{"id":388915,"date":"2016-07-20T16:53:28","date_gmt":"2016-07-20T14:53:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=388915"},"modified":"2016-07-20T20:09:02","modified_gmt":"2016-07-20T18:09:02","slug":"inchiesta-tirreno-power-27-indagati-disastro-colposo-ambientale-sanitario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/07\/inchiesta-tirreno-power-27-indagati-disastro-colposo-ambientale-sanitario\/","title":{"rendered":"Inchiesta Tirreno Power, 27 indagati per disastro colposo ambientale e sanitario"},"content":{"rendered":"<p><strong>Vado Ligure.<\/strong> Disastro colposo sanitario e ambientale. \u00c8 questo il reato per il quale, almeno per ora, l\u2019inchiesta sulla centrale Tirreno Power di Vado Ligure \u00e8 arrivata ad una conclusione. Questa mattina dalla Procura di Savona per\u00a027 persone, tutte legate all\u2019azienda, \u00e8 infatti partito il secondo avviso di conclusione delle indagini preliminari relativo a questa vicenda.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_113\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_113\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_113').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_113\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">La prima cosa che salta all\u2019occhio \u00e8 che nel nuovo impianto accusatorio, quello alaborato dai sostituti procuratori Daniela Pischetola e Vincenzo Carusi (coordinati dal nuovo procuratore Sandro Ausiello), che hanno raccolto la pesante eredit\u00e0 dell\u2019ex Procuratore Francantonio Granero e Chiara Maria Paolucci, non \u00e8 pi\u00f9 contestata l\u2019ipotesi dolosa, ma solo quella colposa. Tra l\u2019altro nella lista dei 27 nomi non ci sono pi\u00f9, come in precedenza, quelli dei \u201cpolitici\u201d, ovvero gli amministratori locali e i tecnici (nello specifico Gareri, Isetta, Ferrando, Giacobbe e Caviglia, Burlando, Fusco, Barbagallo, Berlangieri, Boitano, Briano, Cascino, Guccinelli, Montaldo, Paita, Rambaudi, Rossetti, Vesco, Minervini, Vacca, Gareri, Correggiari, Grillo, Mazzoni, Tafaro, Di Giovanni, Bevilacqua, Badalato, Sandro Berruti, Genta, Croce, Falappa e Castelgrande) che erano accusati in concorso di cooperazione in disastro colposo sanitario. Come confermato dagli inquirenti, per loro, \u00e8 stata infatti richiesta l\u2019archiviazione.<\/p>\n<p>Le persone ancora indagate sono:<\/p>\n<p><strong>Giovanni Gosio<\/strong>, direttore generale di Tirreno Power dal 1\/7\/2003 al 12\/2\/2014;<br>\n<strong>Massimo Orlandi<\/strong>, presidente del Cda in diversi periodi nonch\u00e9 membro del Comitato di Gestione dal 2008 al 2013;<br>\n<strong>Mario Molinari, Andrea Mezzogori, Jacques Hug\u00e9, Denis Lohest, Adolfo Spaziani, Jean-Francois Louis Yves Carriere, Pietro Musolesi, Domenico Carra <\/strong>e<strong> Luigi Castellaro<\/strong>, tutti quanti \u00a0consiglieri d\u2019amministrazione e, per i primi sei, membri del Comitato di Gestione, in periodi differenti\u00a0nel corso degli anni 2000;<br>\n<strong>Mario Franco Leone<\/strong>, presidente del Cda dal 24\/3\/2010 al 24\/3\/2011 e dal 20\/1\/2014;<br>\n<strong>Olivier Pierre Dominique Jacquier, Giovanni Chiura, Aldo Chiarini, Pascal Renaud, Agostino Scornajenchi, Giuseppe Gatti, Alberto Bigi, Charles Jean Hertoghe <\/strong>e<strong> Luca Camerano<\/strong>, tutti\u00a0quanti \u00a0consiglieri d\u2019amministrazione e membri del Comitato di Gestione negli ultimi anni;<br>\n<strong>Pasquale D\u2019Elia<\/strong>, Capo Centrale dal dicembre 2005 al 28\/5\/2014;<br>\n<strong>Ugo Mattoni<\/strong>, direttore della Direzione Energy Management dal 14\/9\/2004 al 2014;<br>\n<strong>Maurizio Prelati<\/strong>, direttore della Direzione Produzione dal 9\/12\/2008 al 2014;<br>\n<strong>Guido Guelfi<\/strong>, direttore della Direzione Ingegneria, acquisti e ICT dal 4\/9\/2004 al 2014;<br>\n<strong>Andrea De Vito<\/strong>, direttore della Direzione Amministrazione Finanza Controllo dal 12\/11\/2007 al 2014;<br>\n<strong>Claudio Ravetta<\/strong>, direttore Produzione dal 14\/9\/2004 all\u20198\/12\/2008 e vice direttore generale dal 15\/12\/2008.<\/p>\n<p>Per tutti l\u2019accusa \u00e8 di aver violato (per \u201cimprudenza\u201d, \u201cnegligenza\u201d, \u201cimperizia\u201d) specifiche disposizioni di legge nel gestire la centrale. In particolare, seocndo la Procrua, l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019impianto vadese, veniva portata avanti \u201comettendo l\u2019adozione di tutte le cautele gestionali ed impiantistiche\u201d rese possibili dalle moderne tecnologie e \u201cnon ottemperando\u201d oppure \u201cottemperando parzialmente o tardivamente\u201d alle prescrizioni imposte dai provvedimenti autorizzativi.<\/p>\n<p>Secondo i pm, inoltre, i dirigenti non avrebbero adottato modalit\u00e0 di gestione della centrale \u201ctali da garantire un miglioramento delle prestazioni ambientali\u201d pur avendo \u201cla possibilit\u00e0 economica, in virt\u00f9 di ingenti profitti, riferibili alla sola centrale di Vado Ligure, che avevano condotto a d una distribuzione di utili ai soci per diverse centinaia di milioni di euro\u201d dal 2006 al 2009.<\/p>\n<p>Infine ai 27 indagati viene contestato il fatto di non aver rispettato il cronoprogramma previsto dall\u2019AIA dopo averla ottenuta il 14\/12\/2012: una negligenza che, insieme alle altre, avrebbe portato ad una flessione delle prestazioni ambientali dell\u2019impianto \u201ccagionando, con pericolo per la pubblica incolumit\u00e0, nelle aree di ricaduta della centrale e per cause attribuibili alle emissioni, come conseguenza rappresentabile e prevedibile, anche se non voluta, un disastro ambientale e sanitario\u201d.<\/p>\n<p>Confrontando il \u201cnuovo\u201d fine indagine con il vecchio restano fuori alcuni reati, l\u2019ipotesi di omicidio colposo plurimo in primis. Su questa ipotesi accusatoria infatti i sostituti Pischetola e Carusi hanno scelto di procedere, di fatto, con una nuova indagine (essendo gi\u00e0 stata chiusa da chi li ha preceduti non era possibile procedere con un supplemento d\u2019indagine) per verificare la possibilit\u00e0 di trovare il \u201cnome e cognome\u201d di una vittima riconducibile alla centrale Tirreno Power.<\/p>\n<p>Un concetto che \u00e8 stato confermato dalla Procura nel comunicato diffuso sulla vicenda Tirreno Power: \u201cAmpliato il range d\u2019indagine all\u2019intero arco di tempo in cui i fatti del disastro si sono verificati, sono state emanate ulteriori deleghe d\u2019indagine e sono in corso attivit\u00e0 investigative volte a identificare le vittime: il che \u00e8 funzionale ad accertare l\u2019indispensabile nesso di causalit\u00e0 tra le emissioni dalla centrale T.P. di Vado\/Quiliano e gli eventi lesivi per accertare cos\u00ec le responsabilit\u00e0 individuali e, nello stesso tempo, consentire l\u2019esercizio pieno dei diritti di difesa agli indagati ed alle parti offese\u201d.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il reato di abuso d\u2019ufficio che era contestato a ad amministratori pubblici locali, a tecnici di amministrazioni locali e a funzionari ministeriali nel capo C (per la precisione a Burlando, Fusco, Barbagallo, Berlangieri, Boitano, Briano, Cascino, Guccinelli, Montaldo, Paita, Rambaudi, Rossetti, Vesco, Minervini, Vacca, Gareri, Correggiari, Grillo, Mazzoni, Tafaro, Di Giovanni, Bevilacqua, Badalato, Sandro Berruti, Genta, Croce, Falappa e Castelgrande), i magistrati savonesi hanno richiesto l\u2019archiviazione. <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi un capo d\u2019imputazione, sempre relativo all\u2019accusa di abuso d\u2019ufficio, che \u00e8 stata stralciata dalla Procura di Savona e trasmessa, per competenza, alla Procura di Roma. E\u2019 quella relativa \u201cad ottenere un\u2019Aia \u2018addomesticata\u2019\u201d che riguarda Burlando, Barbagallo, Boitano, Cascino, Guccinelli, Montaldo, Paita, Rambaudi, Rossetti, Matteo Rossi, Vesco, Berlangieri, Minervini, Vaccarezza, Santi, Vacca, Andrea Berruti, Revetria, Gareri, Giuliano, Falco, Oliveri, Verdino, Ennio Rossi, Alberto Ferrando, Giusto, Rognoni, Lavarelli, Giuria, Grillo e Salvi. Per loro toccher\u00e0 alla Procura di Roma decidere se sussiste o meno l\u2019ipotesi di reato relativa alla conclusione dell\u2019iter procedimentale amministrativo \u2013 cui si riferiscono i diversi pareri e valutazioni oggetto d\u2019indagine emessi, anche collegialmente, da amministratori locali, tecnici di amministrazioni locali e da funzionari ministeriali -, sfociato nel rilascio dell\u2019AIA con D.M. n. 323 del 31\/12\/2014 che si ritiene oggetto di abuso. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuovo impianto accusatorio, gli indagati sono tutti legati all&#8217;azienda. 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