{"id":315634,"date":"2016-03-31T08:29:32","date_gmt":"2016-03-31T06:29:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=315634"},"modified":"2016-03-31T09:49:48","modified_gmt":"2016-03-31T07:49:48","slug":"i-piccoli-comuni-di-valbormida-e-val-derro-contro-la-fusione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/03\/i-piccoli-comuni-di-valbormida-e-val-derro-contro-la-fusione\/","title":{"rendered":"I piccoli Comuni di Valbormida e Val d&#8217;Erro contro la fusione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Plodio.<\/strong> \u201cI sindaci dei piccoli Comuni delle valli Bormida ed Erro si sono riuniti per condividere la loro contrariet\u00e0 alla proposta di legge numero 3420 che prevede la fusione obbligatoria dei comuni sotto i 5000 abitanti. A tal scopo hanno predisposto un documento che si impegnano a sottoporre alla approvazione dei propri consigli comunali\u201d. Lo annuncia il sindaco di Plodio, Gabriele Badano.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_942\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_942\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cUnanimemente \u2013 chiarisce il primo cittadino \u2013 si ritiene indispensabile mantenere l\u2019identit\u00e0 dei propri Comuni attraverso liberi percorsi associativi, che tutelino i reali interessi dei cittadini da noi rappresentati, purch\u00e9 su base volontaria e non imposta. In questo modo si potr\u00e0 garantire un processo che possa portare un risparmio. Analoghe iniziative sono in atto in altre regioni d\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p>Di seguito il testo integrale dell\u2019ordine del giorno che verr\u00e0 sottoposto al voto dei consigli comunali.<\/p>\n<blockquote><p>PROPOSTA DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE<br>\nOggetto: Ordine del Giorno proposto dal Sindaco e dal Gruppo Consiliare di Maggioranza per esprimere contrariet\u00e0 alla fusione obbligatoria dei Comuni.<br>\nPremesso<br>\nChe l\u2019articolo 5 della Costituzione Italiana riconosce e promuove le autonomie locali;<br>\nche l\u2019articolo 114 della Costituzione recita: \u201dLa repubblica \u00e8 costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Citt\u00e0 metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Citt\u00e0 Metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione\u2026 \u201d, cos\u00ec come modificato dalla Legge costituzionale numero 3 del 2001, ribaltando l\u2019ordine in cui precedentemente comparivano le istituzioni italiane, mettendo cos\u00ec al primo posto i Comuni, in quanto enti i pi\u00f9 vicini ai cittadini, in linea col principio di sussidiariet\u00e0;<br>\nche il Comune, e in particolare il consiglio comunale, rappresentano il livello istituzionale di base pi\u00f9 vicino ai cittadini ed ai territori, costituendo il primo strumento per l\u2019esercizio della democrazia tramite la partecipazione e la rappresentanza comunale;<br>\nche la rete dei Comuni italiani ha costituito storicamente e costituisce ancora oggi, una struttura fondamentale per la coesione sociale, il senso civico, la valorizzazione delle specificit\u00e0 e delle tradizioni, la cura del territorio e del paesaggio e la promozione culturale;<br>\nche il Comune \u00e8 il soggetto primario per l\u2019erogazione dei servizi ai cittadini e svolge un insostituibile ruolo per lo sviluppo economico locale sostenibile.<\/p>\n<p>Considerato<br>\nche I\u2019Italia ha un numero di Comuni pari ad 8.006 alla data del 1 gennaio 2016, inferiore a quello di altre nazioni (esempio in Francia sono 36.000), che la Liguria ha un numero di Comuni (235) molto inferiore ad altre regioni (sono circa 1.500 in Lombardia, 1.200 in Piemonte, 580 nel Veneto) con un numero medio di abitanti per comune elevato (circa 6737) analogo a quello di altre regioni italiane (circa 6.500 in Lombardia, 3.600 in Piemonte, 8.500 in Veneto) e Paesi europei.<\/p>\n<p>Constatato<br>\nil valore storico, economico e culturale dei piccoli Comuni, che rappresentano spesso l\u2019unico presidio istituzionale in ampie aree del Paese, quali contenitori di importanti patrimoni ambientali, paesaggistici, culturali e sociali, che costituiscono a loro volta significative risorse per I\u2019agricoltura, l\u2019artigianato, il turismo e il commercio.<\/p>\n<p>Rilevato<br>\nil recente, manifesto e rinnovato interesse espresso da alcuni parlamentari, sul tema delle fusioni di Comuni al di sotto di una soglia di residenti, motivato da asserite e non dimostrate logiche di risparmio e razionalizzazione amministrativa, propedeutico ad una drastica soppressione di Comuni e ad una pura riduzione del loro numero;<br>\nche tale interesse sembrerebbe preludere a specifici provvedimenti che impongano le fusioni o che tendano a renderle obbligatorie nei fatti attraverso la determinazione di incentivi e la creazione di canali privilegiati per i Comuni fusi a discapito degli altri anche attraverso trattamenti formalmente discriminatori.<\/p>\n<p>Considerato<br>\nche tale approccio, di natura prettamente contabile \u2013 amministrativa, non si fonda su alcuna evidenza di dati e che in realt\u00e0 l\u2019impatto dei costi dei piccoli Comuni \u00e8 marginale, sia in valore assoluto sia in percentuale, soprattutto in relazione all\u2019enorme valore che gli stessi Comuni rappresentano in tema di vicinanza ai cittadini, gestione di territori vasti e spesso marginalizzati dalle scelte centralistiche di governo;<br>\nche valutazioni fondate solo sul parametro del numero degli abitanti impediscono di comprendere come i processi di fusione, soprattutto nelle zone rurali, possano creare, o aggravare, le criticit\u00e0 connesse<br>\nall\u2019estensione territoriale dei Comuni la cui eccessiva ampiezza incide negativamente sull\u2019efficienza nell\u2019erogazione dei servizi ai cittadini.<\/p>\n<p>Ritenuto<br>\nche smantellare i piccoli Comuni e privare le realt\u00e0 locali delle istituzioni di maggiore prossimit\u00e0 agli abitanti costituisce una grave perdita per la democrazia e contrasta con la necessit\u00e0 di rilancio economico e sociale delle aree rurali e interne;<br>\nche le politiche di razionalizzazione debbano riguardare la gestione dei servizi comunali, dai quali derivano i costi e dipende l\u2019efficienza dell\u2019azione amministrativa, e non gli organi di rappresentanza politica che nei piccoli Comuni, a fronte di costi insignificanti, sono elementi fondamentali di partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica che i processi di fusione andrebbero a cancellare;<br>\nche dunque le necessarie e improrogabili politiche di razionalizzazione, valorizzazione e coordinamento di territori e Comunit\u00e0 debbano essere perseguite utilizzando gli strumenti delle associazioni dei servizi, attraverso volontarie e non imposte convenzioni o Unioni dei Comuni, e che eventuali provvedimenti di fusione tra Comuni debbano essere portati avanti solo laddove esista una chiara ed esplicita volont\u00e0 connessa a situazioni di reale marginalit\u00e0 abitativa e ad una riconosciuta perdita di coesione sociale e del senso di Comunit\u00e0. Fatti che, nel nostro caso, data la partecipazione attiva a tutte le manifestazioni e tradizioni ed alla loro buona riuscita, hanno dimostrato e stanno dimostrando l\u2019esatto contrario.<\/p>\n<p>Visto<br>\nil disegno di legge unificato per il sostegno e la valorizzazione dei Comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti e dei territori montani e rurali, presentato negli anni 2013-14 dai deputati Ermete Realacci e Patrizia Terzoni, firmato da parlamentari di tutti gli schieramenti ed ancora in discussione, dopo ripetuti rinvii, nelle competenti Commissioni della Camera;<\/p>\n<p>Vista<br>\nla \u201cStrategia Aree Interne\u201d del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica (istituito per promuovere e realizzare interventi volti al riequilibrio economico \u2013 sociale e allo sviluppo economico delle aree sottoutilizzate del Paese, in attuazione dell\u2019art. 119 della Costituzione), nei cui documenti di programmazione si afferma la necessit\u00e0 di investimento a lungo termine nelle Comunit\u00e0 locali e nella gestione associata delle attivit\u00e0 comunali secondo i modelli delle convenzioni oppure delle Unioni dei Comuni, in base ai principi di efficienza, efficacia ed economicit\u00e0.<\/p>\n<p>IL CONSIGLIO COMUNALE ESPRIME<\/p>\n<p>forte preoccupazione sul rinnovato interesse sul tema della fusione dei Comuni e sulla spinta centralistica che ne pu\u00f2 scaturire;<br>\ndissenso sull\u2019impostazione, di natura prettamente contabile \u2013 amministrativa e priva di ogni considerazione di altri valori, che caratterizza l\u2019approccio assunto su questo specifico tema e sulle asserite, ma non dimostrate, rilevanti economie che scaturirebbero da processi di fusione dissenso dovuto anche dalla sicura perdita di tutte le manifestazioni e tradizioni che caratterizzano le nostre Comunit\u00e0 e costituiscono la nostra identit\u00e0.<\/p>\n<p>AFFERMA<br>\nla centralit\u00e0 dei Comuni ed il valore delle autonomie comunali nei contesti economici, territoriali e sociali di riferimento; il valore del Comune come livello primario di cittadinanza, di partecipazione e di democrazia, e del sistema delle autonomie locali come fondamento dell\u2019assetto costituzionale della Repubblica Italiana; il rispetto dell\u2019art 5 della Costituzione della Repubblica Italiana che \u201c[\u2026] riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il pi\u00f9 ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell\u2019autonomia e del decentramento\u201d;<br>\nche ogni eventuale progetto di fusione tra Comuni debba essere considerato solo in via eccezionale;<br>\nla contrariet\u00e0 ad ogni legge o provvedimento che preveda l\u2019obbligo di fusioni o che la determinino nei fatti, attraverso ingiustificate e pretestuose disparit\u00e0 di trattamento tra i Comuni che intraprendono la strada delle fusioni e quelli che invece scelgono autonomamente quella delle convenzioni o delle Unioni dei Comuni;<br>\nla necessit\u00e0 di coniugare la tutela dell\u2019autonomia comunale con adeguate e coerenti politiche d\u2019area, tramite gli strumenti intercomunali che la legge mette a disposizione, promuovendo le funzioni associate volontarie con l\u2019obiettivo di favorire l\u2019uguaglianza tra i cittadini, l\u2019efficienza e l\u2019efficacia dei servizi pubblici e la programmazione territoriale, oltre che l\u2019economicit\u00e0.<\/p>\n<p>IMPEGNA<br>\nil Sindaco, la Giunta e le forze politiche presenti in Consiglio comunale a tenere alto il valore dell\u2019autonomia comunale messo in discussione dalle fusioni ed a promuovere il coinvolgimento di tutti i Comuni dell\u2019entroterra savonese al fine di adottare effettive politiche sovra comunali attraverso convenzioni o all\u2019interno delle Unioni dei Comuni purch\u00e9 volontarie e non imposte come strumenti principali per l\u2019esercizio associato di funzioni e la gestione associata dei servizi pubblici.<\/p>\n<p>INVITA<br>\nla Regione Liguria a supportare tali iniziative intercomunali, abbandonando eventuali progetti di fusioni imposte, di fatto o per legge, a Comuni che le rifiutino, ed a valorizzare ogni elemento di natura sociale, territoriale ed economica che caratterizza ogni singolo Comune, nonch\u00e9 a sostenere la rete dei piccoli Comuni.<\/p>\n<p>RIVOLGE<br>\nal Parlamento e al Governo un appello per un rapido iter approvativo del disegno di legge contenente \u201cMisure per il sostegno e la valorizzazione dei Comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti e dei territori montani e rurali nonch\u00e9 deleghe al Governo per la riforma del sistema di governo delle medesime aree e per I\u2019introduzione di sistemi di remunerazione dei servizi ambientali\u201d.<\/p>\n<p>DECIDE<br>\ndi inviare il presente ordine del giorno al Governo, ai Presidenti dei due rami del Parlamento, al Presidente della Regione Liguria, al Presidente del Consiglio Regionale, ad ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni italiani), ANCI Liguria, ANPCI (Associazione Nazionale Piccoli Comuni d\u2019Italia).<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Plodio. \u201cI sindaci dei piccoli Comuni delle valli Bormida ed Erro si sono riuniti per condividere la loro contrariet\u00e0 alla proposta di legge numero 3420 che prevede la fusione obbligatoria dei comuni sotto i 5000 abitanti. 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