno solo: quello di Bagnoli. Osvaldo fu un secondo padre per me; anche perch\u00e9 mi rigener\u00f2 nel periodo pi\u00f9 difficile della mia carriera (1982 circa) e \u2013 con lui \u2013 vinsi per tre volte di fila il titolo di \u2018miglior ala italiana\u2019. E conta che in quel periodo c\u2019erano anche Causio, Bruno Conti, il primo Donadoni, ecc. Un Mister cos\u00ec me lo sarei tenuto stretto tutta la vita. Invece mi accordai con l\u2019Inter e, fin da allora, continuo a prendermi le mie responsabilit\u00e0 in tale operazione di mercato. Il successo ottenuto fu il parto della sua bravura mostruosa, del suo essere un po\u2019 mister e un po\u2019 psicologo. E poi avevamo due soli stranieri da gestire: i grandissimi Elkjaer e Briegel. Al giorno d\u2019oggi te ne ritrovi minimo dieci\/dodici per squadra e la faccenda si complica terribilmente\u2026\u00bb<\/p>\n<p>All\u2019Inter, nel 1987, ritrov\u00f2 in panca Giovanni Trapattoni che l\u2019 aveva gi\u00e0 allenato alla Juventus per cinque lunghe e contraddittorie stagioni.<\/p>\n<p>\u00abIl mio col Trap fu un rapporto di odio\/rispetto reciproco. Io gli ho sempre dato tutto me stesso come giocatore, ma lui aveva la sua mentalit\u00e0. Il suo \u2018vestito giusto\u2019 per ogni occasione. Dalla Juve non potevo muovermi per ragioni contrattuali ma, quando Trapattoni firm\u00f2 per l\u2019Inter, io diedi subito alla societ\u00e0 milanese la mia disponibilit\u00e0 a trasferirmi altrove. Il Trap si oppose, mi disse che avrei giocato a lungo con lui. Solo che quando eravamo in vantaggio durante le partite, il primo che faceva uscire \u2013 per mettere dentro un mediano o un difensore aggiunto \u2013 ero sempre io!\u00bb<\/p>\n<p>I Fanna \u2013 <b>queste benedette ali che saltano l\u2019uomo e creano assist al bacio<\/b> \u2013 esistono ancora nel calcio moderno?<br>\n\u00abForse stanno lentamente tornando visto che oggi abbiamo gli Iturbe, i Candreva, i Cuadrado ecc. Gente che di suo apre le maglie avversarie ma che, per me, non sa giocare larga sulle fasce laterali. Saltare l\u2019uomo lungo la riga bianca era una libidine in quegli anni \u201980. Io, ad esempio, mi divertivo da matti\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Nostalgia? Rimpianti?<\/p>\n<p>\u201cNessuno. Il segreto \u00e8 dare il meglio in quello che si fa, quando lo si fa, e accettare con serenit\u00e0 che ogni cosa ha un inizio e una fine. Io ho sempre fatto quello che volevo, sin da piccolo: ho stemperato le mie debolezze e le preoccupazioni grazie al calcio. Lo stop non \u00e8 stato traumatico, mi sono distaccato pian piano. Mi mancano un po\u2019 gli allenamenti, quello s\u00ec: ho il movimento nel dna, mi piace faticare. Ma appena posso scappo in Lessinia con gli sci di fondo o mi concedo una decina di chilometri di corsa, sul lungadige, fino alla diga del Chievo e ritorno\u201d.<\/p>\n<p>La riconoscono?<\/p>\n<p>\u201cSe tolgo il cappellino s\u00ec; i ragazzini mi chiedono ancora gli autografi. Fa piacere, mi \u00e8 sempre piaciuto lavorare con i giovani. Sto pensando di aprire una scuola calcio, avrei voglia di educare i ragazzi attraverso lo sport, far capire loro che per raggiungere un obiettivo ci vogliono impegno e sudore. Ma se mi offrissero di spostarmi chiss\u00e0 dove per allenare, direi no. Ora la mia vita \u00e8 pi\u00f9 lenta, pi\u00f9 serena, all\u2019insegna di una frase che tanto mi piaceva, che quando l\u2019ho sentita da qualche parte l\u2019ho appuntata e che recita: \u2018<b>Non farti togliere la libert\u00e0. Perderesti dignit\u00e0, serenit\u00e0, onest\u00e0'\u201d.<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[182,32],"tags":[85989,5327,58119],"class_list":["post-411390","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calcio","category-sport","tag-calcio","tag-calcio-giovanile","tag-speciale-settore-giovanile","post_tag_personaggi-felicino-vaniglia"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/411390","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=411390"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/411390\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=411390"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=411390"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=411390"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}