{"id":308492,"date":"2015-12-16T10:21:02","date_gmt":"2015-12-16T09:21:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=308492"},"modified":"2015-12-16T10:21:02","modified_gmt":"2015-12-16T09:21:02","slug":"roberto-nicolick-ricorda-la-tragedia-dellaffondamento-della-anna-maria-ad-albenga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/12\/roberto-nicolick-ricorda-la-tragedia-dellaffondamento-della-anna-maria-ad-albenga\/","title":{"rendered":"Roberto Nicolick ricorda &#8220;La tragedia dell&#8217;affondamento della Anna Maria ad Albenga&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il 16 luglio 1947 ricorre un anniversario, terribile che \u00e8 opportuno ricordare rinnovando il pensiero e la piet\u00e0 per quel fatto, circa 70 anni fa, in quel giorno maledetto, un marted\u00ec, intorno alle 18, davanti alle spiagge di Albenga, morirono annegati quarantaquattro bimbi, tutti maschi, di una et\u00e0 che andava dai soli quattro sino agli otto, provenienti quasi tutti dalla Lombardia e dal Veneto.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_50\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_50\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_50').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_50\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Fu una tragedia di portata enorme, che colp\u00ec nell\u2019anima, migliaia di persone, sia vicine e che lontane dal luogo del disastro.<\/p>\n<p>Assieme ai poveri bimbi, perirono anche quattro adulti, presenti sul barcone.<\/p>\n<p>Ottantun bimbi, tutti maschi, appartenenti alla Colonia della Solidariet\u00e0 Nazionale, di Loano, si imbarcarono nel pomeriggio del 16 luglio, sulla motobarca Anna Maria, per effettuare una gita all\u2019isola della Gallinara. La mattina stessa, le bimbe avevano effettuato la stessa gita con lo stesso natante, senza alcun problema e ora toccava ai bimbi. Sull\u2019 imbarcazione l\u2019atmosfera era allegra e distesa.<\/p>\n<p>I bimbi erano eccitati per la gita in mare sopra una imbarcazione che loro vedevano come una grande nave, per loro era una occasione inusuale ed eccezionale.<\/p>\n<p>Il barcone, lungo una decina di metri, salp\u00f2 dal porticciolo turistico di Loano, in direzione della costa Ingauna, transitando davanti a Borghetto Santo Spirito, Ceriale, e arrivando a costeggiare Albenga, davanti alla Regione denominata \u201cBurrone\u201d in vista della meta, la Gallinara, che i bimbi entusiasti volevano vedere da vicino.<\/p>\n<p>L\u2019imbarcazione al comando di Angelo Podest\u00e0, costeggiava ad una distanza di circa 30 metri da riva, dove il mare era profondo tra i 9 e i 10 metri., i bimbi cantavano in coro, mentre la navigazione proseguiva senza problemi. Ma il pericolo era in agguato sotto forma di un palo di sostegno della fognatura, il ferro lungo circa 6-7 metri, era ad un metro circa dalla superficie del mare, completamente invisibile nell\u2019alta marea e visibile durante la bassa, quindi tutti erano a conoscenza di questi pali che erano infissi sul fondo di fronte alla spiaggia in localit\u00e0 Burrone. Chi era alla guida della imbarcazione non vide oppure non si ricord\u00f2 della esistenza dell\u2019ostacolo. A poppa un giovane bagnante lombardo intratteneva i piccoli suonando con una fisarmonica e facendoli cantare.<\/p>\n<p>La barca era forse sovraccarica, rollava e beccheggiava vistosamente. Appena giunta nello specchio acqueo, davanti alla Regione Burrone di Albenga, alle 18 circa, la Anna Maria, colp\u00ec violentemente con la chiglia, di prua, l\u2019estremit\u00e0 della putrella, sommersa che assieme ad altre sorreggeva un condotto fognario rimosso nel 41. Per motivi di difficolt\u00e0 tecniche non tutte vennero tolte e questa che era isolata dalle altre, fu fatale, apr\u00ec una falla circolare di grosse dimensioni entro cui cominci\u00f2 a riversarsi da subito, una grande quantit\u00e0 di acqua, compromettendo immediatamente l\u2019assetto del natante.<\/p>\n<p>Il rumore molto forte dell\u2019urto venne percepito dai bimbi che si spaventarono. Per la collisione la barca, sobbalz\u00f2, i bimbi terrorizzati si spostarono in massa verso poppa, mentre la barca dalla falla provocata dal palo, imbarcava velocemente acqua inclina dosi pericolosamente e iniziando ad affondare. A seguito della inclinazione i piccolissimi passeggeri, in preda al terrore, cadevano a grappoli in mare. In circa un minuto la barca affond\u00f2 e raggiunse il fondale sabbioso, adagiandovisi sopra mentre sulla superficie del mare si allargava una chiazza di nafta frammista a travi, bidoni e soprattutto bimbi che tentavano disperatamente di galleggiare, aggrappandosi ai relitti. La corrente molto forte in quel punto allontanava i corpicini dalla riva.<\/p>\n<p>La quasi totalit\u00e0 dei bambini erano incapaci di nuotare, la confusione e il panico completarono la catastrofe. Dalla spiaggia prospiciente, due ragazzi dopo essersi accorti della situazione si tuffarono in soccorso, fu un gesto eroico, ma erano solo due giovani e decisamente insufficienti alla gravit\u00e0 della situazione. Inoltre si appur\u00f2 che sulla barca erano presenti solo tre salvagente!<\/p>\n<p>Intanto la voce dell\u2019affondamento si sparse in Albenga, tutti lasciarono le loro incombenze quotidiane per correre sul luogo del disastro, i commercianti abbandonarono i negozi, gli impiegati gli uffici, il tam tam arriv\u00f2 anche nell\u2019immediato entroterra, di slancio decine di persone si tuffarono nuotando, freneticamente verso la barca oramai coricata sul fondo, per riportare in superficie i piccoli. Anche le ambulanze della Croce Bianca e gli automezzi dei Vigili del fuoco confluirono sulla riva pi\u00f9 vicina al punto del naufragio per portare il loro contributo.<\/p>\n<p>Un testimone raccont\u00f2 che il fondo sabbioso era tappezzato di corpicini inanimati, disseminati ovunque, alcuni erano avvinghiati disperatamente ai pochi adulti presenti sulla barca, che ovviamente erano stati trascinati anche loro sul fondale senza poter fare nulla per i piccini.<\/p>\n<p>Fu una gara di solidariet\u00e0. Sembrava una gara di nuoto, solo che la posta era le vite di decine di bimbi, dalla citt\u00e0 si vedevano uomini nuotare velocemente giunti in un posto, unico per tutti, si immergevano per cercare di trovare i piccoli, ne afferravano uno o due per volta in una gara disperata contro la morte, riemergevano e li trascinavano a riva dove altri afferravano i corpicini e praticavano loro la respirazione artificiale e la compressione toracica, il tutto avveniva freneticamente come in una catena di montaggio.<\/p>\n<p>Alle 19 i soccorsi erano terminati con un bilancio terribile, ben 44 bimbi su 81 erano annegati, oltre a 3 adulti.<\/p>\n<p>La tragedia, segui\u2019 la solita scansione: i corpicini furono composti nella sede della Croce Bianca di Albenga, arrivarono il giorno dopo i genitori per il riconoscimento: gli abitanti di Albenga, fecero a gara per la vestizione delle piccole salme, molti di loro vennero vestiti con gli abiti della prima comunione destinati ai loro figli. Dopo le esequie, le piccole bare bianche, accompagnate dai congiunti, partirono per le loro citt\u00e0 di origine, Milano e Verona, dove vennero officiati riti religiosi solenni<\/p>\n<p>L\u2019Italia fu scossa da questo disastro che per l\u2019alto numero di bimbi morti che non ebbe uguali . Vi fu una inchiesta per stabilire le eventuali responsabilit\u00e0 e il 15 gennaio 1951 inizi\u00f2 un processo che fu definito delle \u201cmadri disperate\u201d. Nel corso di una udienza si appur\u00f2 che l\u2019imbarcazione non era abilitata per il trasporto di persone ma solo per la pesca. Undici persone furono rinviate a giudizio per naufragio e omicidio plurimo colposo furono presenti 22 avvocati tra parte civile e difesa, 60 testi resero la loro testimonianza, in seguito la parte civile non si present\u00f2 alle udienze successive perch\u00e9 tacitata con alcune decine di milioni di lire dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>I nomi di tutti coloro che persero la vita in quella catastrofe, sono stati scolpiti nel monumento funebre, di Giacomo Manz\u00f9, al Cimitero Maggiore a Milano: un bassorilievo in bronzo che raffigura Ges\u00f9 circondato dai bimbi, con una frase significativa del Vangelo di Matteo \u201cLasciate che i piccoli vengano a me, perch\u00e9 di essi \u00e8 il regno dei cieli\u201d, mentre ad Albenga nel 2012, fu eretta una edicola con i nomi delle vittime e una madonnina che guarda verso il punto dove ci fu il naufragio.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em><strong>Roberto Nicolick<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 16 luglio 1947 ricorre un anniversario, terribile che \u00e8 opportuno ricordare rinnovando il pensiero e la piet\u00e0 per quel fatto, circa 70 anni fa, in quel giorno maledetto, un marted\u00ec, intorno alle 18, davanti alle spiagge di Albenga, morirono annegati quarantaquattro bimbi, tutti maschi, di una et\u00e0 che andava dai soli quattro sino agli [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56,120],"tags":[64819],"class_list":["post-308492","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","category-lettere","tag-affondamento-barca","post_cat_citta-albenga","post_tag_personaggi-roberto-nicolick"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/308492","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=308492"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/308492\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=308492"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=308492"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=308492"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}