{"id":391929,"date":"2016-09-03T13:11:40","date_gmt":"2016-09-03T11:11:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=391929"},"modified":"2016-09-03T14:35:41","modified_gmt":"2016-09-03T12:35:41","slug":"giovani-forti-tutti-baschi-la-favola-autarchica-dellathletic-bilbao","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/09\/giovani-forti-tutti-baschi-la-favola-autarchica-dellathletic-bilbao\/","title":{"rendered":"Giovani, forti e tutti baschi: la favola autarchica dell&#8217;Athletic Bilbao"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"line-height: 1.5;\">Una speciale statistica che non pu\u00f2 di certo passare inosservata: \u00a0ben 18 giocatori provenienti dalle giovanili delle squadre dell\u2019 Athletic Bilbao questa stagione hanno giocato almeno un minuto nel massimo campionato per la squadra bianco rossa. Sono Iraizoz, Herrerin, Laporte, San Jos\u00e9, Etxeita, Gurpegi, Balenziaga, Eneko B\u00f3veda, Iturraspe, Be\u00f1at, Eraso, Aketxe, Ibai, Susaeta, Muniain, Aduritz, Merino e Williams i ragazzi provenienti della cantera \u00a0che hanno avuto la fortuna e la bravura di arrivare fino alla prima squadra e fare il loro esordio.<\/span><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_830\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_830\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><span style=\"line-height: 1.5;\">Lo studio \u00e8 stato fatto grazie ai dati raccolti da Soccerex Transfer Review che ha mostrato come il Bilbao sia il miglior team in questa speciale classifica. Il club della zona dei Paesi Baschi \u00e8 sempre stato attento alle politiche dei vivai fin dalla propria fondazione, valorizzando tantissimo i calciatori provenienti soprattutto dalle zone limitrofe, dato anche il rapporto stretto che la citt\u00e0 di Bilbao ha con il calcio, visto non solo come uno sport ma addirittura come un mezzo per esprimere la propria identit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">Una cantera quella biancorossa (l\u2019impianto sportivo di Lezama \u00e8 un gioiello di modernit\u00e0) che peraltro ha dato alla Spagna spesso calciatori importanti. L\u2019Athletic Club di Bilbao rappresenta un caso unico nell\u2019intera storia del calcio mondiale, scrisse L\u2019Equipe in un editoriale degli anni \u201960. Da allora le cose sono cambiate solo in minima parte e gli <b>zurigorri<\/b> (\u201cbiancorossi\u201d in euskera, la lingua basca) continuano ostinatamente a combattere la loro battaglia, di retroguardia secondo i detrattori, contro il f\u00fatbol moderno e le sue ineffabili storture. Impossibile definire in altro modo la tenace adesione a un modello sportivo, la celebre \u201cfilosofia dell\u2019Athletic\u201d, che per gli sportivi pi\u00f9 romantici rappresenta l\u2019Eden, mentre per gli amanti del calcio-business \u00e8 solo un carrozzone anacronistico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">Una filosofia che da quasi cento anni fa s\u00ec che il club utilizzi un bacino ristrettissimo di giocatori: quelli nati nei Paesi Baschi (nell\u2019accezione di <b>Euskal Herria<\/b>, che comprende cio\u00e8 anche Navarra e paesi baschi francesi) o cresciuti fin da giovanissimi nel vivaio di un\u2019altra squadra basca. Uno stadio caldissimo come il <b>San Mames<\/b>, soci-tifosi che decidono il regolamento del club, risultati interessanti e, in panchina, l\u2019allenatori importanti come <b>Bielsa<\/b> che in passato che ha detto no perfino all\u2019Inter. Il trainer argentino era in allora l\u2019unico straniero consentito, perch\u00e9 possono indossare la camiseta biancorossa solo giocatori locali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">Anche oggi, quando il pallone sembra non essere pi\u00f9 in grado di liberarsi dalla tirannia di sponsor, televisioni e miliardi, esiste una via di fuga: un altro calcio \u00e8 possibile. Questa banda di ragazzini che nei colori della maglietta ha indossato la propria identit\u00e0. Rosso, bianco e verde sono i colori dell\u2019ikurri\u00f1a, la bandiera della comunit\u00e0 che abita Euskal Herria: un conglomerato di regioni pirenaiche tra Spagna e Francia che si affacciano sul Golfo di Biscaglia e dove la gente, storicamente divisa dai confini geografici imposti, \u00e8 unita dalla cultura e dal linguaggio comuni. L\u2019autarchia \u00e8 la regola numero uno del club.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">Se nel 2008 l\u2019Athletic si \u00e8 arreso allo sponsor sulla maglia \u2013 la compagnia di raffinazione petrolifera basca Petronor che versa al club 2 milioni all\u2019anno \u2013 ancora nel 2010 il 94 per cento dei soci del club ha votato contro il cambiamento della regola dello statuto che impedisce di tesserare giocatori non baschi. In oltre cento anni di storia nessuno straniero ha mai vestito la maglia biancorossa dell\u2019Athletic. Le eccezioni sono i \u201cnon baschi\u201d che da piccoli hanno cominciato a giocare a calcio nelle giovanili di una squadra basca e i figli di baschi nati all\u2019estero.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">Il nazionalismo del popolo basco non ha nulla a che vedere con fascismi o leghismi di sorta, ma \u00e8 storicamente improntato alla solidariet\u00e0 comunitaria e a un proto-socialismo divenuto esplicitamente politico negli anni della resistenza partigiana alla dittatura franchista. Nell\u2019era Bosman del calcio europeo, dove i calciatori circolano liberamente. Lo storico vivaio dell\u2019Athletic che non ha nulla da invidiare alla cantera de La Masia, dove alleva i suoi piccoli campioni il Barcellona, altra squadra che, seppur in maniera meno rigida dell\u2019Athletic, ha scelto la via autarchica per dare l\u2019assalto al cielo del calcio moderno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5;\">E non \u00e8 un caso che, dopo il Real Madrid, siano proprio Barcellona e Bilbao le squadre pi\u00f9 vincenti spagnole. I baschi nella loro storia hanno vinto 8 campionati e 23 coppe nazionali, gli ultimi trofei negli anni Ottanta, sotto la guida tecnica di Javier Clemente, il mitico rubio de Barakaldo. Poi il buio, pur senza mai retrocedere. Lo stadio dell\u2019Athletic, soprannominato con timore reverenziale La Catedral ed il\u00a0 suo nome \u00e8 dovuto a una chiesa l\u00ec vicina dedicata al santo Mam\u00e9s, un cristiano gettato dai romani in pasto ai leoni, ma che le bestie intimorite si rifiutarono di mangiare. Epico e indistruttibile, come il sogno autarchico dell\u2019Athletic Bilbao.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[182,32],"tags":[85989,5327,58119],"class_list":["post-391929","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calcio","category-sport","tag-calcio","tag-calcio-giovanile","tag-speciale-settore-giovanile","post_tag_personaggi-felicino-vaniglia"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/391929","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=391929"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/391929\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=391929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=391929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=391929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}