{"id":403461,"date":"2017-02-16T13:07:34","date_gmt":"2017-02-16T12:07:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=403461"},"modified":"2017-02-16T13:07:34","modified_gmt":"2017-02-16T12:07:34","slug":"il-delfino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/02\/il-delfino\/","title":{"rendered":"Il Delfino"},"content":{"rendered":"<p>Ed eccoci con l\u2019ultimo stile, quello pi\u00f9 faticoso da imparare e pi\u00f9 odiato dalla maggior parte degli atleti e degli amatori.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_50\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_50\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il Delfino,chiamato pi\u00f9 tecnicamente Farfalla\u00e8 lo stile pi\u00f9 moderno e nasce intorno agli anni 50 dalla Rana.<br>\nQuesto stile \u00e8 il pi\u00f9 spettacolare da vedere ma anche il pi\u00f9 faticoso da nuotare, difatti rispetto agli altri stili \u00e8 richiesta una certa forza e un buon sviluppo delle capacit\u00e0 condizionali, oltre ad una eccellente coordinazione.<br>\nAnche il Delfino \u00e8 uno stile simmetrico caratterizzato dai movimenti simultanei di braccia e gambe. Il corpo del nuotatore si mantiene in posizione prona e la respirazione \u00e8 frontale, generalmente viene utilizzato un ritmo equivalente di una respirazione ogni due cicli di bracciata. Anche in questo caso, la parte pi\u00f9 propulsiva della nuotata \u00e8 rappresentata dalla bracciata. Nonostante tutto, anche le gambe sono molto importanti e il loro movimento \u00e8 complesso e spesso risulta pi\u00f9 difficoltoso della bracciata.<br>\nIl nome di questo stile deriva dal caratteristico movimento ondulatorio che ricorda il modo di nuotare di un delfino. Il movimento ondulatorio non deve comunque essere eseguito in modo cosciente, ma deve essere la conseguenza del corretto movimento delle braccia e delle gambe.<br>\nLa gambata ha un andamento simile a quella del Crawl ma \u00e8 simultanea. Partendo da una posizione di gambe distese sotto l\u2019acqua, queste vengono recuperate verso l\u2019alto, prima con l\u2019estensione del bacino, poi con la flessione del ginocchio. Quindi con una spinta verso il fondo della vasca, si effettua la distensione delle gambe, generando la propulsione in avanti, questo movimento parte dalle cosce, ma il bacino si muove per conseguenza delle forti contrazioni dei due quadricipiti. I piedi devono essere tenuti distesi, rilassati e leggermente intraruotati. I colpi di gambe sono due per ogni ciclo di bracciata. Il primo colpo di gambe viene effettuato nel momento in cui le braccia entrano in acqua ed ha una funzione nettamente propulsiva. Il secondo avviene al termine della fase di spinta e oltre a sostenere la propulsione, garantisce che le anche e il bacino non affondino, favorendo l\u2019innalzamento delle spalle e del capo, per questo ha una funzione maggiormente stabilizzatrice.<br>\nLa bracciata nel delfino si suddivide in due parti: la parte subacquea che \u00e8 propulsiva e la parte aerea che \u00e8 di recupero.<br>\nLa fase subacquea \u00e8 ulteriormente composta da altre tre fasi: presa, trazione e spinta. Le mani compiono una traiettoria che descrivono il \u201cbuco della serratura\u201d simile alla figura accanto.<br>\nLa bracciata del Delfino si pu\u00f2 descrivere con una presa e trazione molto simili alla Rana, poi subentra la spinta. La trazione delle braccia inizia solo dopo che le mani sono ben affondate sotto la superficie. Come per la rana le braccia vengono spinte verso il basso ed all\u2019esterno con una traiettoria che varia nella sua ampiezza da individuo ad individuo. Comunque in questa fase il braccio risulta quasi teso e la traiettoria della mano non \u00e8 rettilinea ma disegna una traiettoria a \u201cbuco di serratura\u201d, risultante di una serie di azioni in fuori, dentro e di nuovo in fuori (remate), e successivamente fuoriescono per il recupero. Molto importante \u00e8 che nella prima fase della trazione, i gomiti siano alti ed avanzati rispetto alle spalle e che lo spostamento dell\u2019avambraccio preceda quello del braccio.<br>\nLa presa inizia con le braccia che entrano in acqua in linea con le spalle e le mani (con le palme in fuori), nell\u2019ingresso in acqua non devono sbattere e la prima parte ad immergersi sono i pollici.<br>\nLa trazione inizia con un movimento verso l\u2019esterno, poi, grazie ad una flessione dei gomiti, le mani si muovono verso l\u2019interno raggiungendo la fine della parte arrotondata della traiettoria a \u201cbuco di serratura\u201d, quando i gomiti raggiungono la massima flessione circa 90\u00b0.<br>\nLa spinta \u00e8 la fase pi\u00f9 efficace e propulsiva della bracciata ed avviene con un aumento del ritmo. Una volta raggiunto il punto di massima flessione del gomito (fine della parte arrotondata del buco della serratura) la fase di trazione termina ed inizia la fase di spinta con le mani che spingono con forza verso i fianchi e l\u2019avambraccio che si distende completamente. La fase di spinta termina con l\u2019avambraccio disteso e la mano che deve uscire dall\u2019acqua sotto all\u2019anca, all\u2019altezza della coscia con il gomito teso.<br>\nIl recupero avviene fuori dall\u2019acqua (aereo) con una azione rotonda ed esterna. Le mani e le braccia sono rilassate ed \u00e8 molto importante non far strisciare le braccia sul pelo dell\u2019acqua altrimenti si subirebbe una brusca frenata che risulterebbe dannosa ai fini della nuotata.<br>\nLa respirazione avviene frontalmente e si inspira grazie alla risalita della testa che va mossa in coordinazione con la bracciata. La risalita del capo avviene quando le braccia hanno raggiunto la linea delle spalle, ossia alla fine della trazione e l\u2019inizio della spinta; si immerge alla fine della spinta e l\u2019inizio del recupero. (Un recupero delle braccia con il capo emerso sarebbe troppo faticoso). In questo lasso di tempo in cui la testa \u00e8 fuori dall\u2019acqua si inspira con la bocca. Solitamente si inspira una volta ogni due bracciate per risparmiare l\u2019energia richiesta dalla risalita del capo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ed eccoci con l\u2019ultimo stile, quello pi\u00f9 faticoso da imparare e pi\u00f9 odiato dalla maggior parte degli atleti e degli amatori. Il Delfino,chiamato pi\u00f9 tecnicamente Farfalla\u00e8 lo stile pi\u00f9 moderno e nasce intorno agli anni 50 dalla Rana. 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