{"id":387437,"date":"2016-07-01T08:22:47","date_gmt":"2016-07-01T06:22:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=387437"},"modified":"2016-07-01T11:20:28","modified_gmt":"2016-07-01T09:20:28","slug":"confcommercio-nuovi-centri-commerciali-stupiti-vanno-recuperati-centri-storici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/07\/confcommercio-nuovi-centri-commerciali-stupiti-vanno-recuperati-centri-storici\/","title":{"rendered":"Confcommercio contro i nuovi centri commerciali: &#8220;Siamo stupiti, vanno recuperati i centri storici&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> \u201cRiteniamo prioritario per il rilancio dell\u2019economia ligure sperimentare le soluzioni che passino anche attraverso lo sviluppo dei processi di ammodernamento programmatorio della rete distributiva, ma coniugando il recupero ed il mantenimento dei centri commerciali storici con l\u2019elaborazione e il coordinamento di iniziative di promozione e marketing territoriale\u201d. Lo affermano in una nota congiunta i quattro presidenti delle Confcommercio liguri, Paolo Odone (Genova), Vincenzo Bertino (Savona), Enrico Lupi (Imperia) e Gianfranco Bianchi (La Spezia).<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_814\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_814\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cCi\u00f2 che ci preme scongiurare \u2013 spiegano \u2013 \u00e8 la distruzione di un modello di rete distributiva che \u00e8 quello che meglio risponde al nostro sistema economico e demografico. La rete distributiva tradizionale, a differenza di altre strutture fisiche artificiali, si sviluppo di concerto al contesto sociale ed urbano, creando un baricentro commerciale assolutamente conforme ai punti di aggregazione e di relazione sociale, ai luoghi di residenza e agli elementi storici ed architettonici di una citt\u00e0. Lungi da voler individuare indicatori esclusivamente quantitativi che limitino nuove aperture, riteniamo fondamentale valutare quali siano gli effetti diretti conseguenti all\u2019apertura di grandi strutture di vendita sulla rete distributiva esistente e quali siano gli effetti indiretti che tali insediamenti hanno prodotto sulla rete di vendita tradizionale e sul tessuto sociale pre-esistente\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPurtroppo le Piccole e Medie Imprese del Terziario stanno soffrendo \u2013 fanno notare \u2013 e quando si parla di imprese si intendono intere famiglie e dipendenti che vivono di questo lavoro che si aspettano che venga loro riconosciuto il ruolo preponderante che hanno nell\u2019economia e nell\u2019occupazione ligure. La situazione occupazionale va inoltre valutata in senso ampio e, come spesso accade rispetto agli insediamenti della grande distribuzione, di fronte all\u2019attivazione di alcuni posti di lavoro \u2013 peraltro con caratteristiche tendenzialmente poco stabili \u2013 ne vengono meno molti altri precedentemente ben radicati e strutturati all\u2019interno di aziende storiche e solide che necessitano di essere salvaguardata e resa competitiva anche in virt\u00f9 del suo valore sociale imprescindibile: la vivibilit\u00e0 del nostro territorio\u201d.<\/p>\n<p>Entrando nel merito del disegno di legge relativo alla nuova programmazione commerciale e delle specifiche aree individuate, i quattro presidenti si dicono \u201cstupiti che, a fianco alle legittime indicazioni di sostenibilit\u00e0 ambientale (quali rischio idrogeologico e presenza di polveri sottili) non siano state considerate le evidenti criticit\u00e0 da un punto di vista della mobilit\u00e0, della logistica e della viabilit\u00e0 di determinate aree individuate come compatibili con l\u2019insediamento, anche per trasferimento, di Grandi strutture di Vendita, Centri Commerciali, Parchi commerciali, Distretti commerciali Tematici, Polo enogastronomico. Ci risulta inspiegabile come, all\u2019interno di considerazioni di tipo urbanistico, non siano emerse situazioni di grande criticit\u00e0 in cui gi\u00e0 versano numerose aree della nostra regione in riferimento alla densit\u00e0 del parco auto circolante, con i relativi flussi di traffico urbano ed extraurbano, nonch\u00e9 alla pressione esercitata della rete viaria, che si andrebbero ulteriormente ad aggravare in presenza di nuovi insediamenti, andando a pregiudicare ulteriormente la qualit\u00e0 della vita gi\u00e0 esposta e compromessa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cApprezziamo la volont\u00e0 di meglio normare la tipologia di vendita con modalit\u00e0 \u2018outlet\u2019 \u2013 continuano \u2013 le disposizioni sulle vendite di fine stagione o saldi e le relative vendite straordinarie che questo tali esercizi gi\u00e0 effettuano per loro natura. Siamo per\u00f2 convinti che l\u2019impegno di tutti si debba esprimere nella valorizzazione dei centri commerciali naturali gi\u00e0 esistenti, sostenendo le attivit\u00e0 imprenditoriali attive ed investendo su di esse per migliorarne l\u2019offerta occupazionale, salvaguardando e moltiplicando quella esistente. In questo disegno, secondo noi, andrebbe pianificato lo sviluppo economico della citt\u00e0 evitando cos\u00ec ulteriori, non solo inutili, ma dannosi, centri commerciali artificiali\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDi fronte al continuo calo degli abitanti della nostra regione, alla crisi economica che stiamo vivendo ed all\u2019esubero di offerta commerciale gi\u00e0 presente non riusciamo a comprendere quale possa essere la logica di pianificazione e di sviluppo che si sta perseguendo: invece che investire per attrarre insediamenti di funzioni di rilevanza strategica per la crescita della nostra regione \u2013 come centri direzionali, promotori di sviluppo economico e sociale, ed investimenti in attivit\u00e0 di produzione e servizi alle imprese, si preferisce optare per la strada pi\u00f9 facile, dell\u2019investimento commerciale\u201d concludono Odone, Bertino, Lupi e Bianchi.<\/p>\n<p>Sulla questione \u00e8 intervenuta anche Rete a Sinistra: \u201cCondividiamo le obiezioni manifestate dalle rappresentanze di Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato \u2013 commenta il consigliere regionale Gianni Pastorino -. Se da un lato \u00e8 positivo che la Regione si riappropri del potere programmatorio sulle aree da destinare alla grande distribuzione, dall\u2019altro \u00e8 evidente che il DDL in votazione a fine mese presenta molte lacune: dati carenti, mancano studi sulla viabilit\u00e0 delle zone indicate, la vivibilit\u00e0 delle zone medesime \u00e8 messa in secondo piano. Insomma: il testo non sembra molto calato nella realt\u00e0. Tutto questo ci lascia alquanto perplessi\u201d.<\/p>\n<p>Gli scenari futuri, quindi, sono ancora tutti da studiare. \u201cFacciamo un esempio su Genova: ci immaginiamo cosa significa destinare la zona di via Piave a un nuovo centro commerciale? Anzitutto significa dirottare l\u00ec un numero esorbitante di tir per l\u2019approvvigionamento delle merci\u00a0 \u2013 spiega Pastorino -; tantissimi camion che attraverserebbero la citt\u00e0, scendendo dai caselli di Sampierdarena, Staglieno o Nervi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl paradosso \u00e8 che questo provvedimento coincide con una fase di contrazione nel giro d\u2019affari della grande distribuzione \u2013 prosegue Pastorino -. Peraltro non si comprende per quale motivo si dovrebbero autorizzare nuove concessioni a questi soggetti economici che, com\u2019\u00e8 noto, contribuiscono a produrre la desertificazione del commercio di prossimit\u00e0. Ci lamentiamo perch\u00e9 chiudono le botteghe e poi autorizziamo nuovi centri commerciali: che senso ha?\u201d.<\/p>\n<p>La storia locale non \u00e8 priva di quei precedenti che dovrebbero insegnare qualcosa. \u201cAncora stamattina in commissione ricordavamo l\u2019esempio della Fiumara: poteva essere adibita a zona retro-portuale, con enormi vantaggi economici per il Porto di Genova, e invece si \u00e8 preferito costruire il centro commerciale; che sicuramente non pu\u00f2 essere considerato un \u201ccaso di successo\u201d \u2013 conclude Pastorino -. Il risultato \u00e8 sotto gli occhi di tutti: problemi alla viabilit\u00e0, impoverimento del tessuto economico circostante, disagio sociale in crescita. Non di rado gli stessi esercenti dello shopping center preferiscono chiudere e andarsene: qualcosa vorr\u00e0 pur dire\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presa di posizione netta da parte dei quattro presidenti liguri<\/p>\n","protected":false},"author":10593,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[1973],"class_list":["post-387437","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economia","tag-confcommercio","post_cat_citta-provincia","post_tag_personaggi-vincenzo-bertino-2"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/387437","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/10593"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=387437"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/387437\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=387437"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=387437"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=387437"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}