{"id":301317,"date":"2015-09-09T19:10:34","date_gmt":"2015-09-09T17:10:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=301317"},"modified":"2015-09-09T19:45:23","modified_gmt":"2015-09-09T17:45:23","slug":"asl-pronto-a-partire-il-corso-di-autodifesa-per-infermieri-di-krav-maga-parabellum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/09\/asl-pronto-a-partire-il-corso-di-autodifesa-per-infermieri-di-krav-maga-parabellum\/","title":{"rendered":"Asl, pronto a partire il corso di autodifesa per infermieri di Krav Maga Parabellum"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pietra Ligure<\/strong>. E&#8217; stato presentato ufficialmente ieri sera il\u00a0<strong>corso di autodifesa per gli operatori sanitari dell&#8217;Asl2 savonese organizzato\u00a0<\/strong><strong>dall&#8217;Asd Krav Maga Parabellum di Loano<\/strong>. L&#8217;iniziativa prender\u00e0 il via\u00a0il prossimo 6 ottobre su input del presidente dell&#8217;associazione sportiva\u00a0<strong>Davide Carosa<\/strong>, che oltre ad essere un esperto nella difesa personale e istruttore nelle tecniche di disarmo\u00a0<strong>lavora come infermiere presso il reparto di neurochirurgia\u00a0dell&#8217;ospedale Santa Corona<\/strong> di Pietra Ligure, e il compianto maestro Pino Cal\u00e0. Alla stesura del progetto, per\u00f2, hanno collaborato tutti i membri dell&#8217;Asd.<\/p>\n<p>Negli ultimi tre anni l&#8217;Asd ha tenuto corsi e seminari simili con gli studenti del corso di laurea in infermieristica ospitati nella &#8220;scuola per infermieri&#8221; del nosocomio pietrese. Di recente, l&#8217;Azienda Sanitaria savonese ha deciso di allargare il progetto anche agli operatori sanitari gi\u00e0 formati e in servizio. Ma presto il corso potrebbe trovare spazio anche presso altre Asl liguri. Anche perch\u00e9 gli infermieri sono sempre pi\u00f9 esposti al rischio di potenziali aggressioni da parte di pazienti tutt&#8217;altro che pazienti.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Il corso \u00e8 importantissimo \u2013 spiega il presidente del collegio infermieri della provincia di Savona Massimo Bona \u2013 perch\u00e9 gli operatori sanitari sono in front office rispetto al problema delle aggressioni.<\/strong> Rispetto al loro comportamento nei confronti del paziente non hanno alcuna difesa a parte la prevenzione. Il loro lavoro \u00e8 quello di stare con l&#8217;utente anche quando \u00e8 aggressivo. Ma questo vuol dire correre dei rischi. Per questo abbiamo aderito da subito a questo progetto cercando anche di estenderlo a livello regionale. Ci interessa che i nostri colleghi abbiano maggiore dimestichezza con quelle tecniche di prevenzione che l&#8217;associazione Kmp e il presidente ci hanno fatto conoscere&#8221;.<\/p>\n<p>Al momento non sono disponibili dati certi relativi al numero di aggressioni subite dagli infermieri dell&#8217;Asl2 savonese: &#8220;<strong>Un dato statistico non \u00e8 mai stato elaborato \u2013 precisa Bona<\/strong> \u2013 Non c&#8217;\u00e8 un numero preciso che ci permetta di considerare il problema come estremamente rilevante o in crescita importante. Tuttavia,<strong> ci sono delle situazioni che stano esponenzialmente aumentando.<\/strong> Anche per questo il progetto \u00e8 importante: perch\u00e9 <strong>ci permetter\u00e0 di raccogliere dati utili e capire il tipo di aggressione, le situazioni conflittuali che si verificano e le conseguenze sugli operatori sanitari<\/strong>. Da qui potremo comprendere come formare gli infermieri per insegnare loro a fronteggiare al meglio le situazioni potenzialmente a rischio&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Nel corso dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa \u2013 spiegano dall&#8217;associazione sportiva loanese \u2013 <strong>gli operatori sanitari delle strutture ospedaliere e territoriali possono essere coinvolti in problematiche anche gravi, come le aggressioni<\/strong>. Il National Institute of Occupational Safety and Health definisce la violenza sul posto di lavoro come: &#8216;Ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale che si verifica durante il turno lavorativo&#8217;. Questi episodi sono in costante crescita e avvengono principalmente all\u2019interno di ospedali, pronto soccorsi e reparti psichiatrici; strutture territoriali come il Sert per il trattamento delle tossicodipendenze; centri di salute mentale, servizi residenziali e sociali, l\u2019assistenza domiciliare, i reparti di lunga degenza e il 118&#8243;.<\/p>\n<p>Insomma, gli operatori sanitari svolgono una professione &#8220;<strong>ad alto rischio in quanto sono a stretto contatto con il paziente e sono impegnati a gestire rapporti caratterizzati da una condizione di forte emotivit\u00e0<\/strong>, sia da parte del paziente stesso che dei familiari o degli accompagnatori. Gli episodi di violenza sono spesso associati all\u2019aumento di persone con disturbi psichiatrici, acuti o cronici, dimessi dalle strutture ospedaliere e residenziali; dall\u2019assunzione o all\u2019abuso di alcol e droga, dall\u2019accesso senza controllo di visitatori presso ospedali e strutture ambulatoriali, dalle lunghe attese nelle zone di emergenza o nelle aree cliniche, che possono favorire nei pazienti o accompagnatori uno stato di frustrazione per l\u2019impossibilit\u00e0 di ottenere subito le prestazioni richieste. Inoltre il ridotto numero di personale durante alcuni momenti di maggiore attivit\u00e0 (trasporto pazienti, visite, esami diagnostici) o la presenza di un solo operatore a contatto con il paziente durante visite, esami, trattamenti pu\u00f2 aumentare il rischio di tali aggressioni. <strong>Il comportamento violento avviene spesso secondo una progressione che, partendo dall\u2019uso di espressioni verbali offensive, arriva fino a gesti estremi quali lesioni personali anche gravi<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Da qui nasce la necessit\u00e0 di insegnare al personale sanitario le principali tecniche di autodifesa. Che, \u00e8 bene sottolinearlo, non hanno un carattere di &#8220;offesa&#8221;, ma proprio di &#8220;difesa&#8221;: <strong>gli operatori, infatti, non utilizzeranno mai le nozioni apprese per aggredire un paziente, ma soltanto per evitare che un eventuale episodio di violenza possa causare danni fisici a loro o allo stesso paziente<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;Con autodifesa o difesa personale \u2013 spiegano ancora i responsabili di Krav Maga Parabellum \u2013 si indica la capacit\u00e0 di difendersi dai pericoli e dalle minacce all&#8217;integrit\u00e0 fisica e psichica. Essa pu\u00f2 consistere anche nel saper gestire o evitare una disputa (non necessariamente sfociante in aggressione di tipo fisico o verbale) tra individui prima che per svariati motivi, possano giungere ad uno scontro. La difesa personale non \u00e8 sinonimo di violenza per sopraffare fisicamente un avversario prima che sia lui a farlo e confondendola con mere tecniche di lotta quali street fighting. In realt\u00e0, la difesa personale comprende esclusivamente tecniche e strategie per la difesa dalle aggressioni fisiche, psicologiche e verbali. <strong>La difesa personale deve quindi essere vista come una cultura di prevenzione adatta a tutti<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire in modo diverso: &#8220;Il progetto &#8216;Araba Fenice&#8217; ha l&#8217;obiettivo di prevenire gli atti di violenza contro gli operatori sanitari attraverso la conoscenza di tecniche atte ad allontanare da s\u00e9 potenziali azioni aggressive, come la comunicazione verbale e non verbale e la consapevolezza di se stessi e di chi abbiamo di fronte, fino ad arrivare ad apprendere le basi della difesa personale. Al termine di questa proposta formativa gli operatori avranno appreso <strong>una base di autodifesa, attraverso semplici tecniche di divincolo da una presa, costrizione e immobilizzazione, senza l\u2019utilizzo di tecniche di percussione sull\u2019aggressore<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>&#8220;Il seminario sar\u00e0 articolato in 6 lezioni settimanali e sar\u00e0 suddiviso in una parte pratica nella quale verranno proposte situazioni quanto pi\u00f9 possibile reali e potenzialmente a rischio. La parte teorica avr\u00e0 lo scopo di far apprendere agli operatori l\u2019importanza della lettura del linguaggio del corpo e della postura. Inoltre si lavorer\u00e0 sulla gestione del proprio stato, sulla determinazione, la concentrazione e la sicurezza&#8221;.<\/p>\n<p>Tra i docenti del corso figurano Barbara D\u2019Alessandro, mental coach specializzata in metodologie nel campo della comunicazione, e Massimiliano Pulito, ideatore &#8220;Sistema Powerful Inside&#8221; e istruttore specializzato nel linguaggio non verbale (che \u00e8 il primo strumento di comunicazione tra due persone).<\/p>\n<p>&#8220;Io mi occuper\u00f2 di favore la crescita personale degli operatori sanitari nell&#8217;ottica della sicurezza e della gestione dello stato emotivo degli infermieri \u2013<strong> spiega Barbara D&#8217;Alessandro \u2013 La gestione della crisi dipende dalla calma, dalla tranquillit\u00e0, dalla determinazione con cui i singoli individui sono in grado di gestire le situazioni che si presentano<\/strong>. Saper gestire il proprio stato \u00e8 fondamentale: nella fase dell&#8217;aggressione occorre concentrarsi sulla respirazione e avere la consapevolezza delle proprie risorse&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Il 90 per cento della comunicazione avviene al 90 per cento attraverso il corpo \u2013 <strong>spiega Massimiliano Pulito \u2013 E&#8217; un fattore molto importante ma spesso non ci si pensa. Siamo abituati a considerare solo il linguaggio verbale, ma la prima comunicazione avviene attraverso il corpo. Per questo per evitare le situazioni di crisi occorre porsi nel modo giusto<\/strong>. E per non essere minacciosi occorre ad esempio stare eretti, con busto eretto e testa dritta senza accentuare nessun arto. Il petto troppo &#8216;in fuori&#8217; non comunica tranquillit\u00e0 ma d\u00e0 fastidio. Occorre saper gestire il proprio corpo per evitare e prevenire le situazioni potenzialmente pericolose&#8221;.<\/p>\n<p>Il corso ideato dal Kmp ha ottenuto l&#8217;appoggio della sezione savonese dello Csen, il Centro Sportivo Educativo Nazionale: &#8220;Siamo fieri del progetto presentato da Kmp \u2013 commenta Vincenzo Tripodi \u2013 Il nostro presidente nazionale \u00e8 entusiasta del lavoro che stiamo facendo qui, perch\u00e9 \u00e8 una novit\u00e0 assoluta&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ci interessa che gli infermieri abbiano maggiore dimestichezza con quelle tecniche di prevenzione e autodifesa&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[9030,64280,64003,75029,69647],"class_list":["post-301317","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-asl-2-savonese","tag-associazione-krav-maga-parabellum","tag-corso-autodifesa","tag-csen","tag-ospedale-santa-corona-pietra-ligure","post_cat_citta-pietra-ligure","post_tag_personaggi-barbara-dalessandro","post_tag_personaggi-davide-carosa","post_tag_personaggi-massimiliano-pulito","post_tag_personaggi-massimo-bona","post_tag_personaggi-vincenzo-tripodi"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/301317","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=301317"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/301317\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=301317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=301317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=301317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}