{"id":397056,"date":"2016-11-16T09:48:18","date_gmt":"2016-11-16T08:48:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=397056"},"modified":"2016-11-16T09:48:18","modified_gmt":"2016-11-16T08:48:18","slug":"museo-archeologico-savona-la-lettera-dellistituto-studi-liguri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/11\/museo-archeologico-savona-la-lettera-dellistituto-studi-liguri\/","title":{"rendered":"Museo Archeologico di Savona, la lettera dell&#8217;Istituto Studi Liguri"},"content":{"rendered":"<p><strong>A proposito di cultura\u2026 Il Civico Museo Archeologico e della Citt\u00e0<\/strong><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_4\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_4\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><em>Ci pare indispensabile fare ulteriore chiarezza su quella che \u00e8 la travagliata vicenda del Museo Archeologico savonese, su quello che rappresenta per la citt\u00e0 e sulla normativa relativa ad una gestione museale.<\/em><br>\n<em> Tutto avremmo pensato, meno che di dover ritornare sul tema museo non per diffondere iniziative, ma per difendere un patrimonio che \u00e8 della citt\u00e0. Non avremmo mai pi\u00f9 pensato, soprattutto dopo la sentenza del TAR del marzo 2016, che avremmo dovuto nuovamente rivolgerci a coloro che amministrano la citt\u00e0 per chiedere di fermare un\u2019operazione che rischia di farlo scomparire.<\/em><br>\n<em> Si viene a ripetere l\u2019appello in favore del Museo, al quale all\u2019inizio del 2016 la citt\u00e0 aveva risposto con centinaia di adesioni di cittadini, associazioni, forze politiche. All\u2019appello della popolazione si erano unite le oltre duecento mail di docenti universitari, funzionari di Soprintendenze, ricercatori, che avevano avuto modo di conoscere il museo e la sua attivit\u00e0, con la loro diretta partecipazione a convegni internazionali promossi dalla stessa struttura sul Priam\u00e0r; ad essi si era aggiunto, con un intervento particolarmente partecipato, una lettera del Rettore dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova, inviata alla Civica Amministrazione, che aveva sottolineato l\u2019intensa e insostituibile collaborazione dell\u2019istituzione savonese alla formazione universitaria.<\/em><br>\n<em> Ci troviamo invece, a otto mesi dalla sentenza del TAR, a ricevere la notizia, incredibile, della chiusura della struttura il 1 novembre, con pec del 26 ottobre, su determina dirigenziale. Ed \u00e8 quasi una beffa che, proprio nel giorno prima della chiusura, il museo savonese fosse stato inserito tra i finalisti del premio Riccardo Francovich inteso a \u201cpremiare il miglior museo o parco archeologico nazionale a tema medievale\u201d che rappresenti \u201cla migliore sintesi fra rigore dei contenuti scientifici ed efficacia nella comunicazione\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Sono indispensabili alcune considerazioni su quanto pu\u00f2 perdere la Citt\u00e0 non solo nell\u2019immediato, ma nel prossimo futuro con la possibilit\u00e0 che l\u2019intera esposizione venga smantellata.<\/em><br>\n<em> Quando si parla di una struttura museale, non si pu\u00f2 non partire dalla definizione che l\u2019ICOM (International Council of Museums \u2013 UNESCO), massima autorit\u00e0 a livello mondiale, ha formulato nel 2007 fornendo le linee guida per la gestione di un museo. \u201cIl museo \u00e8 un\u2019istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della societ\u00e0 e del suo sviluppo. E\u2019 aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell\u2019umanit\u00e0 e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto\u201d.<\/em><br>\n<em> Con il termine museo si intende quindi un\u2019istituzione permanente, non una mostra, aperta al pubblico, che faccia ricerca, acquisisca le testimonianze di questa ricerca, le conservi, le comunichi e le esponga.<\/em><br>\n<em> Legati strettamente a tale definizione sono gli standard museali fissati dalla legislazione nazionale e regionale, cio\u00e8 i parametri a cui i musei devono attenersi per essere riconosciuti come tali.<\/em><\/p>\n<p><em>Tra gli standard appaiono prioritari gli orari minimi di apertura di un museo (non meno di 18 ore settimanali) , la scientificit\u00e0 dei suoi operatori, la ricerca, la conservazione, la comunicazione e l\u2019esposizione.<\/em><br>\n<em> Il museo savonese rispetta questi standard? Decisamente s\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 Il Civico Museo archeologico e della citt\u00e0 \u00e8 aperto per 28 ore settimanali, sabato e domenica compresi, assolvendo, in questi anni, un duplice compito, quale l\u2019 accoglienza dei visitatori non solo correlata alla visita al percorso museale o al complesso monumentale, ma punto di informazione per gli stessi visitatori e turisti, in quanto unica struttura aperta in un Priam\u00e0r desolatamente vuoto, visitatori che chiedono ogni tipo di informazione, lamentano, giustamente, l\u2019assenza di un bar che non sia aperto solo in estate, di un ristorante, di punti di vendita di prodotti locali, di laboratori di artigiani e ateliers di artisti.<\/em><br>\n<em> Il personale del museo fornisce tutte le informazioni, in lingua, consiglia itinerari, percorsi di visita, fornisce materiale illustrativo e tutto quanto serve quando si visita una citt\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 Il museo funziona con tre part time (numero irrisorio rispetto a quello delle altre istituzioni museali savonesi): si tratta di personale specializzato e laureato che rientra dunque pienamente negli standard museali. Nel caso savonese gli operatori museali possiedono un\u2019approfondita conoscenza delle lingue e si rapportano quindi con i visitatori stranieri; sono entusiastici i loro commenti , oltre che sulla struttura museale, sulla professionalit\u00e0 nell\u2019accoglienza.<\/em><\/p>\n<p><em>\u2013 In merito alla ricerca il museo savonese rappresenta un\u2019eccellenza e un caso unico: \u00e8 esso stesso frutto delle ricerche archeologiche (ben 59 campagne di scavo) dell\u2019Istituto Internazionale di Studi Liguri, iniziate nel 1956 e proseguite con annuali cantieri didattici o preliminari al restauro del complesso. Viene inaugurato nel 1990 collocandolo direttamente sull\u2019area di scavo frutto delle ricerche archeologiche e lasciata in vista nel percorso museale.<\/em><br>\n<em> Il 92% dei materiali esposti \u00e8 frutto di queste ricerche, in regime di concessione ministeriale, effettuate dal concessionario, a proprie spese, con la rinuncia al premio di rinvenimento. Di conseguenza, su tali materiali l\u2019Istituto di Studi Liguri esercita diritti scientifici ed esclusivi.<\/em><br>\n<em> \u2013 L\u2019Istituto ugualmente esercita gli stessi diritti sul concept dell\u2019intero apparato illustrativo e didattico (oltre 60 pannelli); i pannelli esplicativi sono infatti frutto delle ricerche e degli scavi, talvolta inediti, sul Priam\u00e0r.<\/em><\/p>\n<p><em>Risulta fondamentale ripercorrere, sia pure per sommi capi alcuni punti significativi della \u201cvicenda \u201c museo. Ancora nel 2013, per procedere all\u2019affidamento diretto all\u2019Istituto della struttura museale si affermava che \u201cLe testimonianze delle vicende storiche di Savona, sia per quanto concerne il Priam\u00e0r, sia per quanto riguarda la citt\u00e0, sono riemerse grazie alle indagini archeologiche condotte da anni dall\u2019Istituto Internazionale di studi Liguri insieme all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova (cattedra di Archeologia medievale), su autorizzazione del Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo. La realizzazione e l\u2019allestimento del Museo Archeologico e della Citt\u00e0 sono stati possibili solo grazie all\u2019intervento e alla collaborazione dell\u2019Istituto Internazionale di Studi Liguri, grazie al quale \u00e8 possibile disporre delle documentazioni e dei materiali frutto delle ricerche dell\u2019Istituto stesso\u201d.<\/em><br>\n<em> Al termine dell\u2019affidamento, e cio\u00e8 nel 2015, non appena era terminato il nuovo allestimento de primo piano del museo, con una somma irrisoria, una gara d\u2019appalto profondamente lacunosa e discutibile assegnava la vittoria a due cooperative (da sottolineare che gi\u00e0 nel 2014 un gruppo di cooperative aveva espresso la volont\u00e0 di gestire l\u2019intero complesso monumentale): a due di esse, la Cooperativa Archeologia di Firenze e la Cooperativa Arca di Albissola, riunite in associazione temporanea d\u2019impresa, veniva assegnata la gestione del museo con uno scarto di 0,86 punti su 100 rispetto al punteggio conseguito dall\u2019Istituto di Studi Liguri, e questo grazie a valutazioni a dir poco sconcertanti.<\/em><br>\n<em> L\u2019Istituto faceva ricorso al TAR in quanto la gara presentava vizi formali e sostanziali e lo stesso Tribunale con sentenza del 17 marzo 2016 (pubblicata il 4 aprile) decretava l\u2019assegnazione del servizio all\u2019Istituto, in quanto la Cooperativa Archeologia non avrebbe potuto essere ammessa alla gara in quanto la sua presidente, al momento del bando, risultava condannata a diciotto mesi dalla Corte d\u2019Appello per omicidio colposo, (condanna poi confermata in via definitiva dalla Cassazione), per non aver ottemperato alle elementari norme di sicurezza nella gestione del forte Belvedere a Firenze. L\u2019assenza di una adeguata segnaletica indicativa della pericolosit\u00e0 dell\u2019area ha portato alla morte di una giovane ricercatrice universitaria che era precipitata da uno dei bastioni, cos\u00ec come era successo ad un altro giovane due anni prima, esattamente nello stesso punto. Il TAR sottolineava gli estremi dell\u2019errore professionale grave, dal momento che \u201cnello svolgimento della professione la tutela della sicurezza dei fruitori dei beni affidati in gestione e dei servizi appare di estrema importanza. La Commissione avrebbe dovuto considerare e motivare le ragioni della ritenuta non ostativa della condanna alla luce della oggettiva gravit\u00e0 dei fatti\u201d.<\/em><br>\n<em> Lo stesso TAR \u201cordina che la presente sentenza sia eseguita dall\u2019Autorit\u00e0 Amministrativa\u201d, ma la sentenza \u00e8 stata disattesa dal dirigente del servizio cultura che ha proceduto con proroghe, la penultima delle quali, il 19 settembre, chiedeva la disponibilit\u00e0 dell\u2019Istituto per un\u2019ulteriore proroga per i mesi di novembre e dicembre, mentre si rimaneva in attesa di perfezionare successivamente il prolungamento del servizio fino al febbraio del 2017 per poter \u201ccompiere tutte le verifiche propedeutiche alla predisposizione del Piano di riequilibrio del Bilancio pluriennale\u201d.<\/em><br>\n<em> Con la decisione improvvisa di cessazione del servizio a partire dal primo novembre, comunicata il 26 ottobre (!), non si cancella solo una struttura culturale, ma un\u2019istituzione al servizio della societ\u00e0 e del suo sviluppo, in quanto:<\/em><br>\n<em> \u2013 svolge un fondamentale ruolo educativo e di apprendimento per le scuole, a partire da quelle dell\u2019infanzia fino alle superiori, con laboratori specifici ideati dallo stesso personale del museo<\/em><br>\n<em> \u2013 ha convenzioni con gran parte delle scuole superiori del savonese per gli stage scuola-lavoro, ormai inseriti come obbligatori per il percorso formativo dell\u2019allievo (Liceo classico, Linguistico, Artistico, Liceo scientifico, Liceo linguistico e delle scienze umane). Mercoled\u00ec 26 ottobre, due giorni prima che ci venisse comunicata la chiusura del museo, l\u2019aula didattica dello stesso era occupata da stagisti impegnati a seguire la prima lezione, su concetti e metodi dello scavo, per poi poter direttamente partecipare alle ricerche nell\u2019area dell\u2019antica Cattedrale di S. Maria<\/em><br>\n<em> \u2013 ha convenzioni per stage universitari, grazie all\u2019Istituto gestore, con gli studenti dell\u2019ateneo genovese, finalizzati all\u2019acquisizione di conoscenze legate ad un loro futuro ruolo occupazionale nell\u2019ambito dei Beni culturali, oltre agli indispensabili crediti universitari<\/em><br>\n<em> \u2013 fruisce, grazie al prof. Carlo Varaldo, del fondamentale supporto dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Genova sia dal punto di vista scientifico sia didattico-divulgativo<\/em><br>\n<em> \u2013 ha attivato un laboratorio sulla ceramica medievale inserito nel piano didattico dell\u2019Ateneo genovese (Corso di laurea in Conservazione dei Beni culturali)<\/em><br>\n<em> \u2013 fa ricerca e, tramite le indagini archeologiche (59 annuali campagne di scavo), acquisisce testimonianze materiali, oltre che dati storici, che vengono ad arricchire le collezioni esposte<\/em><br>\n<em> \u2013 mette a disposizione del pubblico una biblioteca specializzata e informatizzata di oltre 5.000 volumi, di propriet\u00e0 dell\u2019Istituto di Studi Liguri. La biblioteca \u00e8 inserita negli spazi museali ed \u00e8 aperta alla consultazione nelle ore di apertura della struttura museale<\/em><br>\n<em> \u2013 nello stesso percorso museale sono esposti, tra l\u2019altro, significativi materiali di propriet\u00e0 del Centro Ligure per la Storia della Ceramica, grazie alla decisione del Centro tramite la sua presidente, dott. Rita Lavagna, di metterli a disposizione dei visitatori del museo e della citt\u00e0<\/em><br>\n<em> \u2013 espone materiali di propriet\u00e0 dell\u2019Istituto di Studi Liguri.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019ICOM nella definizione del museo parla di comunicazione; in merito a questo fondamentale punto ricordiamo che il museo archeologico:<\/em><br>\n<em> \u2013 gestisce un proprio sito, particolarmente apprezzato, ed \u00e8 inserito in numerosi altri, fra cui quello attivato presso la sede centrale dell\u2019Istituto Internazionale di Studi Liguri, a Bordighera, ed \u00e8 costantemente presente sui social network<\/em><br>\n<em> \u2013 organizza iniziative per il pubblico (visite guidate alla scoperta del museo con cadenza bimensile, visite guidate al complesso monumentale sempre con cadenza bimensile, visite alla scoperta del Priam\u00e0r sotterraneo (quest\u2019ultima iniziativa, in collaborazione col Gruppo Speleologico Savonese, e a numero chiuso riscuote sempre grande successo ed esaurisce sistematicamente la disponibilit\u00e0 dei posti), laboratori per le famiglie (si ricorda solo l\u2019ultima, di pochi giorni fa, il riuscitissimo Famu, famiglie al museo)<\/em><br>\n<em> \u2013 ha ricercato sponsor e per i prossimi mesi aveva in programma (grazie al prezioso supporto del Rotary Club di Savona) la realizzazione di una serie di video guide per il museo e per l\u2019intero Priam\u00e0r, in sostituzione di quelle ormai obsolete che sempre lo stesso Rotary aveva finanziato oltre dieci anni fa; stava prendendo l\u2019avvio un progetto multimediale col quale le pi\u00f9 significative vicende del complesso monumentale del Priam\u00e0r venivano ricostruite in 3D; si stava concludendo la stesura di una nuova e aggiornata guida del Priam\u00e0r in italiano e inglese)<\/em><br>\n<em> \u2013 il museo viene pubblicizzato sul sito Network Museum, consultabile on line.<\/em><\/p>\n<p><em>Sinceramente a noi pare miracoloso che nel Museo archeologico, inserito in una struttura come il Priam\u00e0r \u2013 fino ad oggi cos\u00ec poco pubblicizzata e valorizzata, il cui primo biglietto da visita \u00e8 purtroppo costituito da una galleria degli ascensori lasciata nel pi\u00f9 assoluto degrado (galleria che, ricordiamolo, \u00e8 costata ben 348.000 euro) e che, dopo una certa ora della giornata, diventa terra di nessuno \u2013 siano entrate migliaia di persone, turisti, scolaresche.<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Istituto internazionale di Studi Liguri<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A proposito di cultura\u2026 Il Civico Museo Archeologico e della Citt\u00e0 Ci pare indispensabile fare ulteriore chiarezza su quella che \u00e8 la travagliata vicenda del Museo Archeologico savonese, su quello che rappresenta per la citt\u00e0 e sulla normativa relativa ad una gestione museale. 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