{"id":402367,"date":"2017-02-02T10:01:38","date_gmt":"2017-02-02T09:01:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=402367"},"modified":"2017-02-02T10:01:38","modified_gmt":"2017-02-02T09:01:38","slug":"la-difficolta-raggiungere-la-riviera-utilizzando-mezzo-pubblico-riflessione-dellingegner-mazzetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/02\/la-difficolta-raggiungere-la-riviera-utilizzando-mezzo-pubblico-riflessione-dellingegner-mazzetta\/","title":{"rendered":"&#8220;La difficolt\u00e0 di raggiungere la Riviera utilizzando il mezzo pubblico&#8221;: riflessione dell&#8217;ingegner Mazzetta"},"content":{"rendered":"<p>La difficolt\u00e0 di raggiungere la Riviera utilizzando il mezzo pubblico. Per il territorio negli anni vi sono state pesanti perdite di servizi ferroviari diretti. Se negli anni \u201870 i treni espressi garantivano collegamenti fino al Nord Europa e ai Pirenei, ancora all\u2019alba del nuovo millennio validi servizi Intercity servivano -senza cambi- la nostra Riviera. Tra questi, quello con Venezia (il Cycnus negli anni \u201890, e l\u2019Andrea Doria nell\u2019ultima fase) come anche il Riviera dei Fiori per Basel, consentendo il trasporto bici agli amanti dello sport, tra cui numerosi turisti svizzeri, anche per la scenografica vettura panoramica in prima classe. E ricordo tra questi anche il collegamento notturno diretto a Roma e Venezia (l\u2019Euronight \u201cMontecarlo\u201d). Oltre a questi, tanti servizi \u2013 anche stagionali -degni di nota.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_719\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_719\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_719').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_719\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Con l\u2019introduzione degli attuali orari cadenzati in Piemonte e Liguria, seppur con una visione molto \u201cTorino e Genova-centrica\u201d, si \u00e8 portato ad un buon collegamento \u201cdi base\u201d tra i capoluoghi nordovestini. Il vantaggio \u00e8 minore per i collegamenti diretti su media e lunga distanza, e l\u2019attuale difficolt\u00e0 a raggiungere la vicina Lombardia \u00e8 sotto gli occhi di tutti, in particolare nell\u2019ultimo decennio, con un progressivo \u201csmantellamento\u201d di quello che nel lontano 1985 fu tra i primi sistemi cadenzati d\u2019Italia. L\u2019intercity nasceva per offrire servizi pi\u00f9 veloci, con meno fermate, con vetture pi\u00f9 confortevoli e previo pagamento di \u201csupplemento rapido\u201d.<\/p>\n<p>Il \u201csistema IR\u201d, di cui restano superstiti solo 2 coppie giornaliere, con tracce allungate, permetteva di collegare regolarmente e celermente centri come Loano e Varazze direttamente alla Lombardia, impresa che oggi vede i tempi (per non parlare dei costi) dilatati. In questi anni si sono visti miglioramenti infrastrutturali, col completamento del raddoppio tra Ventimiglia e Andora. Le due tratte rimaste a binario unico, Andora -Albenga e Loano-Finale, restano un ostacolo da superare, tuttavia gi\u00e0 \u201cmeglio gestibile\u201d nel breve termine. Da dicembre 2016 i regionali Ventimiglia-Savona hanno raddoppiato la frequenza da bioraria a oraria (tra l\u2019altro, alcuni di questi sono proseguimento di servizi Savona-Torino, con incoraggianti volumi di traffico, nonostante i tempi di percorrenza e soste consistenti a Savona): questo dovrebbe aver consentito anche un migliore \u201cdistribuzione\u201d dei passeggeri, oltre ad aumentare \u201cl\u2019appeal\u201d della ferrovia.<\/p>\n<p>E\u2019 fondamentale, oltre ad aspetti importanti come la modernizzazione e manutenzione della flotta, che le infrastrutture del territorio siano curate per ottimizzarne l\u2019efficienza, con adeguati sistemi di segnalamento ed evitando di \u201cdepotenziare le linee\u201d togliendo ad esempio le possibilit\u00e0 di incrocio nelle tratte a binario unico (e anche su questo punto, si potrebbero fare diversi tristi esempi), che sono scelte che riducono drasticamente la capacit\u00e0 della linea. A livello amministrativo \u00e8 necessario un corretto approccio al tema della mobilit\u00e0 da parte degli enti pubblici e privati, su tutti i livelli di scala (Comune, Regione, e via discorrendo) in quanto la mobilit\u00e0 rappresenta una risorsa fondamentale, che influenza anche il valore effettivo delle case e delle attivit\u00e0 del territorio. Senza quello, una realt\u00e0 come la nostra rischia veramente di trovarsi in una periferia mal collegata. Un esempio? Tra i collegamenti estivi interregionali \u201csuperstiti\u201d vi \u00e8 il servizio interregionale Domodossola-Albenga, non pi\u00f9 previsto per il 2017.<\/p>\n<p>Ho seguito con alcuni amici esperti di trasporto ferroviario la vicenda, eravamo gli unici in questa provincia, che da quel treno dovrebbe ricavare beneficio, un \u201cbuon indotto\u201d per il turismo balneare. La notizia \u00e8 stata pubblicata dai media della provincia ossolana, dove molti utenti si stanno impegnando per avere quel servizio che li porta verso il mare (che noi dovremmo imparare a vedere come risorsa) e che dovrebbe essere mantenuto. Siamo colpiti da questa indifferenza locale, delle istituzioni e di molti media. Chi \u00e8 diretto in riviera \u00e8 insomma messo in difficolt\u00e0 nell\u2019utilizzare il treno, scegliendo cos\u00ec il mezzo privato, congestionando ulteriormente i centri rivieraschi, dove anche in fatto di trasporto pubblico locale e integrazione con la pianificazione della sosta vi sarebbero molte opportunit\u00e0 di sviluppo e progresso, finora mancate.<\/p>\n<p>Per il resto, i collegamenti quotidiani Eurocity (\u201cThello\u201d) tra Milano e la Costa Azzurra continuano a essere 3 coppie, a riservazione obbligatoria, e tempi dalla competitivit\u00e0 limitata (3 ore per percorrere i 170 km che separano Genova PP da Nice Ville). Dal 2010 il treno dalla Russia settimanalmente percorre la travagliata ma amatissima linea internazionale Genova-Ventimiglia-Nice Ville, coprendo una distanza di 3\u2019315 km in due giorni di affascinante viaggio, portando vacanzieri e businessmen moscoviti verso la Riviera: la provincia savonese non \u00e8 interessata da fermate, ma non sarebbero questi turisti appetibili? Fatto sta che abbiamo gi\u00e0 \u201cla nostra Transiberiana\u201d: se dobbiamo viaggiare verso la Capitale d\u2019Italia, un unico Intercity al giorno, che impiega quasi 8 ore da Ventimiglia a Roma. Seppur col fascino degli scompartimenti, che tanti italiani hanno gi\u00e0 dimenticato, perch\u00e9 la priorit\u00e0 attuale \u00e8 un collegamento veloce e moderno, che negli anni Novanta ha fatto provare l\u2019ebbrezza dell\u2019alta velocit\u00e0 in meno di 290 minuti da Savona a Roma (e si sta parlando di anni \u201890, quando tra Milano e Napoli si impiegavano 6h30\u2019, al fronte delle 4h15\u2019attuali, solo per citare un esempio), sognando l\u2019alba di un nuovo secolo. Peccato che dal 2000 tale servizio sia scomparso, e ci si domanda ancora quando questo secolo avr\u00e0 inizio per Savona, rimasta in un limbo, dove i collegamenti sembrano essere peggiorati verso molte destinazioni. Se un capoluogo, sede di un porto fortemente cresciuto in questo ventennio, con una movimentazione che supera il milione di croceristi annui, non riesce a ottenere un collegamento diretto con la Capitale che sfrutti l\u2019alta velocit\u00e0, c\u2019\u00e8 qualche problema.<\/p>\n<p>Problemi quotidiani che gravano su tutti, a meno che non si disponga di tappeti magici o altre forme di \u201cfanta-mobilit\u00e0\u201d. Problemi che deprezzano la nostra realt\u00e0, rendendola pi\u00f9 decentrata turisticamente e commercialmente, rendendo meno appetibile la vita (incentivando lo spopolamento e riducendo talvolta il valore alle propriet\u00e0), rendendo le attivit\u00e0 meno competitive: in gennaio venivano indicati dai media e dalle locandine dei quotidiani locali i valori in calo, per merci e passeggeri, del porto di Savona Vado. Un crocierista potrebbe prediligere un\u2019altra localit\u00e0, pi\u00f9 centrale, e meglio collegata, da cui partire. Lo stesso potrebbe valere per chi sceglie i traghetti. Un porto competitivo, quale Savona ha sempre dimostrato di essere, ha alle spalle un\u2019impeccabile logistica. I principali hub crocieristici dell\u2019Italia continentale sono legati al sistema dell\u2019alta velocit\u00e0. In primis Napoli e Salerno, ma anche Venezia, La Spezia, Genova, Bari stanno vedendo progressivi sviluppi in questi anni, mentre la raggiungibilit\u00e0 di Savona su media-lunga distanza \u00e8 sempre pi\u00f9 compromessa, in una confusa realt\u00e0 urbana.<\/p>\n<p>Chi cerca di utilizzare i mezzi pubblici, chiede che l\u2019impresa sia resa meno ardua.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Dr. Ing. Federico Mazzetta<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La difficolt\u00e0 di raggiungere la Riviera utilizzando il mezzo pubblico. Per il territorio negli anni vi sono state pesanti perdite di servizi ferroviari diretti. 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