{"id":395971,"date":"2016-10-30T17:58:38","date_gmt":"2016-10-30T16:58:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=395971"},"modified":"2016-10-30T17:58:38","modified_gmt":"2016-10-30T16:58:38","slug":"avete-spazio-ospitare-profughi-la-prefettura-contatta-le-strutture-ricettive-cerca-accoglienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/10\/avete-spazio-ospitare-profughi-la-prefettura-contatta-le-strutture-ricettive-cerca-accoglienza\/","title":{"rendered":"&#8220;Avete spazio per ospitare i profughi?&#8221;: la Prefettura contatta le strutture ricettive in cerca di accoglienza"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. \u201cAvete disponibilit\u00e0 di posti per ospitare alcuni profughi?\u201d. E\u2019 questa, in estrema sintesi, la domanda che si sono sentiti fare negli ultimi giorni alcuni gestori di strutture ricettive della provincia contattati telefonicamente da persone presentatesi come incaricate della prefettura di Savona.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_203\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_203\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In questi giorni i vertici del Palazzo del Governo di piazza Saffi si stanno occupando di gestire l\u2019accoglienza di una trentina di immigrati arrivati a met\u00e0 settimana a Genova da Crotone. Una nuova ondata di arrivi alla quale evidentemente il nostro territorio non \u00e8 in grado di far fronte in questo momento, vista anche la proposta (avanzata dalla stessa prefettura ai sindaci del savonese a met\u00e0 settembre scorso) di aumentare la quota percentuale che costituisce il \u201ctetto massimo\u201d di profughi che ogni Comune pu\u00f2 \u201caccollarsi\u201d.<\/p>\n<p>I diversi bandi con i quali la prefettura chiedeva a Comuni e privati cittadini avessero disponibilit\u00e0 di mettere i loro alloggi a disposizione per ospitare i migranti non hanno ottenuto le adesioni sperate e cos\u00ec il progetto di \u201caccoglienza diffusa\u201d si \u00e8 in parte arenato. Ora i nuovi arrivi, ai quali i rappresentanti del Governo cercando di far fronte rivolgendosi ai gestori di strutture ricettive che in passato (o ancora oggi) hanno dato ospitalit\u00e0 ai nuovi migranti in arrivo sul nostro territorio.<\/p>\n<p>E mentre l\u2019assessore regionale della Lega <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/2016\/10\/emergenza-profughi-duro-lassessore-mai-sindaci-scacco-dai-prefetti-ora-basta\/\">Stefano Mai attacca le prefetture<\/a> responsabili a suo dire di \u201ccalpestare il ruolo dei sindaci\u201d, il sindaco di Albisola Superiore Franco Orsi mette in dubbio il corretto funzionamento del sistema di accoglienza.<\/p>\n<p>\u201cIl sistema cos\u00ec come organizzato non pu\u00f2 funzionare e di fatto anzich\u00e9 dare una risposta ad un problema umanitario finisce con l\u2019essere la causa del suo aggravarsi \u2013 dice Orsi su Facebook \u2013 Oggi chiunque si trova nel mar Mediterraneo su un barcone, anche nelle acque territoriali dei paesi africani, ha elevatissime probabilit\u00e0 di essere \u2018salvato\u2019 da una nave europea e conseguentemente ha la certezza di essere ospitato per un periodo non inferiore a 18 mesi (in genere almeno 24) dall\u2019accoglienza organizzata; ciascuno dei migranti avr\u00e0 una occasione per imparare l\u2019italiano ed una attivit\u00e0 mentre presenta le pratiche per ottenere l\u2019asilo politico che \u00e8 riservato a chi scappa da situazioni di guerra o di grave pericolo personale\u201d.<\/p>\n\n<p>\u201cChi otterr\u00e0 l\u2019asilo politico potr\u00e0 restare definitivamente in Italia e\/o espatriare in qualunque paese dell\u2019Ue. La grande maggioranza dei migranti che fruiscono dell\u2019accoglienza italiana non ottiene, per\u00f2 lo status di asilo politico ma riceve, comunque, un permesso di soggiorno temporaneo per ragioni umanitarie che, abbandonando la struttura di accoglienza (con un contributo economico di \u2018inserimento sociale\u2019), garantir\u00e0 per due anni la legittima permanenza nel nostro Paese e soprattutto la possibilit\u00e0 di espatriare in un paese dell\u2019Ue. Con il permesso di soggiorno (umanitario) il migrante potr\u00e0 lavorare o aprire una attivit\u00e0 e partecipare ai bandi per le case popolari e avr\u00e0 l\u2019accesso ai presidi assistenziali e sanitari come un cittadino italiano. Se lo straniero trover\u00e0 lavoro potr\u00e0 chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno e alla lunga diventare ad ogni fine (dopo una decina d\u2019anni) cittadino europeo. Se il permesso di soggiorno umanitario e temporaneo non sar\u00e0 rinnovato o convertito in permesso di lavoro o addirittura verr\u00e0 revocato per comportamenti antisociali, il migrante venuto in Italia avr\u00e0 comunque la certezza di non essere re-impatriato perch\u00e9 i re-impatri dei clandestini (tali sono coloro che son privi di autorizzazione a permanere in Italia) l\u2019Italia non li fa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl sistema di accoglienza umanitaria costruito nel nostro paese non \u00e8 quindi pi\u00f9 (solo) un sistema di accoglienza umanitaria, ma \u00e8 una grande occasione per qualunque straniero extracomunitario di trasferirsi definitivamente in Europa e di avere chances migliori di quelle che il proprio paese potr\u00e0 offrigli, con tanto di finanziamento pubblico per la start-up della sua nuova vita in occidente. Per questo aumentano gli arrivi. Perch\u00e9 il sistema cos\u00ec come funziona \u00e8 straordinariamente attrattivo e oltre ad accogliere (doverosamente) chi scappa dalle guerre (che rappresenta il 10-15 per cento del totale) richiama chiunque viva in paesi sottosviluppati e pensa a crescere il proprio livello sociale di vita e questo richiamo pu\u00f2 valere per diverse decine di milioni di giovani africani ed asiatici. Il sistema che \u00e8 stato costruito crea anche il paradosso nei confronti degli stranieri clandestinamente venuti in Italia qualche anno fa (quando le leggi erano severe) che per mettersi in regola cercano il modo di tornare in un paese africano e salire su un barcone onde evitare di permanere nella illegalit\u00e0 (dal punto di vista della residenza in Italia)\u201d.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"border: none; overflow: hidden;\" src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Ffranco.orsi.3%2Fposts%2F10209546354848346&width=500\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>\u201cL\u2019esperienza di questi anni ci ha fatto conoscere tanti migranti, nella quasi totalit\u00e0 persone per bene e la riflessione pi\u00f9 amara che mi viene da fare \u00e8 che spesso i giovani che decidono di giocarsi la \u2018carta dei barconi\u2019 rappresentano l\u2019\u00e9lite pi\u00f9 istruita, pi\u00f9 intraprendente, talvolta anche la pi\u00f9 abbiente dei giovani del loro paese e alcuni di loro (parlo di quelli transitati ad Albisola) hanno avuto, grazie alle loro capacit\u00e0 e al \u2018nostro\u2019 aiuto iniziale, l\u2019opportunit\u00e0 di costruirsi un buon futuro lavorativo e personale nelle regioni pi\u00f9 ricche dell\u2019Italia o in altri paesi europei. Quello che voglio dire \u00e8 che il sistema che \u00e8 stato costruito tende a richiamare e richiamer\u00e0 per il futuro la parte migliore delle giovani generazioni dei paesi africani con un grave impoverimento per quei paesi ai quali finisce con l\u2019essere sottratta la migliore giovent\u00f9 che potrebbe essere l\u2019artefice del proprio auspicato progresso\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPurtroppo il dibattito sul tema della migrazione e dei migranti \u00e8 monopolizzato da due sbagliate ed opposte posizioni: quella di chi vorrebbe costruire muri o affondare i barconi e quella di chi sostiene l\u2019accoglienza a prescindere dalla sostenibilit\u00e0 economica e sociale che possiamo permetterci o che rifiuta di vedere come le cose evolvono o evolveranno nel futuro. Io credo che il sistema, cos\u00ec come \u00e8 stato costruito, sia gi\u00e0 entrato in crisi e certamente non potr\u00e0 funzionare e spero che governo, parlamento ed autorit\u00e0 europee lo ripensino e lo correggano o saranno guai perch\u00e9 continueranno ad aumentare con il ritmo di questi ultimi tempi se si consolider\u00e0 in tutti i giovani africani la convinzione che per la loro vita la migliore e pi\u00f9 facile strada sia imbarcarsi su un barcone che satelliti, radar e navi occidentali fanno ogni giorno il possibile per raggiungere prima che affondi. Credo che quando saremo in grado di garantire che nessuno muoia pi\u00f9 in mare, quando in ogni centro di accoglienza si faranno tutte le attivit\u00e0 di integrazione, formazione come si fanno nel nostro, quel giorno decideranno di partire quasi tutti e saranno oggettivamente e drammaticamente troppi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il savonese si prepara ad accogliere altri 30 profughi arrivati qualche giorno fa a Genova<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31],"tags":[31945,24537],"class_list":["post-395971","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-politica","tag-emergenza-profughi","tag-prefettura-savona","post_cat_citta-provincia","post_tag_personaggi-franco-orsi","post_tag_personaggi-stefano-mai"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/395971","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=395971"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/395971\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=395971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=395971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=395971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}