{"id":309769,"date":"2016-01-05T18:51:42","date_gmt":"2016-01-05T17:51:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=309769"},"modified":"2016-01-05T19:27:18","modified_gmt":"2016-01-05T18:27:18","slug":"omicidi-savonesi-roberto-nicolick-racconta-il-delitto-di-giuseppe-cristino-cutlin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2016\/01\/omicidi-savonesi-roberto-nicolick-racconta-il-delitto-di-giuseppe-cristino-cutlin\/","title":{"rendered":"Omicidi savonesi: Roberto Nicolick racconta il delitto di Giuseppe Cristino, &#8220;Cutlin&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Cairo M.<\/strong> Ancora un contributo di Roberto Nicolick tra i delitti pi\u00f9 efferati che hanno insanguinato la provincia di Savona negli ultimi anni. Questa volta lo scrittore ci riporta al 1 gennaio 1976, giorno dell\u2019omicidio di Giuseppe Cristino \u201cCutlin\u201d, avvenuto a Cairo Montenotte.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_335\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_335\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><em>Francesco Giuseppe Cristino di anni 77 detto Cutlin, \u00e8 un agricoltore, abita una sperduta cascina del basso Piemonte, tra la Valle Bormida e le Langhe in localit\u00e0 Monte Cerchio del Carretto. Il suo corpo sar\u00e0 trovato con il cranio devastato da numerosi fendenti di una scure, abbandonata con la lama sporca di sangue, a poca distanza dal cadavere. La vittima verr\u00e0 trovata da un operaio di passaggio,Aldo Bozzolasco di Cengio, steso bocconi nel cortile di casa a pochi metri dalla porta di ingresso, accanto a due pozze di sangue, il che fa supporre che la vittima nonostante gravemente ferita abbia tentato di rifugiarsi in casa.<\/em><\/p>\n<p><em>Le ferite sono molto profonde e hanno determinato forti emorragie, shock traumatici, si accerta che la morte che deve essere avvenuta tra il 31 dicembre e il primo gennaio 1976. Il contadino viveva da solo, in un casale raggiungibile dopo una mezzoretta di cammino dalla strada provinciale, non aveva amicizie, faceva una vita solitaria e tranquilla, dedita solo ed unicamente al lavoro dei campi che svolgeva autonomamente, pur avendo cinque figli, 4 maschi ed una femmina. Campava con una piccola pensione, con i frutti della terra che coltivava e con il taglio del bosco. Scandagliando nella vita privata della vittima, da alcune voci di paese, si apprende che avrebbe avuto un figlio illegittimo da una contadina della zona con cui intrattenne una relazione adulterina, questa donna sarebbe deceduto qualche giorno fa e il figlio naturale avrebbe ora 23 anni.<\/em><\/p>\n<p><em>Nelle tasche della vittima c\u2019erano 15 mila lire in biglietti da mille e nella casa centomila lire, inoltre quel giorno Cristino avrebbe concluso una vendita di una partita di legname pagata con un assegno di 24 mila lire. Secondo gli inquirenti il Cristino, il giorno della sua morte, avrebbe ricevuto una persona, conosciuta, all\u2019interno della casa, con cui \u00e8 nata una lite, degenerata in una violenta colluttazione, proseguita fuori dal casolare e culminata con una prima serie di colpi di scure al cranio. Bench\u00e9 gravemente ferito, il contadino avrebbe tentato di rientrare in casa, ma l\u2019assassino non gli avrebbe dato tregua, inseguendolo dentro, dove lo avrebbe ulteriormente colpito, finendolo. Anche l\u2019aggressore \u00e8 rimasto ferito, lo prova una traccia di sangue che parte dal cortile e prosegue per un sentiero, allontanandosi dalla casa. Tutta la zona attorno alla abitazione viene attentamente rastrellata alla ricerca di indizi che possano aiutare gli inquirenti. Nessuno ha assistito al delitto e si tratta di una azione di impeto e non una rapina finita male.<\/em><\/p>\n<p><em>Le indagini dei Carabinieri proseguirono , furono interrogati i congiunti della vittima, in particolar modo la figlia Elvira, sposata con un contadino di 50 anni, Cesare Bellino, e il loro figlio Elvio ventunenne e l\u2019altra figlia di 12 anni, inoltre fu sentito un muratore che precedentemente risiedeva a poca distanza dalla cascina e che avrebbe avuto con la vittima frequenti contrasti e litigi per motivi di confine, inoltre questa persona sarebbe stato al corrente delle abitudini del contadino. Nei giorni successivi fu fermato ed indagato per falsa testimonianza un contadino, tale Tommaso Pregliasco, che transit\u00f2 per ben due volte, alle 16 e alle 18 del 31 dicembre, a pochi metri dalla porta di ingresso della cascina e stranamente afferm\u00f2 di non avere notato nulla di anomalo.<\/em><\/p>\n<p><em>Uno dei figli dell\u2019ucciso, Domenico, non esit\u00f2 ad accusare dell\u2019omicidio il marito della sorella, Cesare Bellino. La moglie, interrogata, conferm\u00f2 la sua dichiarazione. In buona sostanza Elvira e Domenico affermarono davanti ai Carabinieri, che Cesare aveva dell\u2019astio nei confronti del suocero. Qualche tempo prima Cesare abitava con la moglie, nella cascina dello suocero, il quale lo aveva sfrattato dalla casa, costringendolo ad abitare in un casolare in localit\u00e0 Carretto dove viveva stentatamente coltivando un piccolo appezzamento di terreno. Il vecchio contadino aveva una simpatia per uno dei figli di Cesare, che non era suo figlio naturale ma di un precedente matrimonio della moglie. Elvira e Domenico, avrebbero sentito testualmente Cesare sostenere di essere andato presso la cascina di Monte Cerchio e di \u201caver fatto fuori il vecchio\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Bastarono queste dichiarazioni per fermare e indagare il presunto omicida e rinviarlo a giudizio per omicidio volontario, dopo 18 giorni di indagini. Il processo si svolse in Corte di assise a Savona. Ma nel corso del processo, l\u2019imputato che apparentemente non sembrava un individuo particolarmente pericoloso ma al contrario dimesso e frastornato, dimostr\u00f2 di aver passato la giornata e la notte lontano dalla cascina dove avvenne l\u2019omicidio. Tutti i testimoni dell\u2019accusa, Elvira e Domenico Cristino, ritrattarono le accuse fatte nella fase dell\u2019istruttoria, scagionando praticamente l\u2019imputato, la prima perch\u00e9 afferm\u00f2 che temeva per la vita dei suo figli e il secondo affermando di avere una salute talmente malferma da non essere sicuro di aver capito bene le confidenze dell\u2019imputato. In base a queste ritrattazioni Cesare Bellino fu prosciolto dall\u2019accusa. A tutt\u2019oggi anche questo omicidio \u00e8 impunito.<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Roberto Nicolick<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cairo M. Ancora un contributo di Roberto Nicolick tra i delitti pi\u00f9 efferati che hanno insanguinato la provincia di Savona negli ultimi anni. 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