{"id":396545,"date":"2016-11-08T16:31:40","date_gmt":"2016-11-08T15:31:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=396545"},"modified":"2016-11-08T16:41:46","modified_gmt":"2016-11-08T15:41:46","slug":"riforma-sanitaria-le-minoranze-allattacco-solo-nomine-poltrone-altro-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/11\/riforma-sanitaria-le-minoranze-allattacco-solo-nomine-poltrone-altro-salute\/","title":{"rendered":"Riforma sanitaria, le minoranze all&#8217;attacco: &#8220;Solo nomine e poltrone, altro che salute&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> Arrivano le reazioni politiche dopo l\u2019approvazione in Consiglio regionale della seconda parte della riforma sanitaria. Dal Pd non sono mancate forti stoccate: \u201cPi\u00f9 che un libro bianco un romanzo d\u2019appendice. E quindi a puntate, come se fossimo di fronte a una serie televisiva (peraltro poco avvincente). La presunta riforma sanitaria della Giunta Toti, dopo un anno e mezzo di governo regionale \u00e8 ancora un rebus e procede per piccoli passi, senza per\u00f2 occuparsi veramente del miglioramento dei servizi e dei bisogni dei cittadini\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_212\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_212\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cPer il momento il centrodestra si \u00e8 concentrato soltanto sulle nomine (scegliendo spesso i dirigenti fuori regione) e anche sul fronte sociosanitario \u2013 che poteva rappresentare una sfida interessante \u2013 ha pensato prima (e per il momento soltanto) a individuare 5 nuovi direttori, che ci costeranno 540 mila euro in pi\u00f9 all\u2019anno. Una nuova spesa che si aggiunge al disavanzo sanitario di 100 milioni di euro, che la Giunta Toti ha maturato da quando si \u00e8 insediata, riportandoci ai tempi del precedente governo regionale di centrodestra che ci aveva lasciato 300 milioni di buco\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn questo anno e mezzo di annunci e poltrone, non si \u00e8 invece mai parlato di cose concrete come, per esempio, cosa succede agli anziani che vengono dimessi dall\u2019ospedale e non hanno nessuno che si possa occupare di loro o dell\u2019inserimento lavorativo delle fasce deboli. Ma non si \u00e8 mai accennato neppure a come riorganizzare gli accessi unici Asl\u2013Comuni e non abbiamo avuto notizie sul potenziamento del \u201cDopo di noi\u201d per i disabili, i cui genitori non sono pi\u00f9 in grado di tenerli a casa. E poi mancano risposte cruciali sulle liste d\u2019attesa, sull\u2019assistenza integrata e sulla riabilitazione. I distretti sono stati lasciati fuori dai processi di programmazione, evitando cos\u00ec che i servizi territoriali, sanitari e sociali si parlassero tra loro. Insomma un ennesimo pezzetto di riforma che non si capisce come possa determinare un\u2019effettiva e concreta azione integrata tra Comuni, onlus e Asl. Inoltre la amministrazioni civiche vengono escluse dalle decisioni e con l\u2019istituzione di Alisa \u2013 la sesta Asl ligure, mentre un territorio come le Marche che ha i nostri stessi abitanti di Aziende sanitarie ne ha una sola \u2013 non solo si moltiplicano i posti di governance, ma si accentrano anche le decisioni. Invece che prendersi in carico i problemi, questa Giunta pensa a dispensare nuovi incarichi. In poche parole manca una discussione complessiva sulla sanit\u00e0 e intanto i problemi restano e si accumulano e il debito sale\u201d conclude il gruppo Pd in Regione. <\/p>\n<p>Anche Rete a Sinistra vota contro e solleva forti perplessit\u00e0. \u201cQuando si affronta la sanit\u00e0 bisognerebbe aver chiaro che ci si confronta con uno dei nodi fondamentali della nostra legislazione. Non solo per l\u2019enorme quantit\u00e0 di fondi impegnati su questo capitolo di bilancio, ma anche perch\u00e9 in questo campo si va a toccare la carne viva dei bisogni e delle istanze dei cittadini: le loro paure e difficolt\u00e0, ancor pi\u00f9 accentuate dalle carenze del sistema sanitario attuale. Molte le crepe sempre pi\u00f9 evidenti, nonostante l\u2019indiscutibile impegno di tutti gli operatori pubblici del settore\u201dafferma consigliere regionale di Rete a Sinistra Gianni Pastorino.<\/p>\n<p>\u201cUn processo di riforma, anche se compiuto a tappe, dovrebbe indicare in maniera risoluta la strada da percorrere, quali problemi saranno risolti, quali i diritti tutelati. In questo senso non si capisce, purtroppo, dove vada a parare la riforma Viale: n\u00e9 col primo capitolo, che ha istituito ALiSa, n\u00e9 col secondo, in cui si introduce la figura del direttore sociosanitario. L\u2019unica cosa certa \u00e8 che si moltiplicano le figure apicali, quindi aumentano le voci di spesa e si sottraggono risorse ai LEA\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon facciamo demagogia: effettivamente il nostro sistema sanitario aveva bisogno di una riorganizzazione. Ma non di questa: bisogna sanare, invece, l\u2019eccessiva prevalenza dell\u2019ospedalizzazione, indirizzo che ha caratterizzato la passata legislatura. Una scelta che si \u00e8 rivelata sbagliata, perch\u00e9 non adeguata alla demografia ligure (probabilmente la pi\u00f9 anziana d\u2019Europa) e disancorata dalla fisionomia del territorio. Scelta che ha anche prodotto un aumento dei costi, pur in presenza di un bilancio sanitario decisamente migliorato\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa riforma Viale non ha risolto questo problema. Al contrario incrementa l\u2019aggravio sul capitolo sanit\u00e0. Non solo, gli eventuali miglioramenti non saranno in alcun modo misurabili e riscontrabili da parte dei cittadini. In altre parole: resta il sovraffollamento dei pronto soccorso, restano le lunghe lista d\u2019attesa per alcuni esami, manca una rete territoriale che determini la presa in carico complessiva del paziente nelle strutture sanitarie\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDa oggi la sanit\u00e0 ligure \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 povera sul profilo operativo ma pi\u00f9 ricca di dirigenti da nominare. Il tutto a spese e sulla pelle dei cittadini, che vedranno assottigliarsi ulteriormente risorse che sarebbero necessarie, quelle si, per i nostri pazienti: personale medico ed infermieristico, livelli essenziali di assistenza e, dunque, prestazioni al cittadino, piani e progetti sanitari di medio e lungo respiro\u201d affermano Andrea Melis e Francesco Battistini, portavoce del MoVimento 5 Stelle Liguria, commentano la riforma sanitaria Toti-Viale approvata oggi in Consiglio regionale.<\/p>\n<p>\u201cIl ddl 106, a nostro avviso, potrebbe rappresentare un passo pericoloso verso il processo di privatizzazione e smantellamento del gi\u00e0 fragile sistema sanitario regionale \u2013 attacca il M5S \u2013 La creazione di una scatola vuota che aggiunge nuove poltrone, senza investire un euro sul personale medico-infermieristico, in piena emorragia, e senza garantire quell\u2019integrazione ospedale-territorio che la riforma si propone\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 certo cos\u00ec che si armonizza la sanit\u00e0 con le realt\u00e0 locali \u2013 osserva Battistini \u2013 Non aggiungendo un nuovo direttore socio-sanitario per ogni Asl! Quelle risorse vanno investite su progetti veri e utili per il territorio e per i nostri pazienti, a cominciare dalla prevenzione delle ricadute nelle fratture ossee e cura dell\u2019osteoporosi, nella cura e nel controllo delle malattie croniche come il diabete, in terapie palliative per il dolore: sono solo tre esempi di integrazione territorio-ospedale che potrebbero partire anche domani mattina, senza bisogno di nuove leggi e di costosi dirigenti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa riforma non fa altro che aggiungere un\u2019ulteriore sovrastruttura, esattamente come lo \u00e8 stata Alisa, senza apportare alcun valore aggiunto in termini di prestazioni \u2013 aggiunge Melis \u2013 Nella ridefinizione dei compiti delle Asl, l\u2019assessore Viale elude diversi punti previsti dalla normativa nazionale, concentrandosi esclusivamente sulle istituzioni di nuove figure di vertici e sottraendo risorse per le vere e mai affrontate emergenze sanitari liguri\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. 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