{"id":397472,"date":"2016-11-22T09:28:12","date_gmt":"2016-11-22T08:28:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=397472"},"modified":"2016-11-22T09:28:12","modified_gmt":"2016-11-22T08:28:12","slug":"nuotare-per-crescere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/11\/nuotare-per-crescere\/","title":{"rendered":"Nuotare per crescere"},"content":{"rendered":"<p><strong>Muscoli in movimento.<\/strong><br>\nIl nuoto coinvolge tutti i muscoli del corpo, stimola l\u2019apparato respiratorio e allontana il pericolo della scoliosi. Durante l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza si verificano le pi\u00f9 importanti modificazioni biologiche e scheletriche di un uomo e il nuoto fa sviluppare in modo armonico l\u2019apparato muscolo-scheletrico del bambino, in quanto sviluppa ugualmente entrambe le sezioni, la destra e la sinistra e contemporaneamente sia gli arti inferiori che quelli superiori: nuotando ogni muscolo del corpo \u00e8 in movimento. Il nuoto si pratica in piscine coperte la cui lunghezza pu\u00f2 variare dai 25 ai 50 metri (queste ultime sono dette olimpioniche perch\u00e9 in queste vengono disputate le gare olimpiche) e nell\u2019ambito di questa disciplina sportiva esistono 5 stili che sono: lo stile libero, la rana, il dorso, il delfino e la farfalla che differiscono gli uni dagli altri per la tecnica eseguita, cio\u00e8 un diverso movimento degli arti superiori e inferiori con diversa sincronia tra loro<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_144\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_144\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><strong>Quando iniziare il nuoto.<\/strong><br>\nNon esiste un\u2019et\u00e0 specifica per iniziare a nuotare. Sia pure sottoforma di gioco, il bambino pu\u00f2 entrare subito in confidenza con l\u2019acqua, perch\u00e9 \u00e8 un elemento a cui \u00e8 abituato. Nei primi quattro mesi di vita infatti, il neonato mantiene il riflesso natatorio sviluppato nel liquido amniotico: pu\u00f2 essere quindi positivo cercare di far nascere nel bambino l\u2019amore per l\u2019acqua il pi\u00f9 presto possibile. Durante il primo anno di vita il bambino pu\u00f2 prendere confidenza con l\u2019acqua in presenza di almeno un genitore; intorno a 1-2 anni comincia a giocare e a \u201csentire\u201d il proprio corpo muoversi nell\u2019acqua; in questa fase se il bambino lo accetta l\u2019istruttore pu\u00f2 sostituire il genitore. A 2-3 anni iniziano i movimenti controllati: il bambino pu\u00f2 battere le gambe e cominciare a provare la sensazione di mettere la testa sott\u2019acqua. A 3-4 anni \u2013 l\u2019et\u00e0 nella quale i bambini possono solitamente cominciare a frequentare un corso di nuoto \u2013 il movimento delle gambe si perfeziona. Intorno ai 4-5 anni inizia la vera e propria coordinazione e a 6 anni il bambino migliora sensibilmente la sua tecnica di avanzamento in acqua.<\/p>\n<p><strong>In piscina per rilassarsi.<\/strong><br>\nPer un bambino che va in piscina ci sono diversi benefici: l\u2019acqua favorisce il rilassamento e quindi il sonno; apporta benefici al sistema respiratorio; accresce le capacit\u00e0 di adattamento alle novit\u00e0 senza diffidenze e rigidit\u00e0; contribuisce ad uno sviluppo precoce di alcune attivit\u00e0 psicomotorie. Si \u00e8 scoperto, ad esempio, che i bambini molto piccoli iniziano a gattonare e a camminare prima degli altri. Il nuoto \u00e8 utile anche per lo sviluppo della personalit\u00e0 del bambino. Ai bambini piccoli, che frequentano la piscina con i genitori, viene offerta l\u2019occasione di un contatto diretto con la mamma o con il pap\u00e0 che rinsalda il rapporto. Ai bambini pi\u00f9 grandi, magari un po\u2019 timidi e troppo preoccupati di sbagliare, il nuoto offre l\u2019occasione di familiarizzare con il proprio corpo, di misurarsi con le proprie possibilit\u00e0 e di scoprire la capacit\u00e0 di superare i limiti raggiunti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Muscoli in movimento. Il nuoto coinvolge tutti i muscoli del corpo, stimola l\u2019apparato respiratorio e allontana il pericolo della scoliosi. 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