{"id":404375,"date":"2017-02-28T16:46:35","date_gmt":"2017-02-28T15:46:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=404375"},"modified":"2017-02-28T17:04:02","modified_gmt":"2017-02-28T16:04:02","slug":"qualita-dellaria-arpal-ozono-spesso-oltre-limiti-la-curiosita-della-pioggia-sabbia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/02\/qualita-dellaria-arpal-ozono-spesso-oltre-limiti-la-curiosita-della-pioggia-sabbia\/","title":{"rendered":"Qualit\u00e0 dell&#8217;aria, Arpal: &#8220;Ozono spesso oltre i limiti&#8221;, la curiosit\u00e0 della &#8220;pioggia di sabbia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Ultimo appuntamento con il \u201cmese dell\u2019aria\u201d di Arpal Liguria, l\u2019occasione per rilanciare alcuni spunti inerenti una delle tematiche pi\u00f9 attuali del momento: la qualit\u00e0 dell\u2019aria. Dopo i primi due approfondimenti su <a href=\"http:\/\/www.arpal.gov.it\/files\/comunicati%20stampa\/2017\/20170201_07_aria_polveri.pdf\" target=\"_blank\">polveri<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.arpal.gov.it\/media-notizie-e-convegni\/agenzia-archivio-temi-news\/2804-febbraio,-focus-sull-aria-biossido-d-azoto,-superi-anche-nel-2016.html\" target=\"_blank\">ossidi di azoto<\/a>, per quanto riguarda il 2016, restano da commentare \u2013 in attesa della validazione definitiva \u2013 i dati relativi ad altri inquinanti, come il biossido di zolfo, il benzene e il monossido di carbonio, che sono rimasti nei limiti (anche se per quest\u2019ultimo gas la centralina di Corso Europa, a Genova, ha sfiorato il limite di 10 mg\/m3 della media sulle 8 ore). <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_969\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_969\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Obiettivi invece superati per l\u2019Ozono, che a Genova \u2013 nel semestre aprile-settembre \u2013 \u00e8 andato pi\u00f9 volte sia oltre la soglia di informazione (180 \u00b5g\/m3 sulla media oraria), sia oltre la soglia di allarme  (240 \u00b5g\/m3 sulla media oraria); tali soglie non sono state raggiunte nel resto della regione. <\/p>\n<p>A Genova non \u00e8 andato bene neppure il discorso relativo al valore obiettivo, il limite verso cui bisognerebbe tendere e da cui, invece, l\u2019anno scorso ci siamo allontanati (120 \u00b5g\/m3 sulla massima media 8-oraria giornaliera, da non superare pi\u00f9 di 25 volte\/anno come media sugli ultimi 3 anni); nel resto della regione, il valore obiettivo \u00e8 risultato essere rispettato quasi ovunque.<\/p>\n<p>\u201cVenendo al presente, sul finire della settimana scorsa si sono verificate le condizioni per una piccola curiosit\u00e0: capita che intensi venti meridionali \u201ctrasportino\u201d fino ai cieli della nostra regione la sabbia proveniente dai deserti del Nord Africa. Se poi si verificano precipitazioni, la pioggia deposita sugli oggetti \u2013 ben visibile sulle automobili \u2013 la componente sabbiosa che, essendo pi\u00f9 grossolana, incide maggiormente sul PM10 rispetto al PM2.5\u201d afferma Arpal.<\/p>\n<p>\u201cUn fenomeno che si \u00e8 verificato venerd\u00ec scorso in modo particolarmente evidente nello spezzino, dove si \u00e8 innalzato in maniera anomala il PM10, ma non il PM2.5: la stazione che ha segnalato meglio tale \u201ccuriosit\u00e0\u201d \u00e8 stata quella di San Cipriano (SP), dove a un picco orario di PM10 superiore agli 80 \u00b5g\/m3, non \u00e8 corrisposto un analogo innalzamento del PM2.5\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUn episodio fra i tanti che si potrebbero citare nel complesso mondo del monitoraggio della qualit\u00e0 dell\u2019aria, che tiene conto anche delle sorgenti naturali, come l\u2019aerosol marino e la polvere del deserto, ed \u00e8 svolto con riferimento al tipo di area (urbana, periferica, rurale) e all\u2019emissione prevalente (traffico, industria, fondo ovvero nessuna emissione prevalente)\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl monitoraggio della qualit\u00e0 dell\u2019aria non deve essere confuso con il controllo delle emissioni: pur essendo strettamente correlati, indagano infatti aspetti completamente differenti.<br>\nMonitorare la qualit\u00e0 dell\u2019aria significa misurare in modo continuo le concentrazioni degli inquinanti nell\u2019aria ambiente (la normativa di riferimento \u00e8 il D.Lgs 155\/10 ) mentre controllare le emissioni significa valutare l\u2019efficacia delle azioni adottate sui processi produttivi, sulle tecnologie di produzione e\/o di abbattimento degli effluenti gassosi, miranti alla riduzione delle pressioni sulla matrice \u201caria\u201d(in questo caso il riferimento \u00e8 il D. Lgs. 152\/06)\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer misurare la qualit\u00e0 dell\u2019aria si utilizzano le stazioni fisse della rete di monitoraggio oppure si attuano campagne con i laboratori mobili; invece le emissioni si controllano mediante la misura diretta degli inquinanti aerodispersi campionati all\u2019origine (per esempio direttamente da ciminiere e camini industriali)\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDifferente \u00e8 anche il percorso dei dati: quelli relativi alla qualit\u00e0 dell\u2019aria vengono inviati annualmente al Ministero dell\u2019ambiente e alla Commissione Europea. I risultati dei controlli alle emissioni, invece, oltre a verificare che i limiti di emissione siano rispettati, sono utili anche a fini conoscitivi. Infatti confluiscono in un vero e proprio inventario, dove si integrano con le stime dei dati \u201cimmisurabili\u201d (ad esempio, nel caso delle emissioni da traffico veicolare, si elaborano delle stime a partire da informazioni sui flussi per tratto stradale, composizione del parco circolante, fattori di emissione specifici per tipologia di veicolo valutati anche tramite misure \u201csu strada\u201d a livello internazionale)\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Ultimo appuntamento con il \u201cmese dell\u2019aria\u201d di Arpal Liguria, l\u2019occasione per rilanciare alcuni spunti inerenti una delle tematiche pi\u00f9 attuali del momento: la qualit\u00e0 dell\u2019aria. 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