{"id":309013,"date":"2015-12-23T07:30:54","date_gmt":"2015-12-23T06:30:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=309013"},"modified":"2015-12-22T19:24:40","modified_gmt":"2015-12-22T18:24:40","slug":"omicidi-irrisolti-giustenice-uccise-tre-persone-per-una-stradina-da-deviare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/12\/omicidi-irrisolti-giustenice-uccise-tre-persone-per-una-stradina-da-deviare\/","title":{"rendered":"&#8220;Omicidi irrisolti&#8221;: Giustenice, uccise tre persone per una stradina da deviare"},"content":{"rendered":"<p>Continua il viaggio \u201cin giallo\u201d nel passato della nostra provincia, con\u00a0gli \u201comicidi savonesi\u201d rimasti irrisolti nell\u2019ultimo secolo. Questa volta <strong>Roberto Nicolick<\/strong> racconta la storia di un triplice omicidio avvenuto a Giustenice il 29 giugno 1991: le vittime furono Angelo Vitali (47 anni), Magda Milanese (51) e Giovanni Corongiu (35).<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_946\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_946\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><em>Questa strage \u00e8 avvenuta per le solite, piccole, discussioni che nascono tra proprietari di terreni e case confinanti, liti all\u2019inizio non di grande rilievo, ma che col tempo e con la scarsa disponibilit\u00e0 a mediare portano, come in questo caso ad una escalation di violenza cieca da una sola parte, che tende a sopraffare la controparte.<\/em><\/p>\n<p><em>Il fatto accade a Giustenice, un piccolo comune, montano, sparso sul territorio, della Provincia di Savona, che non supera i 900 abitanti, l\u2019economia \u00e8 prevalentemente agricola. Salvatore Boasso di anni 61, che in passato ha fatto il guardiacaccia \u00e8 proprietario di alcuni terreni, in quella zona, dove sono sorte delle case agricole. Ne vende una , Villa Alice, ad una famiglia proveniente dalla provincia di Genova, i Vitali, nella persona di Angelo un imprenditore che gestiva la GEFI, una immobiliare di Savona, e della stessa moglie Magda Milanese, titolare della COMITER una societ\u00e0 che commercializzava lavori di oreficeria, la coppia ha una figlia di 23 anni, Luisella. Si tratta di una famiglia tranquilla e per bene che cercano una casa immersa nel verde e lontano dal traffico cittadino.<\/em><\/p>\n<p><em>Tra Boasso e i Vitali, nasce una controversia in merito ad una stradina che passa davanti a Villa Alice, strada che veniva utilizzata dal Boasso per raggiungere i campi da coltivare e che i Vitali volevano deviare per poter liberare dei cani di grossa taglia da guardia, nel terreno prospiciente la casa. La contesa andava avanti da tempo e contribuiva ad esacerbare gli animi. In particolare chi era maggiormente polemico e scarsamente incline a mediare, erano i due capifamiglia: Salvatore Boasso e Angelo Vitali.<\/em><\/p>\n<p><em>Nella serata sabato 29 giugno 1991, dopo tutta una serie di contrasti sempre pi\u00f9 estremizzanti, Salvatore con il figlio Bruno di 29 anni mentre transita alla guida di un motocarro sulla stradina sfiora rischiando di travolgere il Vitali, con cui iniziano a litigare, i Carabinieri chiamati non possono intervenire, perch\u00e9 impegnati in un altro intervento di maggiore rilevanza, se fossero intervenuti, molto probabilmente con la loro semplice presenza avrebbero scongiurato il seguito della lite.<\/em><\/p>\n<p><em>Secondo la testimonianza della figlia, Luisella Vitali, unica superstite della strage, il Boasso perso il controllo stava per colpire con un bastone il Vitali alle spalle, lei corre in difesa del padre e inizia una colluttazione con l\u2019aggressore, nel corso di questo scontro il parabrezza del motocarro, viene colpito da un\u2019asse e va in frantumi. Mentre il giovane Bruno Boasso continua a discutere con i Vitali, suo padre, Salvatore, si allontana per raggiungere la sua abitazione, e torna in auto, questa volta armato di una doppietta caricata a pallettoni.<\/em><\/p>\n<p><em>Da quel momento inizia la follia: urlando punta l\u2019arma e spara a Luisella, la figlia di 23 anni studentessa universitaria che crolla a terra, gravemente ferita, lei si finge morta, da terra riesce a seguire con lo sguardo tutta la strage. Vede il Boasso che spara altri colpi in rapida successione, ai suoi genitori che cadono a terra in una pozza di sangue rantolando, l\u2019assassino quindi punta l\u2019arma contro Corongiu, il fattore che era presente per sedare la lite, e lo colpisce prima alle gambe e poi lo finisce con un\u2019altra scarica. Quindi Boasso spara un\u2019altra fucilata agli arti inferiori di Luisella, che continua a fingersi morta, trattenendo il respiro tra atroci dolori. Poi l\u2019ex guardiacaccia spara tre colpi contro la porta della villa dei Vitali, si affaccia all\u2019interno, ma non scorge nessuno e torna a casa con il figlio Bruno, che comunque non ha fatto nulla per fermare la follia omicida del padre. Salvatore non sa che dentro, nascoste, ci sono due donne, paralizzate dal terrore, Donatella una amica di Luisella, e la nonna dei Vitali.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando arrivano i Carabinieri trovano la carneficina, tre morti, Angelo e Magda Vitali, Corongiu il fattore e una ragazza poco pi\u00f9 che ventenne, Luisella devastata in pi\u00f9 punti del suo giovane corpo e che dovr\u00e0 subire decine di interventi chirurgici, al fegato, ai polmoni e alla milza. Questa ragazza non dimenticher\u00e0 mai quello che ha subito e soprattutto quello che da terra ha dovuto vedere: i suoi genitori e il suo fattore sterminati a colpi di pallettone.<\/em><\/p>\n<p><em>I carabinieri si recano allora, alla abitazione del pluriomicida e non senza fatica lo convincono a consegnarsi. Verr\u00e0 rinviato a per giudizio per omicidio plurimo, assieme al figlio Bruno per concorso morale. Nel corso dei processi in Corte di assise e in Appello sino alla Cassazione, Boasso non dimostrer\u00e0 pentimento, tanto che i suoi legali tenteranno la carta della infermit\u00e0 mentale. Nell\u2019ottobre del 93, la Suprema Corte di Cassazione confermer\u00e0 la pena dell\u2019ergastolo per Salvatore Boasso, detenuto presso il carcere di Prato mentre il figlio inizialmente indagato anch\u2019esso sar\u00e0 scarcerato.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Salvatore Boasso fu condannato all&#8217;ergastolo per aver massacrato a fucilate una famiglia nel 1991: all&#8217;origine della carneficina una controversia legata al percorso di una strada<\/p>\n","protected":false},"author":10593,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56],"tags":[77134,77136],"class_list":["post-309013","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","tag-omicidi-irrisolti","tag-omicidi-savonesi","post_cat_citta-giustenice","post_tag_personaggi-roberto-nicolick","post_tag_personaggi-salvatore-boasso"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/309013","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/10593"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=309013"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/309013\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=309013"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=309013"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=309013"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}