{"id":29884,"date":"2008-07-21T14:09:27","date_gmt":"2008-07-21T12:09:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2008\/07\/21\/regione-il-pd-propone-di-liberare-la-caccia-nei-boschi-bruciati\/"},"modified":"2008-07-21T14:09:27","modified_gmt":"2008-07-21T12:09:27","slug":"regione-il-pd-propone-di-liberare-la-caccia-nei-boschi-bruciati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2008\/07\/regione-il-pd-propone-di-liberare-la-caccia-nei-boschi-bruciati\/","title":{"rendered":"Regione, il PD propone di liberare la caccia nei boschi bruciati"},"content":{"rendered":"<p><strong>Regione<\/strong>. E\u2019 stata presentata oggi dal consigliere regionale Ezio Chiesa del Partito Democratico una proposta di legge alle Camere affinch\u00e9 nei soprassuoli di boschi e pascoli percorsi dal fuoco si possano cacciare, ad esempio, cinghiali, caprioli, daini, camosci, cervi, colombacci, beccacce, allodole. L\u2019iniziativa normativa \u201cModifica all\u2019articolo 10 della legge 21 novembre 2000 numero 353\u201d, sottoscritta anche dai colleghi del centrosinistra Lorenzo Basso, Ubaldo Benvenuti, Michele Boffa, Fabio Broglia, Luigi Cola, Antonino Miceli, Minella Mosca, Vito Vattuone, Moreno Veschi, punta a cambiare la \u201cLegge quadro in materia d\u2019incendi boschivi\u201d, che in queste zone danneggiate dai roghi vieta anche l\u2019attivit\u00e0 venatoria per dieci anni.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_639\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_639\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Le prescrizioni della legge 353 nazionale hanno lo scopo di contribuire a creare le condizioni per una ricrescita spontanea dei boschi distrutti dal fuoco e per rigenerare l\u2019habitat naturale dove la fauna stanziale possa ritornare a vivere. Ma Chiesa sottolinea che il no all\u2019esercizio della caccia pu\u00f2 produrre una serie di problemi legati alla riproduzione del manto vegetale nelle aree percorse da incendi laddove sono molto diffusi gli ungulati selvatici.<\/p>\n<p>\u201cPu\u00f2 accadere infatti\u201d spiega il consigliere Ezio Chiesa, \u201cche la presenza di cinghiali, caprioli, daini, camosci e cervi ostacoli la crescita delle piccole piante e dei germogli, rendendo pi\u00f9 ardua la ricostituzione dell\u2019ambiente naturale, non pi\u00f9 esistente a causa del fuoco. Si determina in questo modo una situazione anomala rispetto alla finalit\u00e0 della legge, che vieta il pascolo agli animali domestici, ma non contiene alcuna misura per impedire i danni alla ricrescita del bosco da parte degli ungulati selvatici.\u201d<\/p>\n<p>Questo problema ha conosciuto dimensioni pi\u00f9 ampie con l\u2019aumentare della presenza degli ungulati selvatici nell\u2019intero territorio della Liguria e ha eguale portata anche nelle zone che sono oggetto di normale sfruttamento forestale da parte dei silvicoltori. Da queste considerazioni nasce la proposta di prevedere che il divieto di caccia nei soprassuoli colpiti da incendi per dieci anni non valga per gli ungulati, modificando di conseguenza il comma 1 dell\u2019articolo 10 della legge 353\/2000.<\/p>\n<p>\u201cRiteniamo inoltre\u201d sottolinea Chiesa, \u201cche il divieto all\u2019esercizio della attivit\u00e0 venatoria previsto abbia la finalit\u00e0 di tutelare in particolare la fauna selvatica stanziale, il cui habitat naturale \u00e8 stato percorso dal fuoco e che deve essere ricostruito spontaneamente, per permettere un ripopolamento di specie animali autoctone. Da questa valutazione ne deriva che non sussistano analoghe e particolari esigenze di tutela per quanto riguarda l\u2019avifauna migratoria, ovvero gli uccelli migratori, per i quali non vi \u00e8 un legame cos\u00ec diretto con uno specifico ambiente come nel caso della fauna stanziale.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regione. 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