{"id":307893,"date":"2015-12-08T12:46:28","date_gmt":"2015-12-08T11:46:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=307893"},"modified":"2015-12-08T12:46:28","modified_gmt":"2015-12-08T11:46:28","slug":"la-confessione-nuova-pagina-storica-di-savona-raccontata-da-nicolick","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/12\/la-confessione-nuova-pagina-storica-di-savona-raccontata-da-nicolick\/","title":{"rendered":"&#8220;La confessione&#8221;, nuova pagina storica di Savona raccontata da Nicolick"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> L\u2019uomo davanti a me, avr\u00e0 novant\u2019anni, anche se non mi dice la vera et\u00e0, io lo reputo per la classe 1925, il corpo \u00e8 incurvato, i capelli radi e bianchi, le rughe hanno invaso il viso e le mani che tremano, gli occhi sono stanchi e velati, siamo seduti in un piccolo e triste bar in un quartiere popolare di Savona, un tempo il quartiere aveva una cattiva nomina, si diceva che fosse la fucina dei giovani delinquenti che imperversavano a Savona, Piazzale Moroni. Il vecchio, anzi il grande vecchio, a suo dire,ha vissuto da protagonista alcuni fatti a cavallo tra il 43 e il 47, fatti, dove tanta gente , uomini , donne e ragazze per lo pi\u00f9 innocenti, ci hanno lasciato la pelle, ammazzati per un nonnulla. Era partigiano, e non un partigiano qualunque, ma un capo, comandava un distaccamento di una brigata d\u2019assalto comunista che combatteva i repubblichini nel territorio del Savonese.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_422\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_422\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_422').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_422\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il suo nome compare nelle pubblicazioni di un \u201cente morale\u201d che ha distanza di 70 anni, esalta con accanimento mediatico le attivit\u00e0 del partigiani. Concretamente con i suoi uomini si dava parecchio da fare nel liquidare fascisti o presunti tali. Ha letto, oppure qualcuno molto pi\u00f9 probabilmente, gli ha segnalato, un mio articolo su un quotidiano di Genova in cui descrivevo l\u2019incontro con la figlia di un partigiano rosso , a questa donna facevo un resoconto delle attivit\u00e0, scarsamente etiche, del babbo di cui lei era all\u2019insaputa. In quel frangente notavo la sorpresa della donna. A fronte di ci\u00f2, il vecchio si \u00e8 procurato il mio numero di cellulare e mi ha chiesto un incontro. Voleva conoscermi e forse a mio parere voleva raccontarmi delle cose. Ci vado volentieri. Mi offre un caff\u00e8 e poi dice di aver partecipato a tutto il periodo insurrezionale in Savona e dintorni. Ne \u00e8 fiero almeno alla\u2019apparenza, afferma di aver \u201cgiustiziato sommariamente\u201d molti fascisti senza distinzione di sesso o et\u00e0, anzi dice che quelli giovani, anche i ragazzini, erano ancora pi\u00f9 pericolosi di quelli vecchi. Smentisce gli stupri sulle donne fasciste, e se sono avvenuti , si tratta di pochissime occasioni e infauste.<\/p>\n<p>Poi inizia a parlare del noto caso della strage di Cadibona, in cui il 13 maggio 1945, 39 prigionieri Repubblichini furono passati per le armi, lui c\u2019era. Le sue parole , pur se strascicate dagli effetti dell\u2019et\u00e0, sono comprensibili e interessanti, afferma che fu una mattanza premeditata da giorni e fortemente voluta, decisa sul momento, e soprattutto frenetica.<\/p>\n<p>C\u2019era nell\u2019aria, non solo la primavera, ma una voglia pazza di ammazzare, di sparare su dei fascisti anche se inermi come quelli. Il tam tam aveva segnalato l\u2019arrivo ad Altare del bus con sopra i prigionieri quindi i pi\u00f9 agitati erano belli che pronti . La scorta da Alessandria era tornata verso nord lasciando in consegna ai poliziotti ausiliari partigiani il gruppo di repubblichini. Ridendo il mio ospite, mi racconta che il primo trattamento fu incruento, sputi e ingiurie, pugni e calci, il tutto in clima di ilarit\u00e0 di chi agiva e non di chi li riceveva , ovviamente. Poi il gruppo di armati a Cadibona, si ingross\u00f2 con tutti quelli che arrivavano da Savona con ogni mezzo.<\/p>\n<p>Tutti volevano vedere da vicino \u201cle bestie\u201d, tutti volevano mollargli almeno uno schiaffo e poter dire c\u2019ero anche io, erano presenti i principali killer di fascisti di Savona, pronti a sparare. I poveri prigionieri , alle 13, vennero trasferiti dal pulman ad un camion, fatti salire a calci sul cassone e trasferiti fuori dall\u2019abitato di Altare, accanto ad una curva al chilometro 154, e l\u00ec fu chiaro cosa sarebbe successo.<\/p>\n<p>In quel momento la frenesia di morte tocc\u00f2 l\u2019apice. Il vecchio mi racconta che i boia si spintonavano per poter essere sulla linea di tiro e poter sparare su quella \u201ccarne fascista\u201d. La sparatoria , a senso unico, dur\u00f2 quasi una mezzora. Non sa dirmi quante pallottole vennero sparate ma alla fine nella valletta tra gli alberi a terra c\u2019erano 39 corpi crivellati e una nube acre causata dalle armi. Sono un po\u2019 scosso dal racconto, ma maschero la mia emozione e la mia riprovazione.<\/p>\n<p>Lo ringrazio del racconto e faccio per andare via da quell\u2019uomo per cui provo un po di fastidio, ma lui mi afferra ad un braccio, ha una stretta ancora vigorosa e una mano nodosa, e continua a parlare ma in modo diverso, la voce tradisce sofferenza: \u201d non sono mai riuscito a scordare quelle urla e quelle invocazioni di piet\u00e0, ancora oggi la notte risuonano nei miei incubi, cercavo di non passare da quel punto dove anche io ammazzai perch\u00e9 provo un gelo che mi assale. Non sono Cristiano e non ho il pentimento ma ricordo perfettamente le grida dei feriti mentre li finivamo, il sangue sulla terra, i mitra che sparavano, i bossoli che saltavano, era davvero una cosa infernale che non potr\u00f2 mai dimenticare e dopo, la cosa pi\u00f9 pesante, il silenzio che era come una cappa di piombo che pesava sulla scena del macello, non si sentiva pi\u00f9 neppure il vento tra gli alberi o il canto degli uccelli, era come se tutto il mondo , con la mattanza, fosse finito e non ho mai pi\u00f9 parlato di quel lontano giorno di maggio del 1945.\u201d Poi si alza e si allontana appoggiandosi ad un bastone, anche io me ne vado con un sapore amaro in bocca, dopo aver conosciuto di persona un assassino.<\/p>\n<p><strong>Roberto Nicolick<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Savona. 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