{"id":30367,"date":"2008-07-30T11:21:13","date_gmt":"2008-07-30T09:21:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=30367"},"modified":"2008-07-31T08:10:18","modified_gmt":"2008-07-31T06:10:18","slug":"savona-i-lavoratori-del-fisco-non-siamo-fannulloni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/07\/savona-i-lavoratori-del-fisco-non-siamo-fannulloni\/","title":{"rendered":"Savona, i lavoratori del fisco: &#8220;Non siamo fannulloni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>[image:8561:r:s=1]Savona<\/strong>. A Savona la battaglia fra i dipendenti pubblici ed il ministro Renato Brunetta vede in prima linea i lavoratori dell\u2019Agenzia delle Entrate, in stato di agitazione sindacale da oltre una settimana. Nessuno dei lavoratori fiscali \u00e8 propriamente in sciopero, ma sta attuando altre forme di protesta per opporsi al clima di \u201ccaccia al fannullone\u201d. Perch\u00e9, spiegano, \u201csiamo contrari alla caccia alle streghe lanciata a suon di spot dal governo con uno stile sensazionalistico, entro un\u2019orchestrata campagna pubblicitaria, che definire ingannevole e fuorviante \u00e8 eufemistico: questa banalizzazione demagogica non tende a nessun risultato concreto, ma solo a confondere il cittadino, additando il dipendente pubblico come la causa di tutti i mali d\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_86\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_86\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">I lavoratori dell\u2019Agenzia delle Entrate di Savona chiariscono di essere sottoposti a strumenti di controllo individuale: \u201cE\u2019 doveroso informare l\u2019opinione pubblica che sin dal 2000 ci viene decurtato un quarto della retribuzione per ogni giornata di malattia e che l\u2019Agenzia dispone sempre la visita fiscale domiciliare. Su questo aspetto, gi\u00e0 da anni, i lavoratori fiscali sono tristemente \u2018all\u2019avanguardia\u2019 se proprio si vuol considerare un \u2018progresso\u2019 il tagliare lo stipendio ad una persona malata, controllata in ogni caso da apposita visita fiscale\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 doveroso affermare con forza \u2013 proseguono \u2013 che non ci riconosciamo affatto nella qualifica di fannulloni, n\u00e9 nell\u2019immagine con cui il ministro Brunetta raffigura indistintamente tutta la pubblica amministrazione: da anni l\u2019Agenzia delle Entrate ha adottato un sistema di pianificazione di obiettivi e di controllo degli stessi. Il Ministero delle Finanze (di cui non siamo dipendenti, costituendo le Agenzie Fiscali enti autonomi) pretende annualmente, su base contrattualistica, che i lavoratori fiscali raggiungano specifici risultati concretamente misurabili, al fine di erogare i trattamenti retribuitivi connessi ai risultati stessi (si tratta della gran parte della nostra busta paga mensile). Inoltre, il lavoro di ogni singolo dipendente \u00e8 quotidianamente monitorabile e monitorato dalla Dirigenza\u201d.<\/p>\n<p>Le RSU dell\u2019ufficio savonese dell\u2019Agenzia delle Entrate si smarcano dalle accuse del ministro della funzione pubblica sottolineando il lavoro svolto nel 2007, con la riscossione di somme per oltre 9 milioni di euro dall\u2019evasione fiscale, e aggiungono: \u201cQuesti risultati si raggiungono anche grazie alla disponibilit\u00e0 delle nostre auto: se vi sono dipendenti pubblici che lamentano la mancanza di risorse per acquistare i carburanti, noi lamentiamo la mancanza dei mezzi di trasporto per espletare i controlli in quanto l\u2019Agenzia delle Entrate non  ha a disposizione nessun mezzo proprio\u201d.<\/p>\n<p>I lavoratori del fisco evidenziano le ragioni della protesta: \u201cInnanzitutto rinnovi contrattuali di 8 o 9 euro lordi al mese, rinnovi costantemente in ritardo rispetto alla loro naturale scadenza. Poi, un futuro taglio delle risorse destinate a remunerare i risultati raggiunti, che costituiscono il salario accessorio legato al merito, e che nel nostro caso formano gran parte della retribuzione, la cui quota-base fissa ammonta, in alcuni casi, all\u2019importo della pensione sociale. Inoltre, il taglio, e comunque, la sospensione, nell\u2019assegnazione della parte di retribuzione connessa ai risultati raggiunti nel 2006\u201d.<\/p>\n<p>La protesta dei dipendenti dell\u2019Agenzia delle Entrate di Savona contro il ministro Brunetta, che ha mosso guerra contro le sacche di inefficienza nel pubblico impiego, \u00e8 lo specchio locale della protesta nazionale contro i recenti provvedimenti adottati dal governo, in primo luogo in primo luogo il decreto legge 112\/2008 in fase di conversione.<\/p>\n<p>I sindacalisti dell\u2019Agenzia delle Entrate parlano di \u201cbombardamento di pubblicit\u00e0 ingannevole sul premiare il merito\u201d, pur affermando di non essere contrari \u201cal fatto che si chieda ai dipendenti pubblici il rispetto di specifiche regole\u201d. Ma puntano il dito contro la mancanza di incentivi: \u201cSe non ci vengono assegnate le risorse gi\u00e0 contrattate e collegate ai risultati gi\u00e0 raggiunti negli anni passati, dov\u2019\u00e8 l\u2019incentivo a chi lavora? E l\u2019incentivo alla lotta contro l\u2019evasione fiscale? Gli impegni presi noi li abbiamo rispettati tutti, risultati alla mano, il governo non altrettanto\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[image:8561:r:s=1]Savona. A Savona la battaglia fra i dipendenti pubblici ed il ministro Renato Brunetta vede in prima linea i lavoratori dell\u2019Agenzia delle Entrate, in stato di agitazione sindacale da oltre una settimana. Nessuno dei lavoratori fiscali \u00e8 propriamente in sciopero, ma sta attuando altre forme di protesta per opporsi al clima di \u201ccaccia al fannullone\u201d. 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