{"id":30860,"date":"2008-08-06T11:30:39","date_gmt":"2008-08-06T09:30:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/08\/06\/ogm-ricerche-ed-esperienze-negano-laumento-della-produttivita\/"},"modified":"2008-08-06T11:32:58","modified_gmt":"2008-08-06T09:32:58","slug":"ogm-ricerche-ed-esperienze-negano-laumento-della-produttivita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/08\/ogm-ricerche-ed-esperienze-negano-laumento-della-produttivita\/","title":{"rendered":"Ogm, ricerca ed esperienza negano l&#8217;aumento della produttivit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Carissimi, chi di voi mi legge fin dall\u2019inizio si ricorder\u00e0 del mio articolo sugli Ogm e sui miti da sfatare. Vero \u00e8 che qualcuno difendeva tale scelta adducendo sostanziosi aumenti di produzione\u2026 Ma ecco la smentita: infatti sono sempre pi\u00f9 numerosi i riscontri che smontano gli Ogm sotto ogni punto di vista, mettendoci in guardia sui seri rischi che essi comportano sul piano ambientale, economico, sociale.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_723\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_723\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Talvolta si tratta di risultati della ricerca scientifica, in altri casi sono frutto dell\u2019esperienza diretta di migliaia di agricoltori in diversi paesi del mondo, come racconteremo alla Conferenza \u201cSenza Ogm si pu\u00f2\u201d, in programma il 24 ottobre al Salone del Gusto. Anche in tema di produttivit\u00e0 inizia ad essere corposa la letteratura scientifica che nega il mito delle rese maggiori garantite dalle colture geneticamente modificate.<\/p>\n<p>Molto significativo \u00e8 il lavoro firmato dall\u2019Universit\u00e0 del Kansas, che ha analizzato la produzione della famosa corn belt americana negli ultimi tre anni, rilevando che la produttivit\u00e0 delle coltivazioni transgeniche (soia, mais, cotone e colza) \u00e8 stata inferiore rispetto ai dati dell\u2019epoca anteriore all\u2019introduzione degli Ogm. Fino al 10% in meno per la soia, un rendimento totalmente negativo per il mais e rendimenti minori anche per le altre coltivazioni: se consideriamo che i semi geneticamente modificati sono molto pi\u00f9 costosi di quelli convenzionali, il bilancio per gli agricoltori diventa disastroso.<\/p>\n<p>Analoghi risultati erano gi\u00e0 emersi in altri studi degli ultimi anni. Nel 2007 l\u2019Universit\u00e0 del Nebraska document\u00f2 una resa della soia transgenica inferiore del 6% rispetto alla soia convenzionale (entrambe della medesima multinazionale) e lo stesso Ministero dell\u2019Agricoltura Usa nell\u2019aprile 2006 present\u00f2 uno studio che giungeva a conclusioni simili.<\/p>\n<p>I crescenti segnali negativi che arrivano dal mondo scientifico si vanno cos\u00ec a sommare al parere largamente contrario alla presenza di Ogm nella catena alimentare dell\u2019opinione pubblica e ad autorevoli prese di posizione istituzionali. Persino la Commissione Diritti Umani delle Nazioni Unite, lo scorso fine aprile, ha criticato l\u2019impiego di prodotti transgenici in agricoltura, esigendo dai governi iniziative urgenti a tutela dei contadini di fronte alle multinazionali. Eppure tutto ci\u00f2 non basta a fermare i fautori del transgenico, spinti dai grandi profitti che sono garantiti dai brevetti sui semi: nella sfida tra l\u2019avidit\u00e0 di questa minoranza e gli interessi della collettivit\u00e0 c\u2019\u00e8 il futuro dell\u2019agricoltura del pianeta.<\/p>\n<p>Parte dell\u2019articolo l\u2019ho citato dal presidente Slow Food Burdese, ma le Universit\u00e0 (tranne quella di Pollenzo) non sono certo nostre!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi, chi di voi mi legge fin dall\u2019inizio si ricorder\u00e0 del mio articolo sugli Ogm e sui miti da sfatare. 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