{"id":38604,"date":"2008-10-24T15:00:59","date_gmt":"2008-10-24T13:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/10\/24\/omicidio-di-alassio-scarcerato-samy-nassar\/"},"modified":"2008-10-25T17:49:14","modified_gmt":"2008-10-25T15:49:14","slug":"omicidio-di-alassio-scarcerato-samy-nassar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/10\/omicidio-di-alassio-scarcerato-samy-nassar\/","title":{"rendered":"Omicidio di Alassio: scarcerato Samy Nassar"},"content":{"rendered":"<p>[thumb:9455:l]<strong>Savona<\/strong>. E\u2019 stato scarceraro Samy Nassar, l\u2019egiziano sottoposto a fermo per l\u2019omicidio di Alina Nutica, la prostituta romena trovata morta sulle colline di Alassio, in una scarpata di localit\u00e0 Caso. La decisione \u00e8 stata assunta dal giudice delle indagini preliminari Barbara Romano, dopo l\u2019interrogatorio di convalida, protrattosi per oltre tre ore. Il trentacinquenne, che vive a Pietra Ligure con la moglie e due figli piccoli, era stato bloccato luned\u00ec scorso al casello autostradale di Imperia Ovest e, dopo essere stato a lungo ascoltato dagli inquirenti, era finito in isolamento in una cella del carcere Sant\u2019Agostino.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_108\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_108\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sarebbero state le difficolt\u00e0 della lingua (parla male l\u2019italiano ed non \u00e8 in grado di leggerlo) ed il desiderio di tutelare la propria immagine di fronte alla famiglia a farlo cadere in contraddizione. Ma avrebbe agito in buona fede, con un misto di ingenuit\u00e0. Nassar avrebbe conosciuto Alina per caso, trovandola sul lungomare di Ceriale ventiquattr\u2019ore prima che sia stata uccisa. L\u2019avrebbe fatta salire sul suo Mercedes ML per darle uno strappo sino a Loano, presso l\u2019abitazione che la diciottenne condivideva con il fidanzato.<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec pomeriggio l\u2019egiziano si \u00e8 incontrato con la ragazza alla stazione loanese, come \u00e8 stato testimoniato da Johnny, l\u2019imprenditore cellese morbosamente invaghito della lucciola, che la pedinava. Ma, ha spiegato Nassar, \u201cper prendere un caff\u00e8 e fare una chiacchierata, niente di pi\u00f9\u201d. \u201cNon sapevo che faceva la prostituta\u201d ha detto al gip. L\u2019uomo ha quindi ribadito che mercoled\u00ec, la sera in cui la giovane donna \u00e8 stata aggredita e poi scaraventata nella scarpata, si trovava a casa del fratello, a Pietra Ligure, dove ha cenato ed \u00e8 andato a dormire presto perch\u00e9 il giorno successivo si sarebbe dovuto alzare all\u2019alba per impegni di lavoro in un cantiere.<\/p>\n<p>Il gip, non ritenendo sussistenti le ragioni per la protrazione della custodia carceraria, ha disposto l\u2019immediato rilascio dell\u2019uomo, facendo decadere l\u2019accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi e sevizie. Orges Shkembi, il convivente di Alina, ha detto che quest\u2019ultima, prima di prendere il taxi che l\u2019avrebbe accompagnata sulla Piana ingauna per l\u2019ultima volta, gli avrebbe detto: \u201cDevo vedermi stasera con Samy\u201d. Una circostanza insolita quella che spinge una prostituta ad aggiornare il suo \u201cfidanzato\u201d su un appuntamento notturno con una persona conosciuta soltanto poche ore prima, forse uno dei tanti.<\/p>\n<p>L\u2019esame dei tabulati telefonici ha rivelato che venerd\u00ec scorso dal telefonino dell\u2019egiziano sarebbero partite due chiamate verso il cellulare di Alina. La ragazza era gi\u00e0 morta nella notte tra mercoled\u00ec e gioved\u00ec. E\u2019 dunque poco probabile che un assassino effettui delle chiamate verso il telefono della sua vittima diverse ore dopo l\u2019omicidio. L\u2019esistenza di tali chiamate sono emerse soltanto dalle indagini, in quanto Nassar anche su questo, forse per vergogna nei confronti della sua famiglia, ha taciuto.<\/p>\n<p>Il riscontro ricercato sui tabulati telefonici dell\u2019egiziano, dunque, ha dato esito positivo. In precedenza questo accertamento non era stato svolto in quanto l\u2019egiziano, in un primo momento, aveva negato di aver mai conosciuto la vittima. L\u2019uomo \u2013 hanno sottolineato gli inquirenti \u2013 resta comunque indagato per l\u2019efferato omicidio della lucciola. Si attendono in questo senso i responsi sugli esami di laboratorio richiesti al Ris di Parma.<\/p>\n<p>L\u2019inchiesta riparte ora da zero. Sono sempre al vaglio degli investigatori le testimonianze dell\u2019albanese Shkembi (\u00e8 sposato con una connazionale ed ha una figlia che vive a Torino) e del quarantenne cellese Johnny, innamorato della lucciola romena e forse pronto a strapparla dalla strada. Intanto, gli inquirenti hanno formulato l\u2019ipotesi che la diciottenne possa essere stata uccisa con una piccozza: dall\u2019esame autoptico \u00e8 infatti emerso che le ferite riportate al volto e alla testa della ragazza sono compatibili con questo genere di attrezzo.<\/p>\n<p>Sempre secondo l\u2019autopsia svolta dall\u2019anatomopatologo Andrea Leoncini, dell\u2019istituto di medicina legale dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, Alina sarebbe stata prima selvaggiamente aggredita, quindi trasportata sulle alture tra Alassio e Villanova e l\u00ec scaraventata ancora agonizzante al fondo della scarpata. Il luogo dove si \u00e8 scatenata la violenza del killer \u00e8 ancora un mistero. Tra le ipotesi dell\u2019ultimo momento, quella secondo cui la passeggiatrice utilizzasse un garage dove ospitare alcuni clienti, magari quelli pi\u00f9 selezionati. Ma l\u2019idea finora non ha trovato alcun riscontro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:9455:l]Savona. 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