{"id":318346,"date":"2016-05-05T08:34:55","date_gmt":"2016-05-05T06:34:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=318346"},"modified":"2016-05-05T08:34:55","modified_gmt":"2016-05-05T06:34:55","slug":"anche-calice-la-fusione-dei-piccoli-comuni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/05\/anche-calice-la-fusione-dei-piccoli-comuni\/","title":{"rendered":"Anche Calice contro la fusione dei piccoli Comuni"},"content":{"rendered":"<p><strong>Calice Ligure.<\/strong> Anche il Comune di Calice si schiera contro la fusione dei Comuni sotto i 5000 abitanti, prevista dalla proposta di legge 3420 presentata lo scorso 11 novembre in Parlamento, tra gli altri, da Paola Boldrini. I vari Comuni di Valbormida e Val d\u2019Erro, tra cui quello di Calice, hanno preparato una delibera per opporsi a questo provvedimento.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_347\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_347\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cL\u2019obbligo di fusione \u2013 tuona il sindaco Livio Sterla \u2013 canceller\u00e0 di fatto migliaia di amministrazioni comunali che sino ad oggi si sono spese per il mantenimento dei servizi essenziali per i cittadini e per presidiare il territorio. La mia amministrazione nella seduta del consiglio del 28 aprile scorso ha adottato all\u2019unanimit\u00e0 ed in sintonia con l\u2019ANPCI (Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani), delibera contraria a questo scellerato disegno di legge che andrebbe inoltre a cancellare una parte importante della storia e dell\u2019identit\u00e0 del nostro paese\u201d.<\/p>\n<p>Di seguito il testo integrale della delibera approvata.<\/p>\n<blockquote><p>Premesso che:<br>\nl\u2019articolo 5 della Costituzione Italiana riconosce e promuove le autonomie locali;<\/p>\n<p>l\u2019articolo 114 della Costituzione recita: \u201dLa repubblica \u00e8 costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Citt\u00e0 metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Citt\u00e0 Metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione\u2026 \u201d, cos\u00ec come modificato dalla Legge costituzionale numero 3 del 2001, ribaltando l\u2019ordine in cui precedentemente comparivano le istituzioni italiane, mettendo cos\u00ec al primo posto i Comuni, in quanto enti i pi\u00f9 vicini ai cittadini, in linea col principio di sussidiariet\u00e0;<\/p>\n<p>il Comune, e in particolare il consiglio comunale, rappresentano il livello istituzionale di base pi\u00f9 vicino ai cittadini ed ai territori, costituendo il primo strumento per l\u2019esercizio della democrazia tramite la partecipazione e la rappresentanza comunale;<\/p>\n<p>la rete dei Comuni italiani ha costituito storicamente, e costituisce ancora oggi, una struttura fondamentale per la coesione sociale, il senso civico, la valorizzazione delle specificit\u00e0 e delle tradizioni, la cura del territorio e del paesaggio, la promozione culturale;<\/p>\n<p>il Comune \u00e8 il soggetto primario per l\u2019erogazione dei servizi ai cittadini e svolge un insostituibile ruolo per lo sviluppo economico locale sostenibile.<\/p>\n<p>Considerato che:<br>\nl\u2019Italia ha un numero di Comuni pari ad 8.006 alla data del 1 gennaio 2016, come pure in Spagna e in numero leggermente superiore in Germania, mentre in Francia sono ben 36.500;<\/p>\n<p>in Italia la media di abitanti \u00e8 di circa 7.000 per Comune, in Germania e Spagna di circa 5.000, in Francia il dato si abbassa a 1.500, tanto che i Comuni sopra i 10.000 abitanti sono circa 800 in tutta la Francia;<\/p>\n<p>i costi degli amministratori negli altri Paesi risultano essere maggiori.<\/p>\n<p>Constatato<br>\nil valore storico, economico e culturale dei piccoli Comuni, che rappresentano spesso l\u2019unico presidio istituzionale in ampie aree del Paese, quali contenitori di importanti patrimoni ambientali, paesaggistici, culturali e sociali, che costituiscono a loro volta significative risorse per l\u2019agricoltura, l\u2019artigianato, il turismo e il commercio.<\/p>\n<p>Rilevato che:<br>\nil recente, manifesto e rinnovato interesse espresso da alcuni parlamentari, sul tema delle fusioni di Comuni al di sotto di una soglia di residenti, motivato da asserite e non dimostrate logiche di risparmio e razionalizzazione amministrativa, \u00e8 propedeutico ad una drastica soppressione di Comuni, finalizzata unicamente ad una pura riduzione del loro numero;<\/p>\n<p>tale interesse sembrerebbe preludere a specifici provvedimenti che impongano le fusioni o che tendano a renderle obbligatorie nei fatti attraverso la determinazione di incentivi e la creazione di canali privilegiati per i Comuni fusi a discapito degli altri anche attraverso trattamenti formalmente discriminatori.<\/p>\n<p>Considerato che:<br>\ntale approccio, di natura prettamente contabile \u2013 amministrativa, non si fonda su alcuna evidenza di dati e che in realt\u00e0 l\u2019impatto dei costi dei piccoli Comuni \u00e8 marginale, sia in valore assoluto sia in percentuale, soprattutto in relazione all\u2019enorme valore che gli stessi Comuni rappresentano in tema di vicinanza ai cittadini, gestione di territori vasti e spesso marginalizzati dalle scelte centralistiche di governo;<\/p>\n<p>trattasi di valutazioni fondate unicamente sul parametro del numero degli abitanti che impediscono di comprendere come i processi di fusione, soprattutto nelle zone montane, collinari, insulari e rurali, possano creare, o aggravare, le criticit\u00e0 connesse all\u2019estensione territoriale dei Comuni la cui eccessiva ampiezza incide negativamente sull\u2019efficienza nell\u2019erogazione dei servizi ai cittadini.<\/p>\n<p>Ritenuto che:<br>\nsmantellare i piccoli Comuni e privare le realt\u00e0 locali delle istituzioni di maggiore prossimit\u00e0 agli abitanti costituisce una grave perdita per la democrazia e contrasta con la necessit\u00e0 di rilancio economico e sociale delle aree rurali ed interne;<\/p>\n<p>le politiche di razionalizzazione debbano riguardare la gestione dei servizi comunali, dai quali derivano i costi e dipende l\u2019efficienza dell\u2019azione amministrativa, e non le funzioni fondamentali e gli organi di rappresentanza politica che nei piccoli Comuni, a fronte di costi insignificanti, sono elementi fondamentali di partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica che i processi di fusione andrebbero a cancellare;<\/p>\n<p>le necessarie e improrogabili politiche di razionalizzazione, valorizzazione e coordinamento di territori e Comunit\u00e0 debbano essere perseguite solamente per il raggiungimento di un unico obiettivo: efficacia, efficienza ed economicit\u00e0 sulla base del rispetto dei COSTI STANDARD o attraverso strumenti associativi liberamente scelti e non imposti, e che eventuali provvedimenti di fusione tra Comuni debbano essere portati avanti solo laddove esista una chiara ed esplicita volont\u00e0 connessa a situazioni di reale marginalit\u00e0 abitativa, ad una riconosciuta perdita di coesione sociale e del senso di Comunit\u00e0. Fatti che, nel nostro caso, data la partecipazione attiva a tutte le manifestazioni e tradizioni ed alla loro buona riuscita, hanno dimostrato e stanno dimostrando l\u2019esatto contrario.<\/p>\n<p>Visto che alcuni disegni di legge sono finalizzati al sostegno e alla valorizzazione dei piccoli comuni, anche attraverso misure tese ad arginarne lo spopolamento.<\/p>\n<p>Vista<br>\nla \u201cStrategia Aree Interne\u201d del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica (istituito per promuovere e realizzare interventi volti al riequilibrio economico \u2013 sociale e allo sviluppo economico delle aree sottoutilizzate del Paese, in attuazione dell\u2019art. 119 della Costituzione), nei cui documenti di programmazione si afferma la necessit\u00e0 di investimento a lungo termine nelle Comunit\u00e0 locali e nella gestione associata delle attivit\u00e0 comunali secondo i modelli delle convenzioni oppure delle Unioni dei Comuni, in base ai principi di efficienza, efficacia ed economicit\u00e0;<\/p>\n<p>Sperimentato che gli obiettivi di efficacia, efficienza ed economicit\u00e0 possono essere raggiunti solo attraverso l\u2019applicazione ed il rispetto dei costi standard, consentendo il libero convenzionamento nell\u2019erogazione dei servizi.<\/p>\n<p>IL CONSIGLIO COMUNALE ESPRIME<\/p>\n<p>Forte preoccupazione sul rinnovato interesse sul tema della fusione dei Comuni e sulla spinta centralistica che ne pu\u00f2 scaturire.<\/p>\n<p>Forte dissenso sull\u2019impostazione, di natura prettamente contabile \u2013 amministrativa e priva di ogni considerazione di altri valori, che caratterizza l\u2019approccio assunto su questo specifico tema e sulle asserite, ma non dimostrate, rilevanti economie che scaturirebbero da processi di fusione. Dissenso dovuto anche dalla sicura perdita di tutte le manifestazioni e tradizioni che caratterizzano le nostre Comunit\u00e0 e costituiscono la nostra identit\u00e0.<\/p>\n<p>AFFERMA<\/p>\n<p>la centralit\u00e0 dei Comuni ed il valore delle autonomie comunali nei contesti economici, territoriali e sociali di riferimento; il valore del Comune come livello primario di cittadinanza, di partecipazione e di democrazia, e del sistema delle autonomie locali come fondamento dell\u2019assetto costituzionale della Repubblica Italiana; il rispetto dell\u2019art 5 della Costituzione della Repubblica Italiana che \u201c[\u2026] riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il pi\u00f9 ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell\u2019autonomia e del decentramento\u201d;<\/p>\n<p>che ogni eventuale progetto di fusione tra Comuni debba essere considerato solo in via eccezionale e debba avvenire su base assolutamente volontaria con il pieno coinvolgimento dell\u2019intera popolazione democraticamente chiamata ad esprimere il proprio parere attraverso la promozione di un referendum e nel rispetto del quorum : la met\u00e0 pi\u00f9 uno degli aventi diritto al voto;<\/p>\n<p>la contrariet\u00e0 ad ogni legge o provvedimento che preveda l\u2019obbligo di unioni o di fusioni che le determinino nei fatti, attraverso ingiustificate e pretestuose disparit\u00e0 di trattamento tra i Comuni che intraprendono la strada delle fusioni e quelli che invece scelgono autonomamente quella delle libere convenzioni per l\u2019erogazione dei servizi oppure nel rispetto dei costi standard;<\/p>\n<p>la necessit\u00e0 di coniugare la tutela dell\u2019autonomia comunale con adeguate e coerenti politiche d\u2019area, tramite gli strumenti intercomunali che la legge mette a disposizione, promuovendo le funzioni associate volontarie con l\u2019obiettivo di favorire l\u2019uguaglianza tra i cittadini, l\u2019efficienza e l\u2019efficacia dei servizi pubblici e la programmazione territoriale, oltre che l\u2019economicit\u00e0.<\/p>\n<p>IMPEGNA<\/p>\n<p>il Sindaco, la Giunta e le forze politiche presenti in Consiglio comunale a tenere alto il valore dell\u2019autonomia comunale messo in discussione dalle unioni e dalle fusioni obbligatorie per legge o di fatto ed a promuovere il coinvolgimento di tutti i piccoli Comuni d\u2019Italia al fine di adottare autonomamente effettive politiche sovraccomunali per la gestione dei servizi nel rispetto dei costi standard.<\/p>\n<p>INVITA<\/p>\n<p>la Regione \u2026\u2026\u2026\u2026..a supportare tali iniziative intercomunali, abbandonando eventuali progetti di unioni e fusioni imposte, di fatto o per legge, a Comuni che le rifiutino, ed a valorizzare ogni elemento di natura sociale, territoriale ed economica che caratterizza ogni singolo Comune, nonch\u00e9 a sostenere la rete dei piccoli Comuni.<\/p>\n<p>RIVOLGE<\/p>\n<p>al Parlamento e al Governo un appello per l\u2019approvazione ex novo di una legge ad hoc a salvaguardia dei piccoli comuni, fino a 5000 abitanti, custodi del territorio italiano, per lo pi\u00f9 collinare e montano ed a forte rischio idrogeologico, nel totale rispetto dell\u2019autonomia organizzativa, gestionale e decisionale di ogni singola comunit\u00e0 salvaguardandone i servizi essenziali che vanno dalla sanit\u00e0 al socio assistenziale, dai presidi ospedalieri di area disagiata alle farmacie rurali, dalle scuole agli uffici postali al recapito posta ai trasporti, promuovendone lo sviluppo ed arginandone lo spopolamento attraverso misure di defiscalizzazione, o di fiscalit\u00e0 di vantaggio, di incentivi a sostegno degli esercizi commerciali, delle imprese esistenti, dei nuovi insediamenti, utilizzando gli incentivi destinati alle unioni e fusioni che equivalgono ad obblighi di fatto.<\/p>\n<p>DECIDE<\/p>\n<p>di inviare il presente ordine del giorno al Governo, ai Presidenti dei due rami del Parlamento, al Presidente della Regione\u2026\u2026\u2026., al Presidente del Consiglio Regionale, ad ANPCI (Associazione Nazionale Piccoli Comuni d\u2019Italia).<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Calice Ligure. 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