{"id":301909,"date":"2015-09-18T09:42:26","date_gmt":"2015-09-18T07:42:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=301909"},"modified":"2015-09-18T09:42:26","modified_gmt":"2015-09-18T07:42:26","slug":"la-donna-che-resto-segregata-a-savona-per-120-giorni-il-rapimento-di-tullia-kauten","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/09\/la-donna-che-resto-segregata-a-savona-per-120-giorni-il-rapimento-di-tullia-kauten\/","title":{"rendered":"La donna che rest\u00f2 segregata a Savona per 120 giorni: il rapimento di Tullia Kauten"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Centoventi giorni di prigionia in una casa di Savona dove i suoi rapitori l\u2019avevano segregata in attesa che venisse pagato il riscatto. Protagonista, suo malgrado, di questa storia \u00e8 un\u2019imprenditrice milanese: Tullia Kauten. A ripercorrere questa vicenda, che risale al lontano marzo 1980, \u00e8 Roberto Nicolick.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_903\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_903\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cTullia \u2013 spiega Nicolick \u2013 \u00e8 una giovane donna di 43 anni, si occupa di commercio, e gestisce nel milanese, assieme alla famiglia una grande ditta di import export di abbigliamento, la donna \u00e8 una manager molto attiva e dinamica, che ha scelto di sposare il lavoro. Ha solo un cagnolino che la segue sempre, un bassotto nero a pelo ispido che si chiama Ticonderoga, sembra un nome buffo, in realt\u00e0 \u00e8 una localit\u00e0 dove si svolse un episodio della Guerra di Indipendenza Americana\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUna sera, intorno alle 19,30 esce dalla ditta e con il suo fidato cagnolini, raggiunge la sua BMW posteggiata poco lontano, non ci arriver\u00e0 mai, sar\u00e0 rapita e portata via da una banda dedita ai sequestri di persona. Viene caricata su una 132 FIAT rubata in centro a Milano poche ore prima.. Il cane , nel corso del sequestro, scappa in azienda, raggiunge la porta e guaisce attirando l\u2019attenzione del personale che trovano l\u2019auto della manager con le portiere chiuse, alcuni pacchetti sui sedili e un bottone del cappotto della donna. Subito scattano le ricerche con numerosi posti di blocco. Il timore \u2013 prosegue Roberto Nicolick \u2013 \u00e8 che faccia la fine di una precedente rapita, Enrica Marelli che mor\u00ec per gli stenti subiti nel rapimento. L\u2019auto usata per il sequestro sar\u00e0 ritrovata al quartiere della Barona, con a bordo la borsa nera della donna, il suo passaporto e altri documenti\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa donna viene portata a Savona, chiusa in una cassa di legno e segregata in un appartamento in Via Lichene, a pochi metri dalla Caserma dei Carabinieri. Nella casa \u00e8 stata ricavata un stanzetta insonorizzata, con pochissimi mobili, la poveretta verr\u00e0 legata con una catena alla brandina, le metteranno dei tappi di cera nelle orecchie per impedire che ascolti le conversazioni dei complici dei rapitori, tuttavia la Kauten riusc\u00ec pur se chiusa nella cassa di legno a contare i gradini della scala e questo sar\u00e0 di aiuto alle indagini\u201d racconta ancora Nicolick.<\/p>\n<p>\u201cAl sequestro partecipano con diversi ruoli una dozzina di persone, uomini e donne, tutti affiliati ad un clan appartenente alla  malavita organizzata Calabrese e con base a Plat\u00ec. Le indagini e le ricerche vengo portate avanti in coordinazione tra la  Questura di Milano e quella di Savona per competenza territoriale visto il luogo della prigione. La richiesta del riscatto ammonta da un miliardo di lire, che viene pagato. Ovviamente tutte le serie delle banconote consegnate agli emissari dei rapitori sono annotate mentre le indagini vanno avanti. La donna verr\u00e0 tenuta in prigionia per ben 120 giorni, si ammaler\u00e0 e sar\u00e0 curata da un medico compiacente e poi liberata nelle campagne di Buccinasco.  Due coppie residenti a Savona una delle quali proprietaria, avevano l\u2019onere di sorvegliarla e darle da mangiare, verranno arrestati poco dopo la liberazione dell\u2019ostaggio\u201d.<\/p>\n<p>\u201cI rapitori inoltre commettono un errore imperdonabile, si recano al mercato scoperto del luned\u00ec a Savona e passando da diversi ambulanti comprano merce per poche migliaia di lire pagando con biglietti da centomila, lo scopo \u00e8 chiaro, vogliono riciclare il denaro del riscatto o parte di esso. La manovra non passa inosservata, vengono pedinati e poco per volta portano gli inquirenti sulle tracce di tutti componenti della banda che vennero arrestati in pochi giorni a Savona, Varazze, Reggio Calabria dove erano le menti del sequestro e in altri piccoli centri della Calabria, anche la donna di servizio della Kauten \u00e8 arrestata, pare che sia la basista. A Milano fu arrestata una donna Pugliere, anch\u2019essa coinvolta,   aveva con s\u00e9 12 milioni e in casa deteneva numerosi reperti archeologici di grande valore. L\u2019ultimo dei rapitori fu preso ad Aosta dopo due anni di latitanza. Della cifra pagata per la liberazione della imprenditrice furono recuperati 180 milioni in un appartamento in montagna e 280 milioni a Milano. Fu il segnale che la ndrangheta stava mettendo radici in Liguria. Nell\u201982 finalmente iniziarono controlli nelle banche da parte della Guardia di Finanza\u201d conclude Roberto Nicolick.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;imprenditrice milanese fu rapita fuori dalla sua ditta e portata dai suoi rapitori in un appartamento di via Lichene a Savona<\/p>\n","protected":false},"author":2394,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-301909","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronaca","post_cat_citta-savona","post_tag_personaggi-tullia-kauten"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/301909","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/2394"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=301909"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/301909\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=301909"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=301909"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=301909"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}