{"id":402437,"date":"2017-02-03T10:06:52","date_gmt":"2017-02-03T09:06:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=402437"},"modified":"2017-02-03T10:06:52","modified_gmt":"2017-02-03T09:06:52","slug":"giorno-della-memoria-successo-lo-spettacolo-buchenwaldtosca-cairo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/02\/giorno-della-memoria-successo-lo-spettacolo-buchenwaldtosca-cairo\/","title":{"rendered":"Giorno della Memoria, successo per lo spettacolo \u201cBuchenwaldTosca\u201d a Cairo"},"content":{"rendered":"<p><em>Lo scorso 27 gennaio, Giorno della Memoria, al Teatro della Scuola di Polizia Penitenziaria \u00e8 andato in scena lo spettacolo lirico \u201cBuchenwaldTosca\u201d organizzato dal Comune di Cengio \u2013 Settore Cultura nell\u2019ambito del progetto Cengio in Lirica, in parternariato culturale con tutti i Comuni della Valle Bormida. Di seguito la recensione scritta dal musicologo genovese Alfredo Malerba, che ha assistito in prima fila allo spettacolo lirico.<\/em><\/p>\n<blockquote><p>27 Gennaio: una data storica giustamente ricordata in tutto il mondo.<br>\nTra le tante iniziative,spicca, per originalit\u00e0, la toccante realizzazione dello spettacolo BUCHENWALDTOSCA,messo in scena a Cairo Montenotte,da un\u2019idea di Mauro Pagano per la regia di Marcello Lippi. Corre l\u2019obbligo, innanzi tutto, di considerare che non si tratta di una rivisitazione della celebre opera,ma di una ben mirata fusione di due eventi: un melodramma e la rievocazione di un vero dramma; il tutto in un crescendo di emozioni che incantano e coinvolgono lo spettatore conducendolo alla consapevolezza di aver partecipato ad un evento unico. Lavoro realizzato,guarda caso,nel teatro della scuola della Polizia Penitenziaria\u2026e gi\u00e0 all\u2019ingresso dell\u2019area della caserma si trova un vero agente in divisa che aziona un cancello automatico per consentire l\u2019ingresso delle auto,per altro sotto una nevicata che,in armonia col titolo, richiama il freddo inverno tedesco. L\u2019inferno nazionalsocialista viene concretamente proposto alla biglietteria,dove soldati con le originali divise dalla SS accolgono un pubblico cui \u00e8 impossibile restare indifferente alla vista di quelle uniformi con tanto di svastica al braccio;pastori tedeschi al guinzaglio di sentinelle armate di mitra, sorvegliano poco pi\u00f9 avanti un gruppo di reclusi,col tipico pigiama a strisce, frequentemente richiamati da un\u2019autoritaria pronuncia tedesca. Sar\u00e0 che si tratta di storia recente,con tanti superstiti ancora in vita, sar\u00e0 per quanto abbiamo visto nelle testimonianze dei documentari,ma l\u2019impressione suscitata,gi\u00e0 prima dello spettacolo,risulta molto,molto forte ed ha tutti i connotati di una tragica Overture.<\/p>\n<p>Dopo una breve ed esplicativa prolusione,la presentatrice ha invitato il pubblico in sala ad astenersi dagli applausi se non a fine d\u2019atto, trasmettendo cos\u00ec ai presenti la sensazione di non assistere ad un\u2019opera lirica ma di partecipare ad un evento commemorativo cui si addice maggiormente il silenzio,il rispetto e la commozione. E difatti le lacrime non sono mancate. La realizzazione artistica che ha come paradigma l\u2019armonia per contrasto.trova qui la sua espressione nella contrapposizione tra le melodie di Puccini e la gelida,terrificante atmosfera del lager. Un gruppetto di artisti prigionieri,per il diletto di un gruppetto di graduati,seduti in un\u2019improvvisata platea,sulla destra del palcoscenico, esegue l\u2019opera sopra un improvvisato palco: Il teatro nel teatro. Desiderio di amore,di vita futura e l\u2019ineluttabilit\u00e0 della morte:questo \u00e8 TOSCA\u2026questo \u00e8 BUCHENWALD.<\/p>\n<p>L\u2019opera, raffazzonata, come pu\u00f2 esserlo in un campo di concentramento, \u00e8 stata mirabilmente restituita dagli interpreti: la soggezione e l\u2019ansia di esibirsi davanti ai propri carnefici \u00e8 stata resa, sin da subito, dall\u2019entrata di Angelotti, formidabile nel mostrarsi timoroso ed esitante; sospinto ed incoraggiato dal pi\u00f9 intrepido Cavaradossi, esordisce con le parole di Illica e Giacosa,adattissime alla circostanza:\u201d\u2026nel terror mio stolto vede ceffi di birro in ogni volto\u201d. Idee geniali hanno caratterizzato l\u2019intero svolgersi dell\u2019opera,sempre nel massimo rispetto delle note. : ufficiali che irrompono sull\u2019improvvisata scena per interrompere le troppo dolci effusioni tra Floria ed il suo amante. Affatto vincente,poi, aver affidato la parte del \u201cbigotto e satiro\u201d Scarpia ad un Cap\u00f2, che, in virt\u00f9 del suo grado, riesce a recitare con maggior disinvoltura identificandosi totalmente nel suo doppio ruolo, non scordando, tuttavia, qual tipo di pubblico sia costretto a compiacere: \u201c\u00e8 forza che si adempia la legge\u201d- affermazione categorica che non ammette polemiche, declamata a gran voce non alla sua interlocutrice ma agli inquietanti spettatori del lager; una vera e propria \u201ccaptatio benevolentiae\u201d, peraltro, vana.<\/p>\n<p>Toccante infine l\u2019aria del tenore, anch\u2019essa rivolta ai gerarchi ed il \u201cmuoio disperato e non ho amato mai tanto la vita\u201d, assume connotazioni di tale realismo capace di toccare le corde pi\u00f9 profonde di tutti i presenti. Corre l\u2019obbligo di lodare anche la bravura delle comparse che hanno saputo incarnare al meglio lo spirito e le movenze degli ufficiali nazisti: attratti dalla bellezza dell\u2019opera italiana, dimostrano competenza e gradimento per l\u2019intrattenimento offerto dai reclusi;c\u2019\u00e8 chi segue passo-passo sullo spartito,chi si gode la musica senza mai cessare di vigilare e senza lesinare convinti battimani al termine delle romanze. Stupore e sorpresa hanno suscitato le esecuzioni dei cantanti uccisi appena terminati i rispettivi ruoli. La TOSCA reclama le sue vittime ed a \u201cconsacrare il melodramma in autentico dramma se ne fa carico la follia nazista; una trovata registica dove la finzione diventa realt\u00e0 sul palcoscenico o pi\u00f9 verosimilmente un messaggio universale: l\u2019impossibilit\u00e0 per l\u2019ARTE di sopravvivere nei regimi dittatoriali.<\/p>\n<p>Cast di ottimo livello. Particolarmente felice la scelta della fisarmonica, strumento degli umili, evocatore di luoghi lontani, che insieme a violino e pianoforte, grazie agli esecutori, rispettivamente:M\u00b0 Franco Giacosa, Massimo Cocco e Massimo De Stefano, hanno sostenuto brillantemente solisti e coro. La protagonista Renata Campanella, gi\u00e0 vincitrice del concorso Cengio in lirica 2016, ha mostrato radiosa purezza e fermezza di emissione con acuti lucenti e timbratissimi rivelando anche spiccate doti di attrice che la parte reclama: vale ricordare, ad esempio, la destrezza nell\u2019utilizzo di uno spazzolino, improvvisato sostituto del ventaglio. Accanto a Lei, il Cavaradossi di Mauro Pagano:parte quanto mai congeniale al Suo timbro bruno, alla calda espansivit\u00e0 di un fraseggio morbido con attimi di grande tenerezza al primo atto e di lacerante disperazione al terzo;ispiratore dello spettacolo,ha dominato la scena,contribuendo col Suo consumato mestiere a mettere in valore l\u2019nterpretazione dei colleghi.Assai convincente lo Scarpia di Giorgio Valerio, in un ruolo baritonale che reclama in quest\u2019ambito una perfidia al quadrato.Non di meno per i comprimari. Marcello Lippi, regista di valida esperienza e solido buon senso, con estrema sagacia,ha saputo trarre buon partito dalle possibilit\u00e0 offerte dalla scena. Successo di pubblico. Un vero trionfo. L\u2019auspicio \u00e8 che simili realizzazioni possano essere riproposte e divulgate a benefico della cultura,della memoria storica e delle future generazioni.<\/p>\n<p><strong>Dott. A. Malerba, musicologo<\/strong><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco la recensione del musicologo Alfredo Malerba dello spettacolo organizzato dal Comune di Cengio in parternariato culturale con tutti i Comuni della Valle Bormida<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[120],"tags":[],"class_list":["post-402437","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-lettere","post_cat_citta-cairo-montenotte"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/402437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=402437"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/402437\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=402437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=402437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=402437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}