{"id":404983,"date":"2017-03-08T14:10:13","date_gmt":"2017-03-08T13:10:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=404983"},"modified":"2017-03-08T18:37:08","modified_gmt":"2017-03-08T17:37:08","slug":"buon-8-marzo-vecchi-nuovi-burqa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/03\/buon-8-marzo-vecchi-nuovi-burqa\/","title":{"rendered":"Buon 8 marzo tra vecchi e nuovi burqa"},"content":{"rendered":"<p>Oggi 8 marzo 2017 io sono in sciopero e lascio una giornata di lavoro sul piatto a favore della lotta contro la violenza sulle donne e a favore della nostra cultura di consapevolezza di parit\u00e0 al genere maschile, pur nella diversit\u00e0. NON UNA DI MENO. Luned\u00ec 7 marzo ho annunciato nel luogo dove attualmente lavoro (carcere di Marassi -istruzioni adulti \u2013 alfabetizzazione) il mio sciopero ed il fatto che oggi non sar\u00f2 a scuola. Non \u00e8 mio uso portare al pubblico i temi affrontati a scuola, ma oggi decido di farlo perch\u00e9 credo che presso la politica regionale, ma anche nazionale, non ci sia la lucidit\u00e0 e la temperanza necessaria, fondamentale a guidare il Paese per navigare in questi tempi bui. Come dicevo luned\u00ec 6 marzo comunico alla classe che, oggi 8 marzo, non ci sar\u00e0 lezione perch\u00e9 sciopero per la lottare contro la violenza sulle donne.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_807\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_807\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La classe \u00e8 composta da uomini in prevalenza mussulmani, il comportamento di tutti \u00e8 sempre rispettoso nei miei confronti. Uno di loro dice che se le donne portano la minigonna e vanno svestite in giro, poi \u00e8 normale che il marito si arrabbia e pu\u00f2 alzare le mani, non tutti sono d\u2019accordo. Penso :\u201dci risiamo\u201d. Non posso entrare a pi\u00e8 pari in una mentalit\u00e0 profondamente radicata, allora rispondo che nessun essere umano ha il diritto o il dovere di toccare un altro essere umano, per nessuna motivazione. Si apre una piccola discussione e molti concordano sul fatto che se si \u00e8 troppo diversi ognuno deve stare per proprio conto, ma non si deve toccare una donna.<\/p>\n<p>Il giovane uomo insiste dicendo che \u00e8 colpa delle donne, gli chiedo di riflettere se per lo stesso principio lui e loro che sono in carcere ed hanno sbagliato possono essere picchiati e\/o subire violenza psicologica. si \u00e8 aperta una piccola breccia\u2026 Capisce, mi chiede scusa, ma non per finta per davvero; scuse che accetto volentieri per le tante donne che sono in situazione di sofferenza per mano di una cultura maschilista che non vede distinzione n\u00e9 di ceto sociale, n\u00e9 di nazionalit\u00e0. Riprendiamo la lezione ordinaria; alla fine della lezione il giovane uomo mi riporta la penna che non ricordavo pi\u00f9 di avergli prestato. Marted\u00ec 7 marzo sono con le altre \u201cfratelle\u201d in Consiglio Regionale per la \u201cseggiola del territorio\u201d: si avverte una energia pesante, c\u2019\u00e8 il solito andirivieni, pochi stanno seduti al loro posto, come sempre accade durante le interrogazioni agli assessori:. Strano\u2026 sembra quasi che penda una spada di Damocle sul Consiglio.<\/p>\n<p>I consiglieri durante la lettura dei documenti si \u201cimpappinano\u201d quasi tutti, tanto da farci temere di essere su paperissima, invece purtroppo siamo in Consiglio Regionale; le interrogazioni dei consiglieri e le risposte degli assessori prendono virate propagandistiche ed elettorali. Ad un certo punto spunta il \u201ccaso 8 marzo\u201d e la giornata della donna viene tirata fuori dal cassetto. L\u2019 assessora Viale viene interrogata in merito ad un caso avvenuto in un ospedale della Liguria dove una donna incinta, di nazionalit\u00e0 italiana era stata spostata di stanza perch\u00e9, a dire del marito, la compagna di stanza era mussulmana e a quest\u2019ultima l\u2019ospedale aveva riservato la camera per garantirne le tradizioni. L\u2019assessora Viale nella risposta asserisce che la riserva della camera ad uso individuale alla partoriente mussulmana era stata disposta per motivi sanitari certificati che, per privacy, non potevano essere esposti in Consiglio. Poi giusto perch\u00e9 il 7 marzo \u00e8 proprio prima del 8 pensa bene di anticipare la proposta di legge regionale che vieta l\u2019uso del burqa nei luoghi pubblici e negli ospedali e qui si apre la campagna elettorale sulle spalle delle donne\u2026. Salvatore e Paita si schierano a favore della libert\u00e0 dell\u2019uso del burqa, a ruota Pastorino si \u00e8 sente in dovere di proclamarsi anche lui sostenitore della libert\u00e0 delle donne.; la Pucciarelli prende le parti della Viale.<\/p>\n<p>Dopo quasi 2 anni di presenza sugli spalti del consiglio regionale posso asserire che, a parte i proclami, per le donne non \u00e8 stato fatto quasi nulla, ma la cosa pi\u00f9 grave \u00e8 che i temi riguardanti il femminile vengono affrontati in questa sede con una superficialit\u00e0 disarmante. L\u2019Italia arranca in merito ai temi della emancipazione femminile, non dimentichiamoci che le prime sentenze contro il delitto d\u2019onore sono del 1968, ma che bisogner\u00e0 attendere sino al 1981quando con la legge 442 finalmente se ne abrogano tutte le disposizioni. Allora dobbiamo essere proprio noi donne a riconoscere i costumi che ci ingabbiano e che erroneamente vengono chiamano \u201ccostumi culturali\u201d, dobbiamo essere noi donne attente a trattare questi temi senza superficialit\u00e0, dobbiamo studiare, conoscere per capire e non essere vittime di noi stesse. E allora guardiamo con attenzione la questione BURQA.<\/p>\n<p>Per fare un po\u2019 di chiarezza occorre prima di tutto sapere che le prescrizioni religiose dell\u2019Islam richiamano alla copertura del capo e non del viso, occorre poi saper che esistono almeno quattro tipologie di velo islamico: l\u2019HIJAB, lo CHADOR, il NIQAB, il BURQA. La maggioranza delle donne mussulmane indossa l\u2019 hijab, il velo che copre il capo ed al massimo il collo, ma lascia scoperto il viso. Lo chador \u00e8 usato per lo pi\u00f9 dalle donne in Iran, \u00e8 un mantello nero, lungo sino ai piedi che lascia il viso scoperto. Il niqab \u00e8 usato soprattutto in Arabia Saudita e paesi limitrofi \u00e8 nero e copre tutta la donna, viso compreso, ma lascia visibili gli occhi. Il burqa \u00e8 tipico dell\u2019Afghanistan, \u00e8 un ampio telo di colore azzurro o grigio che copre tutta la donna e nella zona occhi \u00e8 applicato un tessuto traforato. Ora, quando noi occidentali parliamo di burqa intendiamo la copertura totale della donna, ma viene coperta anche la ragazza minorenne in et\u00e0 di sviluppo. Rimango perplessa quando ascolto la Salvatore e la Paita sostenere il diritto delle donne ad indossare il burqa\u2026 Pastorino per oggi lasciamolo perdere. Vorrei ricordare che \u00e8 uso e tradizione in molte popolazioni l\u2019infibulazione femminile, vietata in Italia dal 2006, nessuno si sognerebbe di dire che \u00e8 una pratica culturale, anche se nei paesi dove viene praticata \u00e8 ritenuta tale. Coprire completamente una donna durante la vita sociale esterna \u00e8 una pratica di diniego della identit\u00e0 corporea e della immagine di s\u00e9, sia che lo decida la donna stessa, sia che lo decida la legge del Paese di provenienza.<\/p>\n<p>\u00c8 bene anche ricordare la provenienza di tale radice\u201dculturale\u201d. Il niqab presente nel Vicino Oriente ha origine pre islamica ed \u00e8 legato al Wahhabismo corrente fondamentalista legata all\u2019 Arabia Saudita, invece il burqa \u00e8 stato introdotto in Afghanistan all\u2019inizio del 1890 durante il regno di Habibullah Kalakani per farlo indossare alle 200 donne del \u201csuo\u201d harem, durante le uscite fuori dalla residenza reale affinch\u00e9 non fossero oggetto di desiderio maschile altrui. Sino al 1950 rimane prerogativa esclusiva dei ceti elevati. Nel 1961 una legge afghana ne vieta l\u2019uso alle pubbliche dipendenti. Durante la guerra civile viene istaurato un regime islamico che vede il ritorno dell\u2019uso del burqa, con il successivo regime teocratico dei taleban viene proclamato il divieto assoluto per le donne di mostrare il viso. Quindi \u00e8 chiaro che l\u2019obbligo di indossare il burqa ed il niqab in et\u00e0 contemporanea non trae origine dai fondamenti coranici che richiedono il velo islamico per coprire il capo, e non il volto tradizione presente anche nel modo antico greco-romano, ma implica l\u2019intenzione, consapevole o inconsapevole, di occultare l\u2019immagine della donna agli occhi degli uomini estranei alla famiglia.<\/p>\n<p>Ora \u00e8 evidente che tale cultura va rinnegata perch\u00e9 sia che la sostenga l\u2019uomo o la donna, sottintende la concezione di femmina quale oggetto di desiderio e la concezione di maschio quale soggetto al desiderio: in entrambi i casi si intende la persona umana come limitata nel proprio s\u00e9 e soggetta agli istinti. Vale anche la pena ricordare che in Italia con la legge 155 del 2006 \u201c\u00e8 vietato l\u2019uso del casco o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o spazio aperto al pubblico, senza giustificato motivo\u201d. Se qualcuno pensa che il giustificato motivo sia la matrice culturale, bene, questa matrice \u00e8 da cambiare cos\u00ec come abbiamo cambiato la matrice culturale che a molti uomini e a diverse donne in Italia faceva sostenere le ragioni del delitto d\u2019onore. Mentre combattiamo per rendere consapevoli le donne che indossano il burqa o il niqab, per dire che in tale modo annientano la loro identit\u00e0 corporea in ambito sociale, noi stesse, donne occidentali, dobbiamo prendere consapevolezza del nostro nuovo burqa chiamato botulino od eterna giovinezza che ci spinge a non accettarci, annientando cos\u00ec la nostra identit\u00e0, alla ricerca estetica di una falsa copia di noi stesse.<\/p>\n<p>Forza donne! La strada \u00e8 la ricerca e la valorizzazione della bellezza intima che ciascuna di noi possiede, ma che fatichiamo a riconoscere in noi stesse e nell\u2019altra. Il percorso \u00e8 ancora lungo e lo dobbiamo combattere assieme partendo da noi stesse per poi abbattere gli stereotipi che fanno male a noi donne ed anche agli uomini. Tutti dobbiamo essere consapevoli per costruire un futuro migliore.<\/p>\n<p>Buon 8 marzo a tutte!<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Mirella Batini\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi 8 marzo 2017 io sono in sciopero e lascio una giornata di lavoro sul piatto a favore della lotta contro la violenza sulle donne e a favore della nostra cultura di consapevolezza di parit\u00e0 al genere maschile, pur nella diversit\u00e0. NON UNA DI MENO. 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