{"id":298287,"date":"2015-07-28T14:48:23","date_gmt":"2015-07-28T12:48:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=298287"},"modified":"2015-07-28T14:48:23","modified_gmt":"2015-07-28T12:48:23","slug":"immigrazione-paita-cie-strumento-inadeguato-servono-hub-per-la-prima-accoglienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2015\/07\/immigrazione-paita-cie-strumento-inadeguato-servono-hub-per-la-prima-accoglienza\/","title":{"rendered":"Immigrazione, Paita: &#8220;CIE strumento inadeguato, servono hub per la prima accoglienza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Regione<\/strong>. &#8220;Benzina sul fuoco e fumo negli occhi: sembra questo, e null&#8217;altro, ci\u00f2 che la Giunta regionale ha saputo mettere in campo per gestire il problema profughi. Prima la benzina degli annunci roboanti del tipo &#8216;non un solo profugo metter\u00e0 pi\u00f9 piede in Liguria!&#8217;, lanciati qualche settimana fa e finiti inevitabilmente in un nulla di fatto. Poi, resisi conto che governare significa anche proporre qualcosa, Toti e Viale si sono visti costretti a ricorrere al fumo: quello del CIE&#8221;. Sono le parole di Raffaella Paita, capogruppo del Pd in Regione.<\/p>\n<p>&#8220;Con una approssimazione disarmante &#8211; prosegue -, hanno indicato nell&#8217;apertura di un Centro di identificazione ed espulsione in Liguria la soluzione magica per il governo dei flussi dei richiedenti protezione internazionale. In realt\u00e0, questo tipo di strutture non va a interessare almeno il 99% dei profughi. Dovrebbero funzionare per i migranti irregolari, ma in realt\u00e0 i CIE si sono rivelati uno strumento cos\u00ec poco adeguato che dei tredici presenti sul territorio nazionale ne sono rimasti aperti cinque e alcuni di questi in grossa difficolt\u00e0 per le mille tensioni interne e con i territori&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;orientamento generale \u00e8 quello di superarli &#8211; sottolinea Paita -. Ma se Toti e Viale vogliono davvero realizzare un CIE non possono esimersi dal dovere di proporre dove realizzarlo: a Genova, ad Albenga?. E di indicare quanti migranti dovr\u00e0 ospitare: trecento, cinquecento? Senza scaricare le decisioni sul Governo. Dicano chiaramente cosa vogliono fare per affrontare i problemi legati al flusso dei migranti in Liguria&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Problemi &#8211; spiega l&#8217;esponente del Pd &#8211; generati da una forte instabilit\u00e0 politica in molte zone dell&#8217;Africa, da inedite dinamiche geopolitiche, da fenomeni nuovi per la comunit\u00e0 internazionale tutta. Problemi grandi, ma non impossibili da gestire, come ci dicono con la loro compostezza e il loro pragmatismo tanti sindaci e tanta parte del terzo settore che si stanno facendo carico con seriet\u00e0 della cosa, nonostante &#8216;il fumo e la benzina&#8217; che arrivano loro addosso. Indicano il modello dell&#8217;accoglienza diffusa senza grandi strutture come quello pi\u00f9 sostenibile dalle comunit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Propongono non un CIE, ma strutture che chiamano nub, due o tre nella regione, da 50-70 posti, dove sistemare i nuovi arrivi per la prima accoglienza e fare lo screening, con permanenze di massimo una settimana per poi entrare nei circuiti sul territorio. Insomma: proposte concrete. Ascoltiamoli. Credo che ci stiano dicendo una cosa importante: siamo un grande Paese che non intende rinunciare al proprio umanesimo (che non \u00e8 il buonismo cui fa riferimento Toti). Possiamo farcela &#8211; conclude Paita -. Abbiamo fatto cose ancora pi\u00f9 grandi in passato&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regione. &#8220;Benzina sul fuoco e fumo negli occhi: sembra questo, e null&#8217;altro, ci\u00f2 che la Giunta regionale ha saputo mettere in campo per gestire il problema profughi. 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