{"id":37479,"date":"2008-10-15T08:20:30","date_gmt":"2008-10-15T06:20:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/10\/15\/piano-rifiuti-lassessore-filippi-continua-le-precisazioni\/"},"modified":"2008-10-15T16:26:04","modified_gmt":"2008-10-15T14:26:04","slug":"piano-rifiuti-lassessore-filippi-continua-le-precisazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/10\/piano-rifiuti-lassessore-filippi-continua-le-precisazioni\/","title":{"rendered":"Piano Rifiuti: l&#8217;assessore Filippi continua le precisazioni"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:3481:l]Provincia<\/strong>. \u201cSono chiamato direttamente in causa da alcuni commenti che ha provocato il mio scritto di luned\u00ec scorso su IVG.it. Al di l\u00e0 di qualche isterismo che mi fa pensare di aver toccato nervi troppo scoperti, gli apprezzamenti, le critiche, le domande sono tutti dovuti e legittimi; ma non \u00e8 semplice spiegare in poche righe il progetto del Piano Rifiuti, che \u00e8 costato anni di fatica e di contrasti e che ancor oggi deve essere integrato con ulteriori elementi. Ancor meno semplice \u00e8 parlare della sua attuazione.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_927\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_927\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Purtroppo gli interessi in campo sono spesso divergenti: io ho sempre cercato di salvare alcuni principi fondamentali, ma talora ho dovuto arrendermi a pressioni respingendo le quali rischiava di saltare tutto. Ricordiamo che il fantasma dell\u2019inceneritore \u00e8 sempre l\u00ec l\u00ec per prendere corpo e quanto si legge quasi ogni giorno ne \u00e8 la riprova. Qui voglio unicamente dire del Piano nelle sue linee essenziali, cos\u00ec come, con i consulenti (la Scuola Agraria del Parco di Monza, istituto noto a livello europeo, consulente anche di governi), lo abbiamo concepito e redatto.<\/p>\n<p>Il Piano doveva essere ed \u00e8 uno strumento tecnico: la politica deve dare indicazioni sulle linee portanti, sui principi ispiratori, ma deve astenersi dal voler condizionarlo nella sua elaborazione di dettaglio; purtroppo non \u00e8 spesso cos\u00ec e nascono quindi i guai. Esso, comunque, \u00e8 stato costruito per la realt\u00e0 di Savona e della sua Provincia ed \u00e8 perci\u00f2 partito dalla rilevazione di dati oggettivi: quantit\u00e0 di rifiuti prodotti, qualit\u00e0 e composizione degli stessi (sono state fatte ripetute analisi in tempi diversi ed in luoghi diversi), caratteristiche fisiche, urbanistiche, infrastrutturali, sociali, lavorative, turistiche del territorio, impianti presenti e cos\u00ec via. E\u2019 stata inoltre utilizzata la consulenza dell\u2019Istituto Tumori di Genova, per effettuare valutazioni sotto il profilo sanitario, delle diverse tecniche che potevano essere adottate nel trattamento della frazione indifferenziata.<\/p>\n<p>Le problematiche che il Piano ha affrontato sono state quelle che impegnano tutte le societ\u00e0 occidentali, quelle cio\u00e8 ad elevato sviluppo economico (le altre societ\u00e0 subiscono le scelte delle prime) e sono essenzialmente le seguenti: eccesso di produzione di rifiuti (in provincia di Savona abbiamo superato le 200.000 tonnellate\/anno, in Italia ne produciamo 35 milioni di tonnellate\/anno); esasperazione della quantit\u00e0 di imballaggi, grandi e piccoli; eccesso di consumismo, che porta e disfarsi di materiali che potrebbero svolgere ancora una funzione; produzioni anomale di rifiuti, dovute agli incrementi di presenze nella stagione estiva, soprattutto nelle zone a maggior vocazione turistica; e poi, purtroppo e spesso, poca informazione, poco senso civico, poca cultura della differenziazione, poca progettualit\u00e0.<\/p>\n<p>Prendendo atto della pochezza dei livelli di raccolta differenziata in Liguria ed a Savona e facendo tesoro di esperienze di altre realt\u00e0 gi\u00e0 collaudate e rivelatesi efficaci, \u00e8 emersa la necessit\u00e0 di propugnare un approccio completamente diverso al problema dei rifiuti. Era cio\u00e8 indispensabile che non si considerasse pi\u00f9 il rifiuto come qualcosa di ingombrante, maleodorante, fastidioso, di cui disfarsi, ma come la sommatoria di materiali diversi che, se separati con criteri gi\u00e0 ampiamente applicati, possono essere riutilizzati e diventare \u201cmaterie prime seconde\u201d, \u201cmateriali post-consumo\u201d, in grado di svolgere ancora un ruolo utile.<\/p>\n<p>Sono concetti semplici, che in tanti luoghi fanno ormai parte del comune modo di pensare, concetti che segnano un superiore livello di cultura e di civilt\u00e0. Ma, sebbene siano idee e meccanismi che portano a risparmiare materie prime, a ridurre i consumi energetici, a limitare l\u2019impatto sull\u2019ambiente, a tutelare il decoro urbano, a ridurre le discariche ad una funzione pi\u00f9 limitata e residuale, spesso da noi faticano a trovare spazio. Le obiezioni che ho letto circa le discariche in parte sono valide, ma ci sono decisioni che vanno mediate e prese collegialmente.<\/p>\n<p>Partendo da queste premesse, i criteri e gli obiettivi fondamentali del Piano e che ora, alla faccia di chi crede di fare come vuole, impegnano l\u2019azione della Provincia e dei Comuni sono risultati i seguenti:<br>\nridurre, il pi\u00f9 possibile i rifiuti alla fonte, a cominciare da accordi con la grande distribuzione, da modi diversi di fare la spesa, dal riuso di determinati contenitori e cos\u00ec via; favorire il compostaggio domestico in tutte le situazioni che lo consentono; raccogliere per via differenziata, e, ovunque possibile, con il metodo del \u201cporta a porta\u201d, le categorie merceologiche pi\u00f9 significative del complesso dei rifiuti: la frazione umida (scarti di cucina, sfalci, potature), il vetro, la plastica, la carta, i metalli; conferire l\u2019umido ad impianti per la produzione di compost industriale: un impianto sta per entrare in funzione a Villanova di Albenga, uno \u00e8 in progetto presso la discarica di Vado Ligure; umido a parte, attraverso il CONAI ed i Consorzi di Filiera avviare al riutilizzo i materiali raccolti per via differenziata. Se le diverse frazioni (carta, plastica, vetro\u2026) sono raccolte in modo corretto, senza eccessi di impurezze, i Consorzi pagano i Comuni per acquisirle; oggi ci\u00f2 non avviene che in misura ridottissima perch\u00e9 la differenziazione con cassonetti stradali fornisce il pi\u00f9 delle volte materiali contaminati, con elevati costi di smaltimento; ridurre quindi l\u2019acquisto di materie prime dall\u2019estero ed il consumo di energia.<\/p>\n<p>Al momento della sua elaborazione, inoltre, il Piano prevedeva che la residua frazione indifferenziata fosse avviata alla produzione di CDR, (combustibile derivato da rifiuto), che, pur essendo destinato al recupero energetico, \u00e8 ben lontano, per qualit\u00e0 e quantit\u00e0, dal produrre gli effetti dei fumi di un inceneritore. Purtroppo oggi il mercato del CDR \u00e8 incerto e non conveniente: con l\u2019aiuto di una specifica commissione di cui ha fatto parte anche un docente del Politecnico di Torino, \u00e8 stata allora elaborata una proposta integrativa che fa riferimento alla \u201cgassificazione\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 un processo assai meno impattante dell\u2019incenerimento, adottabile per quantit\u00e0 di materiali congruenti con quelle della Provincia di Savona, con costi di costruzione e di gestione notevolmente inferiori a quelli di un inceneritore. Sulla sua validit\u00e0 ho avuto pareri positivi anche da ENEA e da Ansaldo Energia.<\/p>\n<p>E\u2019 il processo che oggi, tra mille difficolt\u00e0, contrasti e, talora, ostruzionismi, cerco di introdurre nel Piano, sempre che le attuali vicende dell\u2019Amministrazione Provinciale me lo permettano. So bene che ho appena affrontato il discorso sul Piano Rifiuti, ma la questione \u00e8 complessa e non posso abusare pi\u00f9 di tanto dell\u2019ospitalit\u00e0 concessami\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><em>Giampietro Filippi,<br>\nAssessore ai rifiuti della Provincia di Savona<\/em><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:3481:l]Provincia. \u201cSono chiamato direttamente in causa da alcuni commenti che ha provocato il mio scritto di luned\u00ec scorso su IVG.it. 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