{"id":309824,"date":"2016-01-07T07:52:12","date_gmt":"2016-01-07T06:52:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=309824"},"modified":"2016-01-07T07:52:12","modified_gmt":"2016-01-07T06:52:12","slug":"lo-sfogo-di-saffioti-limet-meno-danni-le-meteo-bufale-che-i-siluri-siberiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/01\/lo-sfogo-di-saffioti-limet-meno-danni-le-meteo-bufale-che-i-siluri-siberiani\/","title":{"rendered":"Lo sfogo di Saffioti (Limet): &#8220;Meno danni le meteo-bufale che i siluri siberiani&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong>\u00a0&#8220;Ho taciuto per molto tempo, nonostante le pressioni, nonostante le idiozie, nonostante un sistema che, come temevo, ha intrapreso la strada peggiore delle tante percorribili. Ho taciuto su queste pagine, ho taciuto in nome di una Associazione che dovrebbe occuparsi solo ed esclusivamente di meteorologia ma che periodicamente \u00e8 costretta e mettere il dito nella piaga, dentro un sistema che, nonostante tutto e nonostante l&#8217;evidenza non vuole cambiare&#8221;.<strong> Inizia cos\u00ec il lungo intervento-sfogo di Gianfranco Saffioti, presidente di Limet, che ogni giorni informa i liguri sulle condizioni meteo della nostra regione.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Ho taciuto qui, ma ho cominciato a parlare nelle aule di tribunale, dove la verit\u00e0, una volta tanto, spero emerga in tutta la sua brutalit\u00e0, <strong>perch\u00e9 di brutalit\u00e0 si tratta quando un sistema, deputato alla salvaguardia della nostra incolumit\u00e0,<\/strong> pone come suo massimo e primario obiettivo salvaguardare se stesso dagli errori e dalle proprie responsabilit\u00e0 &#8211; scrive Saffioti \u00a0&#8211;\u00a0<strong>Ho taciuto anche e soprattutto riguardo il forsennato e scriteriato impazzire delle meteo-bufale di fantomatici siti specializzati, intenti, come le leggi di mercato impongono, a veicolare quanti pi\u00f9 click possibili alle loro pagine piuttosto che offrire una corretta informazione meteorologica&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ancora il presidente di Limet: &#8220;Ed \u00e8 cos\u00ec che del tanto atteso e temuto &#8220;missile siberiano&#8221; previsto per il ponte dell&#8217;Immacolata credo se ne sia persa ogni traccia, sebbene sia arrivata anche la prima (neppure tanta) neve sulle Alpi e qualche spruzzata qua e l\u00e0 anche in Pianura Padana<\/strong> a ricordarci che siamo a Gennaio, statisticamente il mese pi\u00f9 freddo e forse nevoso dell&#8217;anno. \u00a0Tuttavia continuo a leggere e a sorridere, convinto non solo che non siano le meteo-bufale il male peggiore per la stragrande maggioranza dei cittadini ignoranti (nel senso pi\u00f9 letterale del termine), ma che si tratti di un tumore nato, ne sono certo, di riflesso e in risposta ad un servizio meteo nazionale inefficiente e lontano anni luce dalle vere esigenze della gente.\u00a0Ed \u00e8 purtroppo naturale che, in mancanza di una vera e funzionale comunicazione meteorologica ufficiale, si crei un vuoto che, chi per denaro (leggasi meteo-bufale), chi per senso civico e costruttivo (leggasi Limet), cerca di colmare secondo i propri obiettivi&#8221;.<\/p>\n<p>Il presidente di Limet dice di aver &#8220;taciuto in attesa di scoprire quale direzione e quali decisioni venissero prese dalla nuova giunta regionale, di colore certamente opposto alla precedente, ma certamente attenta alle mosse di una magistratura che, se nel 2010 (ricordiamo l&#8217;alluvione di Varazze e Sestri Ponente) non era ancora avvezza a precise dinamiche meteo-climatiche e a certe &#8220;bruttezze&#8221; burocratiche da paleolitico ha certamente maturato e affinato una conoscenza e una coscienza tale da non farsi imbavagliare da tecnicismi e relazioni ad hoc di scarsa comprensione e poco utili alla causa&#8221;.<\/p>\n<p>Altra analisi: &#8220;Sino a quasi un anno fa sostenevo la tesi che i Centri Funzionali Regionali dovessero essere riformati dalla radice, e ritenevo le loro funzioni e la gestione delle allerte, cos\u00ec come esercitate sino ad oggi, un danno troppo pesante per un paese che vive nel costante rischio idro-geologico dalle Alpi sino alla Sicilia&#8221;.<\/p>\n<p><strong>E non mancano &#8220;bordate&#8221; alla Protezione Civile: &#8220;Brava, anzi bravissima negli interventi post-calamitosi, molto meno brava nel compito di gestire, insieme alle Arpa regionali,<\/strong> la previsione, la prevenzione, il monitoraggio e la sorveglianza in tempo reale degli eventi meteorologici di una certa rilevanza.\u00a0E ho letto indignazione, sollevamento di coscienze di professori, di laureati e politici scagliarsi contro la nostra Associazione rea, secondo loro, di non comprendere la natura politica, amministrativa e burocratica di certi meccanismi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>A distanza di qualche mese, dopo aver dato il tempo alla nuova giunta di sistemarsi, e alle nuove (terrificanti) normative sulla gestione delle allerte di essere recepite, Saffioti sente il dovere di continuare ad affermare che &#8220;la strada intrapresa \u00e8 letteralmente in totale contraddizione<\/strong> con ci\u00f2 che serve realmente al cittadino e alle amministrazioni locali perch\u00e9 possano gestire un evento meteorologico estremo nel migliore dei modi.\u00a0Sapevo che avremmo vissuto una nuova era, in realt\u00e0 gi\u00e0 iniziata dopo il 9 di ottobre del 2014, in cui si sarebbe innalzata l&#8217;asticella delle allerte a livelli altissimi&#8230; che avremmo vissuto in perenne stato di allerta, le solite allerte spalmate su zone cos\u00ec vaste che molto spesso, come accaduto anche il 2 di gennaio di quest&#8217;anno, coincidono addirittura con la totalit\u00e0 del territorio ligure.\u00a0Da un punto di vista previsionale non vi \u00e8 mai stato, e continua a latitare, il bench\u00e9 minimo sforzo per elaborare una previsione che non sia sempre generalizzata e che non tenga praticamente mai conto delle particolari diversit\u00e0 microclimatiche della nostra terra. Previsioni superficiali, volutamente poco dettagliate, praticamente inutili nella stragrande maggioranza dei giorni dell&#8217;anno, che diventano un boomerang in caso di situazioni potenzialmente pericolose perch\u00e9 spalmano, inevitabilmente, un rischio idrogeologico su un territorio troppo vasto per conquistare quella credibilit\u00e0 di cui avrebbero invece bisogno.\u00a0E diventa davvero difficile poter commentare il nuovo sistema a colori delle allerte, che avrebbe dovuto semplificare la ricezione del pericolo da parte del cittadino e che invece l&#8217;ha ulteriormente complicata. <strong>Non esiste l&#8217;allerta rossa per temporali, ma esiste l&#8217;allerta rossa per piogge diffuse&#8230; e da quando, di grazia, le piogge diffuse hanno mai creato problemi alla nostra terra?<\/strong> E il 4 novembre del 2011 non si trattava di un temporale autorigenerante, certamente potente, ma di limitatissima dimensione ed estensione e dagli effetti molto localizzati?\u00a0A leggere il nuovo codice delle allerte trovo davvero molta difficolt\u00e0 a dare il colore pi\u00f9 appropriato in caso si ripresentasse uno scenario simile a quello, ad esempio, del 4 novembre del 2011, o a quello, ancor pi\u00f9 limitato, del 4 ottobre del 2010.\u00a0<strong>Se poi si emana un&#8217;allerta gialla, spalmata su tutta la regione, il 2 di gennaio, per il transito di un fronte perturbato che non aveva nessuna caratteristica che potesse far presagire gli scenari previsti da tale allerta,<\/strong> non si pu\u00f2 certamente pensare di ottenere la qualsivoglia credibilit\u00e0 o collaborazione dei cittadini che, ovviamente spaesati e decisamente increduli, continueranno a cercare e a trovare altrove fonti di informazione pi\u00f9 attente e puntuali.\u00a0Ho fatto fatica anch&#8217;io a comprendere la scala, la modalit\u00e0 e il meccanismo con cui dovrebbero essere applicati i colori delle allerte, concetti ancora incomprensibili e che, come diciamo da tempo, non servono praticamente mai ad innescare, dove realmente accade qualcosa di potenzialmente pericoloso, quelle contro misure di prevenzione e protezione che, cittadini e amministrazioni locali, dovrebbero assumere per limitare i danni sebbene non esista e non potr\u00e0 mai esistere il rischio zero, soprattutto in un paese come il nostro, Liguria inclusa, dove i piani urbanistici hanno da sempre prevaricato anche il semplice buon senso&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Bordate anche ai politici: &#8220;Mettiamoci l&#8217;anima in pace, e si facciano coraggio le singole amministrazioni locali, oltre 8000 comuni lasciati in balia di un sistema di allertamento sempre pi\u00f9 incline a mettere al riparo i singoli enti regionali, politici compresi,<\/strong> da qualsivoglia responsabilit\u00e0, e lasciare migliaia di piccole e grandi amministrazioni locali, senza uomini, senza competenze, senza strumenti ad affrontare eventi atmosferici e a prendere decisioni rapide ed efficaci a salvaguardia anche della vita delle persone con in mano una palla di vetro e un bollettino ufficiale, magari del giorno prima, accademico, scientificamente perfetto, ma certamente poco efficace in termini di intervento quando ad una allerta spalmata su centinaia di comuni dovrebbe seguire un monitoraggio attento, puntuale, preciso e accompagnato da un feedback altrettanto attento, puntuale e preciso da parte di tecnici ed esperti in grado di dare le indicazioni migliori a coloro che devono prendere decisioni difficili, a volte impopolari, ma necessarie e tempestive.\u00a0Ho letto di pluviometri che la regione vorrebbe donare ai singoli comuni, un altro passo verso la deresponsabilizzazione del <strong>Centro Funzionale Regionale<\/strong> alla quale manteniamo una ricchissima rete di monitoraggio che mai \u00e8 servita per lanciare l&#8217;allarme (leggete bene, ho detto allarme e non allerta) in tempo utile a chi, sul campo, avrebbe dovuto intervenire. Pensate al comune di Varazze, solo per fare un esempio, che in piena allerta massima, il 3 novembre del 2011, a un anno esatto dalla terribile alluvione che colp\u00ec la splendida cittadina rivierasca, aveva l&#8217;ufficio presieduto da persone a cui Limet dovette spiegare come guardare il radar delle piogge e seguire l&#8217;andamento della pioggia attraverso le centraline della nostra rete.\u00a0<strong>Questo \u00e8 lo stato in cui versano i comuni, cittadini compresi, che pagano un ente centrale, che dovrebbe rappresentare il cuore pulsante della meteorologia di ogni singola regione, ma che invece \u00e8 il solito ente politicizzato in cui lavorano persone, a volte pagate anche male, che, inghiottite nella macchina infernale burocratica,<\/strong> amministrativa e politica, credono che la soluzione del problema alberghi nella creazione di una casta che possa regolamentare chi pu\u00f2 e chi non pu\u00f2 trattare la meteorologia come fosse cosa sua, mentre in realt\u00e0 sta solo ed esclusivamente pensando a salvaguardare il proprio posto di lavoro.\u00a0E allora, come ho sempre sostenuto, per vivere ogni perturbazione in stato di allerta, creando un danno intrinseco e irreversibile nella ricettivit\u00e0 e nella credibilit\u00e0 sia dei cittadini sia dei singoli comuni, molto meglio chiudere quell&#8217;apparato grottesco, costoso e inutile all&#8217;occorrenza e lasciare che comuni e singoli cittadini, come stanno gi\u00e0 facendo da tempo, siano costretti ad organizzarsi da soli.\u00a0Non conosco personalmente il nuovo assessore alla Protezione Civile regionale, ma vorrei comunque dargli un consiglio, spassionato e quasi affettuoso&#8230; non se ne abbia a male come altri prima di lei,<strong> noi di Limet non siamo nemici, si ricordi che quante pi\u00f9 persone raggiungiamo e informiamo in tempo reale delle condizioni meteo quanto pi\u00f9 abbassiamo il rischio di danni a cose e a persone.<\/strong> In fondo facciamo quello che dovreste fare voi, e ci mettiamo pure la firma e la faccia&#8230; lo sanno i mezzi di comunicazione, lo sa la procura, lo sanno i cittadini.\u00a0Dica ai suoi previsori che hanno tutta la mia stima, perch\u00e9 io, al loro posto, sarei gi\u00e0 fuggito&#8230;<strong> la meteorologia \u00e8 scienza, \u00e8 osservazione, \u00e8 fiutare, \u00e8 osservare, \u00e8 condividere, \u00e8 percepire, \u00e8 analizzare, \u00e8 prevedere&#8230; ed \u00e8 anche sbagliare, ma non pu\u00f2 essere e non potr\u00e0 mai essere un affare politico.\u00a0Fanno molti meno danni le meteo-bufale dei siluri siberiani, dia retta a me&#8221;<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ogni stato di allerta crea un danno intrinseco e irreversibile nella ricettivit\u00e0 e nella credibilit\u00e0 di cittadini e Comuni&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":12291,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[42023,677],"class_list":["post-309824","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-limet","tag-protezione-civile","post_cat_citta-genova","post_tag_personaggi-gianfranco-saffioti"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/309824","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12291"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=309824"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/309824\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=309824"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=309824"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=309824"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}