{"id":302398,"date":"2015-09-25T09:24:11","date_gmt":"2015-09-25T07:24:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=302398"},"modified":"2015-09-25T13:06:09","modified_gmt":"2015-09-25T11:06:09","slug":"legata-seminuda-ad-un-albero-per-farla-soffocare-il-delitto-di-laura-iarossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/09\/legata-seminuda-ad-un-albero-per-farla-soffocare-il-delitto-di-laura-iarossi\/","title":{"rendered":"Legata seminuda ad un albero per farla soffocare: il delitto di Laura Iarossi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Un delitto efferato per il quale, purtroppo, non \u00e8 mai stato trovato un colpevole. E\u2019 quello di Laura Iarossi, trentunenne di Savona uccisa il 7 aprile del 1991 in un campo di Pontecurone, nell\u2019alessandrino.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_676\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_676\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_676').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_676\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Laura, che aveva problemi di tossicodipendenza, per mantenersi faceva la prostituta e proprio dopo una serata di lavoro ha trovato la morte. A ricordare la sua storia \u00e8 Roberto Nicolick che racconta anche la scoperta del delitto e le successive indagini.<\/p>\n<p>\u201cDue contadini camminavano nella prima mattinata di domenica 7 aprile del 1991, nel campo incolto, avanzavano a fatica tra le zolle, dovevano raggiungere localit\u00e0 Brugna di Pontecurone, per tagliare dei vecchi alberi di cachi che oramai non producevano pi\u00f9 frutti. Quello che videro gel\u00f2 loro il sangue: una giovane donna era appesa per le braccia ai rami di uno di questi alberi, nuda, tranne che per una minigonna viola, aperta sul davanti, il capo era flesso in avanti quasi a toccare lo sterno, con i capelli lunghi a coprirle il viso, le braccia erano innaturalmente stirate dietro verso l\u2019alto e i polsi erano legati strettamente tra loro al ramo pi\u00f9 robusto e pi\u00f9 rialzato, al collo una calza di nylon, strettamente annodata\u201d spiega Nicolick.<\/p>\n<p>\u201cGli slip bianchi sono accanto all\u2019albero, mentre i vestiti erano sparsi tutto attorno e in parte in un rigagnolo che scorre vicino al campo. I due agricoltori \u2013 prosegue nel racconto Nicolick \u2013 spaventati, corrono immediatamente al telefono pi\u00f9 vicino e avvisano i Carabinieri. Dopo una mezzora, il campo pullula di uomini in divisa arrivati dal comando di compagnia di Tortona. Nessuno conosce la poveretta, qualcuno ipotizza che sia una delle pendolari della prostituzione che dalla Liguria salgono sino al triangolo Alessandria, Tortona, Voghera a cercare clienti occasionali. Una sua foto viene inviata per fax al Comando di Genova e arriva la prima conferma: Laura di anni 31, nata a Savona e residente a Legino, tossicodipendente con piccoli precedenti\u201d.<\/p>\n<p>A riconoscerla, come racconta Nicolick, fu la sorella: \u201cI Carabinieri accompagnano la notte stessa a Pontecurone, la sorella residente a Savona che effettua il riconoscimento della salma, aggiungendo che la vedeva solo saltuariamente. Il suo ultimo domicilio conosciuto \u00e8 una pensioncina nel centro storico di Genova, presso cui ha lasciato alcune valigie come pegno in attesa di saldare qualche piccolo debito. All\u2019interno di una delle valigie i Carabinieri trovano una agendina, in essa la giovane donna aveva descritto in modo minuzioso la dinamica di un rapimento di cui era stata vittima sulle strade di Voghera, questa agendina viene studiata dagli inquirenti nella speranza che possa dare una traccia per trovare l\u2019assassino\u201d.<\/p>\n<p>\u201cViene effettuata l\u2019autopsia presso l\u2019ospedale di Tortona, la morte \u00e8 avvenuta per lento e purtroppo doloroso soffocamento, le braccia allungate in modo innaturale dietro e il peso del corpo hanno fatto si che avvenisse il blocco del diaframma, non poteva respirare ne deglutire. Il medico legale trova tracce di punture sulle braccia e soprattutto stabilisce che Laura era incinta di cinque mesi, la calza stretta al collo non era la causa principale della morte, che viene posizionata la sera precedente al ritrovamento, quindi alle ore 21 circa. Le indagini partono immediatamente. Si stabilisce che la ragazza aveva terminato la sua giornata di lavoro in zona, esattamente in un vialone alberato a Montebello della Battaglia, zona topica per la prostituzione e luogo dove i clienti corrono a frotte, per consumare sesso a pagamento, oppure solo per visionare le donne e fare loro degli apprezzamenti, il classico \u2018puttantour\u2019. Laura alle 2 del mattino era ancora viva, si apprestava a fare ritorno a Genova. Forse \u00e8 stata convinta a fare un ultimo incontro che potrebbe essere avvenuto in una cascina poco distante, il terreno \u00e8 fangoso e bagnato quindi non ha conservato le tracce\u201d aggiunge Nicolick.<\/p>\n<p>\u201cLa poveretta aveva sempre con s\u00e9 una borsetta a forma di bustina che per\u00f2 non si trova, forse \u00e8 stata portata via da chi l\u2019ha uccisa. Aveva un compagno di vita, il quale viene rintracciato, \u00e8 un piccolo pregiudicato di Voghera, nel corso dell\u2019interrogatorio ammette di essere il padre della creatura che portava in grembo Laura. In seguito questo personaggio subir\u00e0 un attentato. Nel basso Piemonte, nel Tortonese e a Voghera, c\u2019era in quel periodo, una lotta tra gang per il controllo della prostituzione che rendeva moltissimo ai protettori. Il territorio era la posta in gioco e le prostitute che rendevano di pi\u00f9, erano anch\u2019esse pedine da conquistare, chi non si piegava rischiava moltissimo e il rischio maggiore era proprio per le sventurate che erano sulla strada di giorno e soprattutto di notte\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOltre a rischiare di trovare un maniaco che le assassinasse, c\u2019era il rischio di essere ammazzate dalla gang rivale del loro protettore. Le poverette erano il classico vaso di terracotta tra i vasi di ferro. Forse Laura incapp\u00f2 proprio in una di queste faide, lei che comunque batteva il marciapiede unicamente per poter acquistare le dosi di eroina che le erano necessarie. Nella stessa zona furono assassinate prima di lei e dopo, due sue colleghe, una Rumena, Teodora, e una Nigeriana, Dorah, una accoltellata e l\u2019atra ammazzata e poi bruciata sino a carbonizzarne il corpo. Quella era una zona ad alto rischio per le donne che si prostituivano. Per qualche tempo le indagini proseguirono, poi si arenarono e i suoi o il suo assassino non furono mai arrestati\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOra Laura riposa nel cimitero di Savona e al suo funerale furono presenti solo cinque persone fra parenti e amici, dimenticata anche nella morte e nel ricordo dai vivi che non seppero darle l\u2019amore e la considerazione che lei chiedeva\u201d conclude Roberto Nicolick.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vittima era una savonese di 31 anni con problemi di tossicodipendenza<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,34],"tags":[],"class_list":["post-302398","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-cronaca","post_cat_citta-savona","post_tag_personaggi-roberto-nicolick"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/302398","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=302398"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/302398\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=302398"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=302398"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=302398"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}