{"id":305097,"date":"2015-11-01T23:26:41","date_gmt":"2015-11-01T22:26:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=305097"},"modified":"2015-11-01T23:26:41","modified_gmt":"2015-11-01T22:26:41","slug":"mario-sconcerti-troppe-scuole-di-calcio-senza-buoni-insegnanti-cosi-si-perdono-i-talenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/11\/mario-sconcerti-troppe-scuole-di-calcio-senza-buoni-insegnanti-cosi-si-perdono-i-talenti\/","title":{"rendered":"Mario Sconcerti: troppe scuole di calcio senza buoni insegnanti, cos\u00ec si perdono i talenti"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>.\u00a0Si \u00e8 svolta recentemente a San Benedetto del Tronto la presentazione de\u00a0<b>\u201cLa storia del gol\u201d<\/b>, il nuovo libro del famoso giornalista fiorentino <b>Mario Sconcerti<\/b> che racconta l\u2019evoluzione del calcio attraverso varie epoche.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_64\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_64\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Un\u2019occasione in cui il volto noto di Sky, nonch\u00e8 storica firma del Corriere della Sera, ha espresso alcune riflessioni anche sul calcio giovanile, non risparmiando critiche ai vivai: \u201c<b>Le scuole calcio hanno rovinato questo gioco<\/b>. Si paga per far giocare i bambini. Il calcio \u00e8 libert\u00e0, la selezione deve essere libera, naturale. Giocano i migliori. <b>Non esiste che si debba giocare gli stessi minuti di un altro ragazzo perch\u00e9 si paga una retta<\/b>\u201c.<\/p>\n<p>Un pensiero critico gi\u00e0 espresso in precedenza ai microfoni di varie enittenti: \u201cOttimi scout in circolazione ce ne sono ancora \u2013 dichiarava Sconcerti \u2013 lo stesso non credo possa dirsi per la \u2018costruzione\u2019 dei baby-calciatori. \u00c8 l\u00ec che siamo deboli. Lo sa quante scuole calcio abbiamo in Italia? Circa 7000 distribuite su tutto il territorio. Se conti che ognuna di esse si avvale di almeno 8-10 tecnici, ci ritroviamo con <b>circa 70mila allenatori a cui affidare le cure dei nostri figli<\/b>. Ecco, il punto \u00e8: <b>chi sono questi famosi 70mila educatori? Chi gli ha insegnato l\u2019ABC per quel che riguarda l\u2019approccio al football?<\/b> Io non lo so, ma mi dicono che basti un corso di soli tre giorni per andare a lavorare in uno di questi istituti sportivi. Un fenomeno che, come avr\u00e0 intuito, non amo particolarmente. <b>Pagare per giocare? Mah\u2026<\/b>\u201c.<\/p>\n<p>Parole mai banali quelle dell\u2019acuto cronista toscano che sembrano destinate ad aprire un <b>nuovo dibattito<\/b> nel mondo del calcio giovanile, compreso naturalmente anche quello provinciale savonese. \u201cE\u2019 strano \u2013 rincara la dose Sconcerti \u2013\u00a0 che in un paese di 60 milioni di persone di cui almeno una decina giocano a calcio a vari titoli, si faccia fatica a trovare giovani di talento. \u00c8 molto pi\u00f9 probabile l\u2019 opposto, che i giovani ci siano, siano anche molti, ma sia sbagliato il modo in cui li si guarda, i criteri con cui li si giudica. In sostanza <b>\u00e8 probabile non manchino i giovani di qualit\u00e0, ma chi deve trovarli e istruirli<\/b>. La vera crisi \u00e8 degli insegnanti : manca in definitiva che sappia far crescere i talenti. Fino a pochi anni fa il calcio era quasi per autodidatti. Si giocava nelle strade, negli oratori, nei prati, si giocava dovunque perch\u00e9 lo spazio era quasi dovunque. Il calcio non era uno sport, era il modo di passare la giornata fuori dalla scuola. I ragazzi crescevano in qualit\u00e0 semplicemente guardando le qualit\u00e0 del compagno. Erano i primi a capirne la diversit\u00e0. E giocavano per ore e ore imparando a fare tutti i ruoli. Molte volte le voci sulla bravura dei migliori rimbalzavano di quartiere in quartiere. Alla fine arrivava un osservatore fatiscente che li portava in qualche societ\u00e0 di periferia, dove andavano poi a loro volta a cercare le squadre pi\u00f9 importanti. Era una selezione per gradi, naturale ma complessa, che portava agli insegnanti giocatori da rifinire, non da impostare. E i migliori maestri di calcio erano conosciuti e rispettati in citt\u00e0 come grandi vecchi, la cui competenza non portava comunque mai ricchezza\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon era il tempo dell\u2019oro, era solo un altro tempo \u2013 spiega -. Ma quando i ragazzi sono usciti dalla strada e sono entrati nelle scuole calcio, sono cominciati i problemi. Il calcio ha diminuito il divertimento, \u00e8 diventato un confronto a pagamento. Oggi i bambini non giocano a calcio se non pagano la retta a una scuola. Ma il problema pi\u00f9 grande \u00e8 stato trovare i professori per queste scuole. \u00c8 nato un vero e proprio nuovo mestiere. In Italia ci sono oggi circa 7mila scuole calcio, ognuna ha una decina di insegnanti. Fanno circa 70mila insegnanti specializzati, senza contare tutto il sottobosco e le scuole un po\u2019 pi\u00f9 arrangiate. Chi li ha specializzati? Che titoli hanno loro e che titoli avevano i loro insegnanti ammesso ci siano stati? Un ragazzo a 14 anni \u00e8 gi\u00e0 pieno dei difetti e delle qualit\u00e0 che si porter\u00e0 dietro tutta la vita. Per il calcio \u00e8 un ometto. \u00c8 prima che viene costruito il giocatore. E prima di quella et\u00e0 si cade in questa specie di niente indifferenziato. La soluzione non sta nel demonizzare le scuole calcio, sta nel dare una istruzione forte agli insegnanti. Quindi nel creare scuole per chi insegna nelle scuole. \u00c8 molto difficile, ma il fatto che sia difficile non significa se ne possa fare a meno. Cattivi insegnanti costruiscono cattive generazioni. Chi deve fare questa prima grande operazione didattica? Non pu\u00f2 che toccare a Coverciano, al Settore tecnico. Che da molto tempo si dedica all\u2019 istruzione di vertice e favorisce soltanto gli ex calciatori importanti. <b>Eppure i giovani sono come l\u2019 erba, se l\u2019annaffi cresce sempre.<\/b> Ed \u00e8 evidente che oggi il problema \u00e8 di tecnica di base. Anche in serie A sono arrivate generazioni di giovani che hanno problemi con i fondamentali del calcio, lo stop, il controllo, lo sguardo d\u2019 insieme. \u00c8 abbastanza assurdo che si preferisca dar la colpa alle madri italiane piuttosto che prendere atto dell\u2019 anarchia e del dilettantismo in cui \u00e8 caduto da anni l\u2019 insegnamento del calcio. Gli stranieri nel nostro campionato aumentano da tre anni al ritmo del 5.1% ogni stagione. \u00c8 troppo, ma non troppo sbagliato se i giovani italiani non sono all\u2019 altezza. Andare a comprare all\u2019 estero significa poter scegliere tra tutto il mondo. In Italia i giovani che dalla Primavera riescono a salire in A non sono pi\u00f9 di 4-5 a stagione. E solo uno far\u00e0 forse il titolare. Nessuno \u00e8 per principio contro i giocatori italiani. \u00c8 il prodotto che offrono a non essere pi\u00f9 all\u2019 altezza. In questo buio si sono persi anche straordinari tesori di competenza che permettevano a poche decine di artigiani di capire prima di tutti le doti di campione chiuse dentro un ragazzo. <b>Chi sa fare scouting oggi? Chi sa come si riconosce un campione? Chi \u00e8 in grado di insegnarlo agli altri? E dove, in quale luogo deputato? C\u2019 \u00e8 qualcuno che lo fa in Italia?<\/b> No, eppure si tratta della cosa pi\u00f9 importante, la prima. L\u2019 errore \u00e8 pensare che il calcio sia uno solo, quello di vertice, quello di chi paga di pi\u00f9 e pu\u00f2 permettersi di saltare ogni ostacolo. Non \u00e8 cos\u00ec. Il calcio ha bisogno di tutto, \u00e8 prima di tutto piccola vita che esige da subito rispetto e professionalit\u00e0. Se non dai qualit\u00e0 ai giovani non avrai indietro nemmeno quella che hanno dentro\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[182,32],"tags":[85989,5327,58119],"class_list":["post-305097","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calcio","category-sport","tag-calcio","tag-calcio-giovanile","tag-speciale-settore-giovanile","post_tag_personaggi-felicino-vaniglia","post_tag_personaggi-mario-sconcerti"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/305097","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=305097"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/305097\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=305097"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=305097"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=305097"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}