{"id":315078,"date":"2016-03-22T15:23:00","date_gmt":"2016-03-22T14:23:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=315078"},"modified":"2016-03-22T15:23:00","modified_gmt":"2016-03-22T14:23:00","slug":"dal-23-al-28-di-marzo-a-laigueglia-le-piantine-di-capo-mele-in-mostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/03\/dal-23-al-28-di-marzo-a-laigueglia-le-piantine-di-capo-mele-in-mostra\/","title":{"rendered":"Dal 23 al 28 di marzo a Laigueglia &#8220;Le Piantine di Capo Mele&#8221; in mostra"},"content":{"rendered":"<p><strong>Laigueglia.<\/strong> L&#8217;Associazione Vecchia Laigueglia, con il contributo ed il patrocinio del Comune di Laigueglia, organizza presso l&#8217;ex Sanit\u00e0 Marittima di piazza Cavour una mostra su &#8220;Le piantine di Capo Mele&#8221;, a cura di Mario Ferrando. L&#8217;inaugurazione sar\u00e0 domani, mercoled\u00ec 23 marzo alle ore 18.00, e a seguire la cena-conferenza alle ore 20.00 presso il ristorante Pacan, sempre in piazza Cavour.<\/p>\n<p>&#8220;Forse sarebbe pi\u00f9 corretto titolare &#8216;Le piantine a Capo Mele&#8217; &#8211; dicono dall&#8217;associazione &#8211;\u00a0\u2028Perch\u00e9 in questa lingua di terra che si allunga nel nostro mare non cresce alcuna specie che non sia reperibile anche in altre zone della Liguria; ma data la conformazione del Capo, che varia dalla costa sabbiosa, alla roccia a strapiombo sul mare, alla gariga, a zone antropomorfizzate, passeggiando lungo i suoi sentieri oppure costeggiandolo con la barca, si possono ritrovare numerosi esemplari che sfruttano i diversi habitat per crescere e contribuire a cambiare la bellezza del paesaggio col mutare delle stagioni.\u2028 A poca distanza da dove frange l&#8217;onda cresce in abbondanza l&#8217;erba di San Pietro (Crithmum maritimum), pianta che ricerca i suoli impregnati di sale, diffuso dagli spruzzi del mare quando \u00e8 agitato; in tempi remoti \u00e8 stato cos\u00ec grandemente utilizzato per scopi alimentari da rischiare la scomparsa in alcune zone.\u2028La Barba di Giove (Anthyllis barba jovis) vive sulle rocce marine, un tempo assai diffusa mentre oggi sopravvive in pochi &#8220;santuari naturali&#8221;, \u00e8 un arbusto che tra aprile e maggio regala una fioritura in compatti capolini color giallo-zolfo e tutto l&#8217;anno offre lo spettacolo di preziose foglie argentate&#8221;.<\/p>\n<blockquote><p>L&#8217;Ecballium elaterium, una delle zucche di mare, \u00e8 curioso per le bacche che, una volta giunte a maturazione, letteralmente &#8220;sparano&#8221; fuori semi e polpa zuccherina al solo contatto con la scarpa.<br \/>\nNei sentieri sulla sommit\u00e0 si incontrano il mirto, l&#8217;erica arborea, l&#8217;erba dei frati (globularia alypum) &#8211; detta anche &#8220;Erba da fr\u00e9ve&#8221; per le propriet\u00e0 medicinali che un tempo venivano ricercate nelle sue radici &#8211; cespuglietto ramoso che ama i suoli aridi e le cui corolle azzurre sono tra le prime a fiorire, gi\u00e0 da dicembre, non appena le giornate riprendono ad allungare il periodo di luce.\u2028I Cisti quando la flora primaverile lascia il posto a quella estiva danno vita ad uno spettacolo tanto appariscente quanto effimero, con i loro fiori che si schiudono alla mattina ancora &#8220;spiegazzati&#8221; e spesso durano solo il tempo di un giorno.\u2028I corbezzoli sono caratteristici per i loro frutti rossi, i fiori bianchi e le foglie verdi che &#8211; come ci insegnavano i maestri alle elementari &#8211; ricordano i colori nazionali; il lentisco ed il ginepro a fianco alla via ci guidano con demarcazioni spesso difficilmente valicabili. La Barlia Robertiana \u00e8 la pi\u00f9 precoce delle orchidee nella fioritura; la possiamo trovare in abbondanza negli incolti collinari, vistosa e robusta con i suoi fiori viola-rossastro.\u2028I perpetuini profumati (Helichrysum italicum) devono il loro nome oltre che all&#8217;intenso e piacevole profumo di liquirizia che ne anticipa spesso il ritrovamento, all&#8217;abitudine di confezionarli in mazzetti secchi che mantengono il loro colore naturale anche dopo la completa essicazione.\u2028Ed a primavera non \u00e8 infrequente imbattersi in qualche signora che, districandosi tra le fastidiose spine della Smilax Aspera &#8220;strappabraghe&#8221;, trascorre qualche ora di svago alla ricerca di asparagi selvatici, i cui germogli vengono ancora oggi raccolti nelle campagne e nei luoghi incolti per farne ottimi risotti, frittate e minestre.\u2028Nella mostra si trovano una trentina di piante, volutamente ho rappresentato le pi\u00f9 comuni, quelle in cui \u00e8 pi\u00f9 facile imbattersi durante le escursioni.\u2028Per rappresentarle ho utilizzato la scannerizzazione; si possono in tal modo osservare gli esemplari a dimensione reale, sono rimasti cos\u00ec come appena raccolti, senza la pretesa di una composizione esteticamente bella o artistica. Un erbario virtuale che, se pur non possiede il fascino di quelli pi\u00f9 rari e preziosi dei vecchi monaci, non secca e non si frantuma e con il quale ci si pu\u00f2 divertire a riconoscere quelle piante che un tempo erano ben note ai pi\u00f9, magari con nomi comuni spesso personalizzati e differenti da zona a zona; un&#8217;occasione per ritrovare il desiderio di guardarsi attorno durante le passeggiate per scoprire il bello anche tra i nostri passi.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Laigueglia. L&#8217;Associazione Vecchia Laigueglia, con il contributo ed il patrocinio del Comune di Laigueglia, organizza presso l&#8217;ex Sanit\u00e0 Marittima di piazza Cavour una mostra su &#8220;Le piantine di Capo Mele&#8221;, a cura di Mario Ferrando. 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