{"id":298287,"date":"2015-07-28T14:48:23","date_gmt":"2015-07-28T12:48:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=298287"},"modified":"2015-07-28T14:48:23","modified_gmt":"2015-07-28T12:48:23","slug":"immigrazione-paita-cie-strumento-inadeguato-servono-hub-per-la-prima-accoglienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/07\/immigrazione-paita-cie-strumento-inadeguato-servono-hub-per-la-prima-accoglienza\/","title":{"rendered":"Immigrazione, Paita: &#8220;CIE strumento inadeguato, servono hub per la prima accoglienza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Regione<\/strong>. \u201cBenzina sul fuoco e fumo negli occhi: sembra questo, e null\u2019altro, ci\u00f2 che la Giunta regionale ha saputo mettere in campo per gestire il problema profughi. Prima la benzina degli annunci roboanti del tipo \u2018non un solo profugo metter\u00e0 pi\u00f9 piede in Liguria!\u2019, lanciati qualche settimana fa e finiti inevitabilmente in un nulla di fatto. Poi, resisi conto che governare significa anche proporre qualcosa, Toti e Viale si sono visti costretti a ricorrere al fumo: quello del CIE\u201d. Sono le parole di Raffaella Paita, capogruppo del Pd in Regione.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_111\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_111\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cCon una approssimazione disarmante \u2013 prosegue -, hanno indicato nell\u2019apertura di un Centro di identificazione ed espulsione in Liguria la soluzione magica per il governo dei flussi dei richiedenti protezione internazionale. In realt\u00e0, questo tipo di strutture non va a interessare almeno il 99% dei profughi. Dovrebbero funzionare per i migranti irregolari, ma in realt\u00e0 i CIE si sono rivelati uno strumento cos\u00ec poco adeguato che dei tredici presenti sul territorio nazionale ne sono rimasti aperti cinque e alcuni di questi in grossa difficolt\u00e0 per le mille tensioni interne e con i territori\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019orientamento generale \u00e8 quello di superarli \u2013 sottolinea Paita -. Ma se Toti e Viale vogliono davvero realizzare un CIE non possono esimersi dal dovere di proporre dove realizzarlo: a Genova, ad Albenga?. E di indicare quanti migranti dovr\u00e0 ospitare: trecento, cinquecento? Senza scaricare le decisioni sul Governo. Dicano chiaramente cosa vogliono fare per affrontare i problemi legati al flusso dei migranti in Liguria\u201d.<\/p>\n<p>\u201cProblemi \u2013 spiega l\u2019esponente del Pd \u2013 generati da una forte instabilit\u00e0 politica in molte zone dell\u2019Africa, da inedite dinamiche geopolitiche, da fenomeni nuovi per la comunit\u00e0 internazionale tutta. Problemi grandi, ma non impossibili da gestire, come ci dicono con la loro compostezza e il loro pragmatismo tanti sindaci e tanta parte del terzo settore che si stanno facendo carico con seriet\u00e0 della cosa, nonostante \u2018il fumo e la benzina\u2019 che arrivano loro addosso. Indicano il modello dell\u2019accoglienza diffusa senza grandi strutture come quello pi\u00f9 sostenibile dalle comunit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPropongono non un CIE, ma strutture che chiamano nub, due o tre nella regione, da 50-70 posti, dove sistemare i nuovi arrivi per la prima accoglienza e fare lo screening, con permanenze di massimo una settimana per poi entrare nei circuiti sul territorio. Insomma: proposte concrete. Ascoltiamoli. Credo che ci stiano dicendo una cosa importante: siamo un grande Paese che non intende rinunciare al proprio umanesimo (che non \u00e8 il buonismo cui fa riferimento Toti). Possiamo farcela \u2013 conclude Paita -. Abbiamo fatto cose ancora pi\u00f9 grandi in passato\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regione. \u201cBenzina sul fuoco e fumo negli occhi: sembra questo, e null\u2019altro, ci\u00f2 che la Giunta regionale ha saputo mettere in campo per gestire il problema profughi. 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