{"id":407710,"date":"2017-04-13T08:54:47","date_gmt":"2017-04-13T06:54:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=407710"},"modified":"2017-04-13T08:54:47","modified_gmt":"2017-04-13T06:54:47","slug":"savona-la-messa-crismale-del-vescovo-marino-presbiterio-fraternita-eucaristica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/04\/savona-la-messa-crismale-del-vescovo-marino-presbiterio-fraternita-eucaristica\/","title":{"rendered":"Savona, la prima Messa Crismale del vescovo Marino: \u201cIl presbiterio come fraternit\u00e0 eucaristica\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> Ieri sera una folla come sempre molto numerosa, proveniente da tutte le comunit\u00e0 della diocesi, ha gremito la Cattedrale dell\u2019Assunta in occasione della Messa Crismale del mercoled\u00ec Santo, la prima per il nuovo vescovo Calogero Marino alla guida della Diocesi di Savona-Noli. E da tutta la diocesi provenivano ovviamente anche i sacerdoti riuniti per celebrare assieme al pastore e al vescovo emerito Vittorio Lupi questo passaggio molto importante dell\u2019anno liturgico.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_478\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_478\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A sottolineare ulteriormente il momento di unione, altre due vive testimonianze della nostra Chiesa: presso l\u2019altare delle Anime, i numerosi rappresentanti delle confraternite diocesane che hanno come di consueto presenziato in cappa, mentre nel coro il gruppo vocale composto da cantori di varie realt\u00e0 corali nelle diverse parrocchie e guidato da padre Piergiorgio Ladone e dal maestro Paolo Venturino. Davanti alle centinaia di fedeli che hanno gremito il Duomo \u2013 moltissime persone hanno partecipato alla celebrazione in piedi \u2013 e di fronte a tutto il clero, riunito per la rituale benedizione e consacrazione degli oli, il vescovo Marino ha pronunciato un\u2019omelia sul \u201cpresbiterio nella Chiesa, fraternit\u00e0 eucaristica\u201d.<\/p>\n<p>Un intervento rivolto in particolare ai sacerdoti, presenti come detto in grandissimo numero, ma non solo. Lo stesso monsignor Gero ha premesso che \u201c\u00e8 bello che la Messa del Crisma non sia la \u2018Messa dei preti\u2019 e soltanto la loro festa, ma l\u2019epifania di tutta la Chiesa\u201d. E i concetti chiave dell\u2019omelia sono proprio la Chiesa come fraternit\u00e0 eucaristica e il presbiterio come fraternit\u00e0. \u201cSi tratta di convertirci: dalla \u2018tristezza individualista\u2019 di una vita, magari formalmente religiosa, dove per\u00f2 \u2018non vi \u00e8 pi\u00f9 spazio per gli altri e non entrano pi\u00f9 i poveri\u2019, alla gioia del camminare insieme \u2013 ha affermato il presule \u2013 l\u2019immagine che sempre mi affascina \u00e8 quella dell\u2019Evangelii Gaudium: \u2018la mistica di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po\u2019 caotica che pu\u00f2 trasformarsi in una vera esperienza di fraternit\u00e0, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio\u2019. Porto ancora nel cuore, con gratitudine, il nostro cammino verso il Santuario, nella festa grande di N.S. della Misericordia. E\u2019 questa la Chiesa che sogno, per questa Chiesa desidero spendere qui a Savona la mia vita!\u201d.<\/p>\n<p>Poi il forte richiamo al presbiterio: \u201cVale innanzi tutto per noi l\u2019appello a convertirci: a non pensarci come presbiteri isolati e autoreferenziali, ma come presbiterio di fratelli. E\u2019 ci\u00f2 che la gente apprezza di pi\u00f9: ho visto a Cuba quanto venisse apprezzato il vivere insieme come fratelli di Michele, Paolo e Piero\u201d Il Vescovo si \u00e8 quindi fermato su altri due pensieri: il primo su fede e fraternit\u00e0. \u201cLa fraternit\u00e0 nel presbiterio non \u00e8 innanzi tutto un impegno morale, ma \u2018comporta originariamente un atto di fede\u2019. La qualit\u00e0 evangelica della nostra fede traspare infatti anche dal modo con cui viviamo il presbiterio! Potremmo quasi dire: \u201cdimmi come vivi la fraternit\u00e0 e ti dir\u00f2 in quale Dio credi\u201d. E quindi, partendo da una citazione di Giorgio Gaber: \u201cAppartenenza poi \u00e8 \u2018avere l\u2019altro dentro di s\u00e9\u2019: Chiesa \u00e8 la buona notizia dell\u2019altro che accolgo dentro di me\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 questa fraternit\u00e0 presbiterale, fondata nella fede, che ci consente di vivere la nostra dedicazione alla Chiesa di Dio che \u00e8 in Savona non come un vestito stretto o un dato solo giuridico, ma come esperienza spirituale e \u2013 perfino! \u2013 affettiva \u2013 ha poi proseguito il Vescovo introducendo il secondo pensiero \u2013 concerne il nostro celibato. E\u2019 un dono grande, ma per nulla scontato e talora crocifiggente. Ci chiede d\u2019imparare ad vivere bene la solitudine, ad abitare e nutrire il nostro mondo interiore e le nostre relazioni, perch\u00e9 la solitudine non diventi isolamento\u2026 mi pare ci sia un rapporto indissolubile tra il dono della fraternit\u00e0 ecclesiale e la grazia del celibato presbiterale: mai l\u2019uno senza l\u2019altro! Non nel senso ancora superficiale della fraternit\u00e0 come \u2018difesa\u2019 del celibato, ma piuttosto la fraternit\u00e0 come luogo di umanizzazione e grembo di un celibato vissuto come possibile e gioiosa pienezza di umanit\u00e0. Fraternit\u00e0 come casa, come grembo\u201d.<\/p>\n<p>Infine un ultimo sprone: \u201cI ragazzi e i giovani, in particolare, chiedono a noi preti (che certo siamo figure un po\u2019 strane, quasi alieni nel mondo di oggi. Figure paradossali, come paradossale \u00e8 il Vangelo) di essere testimoni credibili che un altro mondo \u00e8 possibile, che una diversa qualit\u00e0 delle relazioni \u00e8 possibile, che amare con tenerezza e senza usare il corpo dell\u2019altro pu\u00f2 essere possibile! \u2018Mundus reconciliatus Ecclesiae\u2019, la Chiesa \u00e8 il mondo riconciliato. Noi siamo al servizio di questo sogno e di questa possibilit\u00e0!\u201d.<\/p>\n<blockquote><p>TESTO INTEGRALE DELL\u2019OMELIA DEL VESCOVO MARINO<\/p>\n<p>La commozione grande che abita questa sera il nostro cuore \u00e8 per me raddoppiata dalla gioia di celebrare con voi, per la prima volta, la Messa del Crisma: siamo Chiesa, la Chiesa di Dio che \u00e8 in Savona, e vogliamo fissare gli occhi su Ges\u00f9, come a Nazareth, quel sabato, in sinagoga. Perch\u00e9 questa \u00e8 la Chiesa, secondo la bellissima espressione di LG 9: \u201cl\u2019assemblea di coloro che guardano nella fede a Ges\u00f9\u201d. Siamo diversi, per et\u00e0, cammino e scelta vocazionale (ed \u00e8 bello che la Messa del Crisma non sia la \u201cMessa dei preti\u201d e soltanto la loro festa, ma l\u2019epifania di tutta la Chiesa), sensibilit\u00e0 spirituale. Siamo per\u00f2 raccolti nello stesso sguardo: vogliamo -come dicevo il giorno del mio ingresso a Savona- guardare e riconoscere Ges\u00f9, ma in realt\u00e0 siamo riconosciuti e guardati da Lui. Ed \u00e8 questo essere guardati e amati da Lui che ci fa Chiesa, fraternit\u00e0 dei discepoli che guardano Ges\u00f9 e anzi sono preceduti dal suo stesso sguardo.<\/p>\n<p>Su questo vorrei fermarmi questa sera per un attimo: sulla Chiesa come fraternit\u00e0 eucaristica (anche se dell\u2019Eucaristia parler\u00f2 solo domani, nella Messa in Coena Domini), e, in essa, sul presbiterio come fraternit\u00e0.<br>\nSi tratta di convertirci: dalla \u201ctristezza individualista\u201d di una vita, magari formalmente religiosa, dove per\u00f2 \u201cnon vi \u00e8 pi\u00f9 spazio per gli altri e non entrano pi\u00f9 i poveri\u201d (EG 1), alla gioia del camminare insieme. L\u2019immagine che sempre mi affascina \u00e8 quella di EG 87: \u201cla mistica di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po\u2019 caotica che pu\u00f2 trasformarsi in una vera esperienza di fraternit\u00e0, in una carovana solidale, in un santo pellegrinaggio\u201d. Porto ancora nel cuore, con gratitudine, il nostro cammino verso il Santuario, nella festa grande di N.S. della Misericordia. E\u2019 questa la Chiesa che sogno, per questa Chiesa desidero spendere qui a Savona la mia vita!<\/p>\n<p>Ma in questa Chiesa il presbiterio. Vale innanzi tutto per noi l\u2019appello a convertirci: a non pensarci come presbiteri isolati e autoreferenziali, ma come presbiterio di fratelli. E\u2019 ci\u00f2 che la gente apprezza di pi\u00f9: ho visto a Cuba quanto venisse apprezzato il vivere insieme come fratelli di Michele, Paolo e Piero.<\/p>\n<p>So per esperienza che non \u00e8 facile. Preferisco anch\u2019io chiudermi nel guscio delle tante cose anche buone e belle che ho da fare, giustificando cos\u00ec il mio individualismo e sottraendomi alla fatica delle relazioni, spesso inevitabilmente conflittuali. Quando vivo cos\u00ec, mi riscopro per\u00f2 pi\u00f9 stanco e privo di gioia.<br>\nQuando invece esco dalla mia autoreferenzialit\u00e0 e incontro voi, miei fratelli nel presbiterio, faccio esperienza di una fecondit\u00e0 inattesa: si vede pi\u00f9 in profondit\u00e0 e l\u2019orizzonte, magari d\u2019improvviso, tende a schiarirsi. Il cuore s\u2019intenerisce e si scopre capace di coinvolgersi in un autentico, umanissimo voler bene. Fratelli tra noi presbiteri, non ci isoliamo in una casta, ma anzi diventiamo meno direttivi e pi\u00f9 capaci di tenerezza verso chi il Signore ci affida. E\u2019 stato detto da qualcuno che da soli si va pi\u00f9 veloce, ma insieme si va pi\u00f9 lontano, e credo sia vero!<\/p>\n<p>Ma su due pensieri voglio per un attimo fermarmi.<br>\nIl primo. Fede e fraternit\u00e0. La fraternit\u00e0 nel presbiterio non \u00e8 innanzi tutto un impegno morale, ma \u201ccomporta originariamente un atto di fede\u201d. La qualit\u00e0 evangelica della nostra fede traspare infatti anche dal modo con cui viviamo il presbiterio! Potremmo quasi dire: \u201cdimmi come vivi la fraternit\u00e0 e ti dir\u00f2 in quale Dio credi\u201d. Come sono chiamato a riconoscere nel segno povero del pane il Corpo risorto del Signore, cos\u00ec (con una fede altrettanto coraggiosa e impossibile, agli occhi del mondo) sono chiamato a riconoscere nell\u2019altro presbitero, cos\u00ec diverso da me!, un fratello. La fraternit\u00e0 ecclesiale e presbiterale \u00e8 allora il dono di una prova che mi permette di vedere senza maschere lo stato effettivo della mia fede nella resurrezione! Non a caso la predicazione giovannea utilizza proprio l\u2019amore fraterno come criterio per valutare la fede o l\u2019incredulit\u00e0: \u201cnoi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita perch\u00e9 amiamo i fratelli\u201d (I Gv 3,14. Su questo, cfr. PAGAZZI, C\u2019\u00e8 posto per tutti).<br>\nE\u2019 questa fraternit\u00e0 presbiterale, fondata nella fede, che ci consente di vivere la nostra dedicazione alla Chiesa di Dio che \u00e8 in Savona non come un vestito stretto o un dato solo giuridico, ma come esperienza spirituale e, perfino!, affettiva. Perch\u00e9 \u201cnon si pu\u00f2 vivere senza affezionarsi\u201d (Magatti) e senza appartenere. Appartenenza poi \u00e8 \u201cavere l\u2019altro dentro di s\u00e8\u201d (Gaber): Chiesa \u00e8 la buona notizia dell\u2019altro che accolgo dentro di me. Mi affascinano sempre le parole bellissime di Jean Vanier: \u201cnoi apparteniamo a un gruppo quando camminiamo insieme, consapevoli di aver bisogno gli uni degli altri, deboli o forti, abili o no. Se camminiamo verso la libert\u00e0 interiore, questa appartenenza non ispirer\u00e0 sensi di superiorit\u00e0. Non cercher\u00e0 di escludere il debole, il povero, lo straniero, anzi lo includer\u00e0, perch\u00e9 essi hanno il potere segreto di aprire i nostri cuori alla fiducia reciproca e alla comprensione\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Il secondo e ultimo pensiero concerne il nostro celibato. E\u2019 un dono grande ma per nulla scontato e talora crocifiggente. Ci chiede d\u2019imparare ad vivere bene la solitudine, ad abitare e nutrire il nostro mondo interiore e le nostre relazioni, perch\u00e9 la solitudine non diventi isolamento. Mi colpiscono molto le parole del card. Montini: \u201cchi segue il Signore viene a trovarsi, in un determinato momento, in un deserto: la sua compagnia \u00e8 misteriosa ed \u00e8 velata dai segni stessi che la rendono presente, i sacramenti. Si resta, umanamente parlando, estremamente soli. Non ci sar\u00e0 una famiglia per noi, non ci sar\u00e0 una conversatio, una paternit\u00e0, una maternit\u00e0, un\u2019amicizia, una fratellanza per noi?\u201d.<br>\nMi pare ci sia un rapporto indissolubile tra il dono della fraternit\u00e0 ecclesiale e la grazia del celibato presbiterale: mai l\u2019uno senza l\u2019altro! Non nel senso ancora superficiale della fraternit\u00e0 come \u201cdifesa\u201d del celibato, ma piuttosto la fraternit\u00e0 come luogo di umanizzazione e grembo di un celibato vissuto come possibile e gioiosa pienezza di umanit\u00e0. Fraternit\u00e0 come casa, come grembo.<br>\nE\u2019 la qualit\u00e0 delle relazioni che custodisce e alimenta la bellezza del celibato e diventa testimonianza vocazionale. Possibilit\u00e0 che la vita del prete sia una vita \u201cbella, buona e beata\u201d.<br>\nI ragazzi e i giovani, in particolare, chiedono a noi preti (che certo siamo figure un po\u2019 strane, quasi alieni nel mondo di oggi. Figure paradossali, come paradossale \u00e8 il vangelo) di essere testimoni credibili che un altro mondo \u00e8 possibile, che una diversa qualit\u00e0 delle relazioni \u00e8 possibile, che amare con tenerezza e senza usare il corpo dell\u2019altro pu\u00f2 essere possibile!<br>\n\u201cMundus reconciliatus Ecclesiae\u201d, la Chiesa \u00e8 il mondo riconciliato. Noi siamo al servizio di questo sogno e di questa possibilit\u00e0!<\/p>\n<p>+Calogero Marino<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sguardo ai giovani: &#8220;Ci chiedono di essere testimoni credibili che un altro mondo \u00e8 possibile\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":10593,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[],"class_list":["post-407710","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","post_cat_citta-savona","post_tag_personaggi-calogero-marino"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/407710","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/10593"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=407710"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/407710\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=407710"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=407710"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=407710"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}