{"id":37885,"date":"2008-10-18T09:34:11","date_gmt":"2008-10-18T07:34:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/10\/18\/piano-rifiuti-lassessore-filippi-risponde-ai-commenti-dei-lettori\/"},"modified":"2008-10-18T17:35:29","modified_gmt":"2008-10-18T15:35:29","slug":"piano-rifiuti-lassessore-filippi-risponde-ai-commenti-dei-lettori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/10\/piano-rifiuti-lassessore-filippi-risponde-ai-commenti-dei-lettori\/","title":{"rendered":"Piano Rifiuti: l&#8217;assessore Filippi risponde ai commenti dei lettori"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:3642:l]Provincia. <\/strong>A seguito dei commenti che i miei precedenti interventi su IVG.it hanno suscitato vorrei fare qualche precisazione. A chi ha proposto di differenziare i rifiuti a valle della raccolta, per non provocare disagio ai cittadini vorrei chiarire che, pur essendo una tecnica che da qualche parte (ad es. in  Israele) trova una sua applicazione,  ha alcuni punti deboli di fondo.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_511\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_511\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Anzitutto la differenziazione che si opera produce frazioni marcatamente inquinate da residui di altre frazioni. Ci\u00f2 fa s\u00ec che sia difficile il riciclaggio. Inoltre tutto il processo esclude i Comuni: infatti, se la differenziazione \u00e8 (a monte della raccolta, con il \u201cporta a porta\u201d ove possibile), i Consorzi di filiera, cio\u00e8 le organizzazioni delle aziende che riciclano i diversi materiali, ritirano gratuitamente gli stessi e danno ai Comuni un corrispettivo (una tonnellata di plastica non inquinata pu\u00f2 essere pagata 200 euro, una di alluminio 500 euro). Non \u00e8 altro che la ridistribuzione di quel \u201ccontributo CONAI\u201d che molto spesso si trova indicato sulle fatture di acquisto e che riguarda gli imballaggi della merce.<\/p>\n<p>Inoltre, nella differenziazione fatta a monte \u00e8 intrinseco un elemento sociale e culturale di valenza estrema: i cittadini sono coinvolti direttamente, sono protagonisti di un progetto di civilt\u00e0, di tutela ambientale, di un superiore grado di cultura, non passivi ed inconsapevoli sversatori, in squallidi e maleodoranti bidoni, di materiali \u201crifiutati\u201d la cui sorte non interessa a nessuno.<\/p>\n<p>Il \u201cmodo fastidioso\u201d di cui parla l\u2019interlocutore diventa cos\u00ec un\u2019attivit\u00e0 consapevole e positivamente accettata, perch\u00e8 porta con s\u00e8 partecipazione attiva al progetto. In questi anni ho spesso sentito dire dai politici che bisogna fare le cose che non creano disagio alla gente, perch\u00e8 si rischia di perdere consensi elettorali. Io sono convinto che, se una cosa \u00e8 buona, debba essere spiegata chiaramente a tutti e debba essere fatta perch\u00e8 vale per se stessa, senza tanti calcoli. Anche di qui passa la \u201cdimensione educativa\u201d della politica, cui personalmente tengo molto e che \u00e8 quasi sempre ignorata.<\/p>\n<p>A chi ha dubbi sul  metodo del \u201cporta a porta\u201d, poi, voglio dire che esso ha infinite applicazioni e varianti specifiche a seconda del contesto urbano in cui deve essere praticato. Si tratta di studiarlo bene ed \u00e8 importante che lo studio lo facciano degli specialisti e non solo i tradizionali operatori del settore, usi unicamente a \u201craccogliere, trasportare e sversare\u201d. Troppo spesso ci si improvvisa esperti di p. a p., mentre non se ne conoscono neppure i criteri e gli scopi fondamentali. Si tenga comunque presente che il p. a p. si attua anche in situazioni di difficolt\u00e0 logistiche particolari, come ad esempio nel centro storico di Venezia.<\/p>\n<p>Qualcuno si chiede, a buon diritto, perch\u00e8 nuove discariche. Il Piano Provinciale prevedeva inizialmente che la gestione dei R.S.U. (rifiuti solidi urbani) si articolasse su due poli: uno a levante, incentrato sulla discarica del Boscaccio a Vado Ligure, con l\u2019aggiunta di un impianto di compostaggio industriale ed uno di CDR, l\u2019altro a ponente, in localit\u00e0 Vallemagna -Cianciarin (in territorio di Albenga e Ortovero, ma al confine con Arnasco), con relativo impianto di CDR, mentre l\u2019impianto di compostaggio era gi\u00e0 in costruzione nelle vicinanze, a Villanova di Albenga. Il tutto sarebbe quindi risultato ben bilanciato sul territorio della Provincia.<\/p>\n<p>La discarica di Cianciarin doveva servire non per stoccare il \u201ctal quale\u201d, ma per interrare in modo controllato i residui inertizzati della produzione di CDR. Ma il rifiuto pregiudiziale di molti locali affetti dalla sindrome del \u201cs\u00ec, ma non nel mio giardino\u201d, una valutazione, a mio avviso, tecnicamente discutibile da parte della Regione circa l\u2019idoneit\u00e0 del sito, una pesante campagna pseudo-politica di ostruzionismo e di deformazione svolta dall\u2019opposizione sul territorio e in Consiglio provinciale, interessi particolaristici, opportunismi politici e quant\u2019altro; tutto ha fatto s\u00ec che l\u2019ipotesi di Cianciarin venisse di fatto accantonata. Nel frattempo avevo svolto, ma senza risultato, la ricerca di siti alternativi di cui ho parlato.<\/p>\n<p>Oggi il Comune di Savona ha propone una discarica nel sito di Passeggi, laddove i rifiuti dovrebbero subire un trattamento di biostabilizzazione, con produzione di biogas e recupero energetico. Possiamo certamente discutere sull\u2019opportunit\u00e0 o meno di questa nuova discarica, anche perch\u00e8 cambia i termini del Piano sotto il profilo logistico.<\/p>\n<p>Ad oggi, comunque, l\u2019iter autorizzativo non \u00e8 ancora avviato: dovrebbe iniziare con l\u2019approvazione in Giunta di quella \u201cvariante\u201d al Piano di cui tutti parlano e che, oltre a Passeggi, dovr\u00e0 contenere sia la specificazione del ciclo del CDR con l\u2019inserimento del processo di \u201cgassificazione\u201d sia, per l\u2019immediato, l\u2019ampliamento del Boscaccio, che farebbe fronte subito allo smaltimento dei rifiuti del ponente della Provincia. Di questi due ultimi elementi, il primo \u00e8 essenziale per dare completezza tecnica al Piano ed evitarne il minacciato commissariamento, le cui conseguenze potrebbero essere devastanti per l\u2019impianto complessivo del Piano. Il secondo \u00e8 indispensabile in relazione alle urgenze del momento.<\/p>\n<p>Per concludere, vorrei osservare che, per il suo governo, la societ\u00e0 \u00e8 divisa in istituzioni diverse, Comuni, Province, Regioni, Stato ed altre collaterali. Ad esercitare le attivit\u00e0 di governo vanno persone proposte dai partiti ed indicate dagli elettori, persone che sono, o si dicono, esperti di \u201cpolitica\u201d, cio\u00e8 della greca polis tuch\u2019, l\u2019arte di governare la citt\u00e0. I problemi che riguardano la collettivit\u00e0 sono infatti per antonomasia problemi \u201cpolitici\u201d ed i politici hanno il dovere istituzionale di indicare strade e metodi per risolverli nel modo migliore. Sono stati scelti proprio per fare questo. Chi si dichiara \u201d non  disponibile a farsi dire da un politico ci\u00f2 che deve fare\u201d rischia di confondere il pubblico col privato, la libert\u00e0 con l\u2019anarchia.<\/p>\n<p>Caso mai si tratta di vedere se le scelte sono corrette, se quei politici hanno lavorato per il bene comune e non solo per interessi di parte. Ma le scelte devono essere rispettate. Se poi un problema ha una dimensione tecnica prevalente, il politico deve cercare l\u2019aiuto di esperti e, soprattutto, non tentare di stravolgere, per convenienze di parte, le indicazioni ricevute; tanto meno di forzarle a proprio vantaggio.<\/p>\n<p>Comunque, se ci\u00f2 pu\u00f2 rasserenare chi mi legge, io non sono un politico di carriera, faccio il geologo da quasi 45 anni e sono in prestito alla politica per la prima e, probabilmente, ultima volta nella mia vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Giampietro Filippi,<br>\nAssessore ai rifiuti della Provincia di Savona<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:3642:l]Provincia. A seguito dei commenti che i miei precedenti interventi su IVG.it hanno suscitato vorrei fare qualche precisazione. 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