{"id":404886,"date":"2017-03-07T16:07:14","date_gmt":"2017-03-07T15:07:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=404886"},"modified":"2017-03-07T19:20:06","modified_gmt":"2017-03-07T18:20:06","slug":"regione-ospedali-off-limits-indossa-burqa-le-reazioni-politiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/03\/regione-ospedali-off-limits-indossa-burqa-le-reazioni-politiche\/","title":{"rendered":"Regione, ospedali &#8220;off limits&#8221; per chi indossa il burqa: le reazioni politiche"},"content":{"rendered":"<p><strong>Regione<\/strong>. \u201cUna delibera discriminatoria e incostituzionale che, invece di estendere i diritti delle donne, li riduce ulteriormente. Un pessimo segnale, alla vigilia dell\u20198 marzo, che offende tutte le donne\u201d. Alice Salvatore, portavoce del MoVimento 5 Stelle Liguria, risponde cos\u00ec all\u2019annuncio choc dell\u2019assessore Sonia Viale di proibire l\u2019ingresso negli ospedali liguri a chi indossa il burqa.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_107\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_107\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cInorridisce l\u2019idea che, nel 2017, si possa impedire alle donne l\u2019accesso alle cure sanitarie essenziali solo ed esclusivamente per i vestiti che indossa \u2013 spiega la consigliera regionale \u2013 In Italia esistono gi\u00e0 leggi che vietano di girare in luoghi pubblici a volto coperto, come prevede il Testo unico di pubblica sicurezza. Questa delibera non \u00e8 altro che l\u2019ennesimo atto di propaganda demagogica gi\u00e0 andato in scena in Veneto e in Lombardia. Un provvedimento che viola palesemente l\u2019articolo 3 della Costituzione e andr\u00e0 incontro a una inevitabile bocciatura da parte della Corte Costituzionale. Ma ormai a questo Toti e i suoi ci hanno fatto l\u2019abitudine. Ci\u00f2 a cui i cittadini liguri non si abitueranno mai \u00e8 di essere governati da una coalizione politica retrograda e medievale che, in nome di un presunto principio di libert\u00e0, discrimina le persone in base a sesso, razza e religione.\u201d<\/p>\n<p>\u201cSe vogliamo parlare di discriminazioni \u2013 conclude Salvatore \u2013 pensiamo intanto alle troppe di cui sono vittime a casa nostra le donne, che ancora scontano un gap importante sul lavoro e sulle retribuzioni e che continuano ad essere oggetto di violenze, soprattutto domestiche. Fenomeno, questo, che dilaga ovunque e sul cui contrasto in questi anni si \u00e8 investito poco o nulla.\u201d<\/p>\n<p>Non meno severo il giudizio di Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria: \u201cLa prima obiezione che mi sento di fare di fronte alle dichiarazioni dell\u2019assessore Viale \u00e8 che tutti hanno diritto a essere curati, indipendentemente dalla religione che professano e da come si vestono. Se si vuole aprire una discussione sul burqa, iniziare dagli ospedali \u00e8 la cosa pi\u00f9 sbagliata che ci sia. Anzi, cos\u00ec si rischia di esasperare gli animi e creare tensioni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSe il tema che intende sollevare la giunta Toti, invece, \u00e8 la sicurezza, e questo \u00e8 un argomento serio, allora non si capisce perch\u00e9 voglia affrontarlo solo quando una donna ha bisogno di cure ospedaliere: non ha alcun senso. E poi parliamo di discriminazione: una questione che va senza dubbio affrontata e che riguarda anche le mutilazioni agli organi femminili o le vittime della tratta, un tema rispetto al quale la giunta Toti si \u00e8 distinta per essersi dimenticata di chiedere i fondi al governo. Gli stranieri in Italia sono 5 milioni, quasi il 10 per cento. Molti sono musulmani. Una Regione seria affronterebbe queste vicende aprendo un dialogo con queste comunit\u00e0, utilizzando mediatori culturali e stimolando una riflessione con la parte pi\u00f9 moderata e avanzata\u201d.<\/p>\n<p>\u201cInfine una domanda: se si presenta al pronto soccorso una donna in pericolo con indosso il burqa, cosa fa il medico, le dice di andare a curasi altrove?\u201d, si chiede Paita.<\/p>\n\n<p>Gianni Pastorino di Rete a Sinistra: \u201cVietare l\u2019ingresso negli ospedali per le donne che vestono il burqa \u00e8 una proposta inaccettabile: quello della sanit\u00e0 non pu\u00f2 certo trasformarsi un terreno di scontro fra religioni, in cui prevale l\u2019elemento coercitivo o discriminatorio. Se passa questa idea si aprono scenari sconcertanti: perch\u00e9 oggi si parla di burqa, ma domani? Dovremo appellarci alla convenzione di Ginevra? Tutto potrebbe diventare legittimo, con un simile precedente. Peraltro l\u2019idea stessa di negare le cure a qualcuno, a chicchessia, \u00e8 crudelmente incostituzionale; anche a livello di semplice teoria\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon solo: \u00e8 un\u2019idea che mina i fondamenti democratici cui ogni istituzione deve richiamarsi, a prescindere dall\u2019orientamento politico della legislatura in corso. In Italia le cure non si negano a nessuno, neppure all\u2019ultimo dei criminali. A maggior ragione ha diritto alla salute chi \u00e8 soltanto portatore di una cultura diversa da quella prevalente: il che non rappresenta una colpa agli occhi della legge, fino a prova contraria\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDetto questo, bisogna impegnarsi con pi\u00f9 decisione per l\u2019integrazione e, soprattutto, per affrontare le questioni di sicurezza o le difficolt\u00e0 organizzative che la pluralit\u00e0 culturale comporta inevitabilmente. Serve lo sforzo di tutti, tanto della politica, quanto di tutte le comunit\u00e0 religiose. Di certo i problemi non si risolvono partendo da un indumento: chi lo pensa trascende nella demagogia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 da quando si \u00e8 insediata la Giunta Toti che a Genova e in Liguria sento parlare di rivoluzione della sanit\u00e0 ligure, tagli dei costi, modelli d\u2019efficienza. Invece, dopo le nomine di costose consulenze a pensionati che dovrebbero risollevare le sorti del Pronto Soccorso al San Martino di Genova, assistiamo a un\u2019altra mossa innovativa dell\u2019assessore alla sanit\u00e0 della Regione Liguria Sonia Viale: vietare i burka nelle strutture sanitarie\u201d afferma il deputato di \u201cPossibile\u201dLuca Pastorino.<\/p>\n<p>\u201cAl di l\u00e0 dell\u2019evidente strumentalizzazione della festa della donna, Viale alza un polverone per dare un contentino alla parte pi\u00f9 estrema della sua coalizione, generando un\u2019evidente confusione tra diritti delle donne e libert\u00e0 religiosa. Mi piacerebbe che la Regione Liguria si schierasse vicino a movimenti come \u201cNonunadimeno\u201d, che portano avanti battaglie importanti come il salario minimo europeo, l\u2019aborto libero, sicuro e gratuito, l\u2019abolizione dell\u2019obiezione di coscienza. E poi, perch\u00e9 non parliamo dell\u2019abbattimento della Pink Tax, di assorbenti al 22% di iva o di pillole anticoncezionali che possono arrivare a costare 17 euro?  Temi concreti e fondamentali per una vera politica a favore delle donne\u201d conclude Pastorino.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2016\/03\/con-burqa-in-consiglio-regionale-327938.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2016\/03\/con-burqa-in-consiglio-regionale-327938.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2016\/03\/con-burqa-in-consiglio-regionale-327938.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2016\/03\/con-burqa-in-consiglio-regionale-327938.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2016\/03\/con-burqa-in-consiglio-regionale-327938.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2016\/03\/con-burqa-in-consiglio-regionale-327938.jpg\" alt=\"Con Burqa in consiglio Regionale\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>Di diverso avviso il consigliere regionale della Lega Nord Stefania Pucciarelli, che osserva: \u201cNei nostri ospedali saranno curate tutte le donne come sempre. Solo, quelle musulmane che vorranno accedere, dovranno farlo rispettando le normali regole di sicurezza ed incolumit\u00e0 pubblica. Inoltre, avranno l\u2019occasione per non essere pi\u00f9 sottomesse alle pretese dei loro uomini, a diktat e ad inaccettabili usanze islamiche. Occorre infatti tutelare non solo la sicurezza pubblica, ma anche la libert\u00e0 delle donne\u201d.<\/p>\n<p>\u201cRicordo ai buonisti ed amici dei musulmani che ai tempi non democratici del regime dello Sci\u00e0 di Persia, le donne preferivano vestire all\u2019occidentale lasciando negli armadi burqa e niqab. In tempi pi\u00f9 recenti, invece, le donne liberate dall\u2019oppressione dell\u2019Isis, come prima felice reazione, in segno di ritrovata libert\u00e0 e dignit\u00e0, hanno bruciato proprio burqa e niqab. Ossia gli \u2018scafandri\u2019 tanto difesi dalla capogruppo del Pd Raffaella Paita e dalla consigliera del M5S Alice Salvatore, che si sono scagliate in modo strumentale contro la giustissima proposta di Sonia Viale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 la singola persona che si deve adattare alle regole di una comunit\u00e0 e non certo il contrario. Aveva ragione Oriana Fallaci, l\u2019islam moderato non esiste. Nessuno di noi vorrebbe, tra qualche anno, vivere in Ligurabia\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salvatore (M5S): &#8220;Propaganda demagogica che offende tutte le donne&#8221;. 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