{"id":36922,"date":"2008-10-09T16:01:29","date_gmt":"2008-10-09T14:01:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/10\/09\/liguria-in-9-comuni-su-10-abitazioni-a-rischio-idrogeologico\/"},"modified":"2008-10-10T10:57:39","modified_gmt":"2008-10-10T08:57:39","slug":"liguria-in-9-comuni-su-10-abitazioni-a-rischio-idrogeologico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/10\/liguria-in-9-comuni-su-10-abitazioni-a-rischio-idrogeologico\/","title":{"rendered":"Abitazioni a rischio idrogeologico: maglia nera a Borgio Verezzi"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:2211:l]Liguria.<\/strong> Il 94% dei comuni liguri ha abitazioni in aree esposte a pericolo e in 7 comuni su 10 in tale aree sono presenti addirittura fabbricati industriali, con grave rischio non solo per le vite dei dipendenti ma anche per eventuali sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. E\u2019 quanto emerge dai dati di Ecosistema Rischio 2008, l\u2019indagine di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile dedicata al rischio idrogeologico.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_979\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_979\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sono soltanto due i comuni tra quelli intervistati che hanno avviato interventi di delocalizzazione delle abitazioni e dei fabbricati industriali dalle aree a rischio, Santa Margherita Ligure e Quiliano. Dall\u2019indagine risulta, inoltre, che il 79% delle amministrazioni comunali prevede nel proprio piano urbanistico vincoli all\u2019edificazione delle zone esposte a maggiore pericolo. \u201cUn dato che dimostra come sia necessario dare maggiore concretezza a questi vincoli e come ci sia ancora molta strada da percorrere per raggiungere una piena sicurezza, attraverso una gestione del territorio che sia sempre pi\u00f9 adeguata \u2013 afferma in una nota Legambiente -.  A confermarlo \u00e8 il dato complessivo dell\u2019indagine sul lavoro svolto dalle amministrazioni per la mitigazione del rischio idrogeologico: ben il 79% dei comuni non raggiunge la sufficienza nella speciale classifica per la mitigazione del rischio idrogeologico\u201d.<\/p>\n<p>Positivi, invece, i risultati dell\u2019indagine sulle attivit\u00e0 di protezione civile. I comuni liguri mostrano una buona capacit\u00e0 di risposta a fronte di emergenze che mettono in difficolt\u00e0 la popolazione e il territorio:  l\u201985% si \u00e8 infatti dotato di un piano d\u2019emergenza e il 53% lo ha aggiornato negli ultimi due anni. Tuttavia sono ancora poche le amministrazioni locali che riescono ad organizzare esercitazioni ed attivit\u00e0 di informazione rivolte ai cittadini. Solo un comune su tre \u00e8 attivo in questo senso.<\/p>\n<p>Albissola Marina \u00e8 il comune ligure pi\u00f9 attivo nelle pratiche di prevenzione del rischio idrogeologico che raggiunge la classe di merito buono con il punteggio di 7. Maglia nera, invece, per Borgio Verezzi.<\/p>\n<p>L\u2019indagine \u201cEcosistema Rischio 2008\u201d \u00e8 stata presentata oggi a Genova nel corso della conferenza stampa del dopo Giunta,  presso la sede della Regione Liguria. Alla conferenza stampa sono intervenuti Alessandro Poletti, responsabile Territorio e Aree Protette Legambiente Liguria e Francesca Ottaviani, portavoce Operazione Fiumi. Con Operazione Fiumi 2008, la campagna di monitoraggio, prevenzione e informazione per l\u2019adattamento ai mutamenti climatici e la prevenzione del rischio idrogeologico, sono state valutate le attivit\u00e0 delle amministrazioni comunali ligure, classificate dal Ministero dell\u2019Ambiente e dall\u2019Unione delle Province Italiane a potenziale rischio idrogeologico pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>\u201cI dati emersi dall\u2019indagine Ecosistema Rischio \u2013 commenta Francesca Ottaviani, portavoce di Operazione Fiumi \u2013 mettono in luce le difficolt\u00e0 della Liguria dal punto di vista della gestione territoriale. Per questo auspichiamo un immediato cambio di direzione, con attivit\u00e0 che siano realmente efficaci, come interventi di delocalizzazione dalle aree a rischio, il rispetto dei vincoli imposti, nonch\u00e9 l\u2019adeguamento alle norme di salvaguardia dettate dalla pianificazione di bacino. Vogliamo sottolineare, inoltre che un efficiente sistema di protezione civile, come quello su cui pu\u00f2 contare la Liguria, deve essere sempre accompagnato da un\u2019attenta gestione del territorio\u201d<\/p>\n<p>A completare il quadro emerso dal dossier Ecosistema Rischio bisogna sottolineare il dato che vede l\u201988% dei comuni liguri intervistati attivi nel compimento di opere di messa in sicurezza.<\/p>\n<p>\u201cLa realizzazione di opere di messa in sicurezza \u2013 spiega Alessandro Poletti responsabile Difesa suolo e Aree Protette Legambiente Liguria \u2013 non deve essere un alibi per consentire ulteriori costruzioni lungo i nostri fiumi e per dimenticarsi delle aree che necessitano invece di immediati interventi. Non solo, spesso le opere realizzate non rispettano lo spazio naturale del fiume. Mettere in sicurezza un centro abitato costruendo arginature, ad esempio, rischia di essere nocivo per la salvaguardia complessiva del territorio. Non possiamo permetterci altri errori oltre quelli gi\u00e0 fatti in passato. E invece, la nota dolente viene dal fatto che spesso tali opere di messa in sicurezza non seguono i criteri della Riqualificazione fluviale. Basti pensare alla richiesta, qualche mese fa, della Citt\u00e0 d\u2019Imperia di poter ricoprire e tombinare il torrente Impero, cosa neppure pi\u00f9 consentita dalla Regione, anche perch\u00e9 moltiplicherebbe i casi Bisagno, con le terribili alluvioni Genovesi, in altre parti della Liguria\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Legambiente non ha senso costruire argini per mettere in salvaguardia aree agricole sottraendo spazio all\u2019espansione di fiumi e torrenti, oppure credere che raddrizzare i corsi d\u2019acqua per accelerare  lo smaltimento dell\u2019acqua a mare prevenga le piene, anzi le rende solo pi\u00f9 veloci e violente.<\/p>\n<p>Legambiente con \u201cOperazione Fiumi\u201d rilancia il suo impegno per la realizzazione di una seria politica di risanamento di un territorio che risulta ancora troppo fragile, per non dover mai pi\u00f9 assistere a inondazioni annunciate. Non solo, nel corso di ogni tappa saranno organizzate anche giornate di volontariato attivo come la pulizia di un tratto di fiume e iniziative riservate ai ragazzi e al mondo della scuola:  con \u201cCaccia al piano d\u2019emergenza\u201d gli alunni delle scuole prenderanno parte ad una vera e propria caccia al tesoro che li porter\u00e0 lungo le vie previste dal piano d\u2019emergenza  della citt\u00e0 per scoprire come mettersi in sicurezza nella drammatica eventualit\u00e0 di un\u2019alluvione. \u201cCostruisci un fiume sicuro\u201d \u00e8 invece un\u2019iniziativa che consentir\u00e0 ai ragazzi di comprendere come si opera per una corretta gestione del territorio, nel rispetto dell\u2019ambiente e dei fiumi.<\/p>\n<p>Domani, venerd\u00ec 10 ottobre a Cairo Montenotte dalle 8:30 alle 13:00, in piazza Della Vittoria, i bambini delle scuole elementari e medie visiteranno una mostra sul rischio idrogeologico appositamente allestita, potranno conoscere quali sono gli interventi da compiere e le attrezzature e i mezzi speciali che vengono utilizzati in caso di emergenza per scoprire con giochi educativi come affrontare un\u2019alluvione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:2211:l]Liguria. 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