{"id":316525,"date":"2016-04-11T09:47:58","date_gmt":"2016-04-11T07:47:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=316525"},"modified":"2018-09-13T20:07:20","modified_gmt":"2018-09-13T18:07:20","slug":"tedeschi-massacravano-savonesi-le-49-stragi-insanguinarono-la-provincia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/04\/tedeschi-massacravano-savonesi-le-49-stragi-insanguinarono-la-provincia\/","title":{"rendered":"Quando i tedeschi massacravano i savonesi: ecco le 49 stragi che insanguinarono la provincia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Provincia.<\/strong> In totale <strong>49 stragi<\/strong>, nell\u2019arco di poco pi\u00f9 di un anno e mezzo. La prima a Varazze, l\u201911 settembre 1943; l\u2019ultima a Carcare, il 24 aprile 1945. In mezzo una \u201cscia di sangue\u201d lungo tutta la provincia, a Savona, in Valbormida ma soprattutto ad Albenga dove gli eccidi sono stati ben 13, in gran parte alla foce nel periodo tra il dicembre \u201944 e il febbraio \u201945.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_917\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_917\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sono gli episodi mappati sull\u2019<strong><a href=\"http:\/\/www.straginazifasciste.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia<\/a><\/strong>, un gigantesco database di tutti gli episodi simili verificatisi a partire dall\u2019occupazione tedesca dopo l\u2019armistizio, fino alla liberazione da parte degli alleati. Diciannove mesi che insanguinarono tutta la nazione, ma in particolare il Nord (4465 vittime in Toscana, 4313 in Emilia Romagna, 2793 in Piemonte), mentre per ovvie ragioni il Sud, da cui inizi\u00f2 l\u2019avanzata alleata, fu risparmiato (solo 20 vittime in Calabria). In ogni caso ogni regione pag\u00f2 il suo tributo di sangue: si salv\u00f2 soltanto la Sardegna.<\/p>\n<p><strong>In Liguria<\/strong> sono state registrati in totale <strong>850 vittime in 169 stragi<\/strong>, di cui 49 in provincia di Savona. La primissima fu un\u2019esecuzione a Varazze, l\u201911 settembre 1943, quando Antonio Baglietto venne fucilato da militari tedeschi come atto di rappresaglia, a pochi giorni dall\u2019armistizio firmato da Badoglio con le forze alleate. Da l\u00ec inizi\u00f2 la lunga striscia di sangue: Savona, Arnasco, Castelvecchio, Cairo e cos\u00ec via, lungo tutta la provincia. <strong>La prima donna viene uccisa a Erli il 21 luglio 1944<\/strong> (quando la famiglia Berriolo viene trucidata durante un rastrellamento), <strong>il primo bambino a Pallare il 6 agosto<\/strong> dello stesso anno, quando un soldato tedesco per ragioni misteriose decide di massacrare la famiglia Torterolo.<\/p>\n<p>Il 28 novembre 1944 la prima esecuzione ad <strong>Albenga<\/strong>: la fucilazione di Gino Ferrua d\u00e0 il via a tre mesi terribili, nei quali si contano in totale 13 episodi, quasi tutte <strong>fucilazioni alla Foce del Centa. 68 in totale le vittime<\/strong>, di cui 15 in un terribile 28 dicembre 1944 fucilate per rappresaglia a seguito dell\u2019uccisione di 3 militari tedeschi da parte delle SAP a Martinetto.<\/p>\n<p>Anche <strong>Savona<\/strong> pag\u00f2 il suo tributo di sangue. Due gli episodi pi\u00f9 importanti: il primo, ricordato ancora oggi dai residenti come <strong>\u201cNatale di Sangue\u201d<\/strong><em> (nella foto la targa commemorativa)<\/em>, fu l\u2019esecuzione il 27 dicembre 1943 di 7 italiani come rappresaglia per un attentato alla Trattoria della Stazione, in via XX Settembre, dove una bomba uccise 6 soldati tedeschi. Ma il massacro pi\u00f9 terribile in termini numerici avvenne <strong>tra il 4 e il 5 aprile 1945 in Valloria<\/strong>, quando vennero uccisi 13 prigionieri come rappresaglia per un delitto probabilmente mai avvenuto (un presunto attentato di ribelli in un\u2019osteria, frutto in realt\u00e0 probabilmente di un colpo sparato per sbaglio da un soldato tedesco ubriaco).<\/p>\n<p>Poco prima della Liberazione, <strong>il 15 aprile 1945, l\u2019eccidio in assoluto pi\u00f9 cruento, a Testico, nel quale perdono la vita 27 persone<\/strong>. All\u2019alba di domenica due colonne tedesche giungono a Ginestro, frazione di Testico, per dare inizio a un rastrellamento: i militari catturano una ventina di civili, uomini e donne sorpresi nelle loro case, e li legano con corde. Poi, proseguendo la marcia, uccidono senza apparente ragione un contadino al lavoro. Alle 8.00, arrivati nei pressi della chiesa, irrompono nell\u2019edificio, catturano altre persone e pongono tutti gli ostaggi lungo un muro sotto la sorveglianza di un soldato. Il resto della truppa, in parte, prosegue con il rastrellamento che porter\u00e0 alla cattura di altri ostaggi; in parte si dirige verso Poggio Bottaro. Intorno alle 9.00 un gruppo di partigiani, dalla vicina frazione di Santa Maria di Stellanello, spara sui tedeschi permettendo a 3 degli ostaggi di fuggire. In risposta, i tedeschi tornano verso la chiesa, si appostano presso l\u2019osteria del paese e catturano altri 3 contadini di Torria. Infine, la colonna riparte con i prigionieri al seguito. Durante la marcia, si arresta presso la frazione Zerbini per catturare altri ostaggi. L\u2019ultima tappa \u00e8 Costa Binella ove avviene la selezione dei progionieri. Vengono rilasciati 3 giovani di Ginestro, 4 donne e 4 ragazze. Queste ultime verranno poi condotte al carcere di Imperia, sottoposte a interrogatori e paestaggi e rilasciate almeno una dozzina di giorni dopo. Restano in mano ai tedeschi 27 persone: 25 uomini e 2 donne che vengono separate dagli altri prigionieri, seviziate e uccise a colpi di baionetta. I 25 uomini, legati 2 a 2 col fil di ferro, sono falciati a colpi di mitragliatrice. Dopo il massacro, i corpi risultano irriconoscibili.<\/p>\n<p><strong>Per questi massacri nessuno verr\u00e0 mai punito<\/strong>: in molti casi gli autori si persero nel caos storico del periodo, in altri casi furono individuati ma genericamente \u201cindagati\u201d dall\u2019esercito tedesco, solo raramente venne istituita un\u2019indagine da Procure italiane che comunque, in larga parte, si conclusero senza esito.<\/p>\n<blockquote><p>Il progetto \u00e8 nato nel 2009, quando il governo italiano e quello della Repubblica Federale Tedesca hanno insediato una Commissione storica congiunta (composta da 5 membri tedeschi e 5 membri italiani) con il mandato di elaborare un\u2019analisi critica della storia e dell\u2019esperienza comune durante la seconda guerra mondiale, cos\u00ec da contribuire alla creazione di una nuova cultura della memoria. A seguito delle raccomandazioni avanzate dalla Commissione nel dicembre 2012 a conclusione dei suoi lavori, il Governo della Repubblica Federale Tedesca si \u00e8 impegnato a finanziare una serie di iniziative tese a valorizzare la storia e la memoria dei rapporti fra i due paesi nel corso del conflitto, con l\u2019istituzione presso il Ministero federale degli affari esteri di un \u201cFondo italo-tedesco per il futuro\u201d. Rientra fra queste iniziative la presente ricerca, promossa in collaborazione dall\u2019Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia (INSMLI) e dall\u2019Associazione nazionale partigiani d\u2019Italia (ANPI), che ha permesso di definire un quadro completo degli episodi di violenza contro i civili commessi dall\u2019esercito tedesco e dai suoi alleati fascisti in Italia tra il 1943 e il 1945.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019Atlante delle stragi naziste e fasciste \u2013 che raccoglie i risultati della ricerca condotta \u2013 si compone di una banca dati e dei materiali di corredo (documentari, iconografici, video) correlati agli episodi censiti, ospitati all\u2019interno del sito web. Nella banca dati sono state catalogate e analizzate tutte le stragi e le uccisioni singole di civili e partigiani uccisi al di fuori dello scontro armato, commesse da reparti tedeschi e della Repubblica Sociale Italiana in Italia dopo l\u20198 settembre 1943, a partire dalle prime uccisioni nel Meridione fino alle stragi della ritirata eseguite in Piemonte, Lombardia e Trentino Alto Adige nei giorni successivi alla liberazione. L\u2019elaborazione su base cronologica e geografica dell\u2019insieme dei dati censiti ha consentito la definizione di una \u2018cronografia della guerra nazista in Italia\u2019, che mette in correlazione modalit\u00e0, autori, tempi e luoghi della violenza contro gli inermi sul territorio nazionale.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019indagine storica \u00e8 stata condotta a livello locale da un gruppo di oltre 90 ricercatori, che si \u00e8 avvalso \u2013 oltre che dei risultati delle precedenti stagioni di ricerca, relativi in particolare a Puglia, Campania, Toscana, Emilia Romagna e Piemonte \u2013 di tre serie di fonti comuni a livello nazionale: la banca dati degli episodi di violenza sui civili compiuti durante l\u2019occupazione tedesca in Italia, elaborata dalla Commissione storica italo-tedesca sulla base delle relazioni dei carabinieri reperite presso l\u2019Archivio dell\u2019ufficio storico dello stato maggiore dell\u2019esercito e l\u2019Archivio storico dei carabinieri di Roma; il Registro generale delle denunce per crimini di guerra raccolte a partire dal 1945 presso la Procura Generale Militare di Roma (illegalmente archiviate nel 1960), reperito dalla Commissione parlamentare d\u2019inchiesta sulle cause dell\u2019occultamento dei fascicoli relativi a crimini nazifascisti (XIV Legislatura); le sentenze e i fascicoli dei procedimenti giudiziari dibattuti presso i Tribunali militari nel corso dell\u2019ultima stagione processuale (dal 1994 ad oggi).<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>I risultati dell\u2019indagine hanno permesso di censire oltre 5000 episodi, inseriti nella banca dati, per ognuno dei quali \u00e8 stata ricostruita la dinamica degli eventi, inserita nello specifico contesto territoriale e nelle diverse fasi di guerra, e accertata l\u2019identit\u00e0 delle vittime e degli esecutori (quando possibile). A partire da alcune acquisizioni storiografiche consolidate \u2013 la presenza di un sistema degli ordini che legittima la violenza sui civili; i massacri come prodotto di un\u2019ideologia espansionistica di stampo razziale, quella nazista, che mira a destrutturare i confini geografici e la dimensione sociale dell\u2019Europa \u2013 la ricerca ha posto in evidenza l\u2019intreccio fra le violenze perpetrate contro la popolazione inerme e gli obiettivi che l\u2019esercito tedesco si poneva nei diversi tempi e spazi della guerra in Italia. Fra questi, la lotta contro gruppi di resistenza armata, considerati \u2013 in particolare quelli di matrice comunista \u2013 promotori di una guerra per bande illegittima e irregolare, che non si faceva scrupolo di utilizzare quali soggetti attivi dello scontro donne e bambini; le campagne di punizione degli oppositori politici; il disegno di sfruttamento delle risorse umane ed economiche, attuato attraverso i rastrellamenti e la deportazione di civili inviati al lavoro coatto; le operazioni di ripulitura del territorio in prossimit\u00e0 delle linee difensive e dei percorsi della ritirata; il rapporto di collaborazione con uomini e strutture repressive e amministrative della Repubblica sociale, a volte protagonisti di una propria autonoma strategia stragista.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;occupazione ricostruita dall&#8217;Atlante delle Stragi Naziste: ad Albenga, Savona e Testico gli eccidi pi\u00f9 terribili, a Pallare ucciso un bambino<\/p>\n","protected":false},"author":10593,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[13489],"class_list":["post-316525","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-seconda-guerra-mondiale","post_cat_citta-provincia"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/316525","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/10593"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=316525"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/316525\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=316525"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=316525"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=316525"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}