{"id":401007,"date":"2017-01-13T15:17:49","date_gmt":"2017-01-13T14:17:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=401007"},"modified":"2017-01-13T15:18:36","modified_gmt":"2017-01-13T14:18:36","slug":"profughi-loano-le-storie-scappati-dalla-guerra-riempito-le-strade-morti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2017\/01\/profughi-loano-le-storie-scappati-dalla-guerra-riempito-le-strade-morti\/","title":{"rendered":"Profughi a Loano, ecco le loro storie: &#8220;Siamo scappati dalla guerra che ha riempito le strade di morti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Loano<\/strong>. \u201cHo lasciato il mio paese di origine nel 2001 perch\u00e9 il capo del mio villaggio perseguitava la mia famiglia. <strong>Ho vissuto a lungo in Libia. Qui ho visto la guerra e i conflitti, che hanno riempito le strade di morti<\/strong>. Appena ho potuto, mi sono imbarcato per raggiungere l&#8217;Italia\u201d.<\/p>\n<p>E&#8217; questa <strong>la drammatica esperienza vissuta e raccontata a IVG.it da uno dei dieci profughi che da mercoled\u00ec scorso sono ospiti dell&#8217;ex convento degli agostiniani di Loano<\/strong>, ora gestito dalla Fondazione Ceis di Genova.<\/p>\n<p>Provengono da <strong>Ghana, Gambia, Nigeria e Guinea Conakry<\/strong>, hanno et\u00e0, provenienze ed esperienze di vita diverse, ma condividono tutti lo stesso status, cio\u00e8 quello di \u201crichiedenti asilo\u201d. Cio\u00e8 <strong>hanno chiesto asilo politico al nostro paese<\/strong> in quanto vittime di persecuzioni nella loro nazione di origine. Questo li ha spinti in tempi diversi a tentare la fortuna, a salire su uno dei ben noti \u201cbarconi\u201d e a raggiungere il nostro paese, in cerca di una vita migliore, di sicurezza e di possibilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cHo raggiunto la Libia senza documenti \u2013 spiega ancora il ragazzo, che oltre alla sua lingua di origine parla francese e qualche parola di inglese \u2013 Per questo motivo sono stato anche arrestato. L\u00ec la situazione era difficilissima. <strong>Oltre alla guerra, c&#8217;erano violente faide tra famiglie, che hanno causato tantissimi morti<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>La Libia, come noto, \u00e8 stato punto di partenza per moltissimi stranieri che oggi vivono nel nostro paese: \u201c<strong>Io arrivo dal Ghana<\/strong> \u2013 spiega con grande timidezza e in un inglese appena abbozzato un altro ragazzo \u2013 <strong>Ci ho messo un mese per arrivare in Libia. Qui per otto mesi ho lavorato come muratore<\/strong>. Cos\u00ec sono riuscito a guadagnarmi i soldi necessari a venire in Italia\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia rappresenta per molti il miraggio di una nuova vita lontano dalle guerre e dalle persecuzioni. E&#8217; per questo che sulle nostre coste sbarcano regolarmente decine (se non centinaia) di profughi: \u201cLa prassi \u00e8 sempre la stessa \u2013 spiegano da Ceis \u2013 I richiedenti asilo vengono schedati o al momento del loro arrivo o una volta che vengono presi in carico dalle prefetture competenti (nel caso di Loano, quella di Savona). Una volta che gli uffici competenti hanno dati precisi circa il numero di stranieri da &#8216;smistare&#8217;, pubblicano un bando al quale rispondono cooperative, associazioni o onlus come la nostra\u201d.<\/p>\n<p>A Loano, come detto, l&#8217;accoglienza \u00e8 gestita dalla Fondazione Ceis di Genova: \u201cOgni ente ha una propria prassi \u2013 spiegano dalla Fondazione \u2013 ma ci sono obblighi di legge e procedure che non possono essere evitate. Come ad esempio il primo colloquio volto ad approfondire la conoscenza dello straniero o il percorso di inserimento o integrazione o ancora il passaggio davanti alla commissione incaricata di valutare la richiesta di asilo\u201d.<\/p>\n\n<p>Questo procedimento dura circa un anno: \u201cDurante questo periodo<strong> i richiedenti asilo vanno a scuola, studiano l&#8217;italiano e svolgono lavori &#8216;socialmente utili&#8217; (cosa che accadr\u00e0 anche a Loano)<\/strong>. Di solito effettuano lavori di piccola manutenzione o di pulizia (come avvenuto a Pietra Ligure, dove nei giorni scorsi i dodici profughi ospiti di un albergo cittadino hanno effettuato la pulizia delle spiagge del litorale). Ma l&#8217;intenzione, almeno da parte nostra, \u00e8 quella di inserirli in un progetto in ambito agricolo: purtroppo molti di loro non hanno una formazione professionale e quello delle coltivazioni \u00e8 un settore in cui possono inserirsi piuttosto bene\u201d.<\/p>\n<p>Nel frattempo, i profughi studiano l&#8217;italiano e cercano di inserirsi: \u201c<strong>Per loro questo \u00e8 un mondo completamente nuovo<\/strong>\u201d, confermano da Ceis.<\/p>\n<p>Un esempio per tutti: <strong>molti di loro non conoscono le modalit\u00e0 pi\u00f9 elementari per conservare adeguatamente il cibo<\/strong>. Anche per questo motivo, tra le prescrizioni imposte alle realt\u00e0 che gestiscono l&#8217;accoglienza c&#8217;\u00e8 anche quella di avere in organico un nutrizionista: \u201cLa nostra consulente \u2013 spiegano ancora da Ceis \u2013 sta insegnando loro le principali norme di sicurezza alimentare. Molti di loro, infatti, non conoscono tutti i cibi alimenti che caratterizzano la nostra alimentazione e di conseguenza non conoscono quali siano le modalit\u00e0 per conservarli senza farli deteriorare. Noi, quindi, stiamo insegnando loro le tre C della &#8216;food security&#8217; e cio\u00e8 &#8216;cooking&#8217; (cucinare), &#8216;conservation&#8217; (conservazione) e &#8216;clean&#8217; (pulizia)\u201d.<\/p>\n<p>E l&#8217;alimentazione \u00e8 proprio una delle \u201cquestioni\u201d pi\u00f9 complesse da affrontare in ambito di accoglienza: \u201cNon conoscendoli o non avendoli mai mangiati \u2013 spiegano ancora da Ceis \u2013 i richiedenti asilo non sono in grado di assimilare i cibi che fanno parte della nostra dieta. Quindi <strong>\u00e8 necessario stilare dei piani di alimentazione basati su ci\u00f2 che gi\u00e0 conoscono, in modo tale che possano consumare qualsiasi cosa proponiamo loro<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>In ambito di accoglienza dei profughi, uno dei tormentoni riguarda la diaria che ciascuno straniero riceverebbe e cio\u00e8 35 euro al giorno: \u201cLe cose non stanno assolutamente cos\u00ec \u2013 puntualizzano da Ceis \u2013 Quei fondi non finiscono assolutamente nelle tasche dei richiedenti asilo. <strong>Ciascuno di loro riceve al massimo 5 euro, che di solito utilizzano per l&#8217;acquisto di cibo<\/strong>. Quando il cibo viene fornito dalla struttura, invece, la diaria si dimezza e diventa di soli 2.50 euro. <strong>Quella dei 35 euro al giorno, quindi, \u00e8 solo una voce<\/strong> che non corrisponde affatto alla realt\u00e0\u201d.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2017\/01\/cronaca-378074.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2017\/01\/cronaca-378074.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2017\/01\/cronaca-378074.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2017\/01\/cronaca-378074.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2017\/01\/cronaca-378074.jpg 150w\"  data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2017\/01\/cronaca-378074.jpg\" alt=\"Profughi Loano\" \/><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p><strong>I dieci profughi alloggiano nelle stanze al secondo piano dell&#8217;ex convento di Loano<\/strong>: \u201cSono stanze doppie, dotate di letti a castello e un piccolo bagno. <strong>Non sono affatto delle suite<\/strong>, come vuole qualche luogo comune, <strong>ma sono stanze pi\u00f9 che sufficienti <\/strong>per le loro necessit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Per accogliere i nuovi ospiti e anche per \u201cfarli conoscere\u201d alla cittadinanza, Ceis ha organizzato per sabato 21 gennaio alle 18 presso la chiesa di Santa Maria della Misericordia (cio\u00e8 Sant&#8217;Agostino) un \u201cbenvenuto in musica\u201d. Dopo la messa celebrata da don Ivo Raimondo (vicario generale della diocesi), don Edmondo Bianco (parroco della San Giovanni di Loano) e don Enrico Giovannini, alle 19 ci sar\u00e0 il concerto per voce solita, organo e tromba di Melissa Briozzo (soprano), Franco Cocco (tromba) e Andrea Verrando (organo), che eseguiranno musiche di Mendelssohn, Hollins, Haendel, Caccini e Franck. Alle 20 seguir\u00e0 cena a buffet.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IVG.it ha incontrato i dieci stranieri ospitati nell&#8217;ex convento di Sant&#8217;Agostino<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,31],"tags":[91285,82923,31945],"class_list":["post-401007","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-politica","tag-ceis","tag-chiesa-santagostino-loano","tag-emergenza-profughi","post_cat_citta-loano"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/401007","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=401007"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/401007\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=401007"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=401007"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=401007"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}