{"id":408427,"date":"2017-04-24T10:56:18","date_gmt":"2017-04-24T08:56:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=408427"},"modified":"2017-04-24T12:29:32","modified_gmt":"2017-04-24T10:29:32","slug":"balneari-donnedamare-ai-sindaci-dei-comuni-costieri-chiedete-audizione-alla-camera-sottoscrivete-la-petizione-popolare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/04\/balneari-donnedamare-ai-sindaci-dei-comuni-costieri-chiedete-audizione-alla-camera-sottoscrivete-la-petizione-popolare\/","title":{"rendered":"Balneari, Donnedamare ai sindaci dei comuni costieri: &#8220;Chiedete audizione alla Camera, sottoscrivete la petizione popolare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria. <\/strong>\u201cSiamo preoccupate dell\u2019improvvisa e rischiosa accelerazione, di questi giorni, dell\u2019attuale disegno di legge delega del 27 gennaio scorso sul riordino delle concessioni demaniali marittime, ora in discussione alla Camera, perch\u00e9 verte unicamente sulle evidenze pubbliche nell\u2019ossequio di alcune norme europee irrispettose dell\u2019economia balneare italiana composta in maggioranza da piccole imprese familiari\u201d. Lo afferma in una nota l\u2019associazione Donnedamare che lancia ancora una volta l\u2019allarme sul Ddl relativo alle concessioni demaniali, contestato dai balneari e dalle imprese del settore.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_491\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_491\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cI due presunti meccanismi di tutela previsti, riguardanti il \u201cvalore commerciale\u201d e la \u201cprofessionalit\u00e0\u201d sono stati gi\u00e0 respinti dalla Commissione Europea, nel corso dell\u2019incontro tra il sottosegretario Sandro Gozi e la funzionaria Lowri Evans tenutosi il 26 luglio 2016\u201d.<\/p>\n<p>\u201cInoltre tale Ddl non contempla il legittimo affidamento (riconosciuto dallo stesso diritto comunitario nella stessa sentenza CGUE del 14 luglio 2016 e dal diritto nazionale con Sentenza del Tar Campania n. 911\/2017 secondo cui il legittimo affidamento pu\u00f2 essere valutato caso per caso sia dal giudice nazionale, sia dalle competenti pubbliche amministrazioni), la salvaguardia del lavoro garantito dalla Costituzione (Sent. Cost. 275\/16 secondo cui sono i diritti incomprimibili ad incidere sul vincolo del pareggio di bilancio subordinandolo, nei fatti, ai diritti fondamentali costituzionali), il doppio binario ed i 30 anni di proroga della durata concessoria, periodo comunque ristretto se paragonato alla lunghissima durata dei colleghi oltralpe, spagnoli e portoghesi. Perch\u00e9 solo l\u2019Italia dovrebbe sottostare a diktat europei che altri Paesi non hanno neppure considerato!\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOltretutto il nostro Governo non conosce la reale consistenza del demanio marittimo dove, secondo vari studi, poco pi\u00f9 della met\u00e0 dei litorali nazionali attuali \u00e8 occupata da imprese balneari. Quindi non esisterebbe al momento la scarsit\u00e0 delle risorse disponibili per mandare all\u2019asta le attuali concessioni come proposto nel Ddl, mentre si potrebbe gi\u00e0 avviare il doppio binario con evidenze pubbliche solo per le nuove concessioni sui litorali disponibili, garantendo la continuit\u00e0 delle legittime concessioni esistenti\u201d aggiunge ancora l\u2019associazione.<\/p>\n<p>\u201cChi vuole creare la propria impresa balneare, pu\u00f2 gi\u00e0 farlo, ci sono a disposizione Km e Km di costa, ne faccia richiesta e la crei dal nulla, questa \u00e8 sana concorrenza! Soprattutto ora che a livello politico vi sono pi\u00f9 margini per contrattare con l\u2019Europa condizioni favorevoli per l\u2019Italia e lo stralcio, quindi, di tutte quelle direttive che mettono in difficolt\u00e0 le piccole imprese familiari italiane\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSecondo noi, tale Ddl va sostanzialmente stracciato. All\u2019interno ha le evidenze pubbliche tout court volute dai fondi sovrani e dai grandi capitali, leciti e non, al fine di garantire la sopravvivenza e la certezza del lavoro dei balneari, nel rispetto del rapporto fiduciario instaurato con lo Stato, gi\u00e0 nella prima met\u00e0 del \u2018900, patto che ora non pu\u00f2 essere rotto unilateralmente solo perch\u00e9 \u201clo vuole l\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl Ddl, per essere accettato, avrebbe dovuto quantomeno riportare tutti quei principi, richiamati sopra, che tutelano la specificit\u00e0 balneare italiana e le legittime imprese gi\u00e0 in essere e non contenere le evidenze pubbliche al suo interno. Inoltre l\u2019attuale governo persiste nell\u2019accelerazione dell\u2019iter legis senza le dovute consultazioni e i doverosi approfondimenti di tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Chiediamo quindi alle forze politiche che l\u2019attuale Ddl venga rigettato in toto\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPertanto chiediamo ai sindaci dei Comuni costieri: di intervenire presso l\u2019Anci per promuovere riunioni e giungere ad una posizione concordata e condivisa di tutela delle specificit\u00e0 balneari italiane e dei vari territori, non solo romagnoli; di chiedere un\u2019audizione alla Camera dei Deputati, presso la commissione Finanze che si sta occupando della legge delega in materia di applicazione della direttiva Bolkestein, a salvaguardia delle tipiche micro-imprese familiari locali, fortemente radicate sui territori, che rischiano di scomparire perdendo il lavoro e innescando ulteriori e gravi problemi socio-economici; di sostenere e sottoscrivere la petizione popolare per l\u2019esclusione definitiva delle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo dalla Bolkestein affinch\u00e9 il Governo si impegni in tal senso e con ogni iniziativa nei confronti dell\u2019Unione Europea\u201d conclude l\u2019associazione Donnedamare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. \u201cSiamo preoccupate dell\u2019improvvisa e rischiosa accelerazione, di questi giorni, dell\u2019attuale disegno di legge delega del 27 gennaio scorso sul riordino delle concessioni demaniali marittime, ora in discussione alla Camera, perch\u00e9 verte unicamente sulle evidenze pubbliche nell\u2019ossequio di alcune norme europee irrispettose dell\u2019economia balneare italiana composta in maggioranza da piccole imprese familiari\u201d. 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