{"id":298644,"date":"2015-08-01T13:22:55","date_gmt":"2015-08-01T11:22:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=298644"},"modified":"2015-08-01T13:22:55","modified_gmt":"2015-08-01T11:22:55","slug":"a-colloquio-con-gianluca-grava-per-parlare-della-cura-del-talento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/08\/a-colloquio-con-gianluca-grava-per-parlare-della-cura-del-talento\/","title":{"rendered":"A colloquio con Gianluca Grava per parlare della cura del talento"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Durante le tre missioni esplorative consecutive svolte dal ct Felicino Vaniglia nell\u2019hinterland partenopeo con lo scopo di monitorare il movimento calcistico giovanile campano, si sono venute a creare le premesse per beneficiare di una chiacchierata esclusiva a 360 gradi con Gianluca Grava, responsabile tecnico del settore giovanile del Napoli, il quale ha tracciato un bilancio del suo operato a poco pi\u00f9 di un anno alla guida del vivaio azzurro.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_230\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_230\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Dal campo alla scrivania (di recente \u00e8 stato appositamente premiato al \u201cSan Paolo\u201d per i dieci anni trascorsi nella SSC Napoli), Gianluca Grava un anno e mezzo fa ha vissuto questo passaggio, e si \u00e8 dedicato con passione alla guida del settore giovanile del Napoli, che rappresenta una missione di grande respiro, che coinvolge anche l\u2019aspetto sociale, umano ed educativo. Essendo arrivato il momento giusto per fare un bilancio del lavoro compiuto con un occhio ai progetti per il futuro, e ottenuta l\u2019autorizzazione di prassi, abbiamo provveduto ad intervistare in esclusiva Gianluca Grava, incontrandolo nel ventre del centro di Castel Volturno, negli uffici della societ\u00e0 vesuviana insieme al responsabile organizzativo Cristiano Mozzillo.<\/p>\n<p>Sappiamo che ha ricevuto un meritato premio per i suoi dieci anni nella SSC Napoli.<br>\nCi racconti le emozioni: cosa ha provato nel tornare sul terreno di gioco del San Paolo?<\/p>\n<p>\u201cHo provato fortissime emozioni, la maglia azzurra per me \u00e8 sempre stata molto pi\u00f9 importante di tutto, trasmette sensazioni indescrivibili. Ringrazio il presidente De Laurentis per avermi fatto realizzare il sogno che avevo da bambino, di aver chiuso qui la carriera e di far ancora parte di questa grande famiglia. Ho ricordi splendidi di questa larga fetta della mia vita, uscire tra gli applausi dei sessantamila del San Paolo il giorno dell\u2019addio pur non essendo un \u201cMaradona\u201d \u00e8 stato, \u00e8 e sar\u00e0 indimenticabile ma ricevere i cori e le manifestazioni d\u2019affetto da parte dei tifosi a due anni di distanza mi ha riempito il cuore di gioia ed orgoglio. La piazza di Napoli mi ha dato tanto, mi ha fatto sentire unico, spero di aver ricambiato in questi anni quest\u2019affetto con l\u2019attaccamento ai colori azzurri. Non nascondo che ero emozionato come il primo giorno in cui ho calcato l\u2019erba del San Paolo, \u00e8 stato fantastico poi ascoltare la Curva che invocava il mio nome\u201d.<\/p>\n<p>Dopo poco pi\u00f9 di un anno alla guida del vivaio: ci fa un bilancio sul suo operato?<\/p>\n<p>\u201cMi sono concentrato soprattutto sulla necessit\u00e0 di riallacciare o in alcuni casi allacciare ex novo i rapporti con tutte le scuole calcio; abbiamo organizzato per questo motivo diverse amichevoli (ne facciamo circa cinque a settimana), che penso siano il modo pi\u00f9 giusto per sondare e \u201cvivere\u201d il territorio. Abbiamo ricevuto un feedback importante, al di l\u00e0 della categoria e dell\u2019et\u00e0 ho riscontrato l\u2019emozione dei ragazzi delle altre squadre nell\u2019affrontare il Napoli. Ho avuto l\u2019onore di indossare questa maglia, che ha un peso specifico molto significativo anche da ragazzini. Sono orgoglioso del fatto che il nostro settore giovanile dia spazio quasi esclusivamente a ragazzi campani mentre in Italia i vivai sono pieni di calciatori stranieri. Ci\u00f2 che mi rammarica \u00e8 che nel territorio, anche se si professano quasi tutti tifosi del Napoli, spesso non sia cos\u00ec. Molti fanno la guerra a questa societ\u00e0 e mi dispiace per le opportunit\u00e0 che si negano ai ragazzi. M\u2019arrabbio molto quando so che ragazzini del \u20182002, del \u20182003 sono \u201cbloccati\u201d da club del Nord, anche se questa procedura \u00e8 vietata dalla legge. C\u2019indigniamo tutti per i cori razzisti ascoltati negli stadi di tutta Italia ma poi le scuole calcio aiutano i club del Nord nel prendere i migliori ragazzi della nostra terra. Nessuna maglia pu\u00f2 darti le stesse emozioni di quell\u2019azzurra, salire le scale del San Paolo soprattutto per un napoletano \u00e8 indescrivibile, me l\u2019hanno confermato anche miei ex compagni di squadra, solo a parlarne provo i brividi ; negli ultime stagioni, quando ho rinnovato il contratto di anno in anno, potevo andare a guadagnare di pi\u00f9 altrove ma sono rimasto a Napoli per amore della maglia azzurra\u201d.<\/p>\n<p>Abbiamo spesso raccontato le manovre compiute da varie societ\u00e0 italiane attraverso mediatori, procuratori, osservatori e scuole calcio di riferimento. Si aspettava un ambiente cos\u00ec difficile?<\/p>\n<p>\u201cNon pensavo che ci fosse tutto questo marciume, non mi sembra corretto bloccare e molto spesso illudere un ragazzo, poich\u00e8 spesso le promesse non si tramutano in realt\u00e0. I ragazzi tra i dodici e i quattordici anni vivono la fase dello sviluppo fisico, psicologico e tecnico, crescere nel Napoli e non nelle scuole calcio, dove spesso non si lavora in maniera adeguata, forse potrebbe consentire a tanti di migliorare, piuttosto che aspettare che qualcuno mantenga le promesse. Un ragazzino che per esempio doveva andare in una societ\u00e0 di prima fascia della serie A e poi \u00e8 stato scavalcato da altri pi\u00f9 pronti e non ha potuto raggiungere la destinazione promessa viene \u201cammazzato\u201d a livello psicologico (leggi la storia di Gianluca Capasso della ASD Frattese). Ho notato dinamiche allucinanti, ci sono procuratori che di fatto operano per societ\u00e0 importanti di Serie A oppure osservatori che, piuttosto che svolgere il proprio lavoro, \u201cparcheggiano\u201d giocatori in altre scuole calcio per poi rivenderli a club diversi da quelli per cui lavorano. Bisogna anche vedere poi quanti ragazzi che vanno fuori regione riescono a completare il loro percorso, molti tornano indietro dopo qualche anno. Non voglio fare, per\u00f2, di tutta l\u2019erba un fascio, ci sono anche tante buone scuole calcio con cui collaboriamo in maniera serena facendo il bene dei ragazzi\u201d.<\/p>\n<p>Il Napoli \u00e8 stato inserito nell\u2019elenco delle societ\u00e0 autorizzate dalla Figc per sostenere i provini dei giovani calciatori a differenza di altre realt\u00e0 che non hanno soddisfatto i requisiti richiesti\u201d.<\/p>\n<p>Come avete soddisfatto le esigenze della Federazione?<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo ricevuto una certificazione della bont\u00e0 del lavoro compiuto, \u00e8 stato accertato che abbiamo un adeguato numero di tecnici qualificati, una situazione disciplinare idonea, poi ci siamo dotati di uno psicologo dello sport che \u00e8 presente al centro sportivo Cesaro di Sant\u2019Antimo due o tre volte alla settimana. E\u2019 il primo anno che abbiamo inserito nel nostro organigramma questa figura professionale, che ora si sta dedicando ad una fase di studio e d\u2019osservazione. Stiamo organizzando colloqui personali, di squadra, con lo staff e con i genitori. Noi poi diamo tantissima importanza anche all\u2019educazione dei ragazzi e alla scuola, come dimostra la scelta di regalare il materiale scolastico a Natale\u201d.<\/p>\n<p>Parlando proprio del rapporto con le famiglie, quanto \u00e8 cambiato in tal senso il mondo del calcio rispetto al periodo in cui cresceva come calciatore Gianluca Grava?<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 cambiato tutto, il comportamento dei genitori incide molto di pi\u00f9. La grande aspettativa dei genitori \u00e8 vedere i propri figli gi\u00e0 campioni e non comprendere che nella fase di crescita e maturazione calcistica ci\u00f2 che conta \u00e8 il divertimento. Lo sport si trasforma in un incubo, quando invece dovrebbe essere un\u2019occasione per sorridere. Riempire il cuore e la mente del proprio figlio con il peso delle aspettative rischia di produrre grandi frustrazioni nei ragazzini che a dodici anni vivono delle pressioni incredibili, il calcio smette di essere un divertimento, si \u00e8 travolti dal peso delle aspettative. Io lo verifico quando ci sono le convocazioni, i ragazzini non convocati sono pi\u00f9 preoccupati per la reazione dei genitori che dispiaciuti per la scelta degli allenatori. Io racconto loro spesso la mia storia per far capire l\u2019importanza della famiglia: a circa sedici anni non volevo giocare pi\u00f9, preferivo uscire con gli amici, la ragazza, piuttosto che fare i sacrifici richiesti dal calcio. Mio padre mi disse che ero libero di fare ci\u00f2 che volevo ma che, se non avessi giocato a calcio, avrei dovuto lavorare. Non ho vergogna a dire che ho fatto il cameriere, il gommista, poi sono tornato a fare il calciatore e mio padre \u00e8 stato un martello, talvolta scherzo con lui, gli ribadisco che non mi ha mai detto bravo, anche quando ho giocato in serie A. Oggi ho capito quanto sia stato importante il suo atteggiamento, relazionandomi tutti i giorni con i genitori. Molti, invece, hanno una presunzione incredibile, sembra che tutti abbiano i fenomeni in casa. C\u2019\u00e8 una strada molto complicata da percorrere, nel settore giovanile sono tutti coccolati, fuori, quando vivi lo spogliatoio con persone che devono guadagnarsi i soldi per vivere, se non stai con i piedi per terra, vai in difficolt\u00e0. I ragazzi spesso non arrivano pronti al salto nel professionismo per le dinamiche della nostra societ\u00e0, sembra che non ci sia amore per il calcio. Ho talvolta l\u2019impressione che sia pi\u00f9 importante il contratto nell\u2019immediato che la costruzione del proprio futuro con i sacrifici. Non basta l\u2019ora e mezza d\u2019allenamento, io dal marted\u00ec gi\u00e0 pensavo alla domenica, non uscivo il venerd\u00ec e il sabato sera, quando non ci allenavamo, la mattina andavo a correre e ho sempre condotto una vita sana. Anche quando non giocavo, non mi fermavo mai, dovevo sempre farmi trovare pronto, non \u00e8 un caso che, chiamato in causa dopo molti mesi, riuscivo a stare in campo per novanta minuti senza avere i crampi, lavoravo anche nella settimana libera a Natale. Non ero assolutamente un fenomeno, molti ragazzi pi\u00f9 bravi di me non ce l\u2019hanno fatta, di talenti persi per strada ne ho visti tanti, spesso si fa fatica a trasferire questi concetti. Noi stiamo con i ragazzi solo due ore al giorno, nelle altre ventidue assorbono le pressioni dell\u2019ambiente esterno al Napoli. Lorenzo Insigne deve essere un esempio per i ragazzi, ha sempre pensato solo a giocare, accettando le scelte degli allenatori, le societ\u00e0 in cui andare in prestito individuate dalla dirigenza del Napoli\u201d.<\/p>\n<p>Tutti sono rimasti colpiti dalla tua scelta di scendere in campo durante gli allenamenti e d\u2019insegnare i movimenti da compiere, soprattutto ai difensori. Ci racconta il contributo che ha voluto dare?<\/p>\n<p>\u201cHo accettato una richiesta degli allenatori, altrimenti non mi sarei permesso d\u2019invadere la loro area di competenza. Oltre al discorso tecnico e qualche \u201ctrucco del mestiere\u201d ho voluto trasmettere ai ragazzi la passione, il senso del sacrificio. Nel mondo del calcio le distrazioni sono tante, si pu\u00f2 uscire tutte le sere, bisogna stare attenti, c\u2019\u00e8 poi il peso delle aspettative che ripeto pu\u00f2 fare molto male\u201d.<\/p>\n<p>Sul settore giovanile del Napoli girano da molti anni tante voci negative: dalla presenza dei \u201craccomandati\u201d in campo, dei tecnici impreparati alle carenze riguardo alle attrezzature. Cosa si sente di contrapporre a queste dicerie?<\/p>\n<p>\u201cIo sono partito dal rapporto con le famiglie, ai genitori ho detto che ci ho messo dieci anni per costruire una certa immagine di me stesso a Napoli e non me la rovino per nessun ragazzo. Lavoriamo alla luce del sole, mi assumo tutte le responsabilit\u00e0, naturalmente si pu\u00f2 anche sbagliare sulle scelte ma nessuno \u00e8 mai favorito. Bisogna fare i complimenti a Giuseppe Santoro e a tutti i collaboratori che hanno portato avanti il settore giovanile del Napoli anche quando c\u2019erano pochi mezzi a disposizione, e a Luigi Caffarelli, che poi l\u2019ha seguito in questo ruolo, era molto difficile accompagnare la crescita del vivaio a quella della prima squadra . Sono aperto al colloquio con tutti ma voglio specificare che per avere la licenza Uefa in questi anni \u00e8 stato necessario costruire una macchina organizzativa di livello e rispettare tutti i parametri. Abbiamo per ogni squadra staff tecnici ampi con gli allenatori in seconda, un preparatore atletico abilitato a Coverciano, un\u2019area medica con attrezzature all\u2019avanguardia e professionisti di livello che rappresenta il nostro fiore all\u2019occhiello. Abbiamo tredici fisioterapisti di cui uno che si occupa della riabilitazione da campo e medici che seguono quotidianamente tutti i ragazzi su tutti gli aspetti, nel complesso della cura della struttura fisica, con programmi individuali e un\u2019attenzione specifica a tutti gli aspetti, a cominciare dalla postura. Poi spesso sento dire che tante persone chiamano per conto del Napoli, non \u00e8 assolutamente vero, siamo solo io e Mozzillo a rappresentare la societ\u00e0 con le scuole calcio. Riguardo alle strutture, sono stati compiuti grandi passi in avanti, a Sant\u2019Antimo c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di fare palestra, di lavorare in piscina. In realt\u00e0 ci sono molte scuole calcio virtuose con cui abbiamo un ottimo rapporto, ma tanti altri che dicono di essere amici ma poi fanno la guerra al Napoli. Qualcuno \u00e8 stato capace di chiederci la luna per un \u20182004, anche se, come sanno tutti, non si pu\u00f2 sottoscrivere un vincolo pluriennale fino al compimento dei quattordici anni d\u2019et\u00e0, quindi, un ragazzino potrebbe anche andare via per qualsiasi motivo e il nostro investimento sarebbe vanificato molto presto. Al Napoli non manca nulla, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di crescere in maniera sana. Si dice spesso che dobbiamo strutturare un\u2019area scouting pi\u00f9 ampia ma in realt\u00e0 bisogna cambiare la mentalit\u00e0 generale delle scuole calcio, c\u2019\u00e8 un controsenso generale: siamo tutti tifosi del Napoli, ci indigniamo per i cori razzisti ma poi magari il giorno dopo aiutiamo i club del Nord. Quando si dice che il Napoli si fa sfuggire i talenti, bisognerebbe valutare caso per caso, verificare che certi ragazzi siano stati informati delle nostre richieste prima che poi esplodano altrove, oppure conoscere le folli pretese economiche di tante realt\u00e0. Addirittura alcune scuole calcio affermano di lavorare meglio di noi, dicono che noi \u201cbruciamo\u201d i ragazzini, mi sono anche un po\u2019 stufato di sentire queste maldicenze da chi non sa nulla del Napoli, talvolta \u00e8 pi\u00f9 facile prendere giocatori dal Lecce che dalle scuole calcio della zona\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8, per\u00f2, un dato statistico: negli ultimi anni abbiamo perso tanti ragazzi napoletani (Verde, Mandragora, La Ferrara, Donnarumma e tanti altri) alle soglie della Serie A e protagonisti nelle Nazionali giovanili. Come se lo spiega?<\/p>\n<p>\u201cNon mi permetto di giudicare chi ha lavorato prima di me, posso solo dire, essendomi informato, che i ragazzi che hai citato erano nel mirino del Napoli ma per motivi diversi non sono venuti, mi hanno riferito ad esempio che la scuola calcio di uno dei ragazzi che quest\u2019anno ha debuttato in serie A ogni qualvolta lo convocavano per raduni e provini diceva che era infortunato. Oggi \u00e8 tutto pi\u00f9 difficile anche rispetto a cinque-sei anni fa, le scuole calcio sono state affiancate dai procuratori, sono aumentate quelle \u201csenza retta\u201d e sono diventate molto competitive. Addirittura si cedono spesso giocatori a societ\u00e0, che con tutto il rispetto sono di spessore nettamente inferiore sia come prima squadra che come settore giovanile perch\u00e9 probabilmente ci sono altri interessi\u201d.<\/p>\n<p>A Dicembre 2014 ha fatto scalpore lo svincolo di Frank Liivak, attaccante classe \u201996 nelle ultime due stagioni in Primavera. Quali sono le motivazioni di questa scelta?<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 stata compiuta una scelta in accordo con lui , ha avuto dei problemi d\u2019ambientamento. Frank probabilmente non riusciva a rendere secondo le aspettative e non si trovava a suo agio, ha trovato una societ\u00e0 aperta al dialogo e ci ha ringraziato perch\u00e9 gli siamo venuti incontro (leggi le sue parole su Facebook del 20 Dicembre scorso), sono contento se in Spagna si trover\u00e0 bene. Ci tengo al fatto che chi resta a Napoli debba essere felice, ad inizio stagione ho convocato tutte le famiglie nella sala riunioni a Sant\u2019Antimo per comunicare ci\u00f2 che pensavo. Indossare la maglia azzurra \u00e8 un privilegio, bisogna esserne consapevoli, quando ho cominciato a operare da responsabile del settore giovanile, sembrava che io dovessi inseguire i genitori e i ragazzi, non ci potevo credere ed, infatti, opero in maniera completamente diversa\u201d.<\/p>\n<p>Dopo la denuncia di un ambiente tossico ai danni del Napoli, quali possono essere le mosse giuste per migliorare la situazione. Si potrebbe avanzare qualche proposta tipo le affiliazioni alle scuole calcio o riformare le \u201csquadre cuscinetto\u201d nelle categorie Berretti ed Allievi Lega Pro?<\/p>\n<p>\u201cDa quando mi sono esposto in prima persona, ho perso molti amici ma non m\u2019interessa perch\u00e9 mi sono fatto da solo e devo ringraziare solo la mia famiglia, il Napoli e tutti quelli che mi stanno aiutando, come il direttore sportivo Riccardo Bigon con cui c\u2019\u00e8 un confronto continuo. Sto andando avanti in questo modo perch\u00e9 non \u00e8 giusto togliere delle opportunit\u00e0 ai ragazzi usando delle dicerie messe in giro ad arte da persone che non sanno niente del Napoli. Saranno formate altre squadre, \u00e8 un nostro obiettivo, anche il meccanismo delle affiliazioni pu\u00f2 essere una buona idea, sarebbe la formalizzazione di una consuetudine di rapporti che dovrebbero essere gi\u00e0 fortemente voluti dalle scuole calcio, ma poi bisognerebbe capire come applicarlo perch\u00e9 non \u00e8 facile mettere in moto una situazione del genere. In generale dobbiamo migliorare la qualit\u00e0 del nostro lavoro per riuscire a mettere nuovamente il Napoli al centro dei desideri di tutti\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo speciale Settore Giovanile del ct Vaniglia<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[182,32],"tags":[85989,5327,58119],"class_list":["post-298644","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-calcio","category-sport","tag-calcio","tag-calcio-giovanile","tag-speciale-settore-giovanile","post_tag_personaggi-felicino-vaniglia","post_tag_personaggi-gianluca-grava"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/298644","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=298644"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/298644\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=298644"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=298644"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=298644"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}