{"id":30729,"date":"2008-08-05T09:57:35","date_gmt":"2008-08-05T07:57:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=30729"},"modified":"2008-08-05T10:13:06","modified_gmt":"2008-08-05T08:13:06","slug":"ladro-di-piantine-la-giustizia-divina-ti-punisce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/08\/ladro-di-piantine-la-giustizia-divina-ti-punisce\/","title":{"rendered":"Ladro di piantine, la giustizia divina ti punisce"},"content":{"rendered":"<p>[image:8633:r:s=1]John Laroche \u00e8 un botanico cos\u00ec appassionato di orchidee rare che \u00e8 anche disposto a rubarle. La sua ossessione per la bellezza \u00e8 raccontata in un libro di Susan Orlean, dal titolo eloquente \u201cIl ladro di orchidee\u201d, ed \u00e8 la materia a cui si ispira una pellicola omonima (pi\u00f9 che una trasposizione, una riflessione metacinematografica) con Nicolas Cage. Laroche \u00e8 un personaggio della realt\u00e0, non della fantasia. E\u2019 un quarantaseienne che vive in Florida.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_477\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_477\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Esistono persone pronte a tutto pur di procurarsi esamplari mai visti di fiori e piante. Gli americani lo chiamano \u201cpoaching\u201d, furto di piante rare, un termine che corrisponde anche al bracconaggio, ed \u00e8 un reato. C\u2019\u00e8 qualcosa di misterioso e soprendente nell\u2019istinto di questi ladri botanici. Qualcosa che ricorda il trafugamento di opere d\u2019arte e rimanda ad una ricerca maniacale del bello e della sua unicit\u00e0.<\/p>\n<p>Quello che non riesco a capire \u00e8 che cosa spinga individui comuni a rubare fiori, vasi e piantine altrettanto comuni. Il pensiero ed il relativo interrogativo sono scaturiti mentre passavo in via Rocca Crovara, a Pietra Ligure, la strada del \u201ccaruggiu\u201d che da via della Cornice scende in piazza Martiri della Libert\u00e0.<\/p>\n<p>Davanti ad un portone, due vasetti di petunie sistemati a terra attraggono l\u2019occhio per il loro colore vivace. Ad attirare \u00e8 anche un piccolo cartello che li sovrasta, scritto a pennarello, dal tono molto diretto e rivolto a qualche malandrino che in precedenza ha dato prova del suo passaggio: \u201cVergognati!!! Non rubare le piantine altrui!!! Il Cristo qui a fianco ti osserva\u2026 ed in caso ti punisce!\u201d.<\/p>\n<p>Il riferimento, con tanto di freccina, \u00e8 alla parete a fianco, dove campeggia un\u2019edicola raffigurante Cristo sotto la croce. Toccato dalla sparizione di una o pi\u00f9 piante ornamentali, l\u2019autore del messaggio ha voluto mettere in guardia il saccheggiatore. L\u2019effetto \u00e8 quello di una sapida ironia che mette in luce un fenomeno diffuso. Insospettabili cittadini che, come se nulla fosse, infilano la piantina in borsa e se la portano a casa\u2026 per non parlare di quelli che rubano i fiori al cimitero, mazzi freschi, meno freschi e persino finti.<\/p>\n<p>Gusto fine a se stesso del furto, cleptomania, dispetto, atto vandalico, questo desiderio di asportare qualcosa di abbastanza ordinario \u00e8 difficile da spiegare. Forse ci sono sotto diverse motivazioni che si combinano insieme o pi\u00f9 semplicemente \u00e8 l\u2019istinto di portare via un vegetale (ce n\u2019\u00e8 cos\u00ec tanto in natura) per evitare di pagarlo al fiorista. Un po\u2019 come se prelevarlo furtivamente dalla sua collocazione davanti ad un portone fosse come coglierlo dalla terra, res nullius alla portata di tutti. Di fronte agli imperscrutabili garbugli della mente umana, qualcuno si affida alla giustizia divina.<\/p>\n<p>[image:8632:c:s=1]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[image:8633:r:s=1]John Laroche \u00e8 un botanico cos\u00ec appassionato di orchidee rare che \u00e8 anche disposto a rubarle. 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