{"id":411289,"date":"2017-05-30T16:50:10","date_gmt":"2017-05-30T14:50:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=411289"},"modified":"2017-05-30T16:50:10","modified_gmt":"2017-05-30T14:50:10","slug":"quadro-sparito-dalla-villa-loano-nessun-favoreggiamento-fameli-doppia-assoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/05\/quadro-sparito-dalla-villa-loano-nessun-favoreggiamento-fameli-doppia-assoluzione\/","title":{"rendered":"Quadro &#8220;sparito&#8221; dalla villa di Loano, nessun favoreggiamento a Fameli: doppia assoluzione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Loano<\/strong>. Si \u00e8 chiuso con una doppia assoluzione il processo che vedeva a giudizio Giuseppina \u201cRita\u201d Fameli e Juana Clara Socualaya Magino, rispettivamente figlia e compagna di Antonio Fameli, per l\u2019intricata vicenda della presunta sparizione di un quadro dalla villa del faccendiere loanese finita sotto sequestro.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_843\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_843\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Le due donne, difese dagli avvocati Emi Roseo e Gian Maria Gandolfo, erano accusate entrambe di favoreggiamento personale di Fameli che, a sua volta, per questa vicenda deve rispondere delle accuse di violazione dei sigilli e asportazione di materiale sotto sequestro (processo che \u00e8 ancora in corso davanti al giudice Francesco Giannone). Una contestazione che era stata formalizzata proprio sulla base del presunto spostamento di un quadro raffigurante il volto di Cristo (che ha la particolarit\u00e0 di \u201cseguire\u201d con lo sguardo la persona che lo sta osservando), originariamente sistemato nella villa della via Aurelia al numero 271, nell\u2019abitazione di via Boccaccio dove Fameli nel 2012 scontava gli arresti domiciliari. <\/p>\n<p>Secondo l\u2019accusa, infatti, il dipinto nel giugno 2012, quando la villa era finita sotto sequestro, si trovava nell\u2019abitazione, mentre nel febbraio 2013, in seguito ad una violazione dei sigilli, non era pi\u00f9 l\u00ec, ma appeso nell\u2019appartamento di via Boccaccio. Un elemento che, per gli inquirenti, provava che fosse stato proprio Fameli ad entrare senza permesso nella casa. Una tesi che, attraverso 17 pagine di esposto, Fameli ha smontato documentando come nella ricostruzione degli inquirenti ci sarebbero molte inesattezze. In particolare, sempre secondo Fameli, gli inquirenti avrebbero fatto confusione tra i numerosi quadri presenti nella villa dove c\u2019era anche un secondo ritratto di Cristo sulla croce (anch\u2019esso con la particolarit\u00e0 di \u201cseguire\u201d con lo sguardo chi lo sta osservando) che non \u00e8 mai stato spostato.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: a sostegno delle accuse lanciate nell\u2019esposto ci sono anche quattro video (di cui solo due acquisiti dagli inquirenti), ripresi con il cellulare del figlio della compagna di Fameli al momento di lasciare la casa, che testimonierebbero come il quadro di Cristo in questione fosse gi\u00e0 stato spostato prima che venissero messi i sigilli nel giugno del 2012.<\/p>\n<p>Una versione che, infatti, era stata confermata davanti agli inquirenti proprio da Rita Fameli e Juana Clara Socualaya Magino che avevano spiegato che il quadro era stato spostato dalla villa da subito, ovvero quando Fameli aveva traslocato nell\u2019appartamento di via Boccaccio. Dichiarazione che erano costate alle due donne il rinvio a giudizio per favoreggiamento: secondo la Procura infatti avrebbero solo cercato di \u201cscagionare\u201d Antonio Fameli. <\/p>\n<p>Questa mattina gli avvocati Roseo e Gandolfo hanno ribadito la totale buona fede delle due imputate e il giudice, visto che non \u00e8 emersa con chiarezza la prova che non avessero detto la verit\u00e0, le ha assolto. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A giudizio c&#8217;erano la figlia e la compagna dell&#8217;imprenditore: secondo l&#8217;accusa non avevano detto la verit\u00e0 davanti agli inquirenti per scagionarlo<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[66695,66696],"class_list":["post-411289","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","tag-quadro-cristo","tag-violazione-dei-sigilli","post_cat_citta-loano","post_tag_personaggi-antonio-fameli"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/411289","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=411289"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/411289\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=411289"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=411289"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=411289"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}