{"id":402560,"date":"2017-02-05T12:44:17","date_gmt":"2017-02-05T11:44:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=402560"},"modified":"2017-02-05T18:22:22","modified_gmt":"2017-02-05T17:22:22","slug":"la-giornata-del-ricordo-non-dimentico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/02\/la-giornata-del-ricordo-non-dimentico\/","title":{"rendered":"La giornata del Ricordo, &#8220;Io non dimentico&#8230;&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Dal 2004, lo Stato Italiano riconosce ufficialmente con una legge ad hoc l\u2019esodo Giuliano Dalmata e il genocidio delle foibe, prima era tutta una serie di colpevoli omissioni e omertosi vuoti di memoria.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_594\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_594\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_594').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_594\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Fu un periodo do odio oscuro e medioevale in cui i comunisti di Tito, purtroppo con la collaborazione di partigiani rossi Italiani compirono sulla popolazione un crudele e sadico genocidio che port\u00f2 alla uccisione di migliaia di persone, colpevoli solo di essere Italiane. Le foibe, cavit\u00e0 carsiche degli altopiani Dalmati e Giuliani, vennero colmate da centinaia e centinaia di corpi di Italiani, militari del Regio Esercito, Carabinieri, Finanzieri, civili, donne, uomini, vecchi, adolescenti, che dopo sevizie da manuale furono fatti marciare a piedi nudi e legati con il filo di ferro ai polsi sino a raggiungere la sommit\u00e0 delle colline dove li attendeva la foiba. A tutt\u2019oggi solo alcune foibe sono state esplorate e svuotate del corpi , moltissime altre non sono ancora state trovate e esplorate. Moltissimi parenti che riuscirono a fuggire dalle stragi poste in essere dai Comunisti Titini non hanno una tomba su cui posare un fiore o pregare i loro cari. Gli episodi di sangue furono moltissimi, emblematico \u00e8 quello di Norma Cossetto che voglio rievocare, per non dimenticare quello che altri fecero a noi solo perch\u00e9 italiani: Norma Cossetto era una splendida ragazza di 24 anni di S. Domenico di Visinada, laureanda in lettere e filosofia presso l\u2019Universit\u00e0 di Padova. In quel periodo girava in bicicletta per i comuni dell\u2019Istria per preparare il materiale per la sua tesi di laurea, che aveva per titolo \u201cL\u2019Istria Rossa\u201d (Terra rossa per la bauxite).<\/p>\n<p>Il 25 settembre 1943 un gruppo di partigiani irruppe in casa Cossetto razziando ogni cosa. Entrarono perfino nelle camere, sparando sopra i letti per spaventare le persone. Il giorno successivo prelevarono Norma. Venne condotta prima nella ex caserma dei Carabinieri di Visignano dove i capibanda si divertirono a tormentarla, promettendole libert\u00e0 e mansioni direttive, se avesse accettato di collaborare e di aggregarsi alle loro imprese.<\/p>\n<p>Al netto rifiuto, la rinchiusero nella ex caserma della Guardia di Finanza a Parenzo assieme ad altri parenti, conoscenti ed amici tra i quali Eugenio Cossetto, Antonio Posar, Antonio Ferrarin, Ada Riosa vedova Mechis in Sciortino, Maria Valenti, Umberto Zotter ed altri, tutti di San Domenico, Castellier, Ghedda, Villanova e Parenzo.<\/p>\n<p>Dopo una sosta di un paio di giorni, vennero tutti trasferiti durante la notte e trasportati con un camion nella scuola di Antignana, dove Norma inizi\u00f2 il suo vero martirio. Fissata ad un tavolo con alcune corde, venne violentata da diciassette aguzzini, ubriachi e esaltati, quindi gettata nuda nella Foiba poco distante, sulla catasta degli altri cadaveri degli istriani. Una signora di Antignana che abitava di fronte, sentendo dal primo pomeriggio gemiti e lamenti, verso sera, appena buio, os\u00f2 avvicinarsi alle imposte socchiuse.<\/p>\n<p>Vide la ragazza legata al tavolo e la ud\u00ec, distintamente, invocare la mamma e chiedere da bere per piet\u00e0 Il 13 ottobre 1943 a S. Domenico ritornarono i tedeschi i quali, su richiesta di Licia, sorella di Norma, catturarono alcuni partigiani che raccontarono la sua tragica fine e quella di suo padre. il 10 dicembre 1943 i Vigili del fuoco di Pola, al comando del maresciallo Harzarich, ricuperarono la sua salma: era caduta supina, nuda, con le braccia legate con il filo di ferro, su un cumulo di altri cadaveri aggrovigliati; aveva ambedue i seni pugnalati ed altre parti del corpo sfregiate. Emanuele Cossetto, che identific\u00f2 la nipote Norma, riconobbe sul suo corpo varie ferite d\u2019arme da taglio; altrettanto riscontr\u00f2 sui cadaveri degli altri\u201d.Norma aveva le mani legate in avanti, mentre le altre vittime erano state legate dietro.<\/p>\n<p>Da prigionieri partigiani, presi in seguito da militari italiani istriani, si seppe che Norma, durante la prigionia venne violentata da molti. Un\u2019altra deposizione aggiunge i seguenti particolari: \u201cCossetto Norma, rinchiusa da partigiani nella ex caserma dei Carabinieri di Antignana, fu fissata ad un tavolo con legature alle mani e ai piedi e violentata per tutta la notte da diciassette aguzzini.<\/p>\n<p>Venne poi gettata nella Foiba\u2026.La salma di Norma fu composta nella piccola cappella mortuaria del cimitero di Castellerier. Dei suoi diciassette torturatori, sei furono arrestati e obbligati a passare l\u2019ultima notte della loro vita nella cappella mortuaria del locale cimitero per vegliare la salma, composta al centro, alla luce tremolante di due ceri, nel fetore acre della decomposizione di quel corpo che essi avevano seviziato sessantasette giorni prima, nell\u2019attesa angosciosa della morte certa. Soli, con la loro vittima, con il peso enorme dei loro rimorsi, tre impazzirono e all\u2019alba ricevettero il giusto castigo dal plotone di esecuzione. Norma non sar\u00e0 l\u2019ultima a perdere la vita ma sar\u00e0 l\u2019inizio di una tragica sequenza di sangue, sofferenze e crudelt\u00e0 che i banditi rossi di Tito metteranno in atto.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<em>Roberto Nicolick<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 2004, lo Stato Italiano riconosce ufficialmente con una legge ad hoc l\u2019esodo Giuliano Dalmata e il genocidio delle foibe, prima era tutta una serie di colpevoli omissioni e omertosi vuoti di memoria. Fu un periodo do odio oscuro e medioevale in cui i comunisti di Tito, purtroppo con la collaborazione di partigiani rossi Italiani [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[120,31],"tags":[6411],"class_list":["post-402560","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere","category-politica","tag-foibe","post_cat_citta-savona","post_tag_personaggi-roberto-nicolick"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/402560","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=402560"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/402560\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=402560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=402560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=402560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}