{"id":388980,"date":"2016-07-21T16:57:44","date_gmt":"2016-07-21T14:57:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=388980"},"modified":"2016-07-21T16:58:52","modified_gmt":"2016-07-21T14:58:52","slug":"legino-ora-fobia-un-profugo-rubato-bici-uno-studente-colore-del-campus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/07\/legino-ora-fobia-un-profugo-rubato-bici-uno-studente-colore-del-campus\/","title":{"rendered":"Legino, ora \u00e8 fobia: &#8220;Un profugo ha rubato una bici&#8221;. Ma era uno studente (di colore) del Campus"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Ha inforcato la bici che il campus concede in uso gratuito a tutti gli studenti e si \u00e8 diretto verso il centro di Savona, ha sbrigato le proprie commissioni e poi \u00e8 tornato indietro. Lungo la strada, per\u00f2, \u00e8 stato fermato da due auto della polizia: gli agenti hanno voluto verificare chi fosse, da dove venisse e soprattutto se il mezzo su cui viaggiava fosse di sua propriet\u00e0. Perch\u00e9 qualcuno ha pensato che l\u2019avesse rubata e cos\u00ec ha chiamato la polizia. Soltanto perch\u00e9 lui \u00e8 di colore.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_195\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_195\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">E\u2019 questa l\u2019amara vicenda che oggi ha visto protagonista Bolivie Wakam, giovane studente straniero del campus universitario di Legino. Bolivie ha 27 anni ed \u00e8 originario del Camerun. E\u2019 arrivato in Italia tre anni fa. Dopo una laurea in ingegneria meccanica conseguita a Bologna, ha deciso di conseguire una seconda laurea magistrale in ingegneria e per questo si \u00e8 iscritto all\u2019universit\u00e0 di Genova. Attualmente risiede negli alloggi per gli studenti dell\u2019ex caserma Bligny.<\/p>\n<p>Tra qualche settimana Bolivie torner\u00e0 temporaneamente a casa propria. In vista della partenza, in questi giorni il giovane sta sbrigando alcune commissioni. Cos\u00ec questa mattina Bolivie ha preso in prestito una delle biciclette che la societ\u00e0 Spes ha acquistato dalle Poste e che mette a disposizione di tutti gli studenti fuori sede che alloggiano negli appartamenti del campus (gli studenti extracomunitari, tra l\u2019altro, hanno la possibilit\u00e0 di prendere la residenza al campus per poter usufruire dei servizi sanitari erogati dalle Asl).<\/p>\n<p>\u201cHo preso in prestito una delle bici del campus e mi sono diretto verso il centro \u2013 spiega lui \u2013 Tornando indietro, all\u2019altezza della rotatoria de \u2018Le Officine\u2019 mi sono imbattuto in due auto della polizia. Una era volante con a bordo due agenti in divisa, l\u2019altra era un\u2019auto grigia dalla quale sono scesi due altri poliziotti in borghese. Mi hanno fermato e mi hanno chiesto a chi appartenesse la bici su cui stavo viaggiando. Io ho spiegato loro che si trattava di una delle bici che il campus concede in prestito agli studenti. Mi hanno chiesto come l\u2019avessi avuta e io ho confermato loro che sono uno studente universitario e che risiedo al campus. Hanno chiesto di vedere la mia carta d\u2019identit\u00e0 (su cui \u00e8 indicato chiaramente il mio domicilio di residenza), il mio badge universitario e il mio permesso di soggiorno per motivi di studio\u201d.<\/p>\n<p>Gli agenti hanno chiesto alla centrale operativa di verificare i dati, cosa che \u00e8 avvenuta senza particolari intoppi. Incuriosito, Bolivie ha chiesto agli agenti il motivo di tanto interesse nei suoi confronti: \u201cMi hanno risposto che una signora li ha contattati dicendo di aver visto un ragazzo di colore rubare una bici gialla delle Poste. Cio\u00e8 una bici esattamente identica a quella su cui stavo viaggiando io. Evidentemente la signora ha pensato che l\u2019avessi rubata e cos\u00ec ha chiamato la polizia\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante la documentazione fornita da Bolivie, gli agenti hanno chiesto maggiori informazioni: \u201cI poliziotti volevano che anche il campus confermasse la mia versione, cos\u00ec mi hanno accompagnato fino all\u2019universit\u00e0. Un mio compagno di corso ha confermato la mia identit\u00e0 e il fatto che sono uno studente. Poi \u00e8 arrivata anche l\u2019impiegata addetta agli alloggi e anche lei ha confermato tutto. Dopo aver avuto queste informazioni, gli agenti se ne sono andati. Senza neanche scusarsi per l\u2019equivoco\u201d.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode standard\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2016\/07\/vari-351723.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2016\/07\/vari-351723.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2016\/07\/vari-351723.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2016\/07\/vari-351723.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2016\/07\/vari-351723.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2016\/07\/vari-351723.jpg\" alt=\"Bolivie Wakam Studente Savona\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>Insomma, una abitante di Legino vede un giovane di colore in sella ad una bici gialla (tra l\u2019altro \u201cgriffata\u201d con un adesivo che rivela l\u2019appartenenza al campus), pensa che sia un profugo e che l\u2019abbia rubata alle Poste e perci\u00f2 chiede l\u2019intervento della polizia. Una reazione istintiva e forse esagerata che molto probabilmente \u00e8 figlia del clima che si respira in questi giorni a Legino, dove \u00e8 possibile che venga realizzato un hub per i profughi.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 delle motivazioni, quanto accaduto oggi ha lasciato l\u2019amaro in bocca a Bolivie: \u201cIo passo la maggior parte del mio tempo al campus \u2013 spiega \u2013 ma quando mi sposto sui mezzi pubblici o giro per la citt\u00e0 vengo guardato in modo strano. Io, quindi, vivo questo clima saltuariamente. I profughi, invece, si ritrovano in questa situazione costantemente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQuello che \u00e8 accaduto non mi \u00e8 piaciuto per niente \u2013 prosegue \u2013 Io sono venuto qui in Italia per studiare. Ho scelto di farlo a Savona. La segnalazione della signora, i controlli dei poliziotti mi hanno fatto sentire un estraneo, come se addirittura non fissi nemmeno un essere umano. Purtroppo le persone di colore sono ancora troppo malviste. Vengono considerate delinquenti e \u2018cattive\u2019. Ma la nostra cultura ci ha insegnato a non fare male a nessuno. Certo, a volte capita che i neri siano protagonisti di fatti incresciosi, ma in tutti i popoli ci sono i \u2018buoni\u2019 e i \u2018cattivi\u2019. Ma la nostra cultura, come ho detto, ci porta a considerare tutti come fratelli\u201d.<\/p>\n<p>Bolivie, studente universitario di 27 anni proveniente dal Camerun e prossimo a conseguire la seconda laurea, invita quindi ad una maggiore tolleranza nei confronti di chi \u00e8 diverso. Come ad esempio i profughi che dovrebbero arrivare a Legino: \u201cI profughi vengono qui perch\u00e9 nei loro paesi di origine vivono situazioni molto difficili \u2013 nota ancora Bolivie \u2013 E se vengono qui \u00e8 per poter stare tranquilli. E loro cultura \u00e8 uguale alla mia: se un italiano saluta un profugo, questo risponder\u00e0 \u2018Ciao fratello\u2019 anche se la loro pelle \u00e8 di colore diverso\u201d.<\/p>\n\n<p>Eppure, a Legino e pi\u00f9 in generale nel savonese il clima \u00e8 tutt\u2019altro che rilassato. I casi di \u201cfobia del diverso\u201d aumentano ogni giorno. Soltanto ieri, nella vicina Celle Ligure si era sparsa la voce secondo cui uno straniero (descritto come \u201cun arabo\u201d) avrebbe dato in escandescenze in mezzo alla strada: secondo quanto riferito, l\u2019uomo avrebbe menato fendenti a caso tra la folla e una ragazza sarebbe anche rimasta ferita. Fortunatamente, per\u00f2, si trattava soltanto di una voce priva di fondamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bolivie Wakam \u00e8 originario del Camerun e oggi ha preso in prestito una delle bici che il campus mette a disposizione degli studenti. 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