{"id":311834,"date":"2016-02-05T19:08:31","date_gmt":"2016-02-05T18:08:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=311834"},"modified":"2016-02-05T16:13:47","modified_gmt":"2016-02-05T15:13:47","slug":"nicolick-sulla-giornata-del-ricordo-io-non-dimentico-e-non-voglio-dimenticare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/02\/nicolick-sulla-giornata-del-ricordo-io-non-dimentico-e-non-voglio-dimenticare\/","title":{"rendered":"Nicolick sulla Giornata del Ricordo: &#8220;Io non dimentico e non voglio dimenticare&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il 10 gennaio \u00e8 una ricorrenza importante e per chi l\u2019ha vissuta, ancora molto dolorosa: parlo della Giornata del Ricordo, festa nazionale Italiana, istituita con la Legge 30 marzo 2004, per ricordare tutte le Vittime degli eccidi nelle foibe e l\u2019esodo Giuliano \u2013 Dalmata.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_263\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_263\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_263').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_263\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Dal 1943 al 1947 a Trieste, a Gorizia e in Istria ci fu un vero genocidio, migliaia di Cittadini Italiani furono assassinati con ferocia e crudelt\u00e0, per mano dei partigiani comunisti e delle truppe Jugoslave comandate da Josip Broz, meglio noto come il Maresciallo Tito. Venne attuata una pulizia etnica da fare invidia, per metodi e spietatezza, ai Nazisti. Torture e violenze di ogni tipo, su donne, bambini, vecchi e adulti, militari del Regio Esercito Italiano, Carabinieri, Finanzieri, colpevoli solo di essere Italiani. Tutto l\u2019apparato sociale venne disarticolato e annientato, maestri, medici, impiegati, funzionari, commercianti solo perch\u00e9 Italiani furono prelevati e infoibati a centinaia. I camion facevano la spola tra le citt\u00e0 e i paesi e le alture dove c\u2019erano queste buche che venivano colmati di corpi. Il vertice degli infoibamenti, si ebbe nel 1945, con con lo sbandamento delle formazioni armate Repubblichine che comunque difendevano i civili Italiani dagli attacchi dei Titini, appartenenti al famigerato IX Corpus, che agivano manifestando un odio di carattere etnico \u2013 ideologico.<\/p>\n<p>Le persecuzioni anti Italiane continuarono, violentissime e sanguinarie, sino al 1947, per eliminare fisicamente ogni Italiano dalla futura Grande Jugoslava, che era all\u2019epoca, organica al blocco sovietico. Il metodo era il terrore che veniva creato attraverso la eliminazione fisica degli Italiani, anche comunisti ma soprattutto Italiani. Il sistema usato era quello delle foibe, cavit\u00e0 carsiche di origine naturale con un ingresso a strapiombo. \u00c8 in quelle voragini dell\u2019Istria, che fra il 1943 e il 1947 furono gettati, sia morti che vivi, quasi ventimila italiani. La prassi era questa: i partigiani e i miliziani Titini, rastrellavano nella notte, nei centri abitati gli Italiani, dopo averli picchiati, torturati e depredati, li conducevano in fila indiana, verso le foibe che erano sulle alture circostanti, dopo avergli legato i polsi dietro la schiena con del filo di ferro formando una catena umana. Dopo sofferenze inenarrabili arrivati all\u2019imbocco della foiba, sparavano ai primi della fila che precipitavano in basso nel precipizio, trascinando con s\u00e9 tutti gli altri. Le foibe erano profonde da un minimo di venti sino ad alcune centinaia di metri. Non c\u2019era scampo per gli sventurati.<\/p>\n<p>Dopo, uno dei boia gettava una bomba a mano nell\u2019orrido per finire eventuali superstiti e come gesto scaramantico gettavano una carogna di un cane nero, per fare la guardia e impedire alle anime dei morti di risalire a perseguitare gli assassini. Pochissimi furono quelli che riuscirono a salvarsi, ma qualcuno ci riusc\u00ec e raccont\u00f2 quello che era accaduto. Anche numerosi partigiani Italiani anche comunisti, furono eliminati nello stesso modo. In periodi diversi, le foibe , furono esplorate , ove possibile, per dare una cristiana sepoltura a questi poveri resti, sul fondo di esse furono trovati moltissimi resti di persone , morte fra atroci sofferenze nel buio di questi precipizi. Nel febbraio del 47 , fu ratificato tra Italia e Jugoslavia il trattato di pace: Istria e Dalmazia vengono cedute ufficialmente alla Jugoslavia. Le stragi potrebbero continuare e non arrestarsi pi\u00f9. L\u2019alternativa alla morte fisica \u00e8 la morte civile : sottomettersi agli Slavi e rinunciare a qualsiasi identit\u00e0 Italiana, alla propria lingua, alle proprie tradizioni, alla propria fede.<\/p>\n<p>Dopo la strage di Vergarolla dell\u2019agosto 1946, che caus\u00f2 80 morti e centinaia di feriti tra la popolazione Italiana di Pola, quasi mezzo milione di Italiani scelgono di fuggono in Italia, da questi territori e soprattutto dal terrore creato dai Titini. Questi esuli scelgono di abbandonare in mano Jugoslava, tutto : case, soldi, terreni, lavoro, aziende pur di rimanere Italiani. Tutti i loro beni vengono requisiti dalla Jugoslavia, come i Nazisti fecero con gli Ebrei. La cosa vergognosa fu il trattamento che il PCI adott\u00f2 verso questa immane tragedia, i treni con a bordo gli esuli attraversando le stazioni del Nord Italia, furono accolti da turbe di militanti comunisti con bandiere rosse che li insultarono ferocemente, arrivando al punto di sputargli addosso e gridando loro \u201cfascisti, boia, criminali, banditi, delinquenti\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019Unit\u00e0 del novembre 1946 scriveva \u201d Non riusciremo mai a considerare aventi diritto ad asilo coloro che si sono riversati nelle nostre grandi citt\u00e0. Non sotto la spinta del nemico incalzante, ma impauriti dall\u2019alito di libert\u00e0 che precedeva o coincideva con l\u2019avanzata degli eserciti liberatori. I gerarchi, i briganti neri, i profittatori che hanno trovato rifugio nelle citt\u00e0 e vi sperperano le ricchezze rapinate e forniscono reclute alla delinquenza comune, non meritano davvero la nostra solidariet\u00e0 n\u00e9 hanno diritto a rubarci pane e spazio che sono gi\u00e0 cos\u00ec scarsi\u201d. Non solo i Comunisti Italiani ebbero comportamenti odiosi , anche la classe dirigente della DC non diede la necessaria rilevanza a questo esodo e non approfond\u00ec le atrocit\u00e0 delle foibe. I profughi furono rinchiusi in vecchie strutture dismesse come caserme, scuole e quant\u2019altro, in una promiscuit\u00e0 incredibile. Alcuni si suicidarono, altri si ammalarono, altri ancora iniziarono a bere ma molti sopravvissero per testimoniare il loro tormento e l\u2019ingiustizia che subirono, prima dagli Slavi e poi nella patria che li accolse con intolleranza. Per quasi cinquanta anni , un colpevole silenzio copr\u00ec in Italia questa spaventosa vicenda che grida vendetta a distanza di tanti anni e che \u00e8 ben presente nella mente e nell\u2019anima di chi sub\u00ec questa pulizia etnica.<\/p>\n<p>Il 10 febbraio del 2005 il Parlamento Italiano, dopo tante esitazioni e tentennamenti, ha dedicato la giornata del ricordo ai morti nelle foibe e ai profughi Istriani e Dalmati.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tanto ci volle perch\u00e9 un minimo di umana giustizia venisse concessa a questa popolazione Italiana a tutti gli effetti che visse una cos\u00ec grande tragedia.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Roberto Nicolick<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 10 gennaio \u00e8 una ricorrenza importante e per chi l\u2019ha vissuta, ancora molto dolorosa: parlo della Giornata del Ricordo, festa nazionale Italiana, istituita con la Legge 30 marzo 2004, per ricordare tutte le Vittime degli eccidi nelle foibe e l\u2019esodo Giuliano \u2013 Dalmata. 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