{"id":39974,"date":"2008-11-07T08:33:17","date_gmt":"2008-11-07T07:33:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/11\/07\/alassio-26-ordini-di-cattura-per-furto-dauto-di-lusso\/"},"modified":"2008-11-08T11:44:22","modified_gmt":"2008-11-08T10:44:22","slug":"alassio-26-ordini-di-cattura-per-furto-dauto-di-lusso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/11\/alassio-26-ordini-di-cattura-per-furto-dauto-di-lusso\/","title":{"rendered":"Alassio, 26 ordini di cattura per furto e ricettazione d&#8217;auto di lusso"},"content":{"rendered":"<p>[thumb:9611:l]<strong>Alassio.<\/strong> Tredici arresti sono stati compiuti in varie regioni italiane dai carabinieri del comando provinciale di Savona per un traffico illegale di auto di grossa cilindrata. Le vetture venivano rubate e poi rivendute in vari Paesi europei dopo la falsificazione di documenti e numeri di telaio e di motore. Altre tredici persone risultano ancora ricercate.<\/p>\n<p>L&#8217;operazione, denominata &#8220;Ali Bab\u00e0 e i 40 ladroni&#8221;, ha preso il via nel gennaio del 2006 a seguito di un doppio furto di auto di lusso avvenuto nel garage del Grand Hotel Mediterranee di Alassio, dal quale erano sparite una Audi A6 e una Bmw X3. Il modus operandi della banda era molto sofisticato: prevedeva l&#8217;individuazione di due auto &#8220;simili&#8221;, una delle quali veniva rubata e trafugata all&#8217;estero (Russia, Olanda, Regno Unito, Germania, Belgio, Spagna, Francia e Romania), dove venivano falsificati tutti i documenti, i numeri di telaio e le centraline elettroniche sulla base dei dati della gemella &#8220;pulita&#8221;; a questo punto la macchina &#8220;clonata&#8221; veniva reimmatrocolata nel nuovo Paese, diventando a tutti gli effetti un veicolo che non tradiva la sua provenienza furtiva. In pratica i &#8220;professionisti&#8221; del settore individuavano, anche occasionalmente per strada, un&#8217;autovettura uguale per fabbrica, modello e anche colore ad un&#8217;altra che veniva rubata. Annotavano il numero di targa e attraverso la consultazione dell&#8217;archivio Aci reperivano i dati del veicolo (numero di telaio, anno di immatricolazione, caratteristiche meccaniche), duplicando quindi le targhe e i documenti di circolazione con i dati del veicolo individuato, compreso il numero di telaio.<\/p>\n<p>I promotori del sodalizio ladresco finiti in manette sono accusati di furto, riciclaggio, ricettazione e falsificazione di documenti assicurativi in concorso tra loro. Si tratta di Giuseppe Foderaro, 55 anni, originario di Pergine Valsugana (Tn) e residente a Reggio Emilia, pregiudicato; Martino Ancona, 45 anni, di Taranto ma residente a Cinisello Balsamo, pregiudicato; Roberto Mariani, 61 anni, di Montalto Pavese (Pv); Aurelio Gradito, 38 anni, nato a Gela (Cl) ma abitante ad Alessandria; Giudeppe Bordonaro, 62 anni, originario di Caltanisetta e residente a Torino; Pierfranco Sortino, 66 anni, milanese domiciliato ad Albisola Superiore, gi\u00e0 detenuto; Enrico Tam\u00e8, 62 anni, nato a Lodi ma residente a Milano, detenuto; Giuseppe Dinardi, 45 anni, originario di Altamura (Ba) e residente a Cologno Monzese (colpito da obbligo di soggiorno); Maurizio Bertini, 53 anni, di Reggio Emilia; Carlo Locatelli, 58 anni, originario di Longare (Vi) e residente a Carvico (Bg).<\/p>\n<p>Si sono aperte le porte del carcere, con l&#8217;aggiunta dell&#8217;accusa di detenzione di droga a fini di spaccio, anche per Mauro Bianchi, 42 anni, albenganese residente a Loano, pregiudicato; Massimo Filotello, 33 anni, nato a Vercelli ma residente a Ceriale, pregiudicato; ed Emanuele Cagnino, 31 anni, originario di Albenga e residente a Loano. Il capo dell&#8217;estesa rete di malfattori, inziali G.B., \u00e8 tuttora ricercato, mentre il torinese Fabio Domenicale, 39 anni, \u00e8 stato sottoposto ad obbligo di dimora nella propria localit\u00e0 di residenza.<\/p>\n<p><strong><span style=\"font-weight: normal;\">[image:9615:r:s=1]<\/span><\/strong>L&#8217;organizzazione \u00e8 stata sgominata dai carabinieri della Compagnia di Alassio. Era composta da meccanici, elettrauto e titolari di autodemolizioni. Secondo gli investigatori, sarebbero circa 130 le auto rubate, 19 delle quali sono state recuperate nel corso dei blitz effettuati e restituite ai legittimi proprietari. Nel complesso sono 26 le persone per le quali \u00e8 scattato l&#8217;ordine di arresto, la met\u00e0 delle quali al momento risulta ancora ricercata. In tutto, invece, sono 40 (come i ladroni della fiaba persiana di Al\u00ec Bab\u00e0) le persone indagate nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta, da cui il nome dell&#8217;operazione.<\/p>\n<p>Tra le varie vetture ritrovate spiccano Mercedes AMG 63, Porsche 911, 996, 997, Lamborghini Spider, tre Porsche Cayenne, Ferrari 360 e varie Bmw, Jaguar, Mercedes. Gi\u00e0 restituite Audi A6, Bmw X3, Audi A4, Mercedes ML, Mercedes Classe S 320, Bmw serie 3. Nel novero dei veicoli finiti nel mirino dei malviventi non solo automobili costose, ma anche escavatori e autocarri. La banda, composta prevalentemente da italiani, aveva una base anche in Belgio ed \u00e8 proprio grazie alla collaborazione delle forze di polizia di Francia, Belgio e Germania se gli inquirenti savonesi, coordinati dal titolare dell&#8217;inchiesta, il sostituto procuratore Alberto Landolfi, sono riusciti a risalire a tutta la filiera dell&#8217;attivit\u00e0 illecita.<\/p>\n<p>L&#8217;organizzazione era organizzata in nuclei e presente in Liguria, nella periferia milanese, a Torino e Alessandria, in Emilia Romagna e in Puglia con le varie ramificazioni nei diversi Paesi europei per il riciclaggio dei veicoli. I malviventi disponevano di garage e carrozzerie per l&#8217;occultamento dei veicoli e di stamperie clandestine per la realizzazione dei documenti fasulli utilizzando sigilli, marchi e timbri contraffatti o rubati.<\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:9611:l]Alassio. 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