{"id":318867,"date":"2016-05-12T08:35:07","date_gmt":"2016-05-12T06:35:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=318867"},"modified":"2016-05-12T08:36:22","modified_gmt":"2016-05-12T06:36:22","slug":"omicidi-savonesi-leccidio-della-prigione-di-finalborgo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/05\/omicidi-savonesi-leccidio-della-prigione-di-finalborgo\/","title":{"rendered":"&#8220;Omicidi savonesi&#8221;: l&#8217;eccidio della prigione di Finalborgo"},"content":{"rendered":"<p>Nuovo appuntamento con gli \u201comicidi savonesi\u201d di Robert Nicolick: questa volta \u00e8 il turno dell\u2019eccidio di Finalborgo, avvenuto dopo la Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_546\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_546\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><em>A Finalborgo esiste un complesso monumentale, \u00e8 quello di Santa Caterina che risale al 1400. Molto interessante \u00e8 il torrione al cui interno vi sono ancora adesso, molto ben conservate, una dozzina di celle, con le inferriate e con i portoncini a chiavistello, lo spioncino e soprattutto senza finestre il che impediva ai detenuti di vedere al di fuori. Le celle sono davvero anguste, misurano due metri per 1,40. Il complesso e anche la prigione sono visitabili e si possono notare sulle pareti delle camerette le scritte incise sulle pareti dai prigionieri.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel luglio del 1945, questa prigione ospit\u00f2, temporaneamente, undici prigionieri appartenenti a vario titolo alla R.S.I. tutti erano stati giudicati dalla Corte di Assise Speciale di Savona e condannati a pene diverse, tre di essi alla pena capitale e gli altri otto a detenzioni carcerarie di alcuni anni.<\/em><\/p>\n<p><em>I detenuti politici erano quindi stati trasferiti a Finalborgo dal Carcere di S. Agostino di Savona per motivi di sicurezza, infatti qualcuno a fine giugno, aveva lanciato una bomba a mano all\u2019interno del cortile del penitenziario di Savona, ferendo dei prigionieri ed uccidendone due. Si pensava che a Finalborgo i Repubblichini sarebbero stati al sicuro.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma non era finita: il 1 luglio del 1945 verso sera, alcuni automezzi pesanti, due camion e alcune autovetture giunsero a Finalborgo, ne scesero una trentina di uomini armati, con la divisa di partigiano, si fecero aprire con modi autorevoli il carcere dallo scarso personale penitenziario e mostrando un ordine di prelevamento si portarono via tutti i detenuti.<\/em><\/p>\n<p><em>Il documento di prelevamento era autentico come autentici erano i timbri apposti sui fogli che evidentemente erano stati trafugati dagli uffici, i quali non sapevano nulla di questo prelevamento, quindi si trattava di una attivit\u00e0 illegale, i detenuti infatti erano gi\u00e0 stati giudicati da un tribunale regolare e dovevano scontare la pena che gli era stata comminata ma qualcuno aveva deciso altrimenti.<\/em><\/p>\n<p><em>Gli abitanti delle case adiacenti alla prigione, sentirono il trambusto, e videro gli uomini armati che caricavano sui mezzi i prigionieri ma nessuno si interess\u00f2 di sapere dove sarebbero stati portati i prigionieri. Erano tempi bui in cui la legge era assente, lo stato quello di diritto non era presente. Intervenire a difesa di prigionieri, in pi\u00f9 fascisti, sarebbe stato molto rischioso.<\/em><\/p>\n<p><em>Prigionieri e rapitori scomparvero senza lasciare traccia sui camion che si allontanarono in direzione di Rialto. Un quotidiano locale ipotizz\u00f2 allegramente che a portare via gli ex fascisti fossero stati i loro ex camerati per impedire che scontassero le pene della Corte di assise Speciale, ma non era andata cos\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>Nessuno dei detenuti venne pi\u00f9 ritrovato nonostante le indagini dei Carabinieri, poi nel febbraio del 1953, casualmente, fu trovata dai Carabinieri una fossa comune nei boschi intorno a S. Ermete. Quella \u00e8 una localit\u00e0 nell\u2019entroterra che domina Vado Ligure, una zona famigerata, abitualmente utilizzata dai partigiani comunisti per eliminare gli ex fascisti e per farvi sparire i corpi delle vittime. Una zona denominata Campo Stringhini o in altre occasioni Campo dei Francesi dove erano e sono tuttora sepolti molti resti di repubblichini.<\/em><br>\n<em> Furono effettuati degli scavi e all\u2019interno della fossa vennero trovati, guarda caso, i resti di 11 corpi.<\/em><\/p>\n<p><em>Si procedette alla identificazione dei resti e si appur\u00f2 senza ombra di dubbio che i cadaveri appartenevano ai prigionieri di Finalborgo, tutte figure di spicco nella organizzazione militare della R.S.I., e quindi particolarmente odiate dai partigiani comunisti che evidentemente volevano chiudere i conti una volta per tutte: Raimondi Alberto ufficiale delle Brigate Nere classe 1921, Zunino Alberto anch\u2019esso Brigata Nera classe 1916, Revelli Carlo sottocapo della Div. San Marco classe 1923, Grosso Antonio semplice squadrista delle Brigate Nere classe 1897, Benedetti Natale un poliziotto, agente di Pubblica Sicurezza classe 1918, Possenti Luigi Capitano della Guardia Nazionale repubblicana nonch\u00e9 responsabile della Giovent\u00f9 Italiana del Littorio Classe 1916, Genovesi Giacomo Ufficiale delle Brigate Nere Classe 1920, Mazzanti Mario maresciallo della Div. San Marco Classe 1910, Ghibaudo Antonio squadrista delle Brigate Nere Classe 1981, Roveda Ernesto squadrista delle Brigate Nere Classe 1890.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel corso dell\u2019esame autoptico dei resti, si appur\u00f2 che tutti i corpi presentavano ferite di arma da fuoco, che tutti avevano i polsi immobilizzati dietro la schiena con dei cavi telefonici, tutti tranne Possenti a cui era stato riservato un trattamento \u201cdi favore\u201d, infatti era stato incaprettato e sopra al suo torace qualcuno aveva gettato un pesante macigno.<\/em><\/p>\n<p><em>Possenti era particolarmente inviso ai Partigiani Rossi e il rancore aveva spinto gli assassini a seppellire quest\u2019ultimo ex fascista agonizzante e ancora vivo, forse perch\u00e8 era gi\u00e0 scampato ad un attentato e questa volta volevano essere sicuri che morisse nel modo adeguato.<\/em><\/p>\n<p><em>Il prete che presenzi\u00f2 alla esumazione, osservando quello che era stato fatto ai corpi disse che sarebbe stato molto difficile perdonare gli assassini che non vennero mai scoperti ed arrestati, ma tutti a Finale Ligure sapevano e sanno ancora ora, chi commise il massacro, la maggior parte della banda si \u00e8 portato il segreto nella tomba ma qualcuno \u00e8 ancora vivo e a causa dell\u2019et\u00e0, ogni tanto, al bar si lascia andare a delle piccole confidenze, per\u00f2 nessuno lo prende sul serio, pensando ad una demenza senile.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuovo appuntamento con gli \u201comicidi savonesi\u201d di Robert Nicolick: questa volta \u00e8 il turno dell\u2019eccidio di Finalborgo, avvenuto dopo la Seconda Guerra Mondiale. 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