{"id":308768,"date":"2015-12-19T09:42:17","date_gmt":"2015-12-19T08:42:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=308768"},"modified":"2015-12-19T09:43:16","modified_gmt":"2015-12-19T08:43:16","slug":"autonomia-del-porto-di-savona-il-testo-integrale-della-lettera-inviata-a-renzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/12\/autonomia-del-porto-di-savona-il-testo-integrale-della-lettera-inviata-a-renzi\/","title":{"rendered":"Autonomia del porto di Savona: il testo integrale della lettera inviata a Renzi"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblichiamo integralmente il testo della lettera che ieri \u00e8 stata spedita al premier Matteo Renzi, al ministro dei trasporti Graziano Delrio e ai presidenti della Liguria e della Campania Giovanni Toti e Vincenzo De Luca in difesa delle autonomie dei porti di Savona e Salerno:<\/em><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_780\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_780\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Le Comunit\u00e0 portuali di Salerno e di Savona ribadiscono la propria ferma e convinta opposizione alla ipotesi di accorpamento dei propri porti alle Autorit\u00e0 Portuali di Napoli e Genova, perch\u00e9 quella degli accorpamenti \u00e8 una scelta inutile, dannosa ed irrilevante rispetto alla soluzione dei veri problemi della portualit\u00e0 italiana e rispetto alla elaborazione di un sistema integrato di portualit\u00e0 e logistica.<\/p>\n<p>Le due comunit\u00e0 portuali rilanciano la proposta di riforma verso un ben pi\u00f9 ampio, alto ed organico piano strategico che, salvaguardando le attivit\u00e0 messe in campo, le attive specializzazioni gi\u00e0 conseguite, la efficienza, la capacit\u00e0 competitiva e la virtuosa autonomia gestionale consolidata a livello locale, punti alla realizzazione di:<br>\n1) una sola Authority Nazionale della Logistica e della Portualit\u00e0, o in alternativa, di<br>\n2) sei Autorit\u00e0 di Sistema della Portualit\u00e0 e della Logistica (Nord Est, Nord Ovest, Sud Est, Sud Ovest, Sicilia, Sardegna); capaci di realizzare una vera integrazione tra le varie componenti del sistema trasporti e della logistica, per rendere complessivamente pi\u00f9 competitivo il nostro paese nell\u2019interscambio con i mercati del Mondo. Diversamente le comunit\u00e0 portuali di Salerno e Savona reclamano l\u2019autonomia delle proprie Authority, cos\u00ec come garantito ad altri14 o 15 porti del paese, molti dei quali di ben minore rilevanza.<\/p>\n<p>LO SCENARIO IN ATTO<\/p>\n<p>Per provare a formulare una proposta operativa, coerente con le reali esigenze dei Porti, occorre per\u00f2 ripartire dai concetti di base: a cosa servono i porti del Paese?<\/p>\n<p>Per una nazione come l\u2019Italia, la cui economia pu\u00f2 diventare pi\u00f9 forte solo puntando ancora maggiormente sull\u2019export, i porti sono il varco di accesso competitivo ai mercati internazionali, sono i gateway che devono consentire di rendere pi\u00f9 competitivo l\u2019export italiano nel mondo, sono il canale di approvvigionamento delle materie prime e dei semilavorati per le nostre aziende di trasformazione. Sono anche i varchi per l\u2019ingresso di beni destinati al consumo.<\/p>\n<p>L\u2019interesse primario del paese \u00e8 innanzitutto sviluppare una rete di porti efficienti, a servizio dell\u2019export nel mondo delle proprie industrie manifatturiere, porti vicini territorialmente alle aree di produzione industriale, perch\u00e9 il costo maggiore del trasporto \u00e8 rappresentato dal trasferimento delle merci, sulla tratta terrestre, tra l\u2019industria e lo scalo marittimo. Non sono direttamente correlati all\u2019interesse del sistema produttivo del paese i porti di transhipment, perch\u00e9 essi non hanno alcuna relazione con l\u2019economia industriale delle produzioni. Cos\u00ec come \u00e8 illusorio che i grandi flussi di merci che produce l\u2019Italia settentrionale possano mai essere imbarcati (o sbarcati) tramite porti del Sud (o viceversa) : sar\u00e0 sempre la nave il mezzo pi\u00f9 competitivo per trasferire grandi concentrazioni di carico, con scali diretti nei porti pi\u00f9 prossimi ai grandi bacini delle produzioni industriali e dei consumi. Viene spesso riproposta anche una ulteriore considerazione: i porti del Nord Italia possono diventare il vero gateway dell\u2019Europa centrale, facendo transitare le merci di quest\u2019area industriale e dei consumi, attraverso gli scali del nostro paese e, per questa ragione, i porti devono essere integrati a costituire un sistema.<br>\nL\u2019ipotesi, non facilmente realizzabile, ma non impossibile, si scontra proprio con la impostazione della proposta di riforma della legge.<br>\nE ancora un\u2019altra domanda: a cosa servono le Autorit\u00e0 Portuali?<\/p>\n<p>Esse servono, anzi sono indispensabili, a gestire e coordinare sistemi enormemente complessit\u00e0, quali i porti, dove interagiscono molte funzioni : navigazione e capacit\u00e0 di accogliere le navi in sicurezza; frontiera dello stato, security, formalit\u00e0 doganali e tutela degli interessi erariali; sbarco, imbarco movimentazione delle merci e quindi cerniera competitiva tra l\u2019economia del paese e le economie mondiali. Le Autorit\u00e0 Portuali sono altres\u00ec fonte di soluzioni a problematiche territoriali di non facile gestione (comuni, citt\u00e0 metropolitane, province sui cui insistono i porti). Ci\u00f2 significa gestire, coordinare e raccordare una moltitudine immensa di funzioni, concessioni, mezzi e uomini : navi, camion, treni, gru, mezzi meccanici, magazzini portuali, terminal merci, imprese, lavoratori, passeggeri, servizi portuali. Una complessit\u00e0 enorme che ha bisogno di un forte presidio locale, in particolare quando si parla di traffici portuali molto significativi, come nel caso di Salerno e di Savona. Questa era la ratio della istituzione delle Autorit\u00e0 Portuali e questa ratio rimane valida anche oggi (Legge 84\/94 art. 6, comma 10). Il declassamento a \u201cdirezione di scalo\u201d \u2013 senza alcun potere ed autonomia \u2013 si traduce in un modello funzionale del tutto incoerente con le esigenze di gestione della complessit\u00e0, tipica degli scali rilevanti.<\/p>\n<p>LA BOZZA DI RIFORMA DEI PORTI<\/p>\n<p>L\u2019attuale bozza di riforma, partendo da una originaria visione \u201cstrategica\u201d di razionalizzazione ed integrazione del sistema italiano dei porti e della logistica, con la costituzione di Autorit\u00e0 di Sistema dei Porti e della Logistica, individuate in un numero molto ristretto, sostanzialmente coincidenti con sei macro-aree economiche o piastre logistiche-infrastrutturali \u00e8 stata man mano modificata, perdendo il suo originario valore strategico, per \u201caccontentare\u201d un certo numero di porti (14 o 15 al momento), ai quali \u00e8 stata \u201cgarantita\u201d l\u2019autonomia, a fronte di \u201cpiccoli\u201d accorpamenti che, per finalit\u00e0 puramente estetiche, ancora vengono definiti \u201cSistema\u201d, ma che \u2013 palesemente \u2013 sistema non sono. Tra essi Savona e Salerno, accorpati rispettivamente a Genova e Napoli. Gli accorpamenti nulla hanno a che vedere con la soluzione dei problemi della portualit\u00e0 italiana, rischiando, anzi, di avere effetti negativi. Nonostante i porti di Salerno e Savona siano tra le principali e piu\u2019 dinamiche realt\u00e0 portuali del Paese, i loro accorpamenti continuano ad essere presentati con molta superficialit\u00e0. Si sottace che ne verrebbe messa in seria discussione, al di l\u00e0 delle parole di circostanza, l\u2019efficienza, la capacit\u00e0 di rispondere al mercato, la competitivit\u00e0, la straordinaria crescita e la eccellenza amministrativa dimostrata in tanti anni di operosa attivit\u00e0, che ha visto messi in campo \u2013 con generosit\u00e0 \u2013 i sacrifici e l\u2019impegno forte, tenace e coeso di maestranze, imprese ed Istituzioni locali. Questi \u201cmini\u201d accorpamenti non hanno alcuna rilevanza rispetto alla risoluzione delle maggiori criticita\u2019, che possono essere cos\u00ec sintetizzate (in larga parte frutto di una patologica applicazione delle norme gi\u00e0 contenute nella legge n. 84\/94 in vigore):<br>\n-nomina dei Presidenti<br>\n-iper-burocratizzazione di processi e procedure, che blocca i tempi e la capacit\u00e0 di realizzare opere di adeguamento infrastrutturale e varianti al piano regolatore;<br>\n-incapacit\u00e0 a realizzare i dragaggi, indispensabili per l\u2019accoglienza nei porti delle navi di ultima generazione;<br>\n-scarsa capacit\u00e0 di progettazione ed impiego delle risorse finanziare della UE;<br>\n-scarsa integrazione intermodale con le aree e piattaforme retroportuali ed interportuali;<br>\n-iper-burocratizzazione delle procedure di entrata e uscita delle merci, con tempi quadrupli rispetto ai paesi concorrenti;<br>\n-accesso ai servizi tecnico nautici.<\/p>\n<p>N\u00e9 questi \u201cmini\u201d accorpamenti hanno rilevanza rispetto ad altri temi posti dal Ministro Delrio nel corso di recenti incontri: il mancato coordinamento degli investimenti e il confronto tra i traffici portuali italiani e quelli del Nord-Europa.<\/p>\n<p>Il mancato coordinamento non verr\u00e0 certo risolto con l\u2019individuazione di 14 scali autonomi, senza attuare una regia in tema di programmazione infrastrutturali che eviti duplicazioni costose ed inutili. Ci\u00f2 che stupisce \u00e8 che si ipotizzi una legge di riforma, con gli accorpamenti, per effettuare un coordinamento che, senza modificare la norma in vigore, gi\u00e0 oggi il Ministero ha la prerogativa ed il potere di esercitare (Legge 84\/94 art. 5, comma 9 e 10 L. 84\/94: spetta al Ministero\u2026il controllo in merito alla individuazione delle opere di grande infrastrutturazione da realizzarsi nei porti \u2026. ).<\/p>\n<p>Rispetto, poi, alla scarsa crescita dei traffici portuali e al confronto tra i porti italiani e i porti del nord-europa, le cause vanno ricercate non certo nell\u2019attuale sistema della portualit\u00e0 (se non nella fase patologica dell\u2019eccesso di burocrazia nei controlli della merce e nelle autorizzazioni agli interventi infrastrutturali), n\u00e9 sar\u00e0 l\u2019accorpamento dei porti di Savona e Salerno, o di qualsiasi altro porto, a favorire l\u2019incremento dei traffici. L\u2019andamento dei traffici portuali, infatti, \u00e8 legato all\u2019andamento delle produzioni industriali del paese destinate all\u2019esportazione e dalla domanda interna di beni di consumo. \u00c8 ovvio che se l\u2019economia del paese non cresce, i traffici portuali NON possono crescere. La situazione portuale italiana, poi, non \u00e8 paragonabile alle dinamiche portuali del Nord Europa, che ha un fronte-mare ridotto rispetto ad una piattaforma continentale praticamente illimitata e pianeggiante, estesa dalla Francia del nord fino alla Russia, che mette assieme la pi\u00f9 forte concentrazione di capacit\u00e0 produttiva e dei consumi del continente. L\u2019Italia, al contrario, ha una vastissima estensione del fronte-mare e una difficilissima configurazione morfologica delle aree interne, protendendosi \u201cstretta e lunga\u201d per 1000 chilometri nel Mediterraneo. \u00c8 l\u2019unico paese europeo ad avere un fronte adriatico ed un fronte tirrenico, con i porti del sud che non possono servire, per distanza, i territori del nord e viceversa.<\/p>\n<p>Il modello di gestione della portualit\u00e0 italiana deve quindi necessariamente prevedere molti pi\u00f9 scali, \u201csnelli\u201d, efficienti e competitivi, dove prevalga lo spirito della libera impresa e della libera concorrenza, al servizio di aree e ambiti produttivi territoriali, con la capacit\u00e0 di mettere in collegamento le aziende di tali ambiti territoriali con tutti i mercati del mondo.<\/p>\n<p>SPUNTI DI RIFLESSIONE SULLA RIFORMA DELLA LEGGE N. 84\/94.<br>\nCOSA FARE ? LE PROPOSTE DI SALERNO E DI SAVONA<\/p>\n<p>Riduzione del numero delle Autorit\u00e0 Portuali con la soppressione delle Authority per le quali \u00e8 applicabile la norma gi\u00e0 prevista dalla attuale Legge 84\/94 e il mantenimento delle Autorit\u00e0 Portuali che rispondono ai requisiti indicati dall\u2019art. 6, comma 8 di tale legge e che abbiano un tracciato di best practices in merito alla gestione economica dell\u2019Ente, al trend dei traffici, alla realizzazione di piani di riqualificazione infrastrutturale con capacit\u00e0 di spesa dei fondi UE a disposizione.<br>\nSemplificazione e sburocratizzazione, con tempi certi e \u201cveloci\u201d delle procedure di sbarco e sdoganamento, nonch\u00e9 delle autorizzazioni necessarie alla realizzazione di adeguamenti e modifiche dei piani regolatori portuali, dragaggi, realizzazione di piazzali, banchine, e riqualificazioni infrastrutturali, particolarmente nel caso di interventi all\u2019interno dei confini esistenti del porto.<\/p>\n<p>Una diversa organizzazione gestionale degli scali e della logistica italiana che punti al raccordo tra singole Autorit\u00e0 Portuali, Aeroporti, Interporti, reti stradali e ferroviarie, Regioni e Ministero, ai fini della pianificazione complessiva degli investimenti da sottoporre al controllo ed approvazione ministeriale sulla base delle proposte e indicazioni fornite da ciascuna struttura operativa locale, al fine di promuovere sistemi logistici territoriali integrati, essenziali all\u2019efficienza e alla competitivit\u00e0 del sistema industriale, commerciale e turistico del paese; progetti di integrazione multimodale; sistemi di sportelli unici; sistemi informatici integrati ed ogni altra iniziativa tesa allo sviluppo di una complessiva piastra logistica, di portata sovra regionale, con l\u2019obiettivo della competitivit\u00e0 internazionale della nostra economia, valorizzando l\u2019imprenditoria locale ed i territori. Questi obiettivi posso essere conseguiti mediante due opzioni, che rappresentano \u2013 queste si \u2013 una radicale riforma ed una profonda semplificazione del sistema in vigore:<br>\n-una sola Authority Nazionale della Logistica e della Portualit\u00e0 , con una regia centralizzata, o in alternativa,<br>\n-L\u2019Istituzione di sei Autorit\u00e0 di Sistema della Portualit\u00e0 e della Logistica, competenti sulle aree Nord Ovest, Nord Est, Sud Ovest, Sud Est, Sicilia e Sardegna;<br>\n-Semplificazione delle procedure per la nomina dei Presidenti di Autorit\u00e0, superando la logica dei veti incrociati determinata dal meccanismo della \u201cterna\u201d, ma comunque coinvolgendo, fin tanto che esister\u00e0 l\u2019art.117 della Costituzione nell\u2019attuale formulazione, le Regioni di riferimento; istituzione di un Comitato di Gestione a livello di Autorit\u00e0 di Sistema, trasformazione del Comitato Portuale di ciascuna Autorit\u00e0 Portuale locale in un organo \u201cconsultivo\u201d, quale organo capace di rappresentare le aspettative e le vocazioni territoriali da parte di Istituzioni locali, Associazioni di Categoria ed Imprenditoriali, rappresentanti dei Lavoratori;<br>\n-Responsabilit\u00e0 in capo alla Authority Nazionale o alle Autorit\u00e0 di Sistema della Portualit\u00e0 e della Logistica, per ci\u00f2 che attiene ai porti (ma ci\u00f2 varrebbe per tutte le componenti della piastra logistica territoriale), delle funzioni di indirizzo, programmazione, coordinamento promozione e controllo delle operazioni portuali e delle altre attivit\u00e0 esercitate nei porti, sulla base delle indicazioni ricevute dalle singole sottoposte Autorit\u00e0 Portuali, raccordandosi al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ai fini delle approvazioni e controlli di competenza in merito in merito alla individuazione delle opere di grande infrastrutturazione da realizzarsi nei porti e fuori dai porti.<\/p>\n<p>Responsabilit\u00e0 in capo alla Autorit\u00e0 Portuale del singolo scalo a:<br>\nelaborare il piano operativo triennale, per l\u2019approvazione da parte del Comitato di Gestione dell\u2019Autorit\u00e0 di Sistema;<br>\nelaborare il Piano Regolatore Portuale;<br>\nsottoporre al Comitato di Gestione dell\u2019Autorit\u00e0 di Sistema gli schemi di delibere riguardanti il bilancio preventivo e le relative variazioni, il conto consuntivo, etc;<br>\ncoordinare le attivit\u00e0 svolte nel porto dalle pubbliche amministrazioni, dai servizi portuali, etc;<br>\namministrare le aree ed i beni del demanio marittimo compresi nell\u2019ambito della circoscrizione territoriale;<br>\nesercitare le competenze attribuite alla Autorit\u00e0 Portuale dagli art. 16 e 18, rilasciando, sentita la Commissione Consultiva Locale (e il Comitato di Gestione), le autorizzazioni e le concessioni di cui agli stessi articoli;<br>\nassicurare la navigabilit\u00e0 in ambito portuale e provvede al mantenimento ed approfondimento dei fondali;<br>\nregolamentare il lavoro portuale.<\/p>\n<p>I punti 1) e 2), insieme a norme di semplificazione delle procedure per la nomina dei Presidenti delle Autorit\u00e0 Portuali, costituzionalmente compatibili con l\u2019attuale assetto, potrebbero essere implementati subito, con un semplice intervento di \u201cmanutenzione\u201d alla Legge 84\/94 in vigore, senza attendere i tempi di una pi\u00f9 complessa legge di riforma, con immediati effetti benefici e risolutivi per la portualit\u00e0 del paese.<\/p>\n<p>Auspichiamo la nostra posizione venga ascoltata e ci rendiamo disponibili per un confronto aperto e costruttivo non appena possibile.<\/p>\n<p>Salerno\/Savona, 18 dicembre 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Le Associazioni di categoria del Porto di Salerno (in rappresentanza di tutte le aziende associate)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Le Associazioni di categoria del Porto di Savona (Isomar, Unione Utenti del Porto di Savona-Vado Ligure, Sezione terminalisti presso Unione Industriali di Savona) in rappresentanza di tutte le aziende associate<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo integralmente il testo della lettera che ieri \u00e8 stata spedita al premier Matteo Renzi, al ministro dei trasporti Graziano Delrio e ai presidenti della Liguria e della Campania Giovanni Toti e Vincenzo De Luca in difesa delle autonomie dei porti di Savona e Salerno: Le Comunit\u00e0 portuali di Salerno e di Savona ribadiscono la 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