{"id":302130,"date":"2015-09-21T18:32:43","date_gmt":"2015-09-21T16:32:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=302130"},"modified":"2015-09-21T18:45:17","modified_gmt":"2015-09-21T16:45:17","slug":"archeologi-per-un-giorno-ad-albenga-lo-scavo-di-san-calocero-aperto-alle-scuole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/09\/archeologi-per-un-giorno-ad-albenga-lo-scavo-di-san-calocero-aperto-alle-scuole\/","title":{"rendered":"Archeologi per un giorno: ad Albenga lo scavo di San Calocero aperto alle scuole"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga.<\/strong> Hanno preso avvio da alcuni giorni gli scavi archeologici al sito di San Calocero, un vero scrigno di antichit\u00e0, incastonato sul Monte all\u2019inizio del percorso della Iulia Augusta. Gli interventi, sotto la direzione del prof. Philippe Pergola del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e con la collaborazione dell\u2019Universit\u00e9 di Aix-Marseille e del Politecnico di Milano, sono coordinati sul campo da Stefano Roascio e dall\u2019archeoantropologa Elena Dell\u00f9. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_377\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_377\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Grazie al fattivo sostegno della Fondazione Lamboglia, a cui si deve gi\u00e0 un cospicuo intervento lo scorso anno e, quest\u2019anno, anche della Fondazione De Mari, della Conad di Vadino e del Campeggio Isola, nonch\u00e8 della Fondazione Oddo \u2013 con cui c\u2019\u00e8 un fruttuoso rapporto in atto \u2013 le ricerche si protrarranno fino alla seconda met\u00e0 di ottobre. <\/p>\n<p>Spiega Stefano Roascio, direttore del cantiere di scavo: \u201cCome sempre abbiamo una ottima \u00e8quipe che lavora sul campo che, quest\u2019anno, ha una caratura particolarmente internazionale: oltre ai ragazzi provenienti dalle maggiori universit\u00e0 nazionali, abbiamo avuto al lavoro un buon gruppo di studiosi spagnoli, ma non mancano neppure i francesi e, addirittura, una ragazza cinese, spostatasi in Italia per studiare archeologia. L\u2019intento di questa campagna \u00e8 quello di continuare il saggio aperto di fronte alla facciata della chiesa tardo-antica, nel tentativo di ancorare ad una cronologia certa la costruzione della basilica, ma anche di capire quali fossero le funzioni e gli usi dell\u2019area al momento dell\u2019edificazione della chiesa. Stiamo gi\u00e0 intravvedendo le strutture di nuove sepolture, che sembrano di una fase precedente rispetto a quelle scavate lo scorso anno e soprattutto della cosiddetta \u201cstrega bambina\u201d, datata con il Carbonio 14 ad epoca tardo medievale, che tanto ha incuriosito e fatto discutere a livello mondiale\u201d. <\/p>\n<p>\u201cUn secondo saggio, invece, \u00e8 stato impiantato al centro della navata e ha l\u2019intento di raccordare le aree di scavo che furono di Nino Lamboglia, negli anni trenta del Novecento e, successivamente, del prof. Pergola, che inizi\u00f2 il suo lungo rapporto con il sito a met\u00e0 anni ottanta. Si tratta di un settore limitato, ma molto delicato, anche perch\u00e8 fino ad ora \u2013 ad eccezione dell\u2019abside scavata dal prf. Pergola \u2013 la navata centrale non era ancora stata indagata con una moderna e aggiornata metodologia stratigrafica. Per ora abbiamo rimosso le tracce di due pavimentazioni: quella tardo medievale e quella medievale e ci stiamo portando ad indagare gli strati pi\u00f9 profondi, che iniziano a restituire materiale tardo-antico, compatibile con l\u2019edificazione della chiesa che ospit\u00f2 con tutta probabilit\u00e0 i resti del martire Calocero\u201d. <\/p>\n<p>A partire da questa settimana, inoltre, avr\u00e0 inizio una collaborazione con le scuole elementari e medie dell\u2019istituto comprensivo Albenga I, sotto la direzione del Dirigente Scolastico Riccardo Badino. Spiega ancora Roascio: \u201cLo scorso anno avevamo ospitato numerosissime classi dei licei ingauni in visita agli scavi, ora \u00e8 la volta delle elementari e delle medie. Si tratta di iniziative per noi piuttosto onerose e complesse, perch\u00e8 impongono di dedicare personale preparato alle visite guidate e alle attivit\u00e0 didattiche, tuttavia riteniamo che il rapporto con la cittadinanza e specialmente con le scuole, di ogni ordine e grado, sia vitale: la ricerca archeologica non deve essere vista come un campo per soli specialisti, ma va inquadrata in una attivit\u00e0 attiva di studio del territorio, che deve essere svolta con il coinvolgimento pi\u00f9 capillare della cittadinanza e specialmente dei pi\u00f9 giovani, con l\u2019intento di riavvicinare la popolazione ai propri beni culturali e, in definitiva, alle proprie millenarie radici storiche\u201d. <\/p>\n<p>\u201cPer le terze medie abbiamo previsto una visita guidata pi\u00f9 \u201ctradizionale\u201d, volta a scoprire sia il sito \u2013 forse la pi\u00f9 suggestiva area archeologica di Albenga \u2013 sia il cantiere di scavo in piena attivit\u00e0. Mentre per coinvolgere pi\u00f9 da vicino i bambini delle elementari abbiamo pensato di organizzare un vero e proprio scavo didattico tutto per loro. I bambini, guidati dagli insegnanti e da archeologi specializzati nella didattica, avranno pertanto modo di scavare direttamente, apprendendo le principali tecniche di documentazione, rilevamento e classificazione dei materiali in uso nella moderna archeologia stratigrafica. Non mancher\u00e0 il divertimento e l\u2019interesse della \u201cscoperta\u201d e siamo sicuri che, cos\u00ec facendo, potremo appassionare i bambini alla ricerca storica e interessarli alla riscoperta di un territorio che, specialmente nella tarda antichit\u00e0, ha avuto un ruolo cruciale per tutta la regione\u201d. <\/p>\n<p>E\u2019 stato lo stesso prof. Philippe Pergola, Decano del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e archeologo di fama internazionale, a volere l\u2019attivit\u00e0 didattica per le scuole, dice infatti: \u201cAvevamo gi\u00e0 organizzato attivit\u00e0 di scavo simulato per i bambini molti anni fa a Mariana, in Corsica, e gi\u00e0 allora ci rendevamo conto di quanto fosse importante coinvolgere i pi\u00f9 giovani nella ricerca del passato. Oggi riproponiamo questa iniziativa per la prima volta ad Albenga. Tra l\u2019altro questo genere di attivit\u00e0, gi\u00e0 stimolante di per se anche quando \u00e8 fatta nei musei, qui ha il vantaggio di essere ospitata su un sito con un vero scavo archeologico in corso. Pertanto i ragazzi si potranno misurare con lo scavo degli archeologi e poi potranno cimentarsi in prima persona in uno scavo \u201cdedicato\u201d all\u2019interno del sito stesso, una opportunit\u00e0 spesso difficile da organizzare\u201d. <\/p>\n<p>Aggiunge ancora Pergola: \u201cabbiamo appreso che finalmente si sta preparando un accordo di programma tra Soprintendenza, titolare del bene, e Comune per rendere aperto al pubblico San Calocero; ci\u00f2 non pu\u00f2 che farci piacere, tanto pi\u00f9 per il fatto che in una convenzione con la Diocesi, ancora attiva, avevamo proposto proprio lo stessa cosa e sicuramente, se oggi si arriver\u00e0 all\u2019apertura del sito, ci\u00f2 lo si deve anche agli archeologi che tanto hanno lavorato alla ricerca in questo luogo, Lamboglia negli anni trenta, ma poi anche l\u2019\u00e9quipe da me diretta a partire dagli anni ottanta, grazie al diretto coinvolgimento dell\u2019allora Soprintendente Anna Zevi e di Giuseppina Spadea, funzionaria di Albenga, che mi chiam\u00f2 a dirigere la ricerca e con la quale ebbi un periodo di felice condivisione scientifica dell\u2019iniziativa\u201d. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. 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