{"id":39222,"date":"2008-10-30T17:30:20","date_gmt":"2008-10-30T16:30:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/10\/30\/edilizia-padre-e-figlio-evasori-totali-scoperti-dalla-guardia-di-finanza\/"},"modified":"2008-10-31T11:53:52","modified_gmt":"2008-10-31T10:53:52","slug":"edilizia-padre-e-figlio-evasori-totali-scoperti-dalla-guardia-di-finanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/10\/edilizia-padre-e-figlio-evasori-totali-scoperti-dalla-guardia-di-finanza\/","title":{"rendered":"Edilizia: padre e figlio evasori totali scoperti dalla guardia di finanza"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:7922:l]Albenga<\/strong>. I titolari di due imprese edili operative ad Albenga e Ortovero, padre e figlio, sono stati denunciati dalla guardia di finanza per evasione fiscale. Segnalate all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria anche altre nove persone a vario titolo coinvolte in reati in ambito edilizio. L\u2019indagine \u00e8 partita dall\u2019analisi dei bonifici bancari che i committenti delle opere effettuavano a benificio dei responsabili delle ditte. Le fiamme gialle hanno scandagliato i dati dell\u2019anagrafe tributaria e quelli acquisiti dagli uffici tecnici comunali del comprensorio ingauno: il risultato ha condotto ai due imprenditori, che gli accertamenti hanno dimostrato essere evasori totali.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_982\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_982\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il padre, C.M.R., di 55 anni, e il figlio, S.R., di 25, non avevano ottemperato ad alcun adempimento fiscale nella realizzazione di svariati interventi di recupero del patrimonio edilizio commissionati da privati. Nel corso della verifica della contabilit\u00e0 e dei documenti sono emersi altri reati connessi alle pratiche di costruzione e ristrutturazione. Sono stati quindi denunciati altri soggetti che avevano affiancato C.M.R. e S.R. in alcuni cantieri: due imprenditori edili per falso in atto pubblico, due architetti che aveva contribuito a rilasciare false attestazioni, tre titolari di aziende nel campo dei servizi che avevano partecipato all\u2019edificazione di un capannone industriale senza le previste concessioni edilizie, un artigiano per falso ideologico e un altro soggetto per l\u2019emissione di fatture false. Gli uomini della guardia di finanza della tenenza di Albenga, coordinati dal comandante Cosimo De Giorgi, hanno complessivamente verificato che 1 milione e mezzo di ricavi, 600 mila euro di imposte sui redditi e 500 mila euro di Iva non erano stati dichiarati al fisco.<\/p>\n<p>La truffa ai danni dell\u2019erario consisteva in un bilanciamento fittizio di costi e ricavi. Inoltre, sono state scoperte false dichiarazioni ai fini previdenziali: i pochi lavoratori in regola formalmente venivano licenziati, ma di fatto continuavano a lavorare. Padre e figlio imprenditori, dunque, riuscivano ad eludere in tutto la normativa, anche quella assicurativa. Tredici i lavoratori completamente in nero scoperti al servizio delle due ditte. Operai che arrivavano dal Sud Italia per il tempo di una stagione e prestavano la loro opera per circa 8 euro all\u2019ora (venivano fatti risultare cartolarmente con cooperative fasulle). Le fiamme gialle hanno infine quantificato ritenute per i lavoratori non versate per oltre 20 mila euro. Padre e figlio rischieranno ora la confisca dei beni, in base alla disciplina della nuova legge finanziaria, per i reati tributari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:7922:l]Albenga. 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